"Non sono solo scritte", verso il 17 maggio la campagna nata dalle associazioni LGBTQIA+ regionali e del Patto di collaborazione con il Comune di Bologna. I manifesti affissi sul territorio grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna
Descrizione
Le scritte sui muri a scuola, a lavoro, in strada prendono spesso di mira le persone della comunità LGBTQIA+. Quei messaggi vengono ignorati ma hanno conseguenze pesanti e spesso invisibili per chi ne è bersaglio.
Replicando alcune delle scritte omolesbobitransafobiche più comuni che si possono trovare nei bagni della scuola, sul muro di casa, sul luogo di lavoro, la campagna "Non sono solo scritte" rappresenta l’espressione della violenza negli spazi pubblici a danno di persone LGBTQIA+ e ne denuncia le conseguenze invisibili. Quell’omonegatività, fatta di piccole battute, parole, frasi che suonano apparentemente accettabili, è presente in tutti gli ambienti e tocca diverse soggettività di tutte le età e provenienze.
I quattro manifesti che compongono la campagna saranno affissi nei Comuni con più di 15mila abitanti a partire dal 4 maggio.
"Non sono solo scritte" è una campagna di comunicazione corale, nata dal basso, attraverso il confronto tra le associazioni LGBTQIA+ della regione Emilia-Romagna e nell’ambito del Patto di Collaborazione LGBTQIA+ del Comune di Bologna.
Il progetto della campagna è stato presentato dal Cassero nel 2025, in partenariato con le altre associazioni del Patto di collaborazione, dopo che in un Tavolo di monitoraggio era emersa preoccupazione per gli attacchi alle sedi LGBTQIA+ in città.
Il Comune ha stanziato 10 mila euro e avviato una coprogettazione condivisa con le altre associazioni e gli uffici del Comune per l'ideazione e la definizione della campagna, realizzata dall'agenzia di comunicazione femminista Comunicattive.
La Regione Emilia-Romagna ha promosso e sostenuto, con risorse proprie, la diffusione dei quattro manifesti sul territorio con affissioni negli spazi urbani dei Comuni con più di 15mila abitanti, in coerenza con la legge regionale n. 15 del 2019 per il contrasto alle discriminazioni e alla violenza determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, riconoscendola come azione significativa nel percorso verso il 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.
La rete RE.A.DY, la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, di cui fanno parte sia il Comune di Bologna che la Regione Emilia-Romagna, diffonderà la campagna in tutta la rete di città ed enti aderenti a livello nazionale.
Anche il Comune di Reggio Emilia, con l’associazione Arcigay Gioconda, ha contribuito alle affissioni nel comune capoluogo di provincia, così come il Comune di Bologna per la città capoluogo di regione, il Comune di Torino e la Provincia Autonoma di Bolzano.
La campagna è stata adottata inoltre da Arcigay a livello nazionale e verrà diffusa a mezzo social e tramite volantini in tutte le sedi locali dell'associazione in occasione del 17 maggio.
Il progetto nasce dal bisogno di denunciare il clima di odio omolesbobitransafobico, spesso sottovalutato, sminuito, quando addirittura passato sotto silenzio, che colpisce quotidianamente le soggettività LGBTQIA+ nel territorio emiliano-romagnolo. In particolare alcuni attacchi di stampo fascista alla sede del Cassero LGBTQIA+ Center e di altre associazioni avvenuti a Bologna all'inizio del 2025 hanno spinto la rete di associazioni LGBTQIA+ del territorio a creare una campagna di affissioni in tutte le città per ribadire la propria esistenza e il proprio lavoro quotidiano accanto alle persone che vivono esperienze di odio e discriminazione omolesbobitransafobiche.
Obiettivo della campagna è quindi non solo la denuncia, ma anche la sensibilizzazione della cittadinanza verso quelle microaggressionii che contribuiscono a costruire il clima d'odio e discriminazione verso le persone LGBTQIA+.
Le scritte sui muri, che spesso passano inosservate, sono un esempio di questa violenza ignorata. Sono così tante, nei luoghi di lavoro, a scuola, per strada, che molte persone si sono abituate a vederle, mentre altre le vivono sulla propria pelle con conseguenze emotive e materiali.
I soggetti della campagna sono quattro e ogni manifesto rimanda tramite QR Code a una pagina del portale pari opportunità della Regione Emilia-Romagna dove sono disponibili le informazioni per fare conoscere e poter contattare le associazioni LGBTQIA+ dell’Emilia-Romagna. Questo il link: https://regioneer.it/NonSonoSoloScritte
Uno dei soggetti della campagna riprende l’episodio di cronaca dello stendardo che venne appeso al Cassero LGBTQIA+ Center alcuni anni fa da parte di Forza Nuova.
Un esempio di come certe scritte siano ancora più omonegative se situate. Nella sede di un’associazione LGBTQIA+ quella frase può diventare una minaccia.
Più di recente (agosto 2025) sono comparse sui muri dei Portici di Bologna scritte sessiste e lesbofobiche molto simili a quelle rappresentate nella campagna, episodio stigmatizzato da istituzioni e società civile, come emersione nello spazio pubblico di una cultura violenta diffusa e normalizzata.