Il Museo didattico scientifico Luigi Bombicci riapre domani con un nuovo allestimento e una mostra in occasione di Art City Bologna 2026

Il Museo ospiterà una selezione di giocattoli d’epoca di Maurizio Marzadori

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Descrizione

Mercoledì 4 febbraioalle 17, al  Museo didattico scientifico Luigi Bombicci, in via Sant’Isaia 20, si terrà la presentazione del nuovo allestimento museale che accoglie in comodato all’interno del Museo parte della collezione di giocattoli di Maurizio Marzadori e l’inaugurazione della mostra di Arianna Pace a cura di Artierranti e Bianca Basile allestita in occasione di Art City Bologna 2026.

Interverranno
Daniele Ara, assessore alla Scuola e Adolescenti
Veronica Ceruti, direttrice Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni
Maurizio Marzadori, Freak Andó
Arianna Pace, artista
Laura Brambilla, Artierranti Associazione culturale
Anna Caratini, “Senza titolo” Progetti aperti alla cultura
Bianca Basile, curatrice indipendente

 

Il Museo didattico scientifico Luigi Bombicci
Anche se ha quasi 150 anni di storia, sono poche le persone che a Bologna conoscono il Museo didattico scientifico Luigi Bombicci e la sua originale collezione. Situato all’interno dell’ex convento di San Mattia in via Sant’Isaia, fu avviato nel 1884 dalla Società degli insegnanti della Provincia di Bologna insieme a Luigi Bombicci, docente di Mineralogia dell’Università di Bologna. Il Museo è costituito da una ricca collezione di esemplari dei tre regni della natura, collocati in tre armadi contenenti 30 cassetti ciascuno. Ogni cassetto è concepito come un'unità didattica autonoma: aprendolo, l'alunno non si limitava a guardare, ma poteva osservare da vicino e confrontare i reperti. Questo approccio rispondeva alla filosofia pedagogica del tempo, che vedeva nell'osservazione diretta e nel contatto con la materia il primo passo fondamentale per la costruzione del pensiero scientifico. L'armadio non era dunque un semplice contenitore, ma un vero e proprio strumento di lavoro che trasformava l'aula in un laboratorio permanente. Questa particolarità rende il patrimonio storico-educativo del Museo di inestimabile valore per la città di Bologna e, a oggi, un unico nel suo genere a livello nazionale e internazionale.
In una delle sale storiche del Museo si trova, inoltre, la ricostruzione di un ambiente scolastico tra Ottocento e Novecento, con oggetti originali, come cattedra, lavagna, banchi, libri, pagelle e materiali relativi alla didattica di diverse materie scolastiche.
Il Museo è gestito dal Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni del Comune di Bologna, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell'educazione Giovanni Maria Bertin dell'Università di Bologna.

Il Museo e la collezione Marzadori
Dopo un breve periodo di chiusura il Museo riapre ora rinnovato nell’esposizione grazie all’arrivo in comodato d’uso gratuito di una parte della ricchissima collezione di Maurizio Marzadori.
Marzadori, collezionista e antiquario bolognese, fondatore di Freak Andò, ha infatti concesso al Comune di Bologna una selezione di giocattoli, dal 1900 al 1950, provenienti dalla sua collezione che comprende più di 600 mobili da bambino e altrettanti giocattoli d’epoca.
Questa selezione di giocattoli comprende creazioni della Lenci, opere di legno realizzate coi personaggi della letteratura dell’infanzia, del Corriere dei Piccoli, di Pinocchio, di Disney, altri creati da artisti come Cambellotti e Prini e giocattoli futuristi, costruttivisti, autarchici, tra cui mezzi di trasporto, birilli, giochi da tavolo, una storia dell’arredo attraverso i modellini da bambola e una chicca, una rarissima testata di lettino di Antonio Rubino.
Alla collezione Marzadori è stato riservato uno spazio espositivo del Museo didattico scientifico Luigi Bombicci dove i giocattoli sono esposti all’interno di una scaffalatura da negozio in legno di rovere originale dei primi del Novecento, anch’essa fornita da Marzadori, che riproduce una sorta di negozio dell’epoca.
La collezione e molti dei pezzi esposti hanno girato in tantissime mostre in giro per l’Italia, dal Museo della Triennale di Milano, al Museo civico archeologico di Bologna, alla Salaborsa di Bologna con la mostra La camera dei bambini, fino al Moma di New York “ospiti” della rassegna internazionale Century of the Child.

I progetti didattici del Museo
Con la riapertura del Museo dopo il riallestimento, riprenderanno anche le attività didattiche rivolte alle scuole della città.
Le proposte hanno come riferimento fondamentale le collezioni che Luigi Bombicci realizzò nel primo Novecento con lo scopo di mettere a disposizione delle classi della scuola primaria di allora un’ampia varietà di oggetti del mondo naturale e di quello costruito dagli esseri umani intorno ai propri bisogni primari: alimentazione, abbigliamento e abitazione. Queste collezioni sono arrivate ai giorni nostri nella forma di tre bellissimi armadi con 30 cassetti per ognuno: regno animale, regno vegetale e regno minerale. Intorno agli argomenti dei cassetti Bombicci, sono state costruite una serie di proposte laboratoriali in cui, alla teoria generale, si affiancano in modo incisivo esperienze di manualità e creatività a supporto degli apprendimenti e dei saperi trasmessi. Il museo accoglie inoltre la ricostruzione parziale di un ambiente scolastico tra Ottocento e Novecento, con notizie e curiosità dal mondo della scuola del primo Novecento (cattedra, lavagna, banchi, libri, pagelle e materiali relativi alla didattica di diverse materie scolastiche).
L’offerta didattica, che da quest’anno rientra nel catalogo per le scuole del Settore Musei Civici di Bologna, si articola in 2 proposte: la prima a cura del Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni dedicata all’attenta esplorazione dei contenuti del museo, la seconda a cura di “Senza titolo”,che mette al centro il dialogo con l’arte e la contemporaneità, ora integrata di una nuova progettazione dedicata alla collezione Marzadori.

Il Museo e Art City 2026: Le cose non parlano perché non sanno cosa farsene del linguaggio di Arianna Pace
In occasione di Art City 2026 Artierranti e Bianca Basile presentano Le cose non parlano perché non sanno cosa farsene del linguaggio, una mostra personale di Arianna Pace (Pesaro, 1995) articolata tra il Museo didattico scientifico Luigi Bombicci e l’Officina Artierranti.
La ricerca di Arianna Pace si basa sull’interesse per il vivente: si concentra sull’osservazione del mondo naturale come pratica di archiviazione, che diventa per lei una forma di conoscenza e scoperta. La scelta di coinvolgere il Museo didattico Luigi Bombicci apre a diversi percorsi di approfondimento: la pratica di Arianna Pace, i cui progetti nascono spesso dall'osservazione collettiva del naturale per dare luogo a workshop esperienziali; Luigi Bombicci, il cui Museo didattico circolante trasgredisce la staticità dell'organismo Museo per dare vita a un'educazione basata sull'osservazione empirica della realtà; il museo come parte del Sistema Museale d'Ateneo, quindi luogo di ricerca e di studio. Le opere, allestite sulla base di mimetismi o corrispondenze con i reperti del Museo, permettono una rilettura delle collezioni costruendo un dialogo tra passato, presente e futuro. Se nel Museo la riflessione di Pace si concentra sulla natura concreta delle “cose”, all’interno di Officina Artierranti si procede invece esplorando il concetto di evanescenza. In entrambi i casi, al centro è lo sguardo: il nostro sulle cose e quello delle cose che ci circondano su di noi. 

Durante i giorni di apertura della mostra, sarà presente un mediatore di “Senza titolo” a disposizione del pubblico. 
Domenica 15 febbraio dalle 15.30 alle 17.30,  al Museo didattico Luigi Bombicci, Arianna Pace con “Senza titolo” condurrà Dream drawer, un laboratorio per bambini e bambine dai 6 agli 11 anni. La partecipazione sarà gratuita con prenotazione obbligatoria scrivendo a: info@senzatitolo.net
La mostra è organizzata da Artierranti e Bianca Basile in collaborazione con “Senza titolo”, con il Dipartimento educazione, istruzione e nuove generazioni del Comune di Bologna e con il Museo didattico scientifico Luigi Bombicci.

Mostra: Le cose non parlano perché non sanno cosa farsene del linguaggio di Arianna Pace
Dal 5 al 15 febbraio 2026
Luoghi: Museo didattico scientifico Luigi Bombicci, via Sant’Isaia 20
Officina Artierranti, via Sant’Isaia 56/A, Bologna
Inaugurazione: mercoledì 4 febbraio, dalle 17 alle 19, Museo Bombicci; dalle 18 alle 21, Officina Artierranti
Orari di apertura: giovedì 5 e venerdì 6 febbraio, dalle 15 alle 19; sabato 7 e domenica 8 febbraio, dalle 11 alle 19; sabato 14 e domenica 15 febbraio, dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Maggiori informazioni

 

Ultimo aggiornamento: 03/02/2026

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