Nuovo servizio di refezione scolastica, conclusa la procedura di gara: 6 le offerte complessive arrivate per i due lotti

Ara: “Una gara nel segno della qualità del servizio e del lavoro, della sostenibilità e degli investimenti sul territorio”

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Si è conclusa la procedura di gara per il nuovo servizio di refezione scolastica del Comune di Bologna. Un percorso impegnativo e strategico, avviato dall’anno scolastico 2024/25 con la definizione delle linee di indirizzo frutto di un percorso partecipato, e proseguito attraverso una consultazione preventiva di mercato realizzata a febbraio 2026. Questo passaggio chiave ha permesso di intercettare le dinamiche di un settore fortemente concentrato ed esposto alle evidenti turbolenze macroeconomiche degli ultimi tempi (volatilità dei costi energetici, dei trasporti, delle materie prime e impatti climatici), traducendole in un bando capace di attrarre l’interesse dei più qualificati operatori economici del settore.

Per la prima volta, la gara ha previsto la suddivisione in lotti e la concessione gratuita dei Centri di Produzione Pasti (CPP) comunali, completamente attrezzati grazie agli importanti investimenti dell'Amministrazione. 

Il bando ha registrato un forte interesse da parte del mercato, raccogliendo 6 offerte complessive (3 per ciascuno dei due lotti), da parte di quattro soggetti. 

“Un risultato che dimostra l’attrattività del progetto e la sostenibilità economica di un capitolato rigoroso - è il commento dell’assessore Daniele Ara - che non intende giocare sulla competizione al ribasso ma anzi ricercare la massima qualità su ogni fronte, nonostante le dimensioni del servizio lo rendano particolarmente impegnativo e complesso (oltre 173 plessi scolastici, più di 20 mila utenti, 3,3 milioni di pasti all’anno)”.

La gara è stata concepita per massimizzare la qualità e garantire l'assoluta omogeneità delle prestazioni: tutte le bambine e i bambini della città dovranno comunque beneficiare dei medesimi standard di eccellenza, indipendentemente dal plesso di frequenza. Nessun passo indietro sulla produzione fresco-caldo (tutto in giornata, a partire dalla materia prima), sulla stagionalità e sui prodotti d’eccellenza (oltre alle quote di biologico, anche prodotto locale, DOP e IGP). Il nuovo menù sostenibile progettato dall’Amministrazione comunale è infatti il frutto di un percorso partecipato, nato dall'analisi delle serie storiche dei dati, degli strumenti di customer care e dei riscontri su gradimenti e sprechi. 

Fondamentale su questo punto il contributo costruttivo delle Commissioni Mensa e dei genitori, in tutti questi anni partner operativi nel miglioramento continuo di un servizio complesso. Un servizio che coniuga salute, sostenibilità e bisogni nutrizionali speciali, configurandosi come un pilastro strategico per il diritto allo studio e del sostegno alla genitorialità e al lavoro, in particolare quello femminile, oltre che tassello chiave per la prevenzione e la tutela della salute delle giovani generazioni.

Il progetto prevede inoltre importanti premialità per le migliori proposte sull’assetto organizzativo e le politiche del lavoro, inclusa la crescita professionale del personale e le politiche di welfare aziendale; le filiere di fornitura d'eccellenza, valorizzando il sostegno alle produzioni biologiche e locali; le progettualità didattiche e di educazione alla sostenibilità, per fare del pasto a scuola un momento educativo, di socialità e inclusione, in perfetta coerenza con la policy di democrazia alimentare della città.

“L’Amministrazione - continua l’assessore Ara - ha messo al centro di questa transizione la tutela del lavoro e il valore sociale della produzione. Grazie a un solido accordo siglato con le principali organizzazioni sindacali (CGIL CISL UIL), la gara ha introdotto una clausola sociale fortemente potenziata per favorire la massima stabilità occupazionale di tutti gli operatori (oltre 450 senza contare l’indotto) e contrastare con forza il lavoro povero, qualificando l’intera filiera – dall'approvvigionamento alla somministrazione nelle scuole (non più subappaltabile) – garantendo l'equo trattamento dei lavoratori (anche attraverso l’applicazione di un unico contratto, - CCNL Pubblici Esercizi e Ristorazione).

A tutela del patrimonio comunale, l'Amministrazione ha messo in campo un ingente investimento di risorse per l'acquisto delle attrezzature di produzione, consentendo così l'affidamento di tre Centri di Produzione Pasti completi e perfettamente funzionanti a qualunque operatore economico si aggiudichi il servizio. Una scelta politica e strategica precisa, volta a scongiurare frammentazioni e logiche al ribasso, trattenere sul territorio il valore sociale della filiera e tutelare l'economia locale, mantenendo la massima e doverosa attenzione verso un'utenza altamente sensibile come quella scolastica e con l’intenzione di investire ulteriormente nella relazione diretta con l’utenza, a garanzia della trasparenza, della modernità e dell'innovazione delle principali funzioni informative e di interfaccia digitali verso le famiglie”.

"Siamo soddisfatti per la risposta che il mercato ha dato per la gestione del servizio di ristorazione scolastica del comune di Bologna - conclude l’assessore Ara -. Una gara che chiede qualità nell’ottica del diritto al cibo per tutte e tutti, rapporto con il territorio dentro la politica del cibo locale, educazione alimentare, e da quest’anno, una clausola sociale avanzata che non permette il subappalto del lavoro di somministrazione del pasto a scuola, concepito come attività integrante e sostanziale nel servizio, grazie ad un accordo sindacale coraggioso che lancia un messaggio di grande impegno per la qualità del lavoro, presupposto indispensabile per la qualità del servizio”.

Ora, dopo la valutazione delle offerte ricevute da parte della Commissione, verranno aperte anche le offerte economiche e ci sarà l’aggiudicazione in tempo per garantire l'avvio del servizio con il nuovo anno educativo e scolastico (5 settembre). 

Ultimo aggiornamento: 02/07/2026

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