Nidi, azzerata per la prima volta la lista d’attesa da 9 a 36 mesi. Lepore: “A Bologna la scuola è per tutti”

Ridotta di oltre due terzi anche quella dei lattanti, da 163 a 52 bambini. Con i nuovi nidi Federzoni e Barbacci aumenteranno ulteriormente i posti per i più piccoli

Pubblicato il: 

Descrizione

Con la riapertura dei nidi d’infanzia avvenuta questa settimana, la città raggiunge quest’anno un risultato mai raggiunto prima: è stata azzerata la lista d’attesa per tutti i bambini dai 9 ai 36 mesi, la fascia di età delle sezioni medi e grandi.

È il risultato di anni di investimenti e dell’apertura progressiva di nuove sezioni nei territori dove la domanda delle famiglie era maggiore. La capacità ricettiva complessiva della rete dei nidi arriva quest’anno a 3.015 posti. La lista d’attesa nel 2022 contava 449 bambini, mentre oggi i nidi comunali sarebbero in grado di assorbire ancora 38 richieste.  

Con l’apertura dell’8 settembre sono state inaugurate le nuove sezioni dei nidi Anna Serra e Coop Azzurra, a gennaio apriranno Marzabotto e Menghini, mentre nel 2027 arriveranno Federzoni e Barbacci.

 

Il commento del sindaco Matteo Lepore: «A Bologna la scuola è per tutti»

«A Bologna la scuola è per tutti. E oggi possiamo dirlo con un risultato concreto: per la prima volta abbiamo azzerato la lista d’attesa dei nidi per tutti i bambini dai 9 ai 36 mesi. È un risultato importante, di cui siamo orgogliosi, che arriva dopo anni di lavoro e di investimenti. Non è successo per caso: abbiamo aperto nuove sezioni e aumentato progressivamente i posti dove c’era maggiore domanda.

Più posti significa una risposta concreta alle famiglie, ma significa anche garantire a tutte le bambine e a tutti i bambini l’accesso a un servizio educativo di qualità. Il nido non è soltanto un servizio per le famiglie: è educazione, inclusione, equità e un investimento sulle opportunità di ogni bambina e di ogni bambino».

 

Lattanti, lista d’attesa ridotta di oltre due terzi

Un risultato importante riguarda anche i bambini più piccoli. In soli due anni la lista d’attesa per le sezioni lattanti si è ridotta di oltre due terzi, passando da 163 a 52 bambini.

La domanda per i lattanti ha caratteristiche diverse rispetto a quella per i bambini più grandi. Si tratta di bambini molto piccoli, per i quali in passato le famiglie preferivano un accudimento a casa nei primi mesi di vita. Oggi, però, le condizioni di vita e di lavoro delle famiglie stanno cambiando e cresce la necessità, per molte donne, di rientrare al lavoro già nel primo anno di vita del figlio.

La crescita della domanda per i lattanti riguarda in particolare professioniste, partite Iva, lavoratrici autonome e persone con contratti brevi, per le quali il rientro al lavoro può avvenire molto presto. Questo avviene mentre le nascite diminuiscono.

«Anche sui più piccoli il passo avanti è netto – prosegue il Sindaco -. Ma sappiamo che la domanda sta cambiando e dobbiamo continuare a rispondere a questa nuova esigenza delle famiglie».

Con le prossime inaugurazioni, sarà possibile assorbire completamente la domanda anche di questa fascia d’età così delicata.

 

Nidi accessibili alle famiglie

L’investimento sull’offerta dei posti è accompagnato da una particolare attenzione all’accessibilità economica dei servizi.

Per i nidi comunali, con il bonus INPS, la retta è azzerata per le famiglie con ISEE fino a 25.499 euro, con un sistema progressivo che va da pochi euro fino a 458,63 euro per ISEE superiori a 40.000 euro o in assenza di ISEE. 

Anche per i nidi privati convenzionati il sistema di contributi comunali e bonus INPS consente di mantenere rette fortemente calmierate, con azzeramento della retta fino a 12.000 euro di ISEE e un massimale di 854 euro per ISEE superiori ai 50.000 euro.

Bologna continua così a garantire un’offerta di servizi per la prima infanzia tra le più ampie del Paese: i posti nei nidi sono pari al 52% dei bambini residenti tra zero e due anni, un dato molto superiore alla media nazionale, che ha già raggiunto e superato abbondantemente gli obiettivi stabiliti a Barcellona dal Consiglio Europeo per il 2030 (45% per i bimbi sotto i 3 anni).

 

Nidi, servizi e lavoro: una sfida che riguarda anche il Paese

«Se cambiano le famiglie e cambia il mondo del lavoro, devono cambiare anche i nostri servizi – sottolinea il Sindaco -. Noi continueremo a investire per dare risposte alle famiglie, ma c’è una parte della sfida che deve essere affrontata a livello nazionale».

«Finché il primo anno di vita di un bambino resterà prevalentemente a carico delle madri, sarà difficile costruire una vera parità. Congedi di maternità e paternità, sostegno al lavoro e servizi per l’infanzia devono essere pensati insieme. Un congedo di paternità più lungo e realmente paritario sarebbe un investimento importante quanto quello sui nidi».

 

In allegato i grafici che mostrano l’andamento delle liste di attesa in questi anni e le foto della visita del sindaco Matteo Lepore al nido Serra in occasione dell'avvio dell'anno educativo

Ultimo aggiornamento: 10/09/2026

Back to top