IL MONUMENTO DI MONTE SABBIUNO
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Comitato per le onoranze...
ai Caduti di Sabbiuno...



1 • FUNERALI DI PARTIGIANI

Agosto 1945
Un percorso di costruzione della memoria che inizia dalla fine

 

PRESENTAZIONE
1 • FUNERALI DI PARTIGIANI
2 • DALLA GUERRA ALLA RESISTENZA
3 • DOPO PORTA LAME

4 • ANZOLA DELL’EMILIA, AMOLA DI PIANO
5 • SAN GIOVANNI IN MONTE

6 • SABBIUNO DI PADERNO
7 • IL RITROVAMENTO E IL RICONOSCIMENTO

8 • LA MEMORIA E LA COSTITUZIONE
9. FUCILATI A SABBIUNO
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  • Il 7 agosto 1945, in Piazza Maggiore, ben 20.000 persone, secondo un articolo pubblicato sul Giornale dell’Emilia (fig. 2) nei giorni successivi, assistono al funerale di quattro partigiani i cui resti sono stati ritrovati, pochi giorni prima, in un calanco sui colli di Paderno. Si tratta di quattro gappisti della squadra “Temporale”, pattuglia di punta della 7^ GAP, che aveva condotto alcune delle azioni più audaci della lotta partigiana in città.
• Due di loro sono noti non solo agli uomini e alle donne della Resistenza, ma a tutti i bolognesi, per avere eroicamente liberato i prigionieri dalle carceri di San Giovanni in Monte, il 9 agosto 1944, per avere fatto esplodere la polveriera di Villa Contri, il 20 e 21 settembre delo stesso anno, e per avere assaltato per ben due volte, il 30 settembre e il 18 ottobre, il comando tedesco all’Hotel Baglioni. Si tratta dei “colpi” più vistosi inferti a tedeschi e fascisti in questa città prima della battaglia di Porta Lame. • I loro nomi sono Dante Drusiani e Vincenzo Toffano (fig. 1), ma sono più conosciuti con i loro nomi di battaglia, scelti in sintonia con il requisito ardimentoso e le finalità aggressive della loro squadra: Drusiani è “Tempesta” (ma, piccolo di statura e di corporatura minuta, viene anche chiamato “Gingillino”), Toffano è “Terremoto”. Le azioni compiute varranno alla loro memoria la medaglia d’oro al valor militare.
• Assieme a loro i bolognesi piangono, in quel 7 agosto 1945, anche Adolfo Fantini, “Moretto”, diciassettenne partigiano della “Temporale”, operaio come Toffano, ed Ermes Fossi, “Aquilone”, membro della squadra d’azione della brigata Stella Rossa, confluita nella 7^ GAP nell’ottobre 1944.
• I funerali sono una vera manifestazione popolare, con un corteo che accompagna i feretri da Piazza Maggiore alla Certosa, e che si conclude con le commemorazioni dei rappresentanti dell’ANPI e del PCI, e con il discorso del sindaco Giuseppe Dozza.
• Pochi giorni più tardi un’analoga cerimonia si svolge a San Giovanni in Persiceto, dove gli uomini della 63^ brigata Garibaldi portano a spalla le 19 bare con i resti dei loro compagni uccisi a Sabbiuno.
Questi funerali di partigiani non sono solo riti collettivi di saluto ai caduti, ma anche tasselli per la costruzione della stessa identità storico-politica della lotta di liberazione, uno snodo tra la lotta armata e l’elaborazione della memoria della Resistenza.
• Per questa mostra rappresentano il punto di partenza per la ricostruzione dell’evento, la fucilazione da parte dei nazisti, il 14 dicembre 1944, di circa un centinaio di prigionieri, ritrovati solo molti mesi dopo nella “fossa comune” naturale del calanco di Sabbiuno.
• Chi erano quelle cento vittime, e quale percorso di morte le aveva condotte fin qui?
   
1.  

Dante Drusiani (Tempetsa)
Vincenzo Toffano (Terremoto)

 
 
2.   Bombardamento in via Irnerio

 


 
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Informazioni per la realizzazione di percorsi didattici: Istituto per la Storia e le Memorie del '900 Parri E-R tel. 051 3397211
 
SACRARIO AI CADUTI DELLA RESISTENZA NEL PARCO COLLINARE