Ricostruzione post alluvione. Una galleria scolmatrice di circa 2,5 chilometri per deviare dalla città le portate di piena del torrente Ravone
Descrizione
Comunicato congiunto Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna
Una galleria scolmatrice di circa 2,5 chilometri in grado di intercettare e deviare nel fiume Reno le piene del torrente Ravone.
È questa l’ipotesi progettuale condivisa dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Bologna e illustrata oggi dal presidente, Michele de Pascale, e dal sindaco, Matteo Lepore, durante la seduta della commissione comunale “Gestione dei rischi idraulici e idrogeologici della Città di Bologna”.
La proposta della galleria scolmatrice, da realizzare sotto la collina, è considerata dagli enti la soluzione più idonea anche a seguito dello studio commissionato al professor Marco Maglionico del Dicam, il Dipartimento di Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materialidell’Università di Bologna, che nei mesi scorsi ha realizzato un modello digitale del Ravone.
L’opera consentirebbe il deflusso delle portate di piena del torrente Ravone e probabilmente anche del rio Meloncello direttamente verso il fiume Reno, proteggendo così la città. Dalle prime riunioni con i tecnici di Comune e Regione non sono emersi elementi ostativi alla realizzazione dell’intervento, mentre nelle prossime settimane saranno avviati ulteriori approfondimenti progettuali e verifiche di fattibilità.
“Mettere in sicurezza Bologna per noi è una priorità- ha ricordato il presidente de Pascale-. Siamo pronti a inserire quest’opera, una volta concluse tutte le verifiche di fattibilità, all’interno del primo ciclo di programmazione degli interventi, così come faremo con tutti i corpi idrici che hanno manifestato le maggiori criticità. Da parte della Regione- ha aggiunto- c’è la volontà di accedere a ulteriori fonti di finanziamento, anche tramite l’accensione di mutui, per garantire al capoluogo quelle opere capaci di riportare la tranquillità alle migliaia di cittadine, cittadini e famiglie che un anno e mezzo fa hanno vissuto ore drammatiche a causa dell’esondazione del Ravone”.
"Si tratta di una scelta importante- è il commento del sindaco di Bologna Matteo Lepore-, siamo di fronte a un passaggio storico come si può bene capire. Mettere mano alla rete dei canali di Bologna trovando una soluzione definitiva alle piene del Ravone è per noi una priorità. Ringrazio la Regione per la disponibilità e il lavoro comune svolto, la nostra collaborazione è stata decisiva per arrivare a questa scelta così come lo sarà per la realizzazione dell’opera. Insieme, proporremo questo intervento nella prima quota di finanziamenti messi a disposizione dal Governo per le opere idrauliche post alluvione. Voglio anche ringraziare i cittadini che hanno preso parte a tutti gli incontri svolti, la Commissione comunale speciale bipartisan e comitati civici che si sono confrontati con noi. Ogni anno in Europa le città subiscono miliardi di danni dai disastri climatici e questo è un fatto. Serve agire in modo nuovo e più consapevole per prevenire queste problematiche con opere lungimiranti e riteniamo che questo intervento lo sia".
L’individuazione di quest’opera avviene in un contesto di intensa collaborazione istituzionale tra gli enti (Comune e Regione) e tutti gli attori del sistema idraulico bolognese (inclusi i Consorzi, Atersir ed Hera), che, tra l’altro, ha portato all’attivazione di convenzioni specifiche e innovative che consentono una programmazione unitaria degli interventi sul territorio.