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EXTRA EVENTI

In questa pagina sono inserite informazioni relative ad attività culturali di interesse pubblico, realizzate da Adriana Velardi e suoi Collaboratori e/o Simpatizzanti di Klären oppure Associazioni Culturali.

 

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NDE (Near Death Experiences o Stati di Pre-Morte)  RIP (Regressione Ipnotica Prenatale) CHI SIAMO PERCHE' SIAMO QUI - CONFERENZA condotta da ADRIANA VELARDI

 

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TEMPO, ARTE, TEMPO TEMPO TEMPO, ARTE ARTE ARTE, TEMPO TEMPO,  ARTE ARTE ARTE, TEMPO, ARTE - PERSONALE di ADRIANA VELARDI - Inaugurazione 24 Marzo 2016 ore 17,30 - LENZI Bar in Arte, Via Della Grada 15/d - Bologna

 

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PITTURA E MUSICA FINALIZZATE ALL'INTROSPEZIONE - SEMINARIO condotto da ADRIANA VELARDI - VENERDI' 07 Agosto 2015 dalle ore 10,00 (pausa pranzo dalle ore 13,00 alle 14,00) alle ore 18,00 - presso EX SCUOLA EDMONDO DE AMICIS - Battipaglia (Salerno)

 

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DELL'ESISTERE E DELL'ESSERE - UNA VIA LAICA PER RICONCILIARSI CON LA PROPRIA ESSENZA - CONFERENZA pubblica di ADRIANA VELARDI - GIOVEDI' 06 Agosto 2015 alle ore 18,00  - presso EX SCUOLA EDMONDO DE AMICIS - Battipaglia (Salerno)

 

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COME SCOLLEGARSI DALLA "MATRIX" - PERCHÉ SIAMO QUI? NULLA É COME APPARE - SEMINARIO condotto da ADRIANA VELARDI - 12 Luglio 2015 dalle ore 10,00 (pausa pranzo dalle ore 13,00 alle 14,00) alle ore 18,00 - Località  Monzuno (Bologna) - Per informazioni contattare: ELISA FALLAVENA, in omonima pagina in Face Book oppure telefonando al numero 3402535002.

 

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Pittura e musica finalizzate all'introspezione - SEMINARIO condotto da ADRIANA VELARDI - 19 Aprile 2014 intera giornata - in Bologna

 

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Pittura, Musica, Energie Sottili conducono al Sè Superiore  - CONFERENZA pubblica di ADRIANA VELARDI - 14 Aprile 2015 alle ore 18,00, organizzata da Libreria Naturista, Via Degli Albari, 2/d Bologna. Al termine della conferenza vi è stato un intervento di Daniele Gullà che ha illustrato come l'attuale tecnologia, attesta la veridicità delle tesi sostenute dalla Filosofia ed Esoterismo Orientale ed Occidentale, concernenti l'esistenza di differenti forme energetiche non percepibili dai più.

 

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LE FALSE TEORIE SUL “PERCHÉ SIAMO QUI, PERCHÉ SI ESISTE”, generate dall'errata interpretazione della cultura NEW AGE - CONFERENZA pubblica di ADRIANA VELARDI - 14 Aprile 2014 alle ore 21,00, organizzata da Associazione Sinergica, Via Zamboni n. 26 Bologna

 

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Come uscire dal caos dei falsi io - SEMINARIO condotto da ADRIANA VELARDI - 17 Aprile 2011 ore 16,00 organizzato da: Negozio Non Solo Tibetano - Strada Maggiore, 32 - Bologna

 

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Io chi sono e perché sono qui - CONFERENZA pubblica di ADRIANA VELARDI - 13 Marzo 2011 ore 16,00 - Negozio Non Solo Tibetano - Strada Maggiore, 32 - Bologna

 

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Racconti dall'Altrove; chi o cosa sopravvive dopo la morte - CONFERENZA pubblica di ADRIANA VELARDI - 13 Febbraio 2011 ore 16,30 - Negozio Non Solo Tibetano - Strada Maggiore, 32 - Bologna

 

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Come favorire il destino dei propri figli, scegliendo il nome adeguato - CONFERENZA pubblica di ADRIANA VELARDIi - 06 Febbraio 2011 ore 16,30 - Negozio Non Solo Tibetano - Strada Maggiore, 32 - Bologna

 

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Una via laica per riconciliarsi con la propria Anima - CONFERENZA pubblica di ADRIANA VELARDI - 13 Novembre 2010 ore 21,00 - Associazione Spazio in Due, Vicolo Broglio 1/F - Bologna

 

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Retrospettiva Personale: 1970/2010 - Mostra di Pittura di ADRIANA VELARDI- 27 Ottobre/05 Novembre 2010 - Sala Celeste SRL, Via Castiglione 41 - Bologna

 

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Scarti umani e Metropolitani - Mostra personale di opere grafiche (Fotopittoriche) di ADRIANA VELARDI - 22 Febbraio / 5 Marzo  2010 - Sala Celeste SRL, Via Castiglione 41 - Bologna

 

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Muoversi in Città, tra Degrado e varia Umanità - Mostra opere grafiche (Fotopittoriche) di ADRIANA VELARDI - 16 / 22  Gennaio 2010 - Sala Esposizioni Giulio - Quartiere Santo Stefano - Bologna

 

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La Biopsicosintesi: Conflitti e Subpersonalità - CONFERENZA pubblica di ADRIANA VELARDI - Genova, Sabato 11 Ottobre 2008

 

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La Meravigliosa Arte del Quotidiano Esistere - Mostra opere grafiche (Fotopittoriche) di ADRIANA VELARDI - 13 Marzo 2008 - Zanarini - Bologna - Commento Mostra

 

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Persone per Caso, Luoghi per Sempre - Mostra opere grafiche (Fotopittoriche) di ADRIANA VELARDI - 1/7 Dicembre 2007 - Associazione Italiana di Biopsicosintesi - Bologna - Commento Mostra

 

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Faicchio, l'Essenza di Luoghi e Persone - Mostra opere grafiche (Fotopittoriche) di ADRIANA VELARDI - 26 Agosto 15 Settembre 2007 - Faicchio (Benevento) - Commento Mostra

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Conoscere se stessi, tramite la Numerologia - CONFERENZA pubblica di ADRIANA VELARDI - 25 Settembre 2004 - Accademia dei "Tati", Bologna

 

NDE (Near Death Experiences o Stati di Pre-Morte)  RIP (Regressione Ipnotica Prenatale) CHI SIAMO PERCHE' SIAMO QUI - CONFERENZA condotta da ADRIANA VELARDI

 

LA DR. VELARDI HA INIZIATO AD ARGOMENTARE A BRACCIO ALLE ORE 18,00 E ALLE 20,05 LA RESPONSABILE DELLA LIBRERIA HA PRECISATO CHE DOVEVA CHIUDERE. PUBBLICO ATTENTO, TANTE DOMANDE INTERESSANTI ASSOLUTAMENTE IN TEMA.

 

 

 

 

 

 

TEMPO, ARTE, TEMPO TEMPO TEMPO, ARTE ARTE ARTE , TEMPO TEMPO,  ARTE ARTE ARTE, TEMPO, ARTE

 

GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO, SIA ALL'INAUGURAZIONE CHE NEI GIORNI SEGUENTI FINO ALLA CHIUSURA DELLA MOSTRA AVVENUTA IL 20 APRILE 2016.

 

 

 

Copertina della Rivista Art Journal

 

Pittura e Musica finalizzate all'Introspezione - Venerdì 07 Agosto 2015 - Battipaglia (Salerno)

 

 

I banchi inventati al momento

 

Bir spettatore silente ed educato

 

 

DI SEGUITO ALCUNI DEI LAVORI PRODOTTI

 

 

 

 

 

 

 

Dell'Esistere e dell'Essere - Una Via laica per riconciliarsi con la Essenza - Giovedì 06 Agosto 2015 - Battipaglia (Salerno)

 

 

 

La ex Scuola Edmondo De Amicis                           Parte della sala Conferenze in fase di allestimento

 

 

Parte del Pubblico in attesa

 

La Dr.ssa Adriana Velardi al termine della Conferenza con il suo amato Bir.

 

 

 

 

Le false teorie sul  “PERCHE’ SIAMO QUI, PERCHÉ SI ESISTE”, generate dall'errata interpretazione della cultura NEW AGE

 

     

La Dr.ssa Adriana Velardi

 

 

Una via laica per riconciliarsi con la propria Anima

 

George I. Gurdjieff

 

Conferenza di ADRIANA VELARDI è stata organizzata da "Negozio Non Solo Tibetano" presso l'Associazione Spazio in Due. La Dr. Velardi ha introdotto la sua relazione con la proiezione del documentario (effettuato nel 1949, anno in cui Gurdjieff lasciò il corpo) in cui George I. Gurdjeff è ripreso in compagnia di suoi discepoli ed amici, in Parigi ed in altre località.

 

Retrospettiva Personale di ADRIANA VELARDI: 1970/2010

 

"Blu"

Tecnica mista (spatola olio, acquarello, matite colorate) - Tela cm 80x10

 

"Il tulipano" - Acquerello

 

La Mostra, patrocinata dal Comune di Bologna, rientra nella Manifestazione "ARTI VISIVE RESE VISIBILI" 8^ EDIZIONE ed è organizzata da: ARS.CREATIVA ASSOCIAZIONE CULTURALE; TEATRO ARTE SPETTACOLO S.C.A.R.L. - Curatore Testi: Luigi Dati. L'evento vanta la collaborazione di: ASSOCIAZIONE ITALIANA DI BIOPSICOSINTESI; ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCOSCENICO.

Scarti Umani e Metropolitani, personale di ADRIANA VELARDI

 

Piazza Nettuno (Bologna) - Fotopittorica

 

La Mostra, patrocinata dal Comune di Bologna, rientra nella Manifestazione "ARTI VISIVE RESE VISIBILI" 8^ EDIZIONE ed è organizzata da: ARS.CREATIVA ASSOCIAZIONE CULTURALE; TEATRO ARTE SPETTACOLO S.C.A.R.L. - Curatore Testi: Luigi Dati. L'evento vanta la collaborazione di: ASSOCIAZIONE ITALIANA DI BIOPSICOSINTESI; ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCOSCENICO.

 

 

Muoversi in Città, tra Degrado e varia Umanità, personale di ADRIANA VELARDI

 

 

"Little Dog in bicycle" - Fotopittorica

 

La Mostra gode del Patrocinio non oneroso di: Provincia di Bologna, Comune di Bologna, Quartiere Santo Stefano.

 

 

 

La Biopsicosintesi: Conflitti e Subpersonalità

 

Roberto Assagioli

 

 

L'Associazione Culturale PIRRI, organizza in Genova, Sabato 11 Ottobre 2008, ore 18:00, presso il Berio Cafe', la CONFERENZA dal titolo “LA BIOPSICOSINTESI: CONFLITTI E SUBPERSONALITÁ”. Relatore: Dottoressa ADRIANA VELARDI (vedi sintesi relazione in pag. DOC. VELARDI).

 

 

La Meravigliosa Arte del Quotidiano Esistere, personale di ADRIANA VELARDI

Rosa rossa - Fotopittorica

 

Fin dalla più tenera età, ebbi la fortuna di intuire che il mondo che mi ruotava attorno (persone, animali, piante, oggetti) era altro da me.

Da quel momento, appena fui in grado di poter scarabocchiare e poi disegnare, mi adoperai di capire se e quanto erano simili (a me), gli umani da me conosciuti e  per quale ragione specifici oggetti, piante, panorami, mi evocavano particolari sensazioni (spesso piacevoli) interiori.

Prestissimo realizzai che mi era più facile comprendere gli esseri animati (da me differenti) e che essi, insieme ad oggetti, piante, stelle e quanto altro avevo fino allora conosciuto, non suscitavano in me emozioni sgradevoli, simili a quelle che gli umani adulti (da me conosciuti) giornalmente mi facevano conoscere.

In quegli anni mi trovai ad ipotizzare che gli umani a me vicini, erano una sorta di alieni preoccupati unicamente di impormi la loro morale, le loro conoscenze, completamente disinteressati a capire se, quel che a loro più piaceva (a cominciare dal cibo) mi era gradito oppure no.

Crebbi all'insegna dei no!

I tantissimi no della mia infanzia mi spinsero a voler capire se, al di fuori del nucleo familiare vi fossero identici modelli esistenziali.

La "fuga" dalla famiglia d'origine, mi obbligò a  verificare che il luogo in cui la mia Anima mi aveva portato a svegliarmi nuovamente, non era tra i peggiori. Ciononostante non era quello adatto a me e fu utile allontanarmene.

Le delusioni familiari e quelle trovate fuori dal portone di casa, non incrinarono quella parte (intima o interiore) che in me è da sempre in stato di assoluta permanenza, che fino ad oggi mi ha portata ad avere fiducia in me stessa e nel prossimo.

Questo stabile stato interiore, mi ha sempre fatto credere che, anche se la vita mi offriva (come del resto fa con tutti) esperienze dolorose, valeva la pena di esistere.

La ragione per cui ho sempre sorriso (soprattutto interiormente) anche nei momenti difficili, è stata la consapevolezza che accettare di Esistere, è un'esperienza meravigliosa.

Con tale affermazione non voglio sostenere che vivere è meraviglioso. 

Ciò che rende straordinario esistere, è la consapevolezza di Essere.

Tale condizione non è vissuta con coscienza dai più e per questa ragione gli umani soffrono e rincorrono sciocchi e spesso inutili traguardi.

La realtà spesse volte disprezzata, se osservata con sguardo amorevole, privo di pregiudizio, rivela un insolita e poetica bellezza.

Torno a sottolineare quel che altre volte ho scritto:

"Vi è Bellezza ed Anima anche in ciò che appare sgradevole o che non si vuole o si deve guardare a lungo, ad esempio i contenitori di rifiuti urbani, i cartelli della segnaletica urbana, i mendicanti ed i clochard, gli anziani e tanto altro mondo ed umanità".

Tramite la realizzazione dei miei attuali lavori "pseudo" artistici, posso con certezza affermare che, anche gli oggetti e le persone che si è soliti relegare nell’ambito del degrado ambientale, se osservati con amorevolezza e rappresentati con colori e luci adeguati, divengono opere d’arte.

 

Persone per Caso, Luoghi per Sempre, personale di ADRIANA VELARDI

 

 

Tazzulella e caffè - Fotopittorica

 

Mirco Tatoo - Fotopittorica

 

“Persone per caso, Luoghi per sempre”, perché nell’illusorietà del nostro vivere, ci sentiamo sempre unici testimoni del tempo (breve) e dei luoghi che ci fanno sentire protagonisti. In realtà i luoghi, quando non vengono distrutti dagli uomini, restano i soli protagonisti e testimoni della presenza di differenti umani. Al principio, a stimolarmi ad effettuare quello che può esser considerato un reportage della quotidianità di paesi e città, è stato una sorta di gioco, frammisto alla curiosità di esplorare nuovi mezzi. Successivamente, l’iniziale entusiasmo casuale (che mi impegnava sporadicamente), si è trasformato in serio interesse che mi ha spinta ad immortalare luoghi particolari (ma a volte anche quelli apparentemente insignificanti) e persone (anche animali), conosciuti dai residenti ma non visti nel loro aspetto artistico e in un certo senso fiabesco.

Lo stimolo maggiore a continuare in tale operazione, l’ho ricevuto dalla positiva perplessità delle persone, alle quali (per prime) mostrai le foto che avevo trasformato in piccoli quadri. Realizzo lavori che, non immodestamente, posso considerare opere d’arte anche se ottenute totalmente con strumentazione tecnologica (utilizzando l’obiettivo digitale del mio telefono cellulare, che mi permette di scattare fotografie mentre mi trovo nel mio normale agire quotidiano). Le foto vengono poi trasferite nel mio computer e successivamente trasformate in opere pseudo pittoriche.

Utilizzo il termine “pseudo” perché, pur essendo estremamente capace nella pittura (per molti anni è stata la mia principale professione, frequentai il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti in Bologna), nella quasi totalità di opere in tal modo ottenute, l’intervento manuale è volutamente assente.

Tecnica a parte, ciò che mi ha maggiormente (interiormente) stimolata a desiderare di far conoscere ad altri quel che giornalmente, a volte anche per me, diviene una insospettata scoperta, è stato l’elemento antropologico e psicologico che l’indagine visiva da me condotta, fa emergere e va a colpire il cuore e la mente di chiunque (anche di quanti non amano l’arte fotografica e tantomeno quella pittorica).

Ho, infatti, voluto rappresentare l’Essenza di Persone (adulti e bambini ma anche i cani) e Luoghi immortalati “per caso”, cogliendo con uno “sguardo” pieno di discrezione e rispetto, i momenti del quotidiano vivere delle persone di differente etnia (nel loro agire ed essere spontaneo o naturale) i turisti ma anche i clochard, e tanti altri, che si muovono nei vicoli, nelle vie, nelle piazze, nei bar, nei ristoranti, nei negozi, negli autobus, nei mercati rionali, nei supermercati, durante le processioni, dentro alle chiese e attorno ad esse.

Mi sono mossa volutamente nell’ambito del Centro Storico dei siti da me fino ad oggi immortalati, sia per mia personale comodità, sia perché, generalmente, è qui che si ritrova la loro essenzialità.

Nel mio vagare nella città di Bologna, è stato interessante scoprire personaggi “pubblici” come ad esempio l’ex Sindaco di Bologna, il Signor Guazzaloca (o in altri luoghi l’Assessore, il Sindaco, i Poliziotti, i Carabinieri, ecc.) che si muovono o stazionano in specifiche aree, a fianco dei cosiddetti cittadini comuni, impegnati in insolite performance del vivere giornaliero (ad esempio una semplice partita a carte, seduti  di fronte ad una delle più vecchie osterie della città, situata in vicolo dei Ranocchi a Bologna). Come sostengono i Veda (lett. “sapienza, conoscenza”), vedere realmente corrisponde a conoscere (comprendere); tale azione obbliga a compiere quelle salutari pause che permettono di entrare in maggiore rapporto con se stessi e con il mondo. Ho potuto con questo lavoro, constatare che i miei occhi vedono la realtà che i più hanno dimenticata; quella realtà pregna di poesia, di voglia di esistere, di Essere, al di là dell’apparente caotico e nevrotico agire che ha contaminato tutti fin dalla più tenera età. Nel graffito disegnato sul muro di un elegante condominio (situato nella Via S. Rocco), qualcuno con altrettanta elegante ironia, ha voluto evidenziare una simbolica ovvietà: “L’Infinito è un nodo!”. É stato invece per me estremamente spettacolare, constatare che l’ovvietà del quotidiano vivere, in realtà è Arte in tutte le sue sfaccettature. Tale considerazione (per alcuni forse banale), mi riconduce al film Matrix (scritto e diretto dai Wachowski Brothers), nel quale si invita l’individuo ad osservare la realtà per quella che è, mentre i più vogliono identificarsi in ruoli falsi, agendo in piena inconsapevolezza, come automi. Nel film tutti credono di vivere nel benessere, di avere belle case ed automobili, di ingerire cibi prelibati e solo quando si risvegliano, quando divengono consapevoli, si accorgono di vivere in un mondo estremamente illusorio e povero.

Con questo mio modesto Lavoro creativo, ho voluto invece evidenziare che vi è Bellezza ed Anima anche in ciò che appare sgradevole o che non si vuole o si deve guardare a lungo, ad esempio i contenitori di rifiuti urbani, i cartelli della segnaletica urbana, i mendicanti ed i clochard, gli anziani e tanto altro mondo ed umanità.

Bellezza ed Anima, sono in strettissima relazione con il concetto di Amore; voglio quindi concludere, sostenendo che se stacchiamo lo sguardo da noi stessi e osserviamo con candore, senza pregiudizio ciò che ci circonda, diviene impossibile non riconoscere che l’umanità è pregna di Amore.

 

Faicchio - L'Essenza di Luoghi e Persone, personale di ADRIANA VELARDI

 

 

Castello Ducale (interno) - Fotopittorica

 

La ragione che mi ha portata a Faicchio, ha a che fare con mio Padre (Michele) che vi nacque nel 1924 e decise di ritornarvi nel 1985, appena andò in pensione, scegliendo di acquistare a “caro prezzo” un modesto monolocale, per evitare di “disturbare” i parenti e per non essere costretto a risiedere in un albergo.

La sua intenzione era di vivere almeno sei mesi l’anno a Faicchio ed i rimanenti nella nostra casa di Forlì, la città in cui conobbe mia madre e che diede i natali a me ed anche a Nadia, la mia seconda sorella, mentre Teresa, la mia sorella minore nacque a Bologna.

Mio padre diede inizio ai lavori di ristrutturazione del modesto monolocale, sito in Via Scoglio (nel Borgo denominato “Garbatella”, collocato a ridosso del Castello Ducale) che non potè mai veder definitivamente sistemato perché il cinque gennaio del 1987, un oscuro male obbligò la sua Essenza, la sua Anima ad abbandonare il corpo (la mia formazione culturale mi fa preferire questa espressione, per definire l’evento Morte).

Negli anni successivi, le mie sorelle si recarono a Faicchio due volte ed io un poco di più ma sempre per frugali visite, soggiornando ogni volta presso il fratello maggiore di mio padre, nel paese conosciuto come “Mastro Filomeno”.

Gli impegni di lavoro e la giovane età, sia alle mie sorelle che a me, per molti anni non ci fecero desiderare di soggiornare in un luogo sconosciuto e molto lontano da quello in cui risiediamo da sempre.

Nel tempo, circostanze dolorose si aggiunsero ai soliti impegni, problemi gravi di salute colpirono la mia famiglia, alcune situazioni furono risolte positivamente altre no.

Il cinque aprile 2005 anche mia Madre lasciò il corpo, per raggiungere in Spirito mio padre.

Fu nei mesi successivi che maturai l’idea di recarmi a Faicchio, con la volontà di dare un senso a quel che mio padre, più di venti anni fa, aveva desiderato e cioè: trascorrere parte della sua vecchiaia, nei luoghi in cui era nato.

Fu più per lui che per me o per le mie sorelle, che decisi di trascorrere in Faicchio i mesi estivi; il primo anno con una certa riluttanza a conoscere luoghi e soprattutto persone, perché la maggior parte del mio tempo era dedicata a sistemare, seppur artigianalmente ed autonomamente il monolocale, ed il tempo rimanente facevo compagnia a mio zio che abitava a pochi metri distanza, nella Via Colleggiata.

Finalmente, nel 2006, potei soggiornare in Faicchio per oltre due mesi; in quell’anno oltre ad aver migliorato l’aspetto estetico del monolocale, potei stabilire buoni rapporti di vicinato con gli abitanti di Via Scoglio, in particolare con la Famiglia De Angelis.

 

Grazie al Signor Mario De Angelis, nell’estate del 2007, ho potuto utilizzare il mio computer note book per riprodurre quelle che, non immodestamente, posso considerare opere d’arte anche se realizzate totalmente con strumentazione tecnologica.

Ho utilizzato l’obiettivo digitale del mio telefono cellulare, per scattare le fotografie che giornalmente ho trasferito nel mio computer e che, sempre giornalmente, ho trasformato in opere pseudo pittoriche.

Utilizzo il termine “pseudo” perché, pur essendo estremamente capace nella pittura (per molti anni è stata la mia principale professione, frequentai il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti in Bologna), nella quasi totalità di opere in tal modo ottenute, l’intervento manuale è assente (anche se, in realtà, su alcune di esse è mia intenzione, intervenirvi; rimando tale “operazione” a quando mi troverò nella città in cui risiedo tutto l’anno, dove ritroverò tutti i miei strumenti e potrò trasferire il materiale fotografico sul mio computer fisso ed ottenere una maggiore qualità di stampa).

Al principio, a stimolarmi ad effettuare quello che può esser considerato un reportage della quotidianità del paese, è stato una sorta di gioco, frammisto alla curiosità di esplorare nuovi mezzi.

Successivamente, l’iniziale entusiasmo casuale (che mi impegnava sporadicamente), si è trasformato in serio interesse che mi ha spinta ad immortalare luoghi (per me) particolari e persone, conosciuti dai residenti ma non visti nel loro aspetto artistico e in un certo senso fiabesco.

Lo stimolo maggiore a continuare in tale operazione, l’ho ricevuto dalla positiva perplessità delle persone, alle quali per prime ho mostrato le foto, trasformate in piccoli quadri.

Ho voluto rappresentare l’Essenza di Faicchio, cogliendo con uno “sguardo” pieno di discrezione e rispetto, i momenti del quotidiano vivere (che qui è forzatamente indiscreto, ovvero visibile da tutti) delle persone che si muovono nei vicoli, nelle piazze, nei bar, nei negozi, dentro alle chiese e attorno ad esse, durante le processioni, i concerti o mentre si proietta un film nella piazza principale, i turisti (?).

Ho fotografato i bambini, in particolare quelli che vivono nella Via Scoglio o che la frequentano oppure quelli che hanno in simpatia Bir, il mio cane meticcio, che nel mese di luglio 2006 (quando aveva circa tre mesi) comparve in via Scoglio ed il diciassette lo accolsi in casa mia, salvandogli la vita da morte sicura (all’epoca aveva contratto una grave malattia) mentre nel mese di settembre lo portai con me a Bologna, dove lo adottai legalmente.

Mi sono mossa volutamente nell’ambito del Centro Storico di Faicchio, sia per mia personale comodità, sia perché è qui che si ritrova l’essenza di questo luogo.

Nel paese, che ha intatta la sua architettura medievale, le persone convivono con tradizioni ed una morale che molti, altrove, possono definire obsoleta. Tale status quo, non ha impedito di far spazio alla tecnologia delle antenne paraboliche, dei telefonini e alla moda delle giovani donne che, anche qui, mostrano l’ombelico e fumano liberamente in piazza, ma si sposano giovanissime, con altrettanti giovani uomini, e mettono al mondo bambini senza troppo curarsi delle difficoltà economiche, desiderose di essere autonome, dalla autorità matriarcale e soprattutto patriarcale. Sentimenti che ormai sono quasi totalmente scomparsi, laddove lo scopo principale è la carriera, la professione grazie alla quale si sacrifica la famiglia e molte volte anche l’amore.

Ho anche fotografato i graffiti (distribuiti sui muri e sui marciapiedi, vicini alle Scuole locali), fatti unicamente di parole, mentre nelle grandi città essi sono soprattutto quadri, per lo più privi di parole, tramite i quali i giovani intendono manifestare la loro silente presenza.

Qui invece i ragazzi scrivono parole d’amore, a volte poetiche anche se non sempre grammaticamente corrette, ma si sa che essi sono soprattutto avvezzi alla comunicazione telematica o via SMS dove, per andar più veloci, tutto deve essere risparmiato.

La parte di me che è interessata alla comprensione della mente umana (sono un Filosofo Cognitivista e Ph. D. Hindo-Vedic Psychology ad indirizzo Ayurvedico – ovvero esperta in Psicologia Indovedica), mi fa percepire che in questi luoghi, anche nel “privato”, si ha maggiore difficoltà ad esprimere i propri sentimenti.

Ritengo di non errare nell’affermare che i graffiti, attualmente presenti in Faicchio, siano una sorta di contro-monumento alle parole che non sempre vengono palesemente espresse (con l’altro, il vicino, il parente, ecc.) anche dagli adulti, ma sono nelle menti di tutti.

In tempi spero non troppo futuri, è mia intenzione produrre un libro contenente tutto il materiale fotografico da me raccolto ed elaborato in forma pseudo pittorica, nel mio soggiorno estivo del 2007 in Faicchio. In tale opera sarà mia premura illustrare maggiormente le impressioni e la mia esperienza personale di “straniera” in Faicchio, ma soprattutto le considerazioni di uno scienziato interessato allo studio dei processi cognitivi e antropologici, degli esseri umani in generale.

Mi auguro che questo mio progetto, possa essere realizzato con l’aiuto delle Autorità locali e di quanti (cittadini privati e/o rappresentanti di Associazioni e Attività locali) comprendano l’importanza di avere una testimonianza scritta e visiva (le foto artistiche) che può divenire evento storicizzante del Paese e patrimonio culturale che potrà essere trasmesso ai posteri.

 

Adriana Velardi

 

Faicchio (Benevento), Agosto 2007

 

 

Conoscere se stessi, tramite la  Numerologia

 

La Dr.ssa Adriana Velardi e parte del Pubblico

 

 

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