Question Time, chiarimenti sull'area di proprietà Pazzaglia in via della Liberazione
Domanda d'attualità della consigliera Cocconcelli"L'i...
Descrizione
L'assessore all'Urbanistica Patrizia Gabellini ha risposto alla domanda d'attualità della consigliera Cocconcelli sull'area di proprietà Pazzaglia in via della Liberazione.
Domanda d'attualità della consigliera Cocconcelli
"L'immobile ubicato a fianco dell' Ex Officine Cevolani e Bologna Motori in via della Liberazione e di proprietà Pazzaglia, attualmente occupato abusivamente da alcune baracche con altrettanti nuclei familiari che versano in una situazione di totale degrado anche e soprattutto da un punto di vista igienico-sanitario.
Si chiede al Sindaco e alla Giunta come si intenda affrontare tale situazione; se è stato programmato un sopralluogo da parte dell'Ufficio Tecnico comunale anche con accertatori della Polizia Municipale al fine di rilevare l'abuso e quanto tempo si dovrà aspettare affinché questo insediamento abusivo venga sgomberato".
Risposta dell'assessore Gabellini
"Le restituisco tutti gli accertamenti fatti a diversi livelli. La situazione oggetto della domanda non era mai stata segnalata e, conseguentemente, non è mai stata portata all'attenzione della task force della polizia municipale. Questo è il primo accertamento che ho fatto e sentito il nucleo di polizia municipale di Navile, che ha confermato che non sono giunte segnalazioni su questo.
Trattandosi di un'area compresa nel piano operativo di qualificazione, che abbiamo varato in questo Consiglio, mi sono rivolta agli uffici del Dipartimento Riqualificazione urbana, che non erano al corrente della situazione segnalata; dall'analisi della foto a disposizione riportata dall’articolo, parrebbe trattarsi di rifugi temporanei, apparentemente creati con tende e cartoni, che non configurano manufatti o opere riconducibili ad abusi edilizi.
Siamo andati poi alla proprietà, proprio perché è un'area entrata nel Piano operativo di qualificazione diffusa, c'era un rapporto con il proprietario, che è Pazzaglia. La stessa proprietà sta già intervenendo in area adiacente con un intervento diretto (ex officine Cevolani).
Contattata sulla questione, si è appreso che si è già fatta parte attiva ed ha già sporto denunce per la situazione alle autorità competenti, perché ricordo che la prima responsabilità quando si tratta di proprietà privata è del proprietario. Vi sono già stati primi interventi che hanno drasticamente ridotto la presenza di occupanti.
Nel giro di una decina di giorni prevedono l’allontanamento definitivo delle restanti 6-7 persone presenti e dei relativi rifugi temporanei.
In questa ricognizione di tutti i possibili i soggetti in grado di conoscere la situazione e metterla sotto controllo, abbiamo sentito anche l'ufficio competente per l'amianto. L'area è stata in passato oggetto di diversi provvedimenti, nel 2013, sia per la presenza di rifiuti abbondanti, sia per la presenza di amianto in copertura. Attualmente vi è una copertura in amianto che è in condizioni discrete, quindi non deve essere oggetto per legge di rimozione o bonifica, ma solo di un piano di manutenzione. L'ordinanza è stata ottemperata, quindi da questo punto di vista la situazione è sotto controllo.
Vengo all'ultimo punto. L’area interessata dalla segnalazione, sita tra via Donato Creti e via della Liberazione, è la scheda I- 11 contenuta nel Poc di qualificazione diffusa, approvato nel febbraio 2015, e prevede la realizzazione di un edificio ad uso residenziale con commercio di vicinato e servizi per un volume totale di circa 43.000 metri cubi che potrà essere attuato con permesso di costruire. Al momento la proprietà non ha presentato alcun titolo abilitativo per l’avvio degli interventi previsti dal piano. Si rammenta che la validità del POC è di 5 anni dalla data di approvazione e la stessa proprietà sta concludendo l'intervento a fianco, quindi abbiamo tutti gli interventi di pensare che terminerà l'ultima tranche di lavori, dopo essere intervenuta a scacchiera in tutta via Creti.
In conclusione: è la proprietà che si è fatta parte attiva, in una situazione che si ripropone, ed è la ragione per la quale ha poi portato avanti la procedura per essere inserita nel piano operativo e per fare la trasformazione edilizia. Inoltre, abbiamo elementi per dire che, nel frattempo la proprietà sta gestendo la situazione, con la consapevolezza che sono dinamiche che non sono mai risolte fino a quando la trasformazione edilizia non sarà compiuta".