Tutela del consumatore, la Polizia locale ha controllato un esercizio di vicinato con gravi carenze igienico sanitarie al Navile
Descrizione
Ieri, il reparto Navile della Polizia Locale di Bologna ha eseguito un controllo ispettivo approfondito presso l'esercizio di vicinato in via Croce Coperta. L'attività, specializzata nella vendita di prodotti etnici, pescheria e macelleria, dove si sono riscontrate da subito gravi carenze sul piano igienico-sanitario. Al momento dell'accesso, infatti, gli agenti hanno visto un addetto alla macelleria manipolare carni fresche senza le adeguate dotazioni igieniche.
Nel corso dell'ispezione della merce esposta al pubblico, sono emerse numerose irregolarità commerciali e di tracciabilità. Sui banchi dell'ortofrutta, prodotti freschi come ciliegie, cavolfiori, pesche e angurie erano del tutto privi delle indicazioni obbligatorie relative a categoria, provenienza e varietà, mentre una gran quantità di articoli alimentari e non alimentari esposta sugli scaffali non era accompagnata dal cartellino del prezzo di vendita. Molti alimenti preconfezionati e congelati presentavano etichette esclusivamente in lingua cinese, violando l'obbligo di traduzione in lingua italiana, mentre altri erano totalmente privi di indicazioni obbligatorie, a tutela dei consumatori, quali la provenienza, la presenza di allergeni o la data di scadenza. Inoltre, diverse merci avevano superato il termine minimo di conservazione già da alcuni mesi.
La gravità dello scenario igienico, legata anche alla promiscuità nella conservazione dei cibi all'interno delle cinque celle frigorifere del locale, ha spinto la Polizia Locale a richiedere l'intervento urgente del personale dell'ASL. La dottoressa intervenuta ha accertato l'impossibilità di commercializzare crostacei vivi - nello specifico, granchi blu rinvenuti in cella frigo insieme ad esemplari già morti -, poiché l'attività era priva delle corrette procedure autorizzative per la vendita di tale fauna; la loro commercializzazione è stata quindi immediatamente bloccata. L'autorità sanitaria ha poi imposto severe prescrizioni strutturali da adempiere entro una settimana, tra cui la pulizia straordinaria di tutte le superfici non a diretto contatto con gli alimenti nei reparti pescheria e macelleria e la manutenzione o la sostituzione dei macchinari da lavoro principali, quali la segaossa, il tritacarne e l'affettatrice.
L'operazione si è conclusa con la redazione di cinque distinti verbali ispettivi. Tutta la merce non conforme è stata sottoposta a sequestro amministrativo, suddivisa e sigillata in 11 sacchi custoditi temporaneamente all'interno dello stesso punto vendita. A carico della titolare e del personale sono state complessivamente elevate sanzioni amministrative per un ammontare economico pari a 8000 euro.