Mostra “Orizzonti in valigia” a cura dell’associazione Belarus Bo, inaugurazione domani in Sala Ercole a Palazzo d’Accursio

L’inaugurazione sarà alle ore 17. A partire dalle ore 16 punto stampa e interventi

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Descrizione

Venerdì 18 settembre alle 17 in Sala Ercole a Palazzo d’Accursio si terrà l'inaugurazione della mostra “Orizzonti in valigia”, organizzata dall'associazione Belarus Bo con il patrocinio del Comune di Bologna. La mostra è frutto di esperienze che le artiste hanno voluto tradurre in arte, partendo dall'esilio volontario dalla propria patria a seguito della feroce repressione del regime insediatosi in Bielorussia nel 2020.

A partire dalle ore 16 si terrà un punto stampa seguito dagli interventi di presentazione della mostra.

Interverranno:
Anna Lisa Boni, assessora alle Relazioni internazionali e cooperazione
Rita Monticelli, consigliera delegata per i Diritti umani e il dialogo interreligioso e interculturale
Yulia Yukhno, rappresentante dell'Ambasciata popolare della Belarus in Italia
Svitlana Korolyova, rappresentante associazione Belarus Bo e artista
Olga Silivanchyk, Sviatlana Danskaya, Alena Nizhevich, artiste
Nastassia Hotsman, cantante, che proporrà una breve performance con canti popolari bielorussi

 

La mostra

Al centro di questa mostra ci sono donne, artiste che hanno dovuto lasciare la Bielorussia, portando con sé frammenti della propria vita, memorie, immagini, affetti, e la necessità di ricominciare altrove. 
Donne per le quali l’arte è diventata anche un modo per attraversare lo sradicamento, custodire ciò che rischiava di andare perduto e continuare a immaginare un futuro.
La repressione che ha colpito la Bielorussia dopo le proteste del 2020 ha costretto molte persone, tra cui artisti, artiste ed esponenti del mondo culturale, all’esilio. 
Da quel momento, per molti, la valigia non è stata solo un oggetto, ma una soglia: il confine tra ciò che si è stati e ciò che si è costretti a diventare.
Oggi alcune di queste artiste portano in Italia una testimonianza visiva intensa e commovente. Attraverso le loro opere mostrano come l’arte sappia costruire un ponte tra la patria, che non può più accoglierle, e la nuova terra, l’Italia, che ha offerto loro rifugio.

 

Il progetto espositivo

La mostra “Orizzonti in valigia. Da Belarus a Bologna” è il racconto di quattro donne artiste bielorusse, quattro percorsi personali accomunati da una frattura improvvisa e dalla necessità di ricostruire un nuovo senso di appartenenza.
Partite dalla propria terra portando con sé soltanto una parte della propria vita materiale, hanno custodito dentro di sé memorie, immagini, emozioni e silenzi. In Italia hanno ritrovato uno spazio dove trasformare l’esperienza vissuta in linguaggio artistico.
Le loro opere non sono soltanto rappresentazioni di paesaggi bolognesi o incontri quotidiani con una nuova realtà. Sono un dialogo tra due mondi: quello lasciato alle spalle e quello che lentamente prende forma.
“Orizzonti in valigia” racconta la trasformazione del dolore in creazione, della perdita in memoria, dello sradicamento in una nuova possibilità di esistenza attraverso l’arte.
Una serie di immagini di Bologna racconta il processo attraverso cui uno spazio inizialmente estraneo diventa lentamente familiare. La città viene osservata con lo sguardo di chi deve imparare nuovamente a sentirsi a casa.

 

Informazioni aggiuntive

Descrizione del progetto espositivo

L’allestimento della mostra è concepito come un viaggio interiore: un percorso che accompagna il visitatore dalla sensazione di smarrimento iniziale fino alla scoperta di un nuovo equilibrio.
All’ingresso si trova il nucleo simbolico della mostra:

  • fotografie che raccontano il rapporto tra le artiste e la città di Bologna

  • l’installazione “Valigie”, metafora di un viaggio non scelto, dove pochi oggetti racchiudono una storia intera

  • pannelli dedicati alle quattro artiste e ai loro percorsi personali.

     

In dettaglio

Prologo fotografico >  Il percorso della trasformazione

1. Il ricordo del luogo d’origine: Sedie accatastate / Il lampione dello sdoppiamento
La prima fase racconta la partenza e la sospensione. Gli oggetti lasciati indietro, gli spazi vuoti, la sensazione di una vita interrotta.
Il lampione rappresenta la divisione interiore: il corpo si trova in un nuovo luogo, mentre una parte della persona rimane ancora legata alla terra d’origine.
2. La perdita di orientamento: È il momento dell’incertezza, della distanza e dell’attesa.
Il telefono al centro. Il telefono diventa il simbolo del legame fragile con ciò che è lontano. Attraverso uno schermo si cercano notizie, voci, volti familiari.
3. La transizione: La luce.
La luce segna l’inizio di una trasformazione. Non cancella il passato, ma apre uno spazio nuovo.
La memoria diventa ispirazione e l’esperienza vissuta si trasforma in energia creativa.
4. La presenza nella città: La realtà di Bologna
L’ultima fase rappresenta l’incontro con il nuovo luogo.
Bologna non è più soltanto una città ospitante, ma diventa parte della storia personale delle artiste. I portici, le torri e le strade entrano nella loro memoria e diventano un nuovo orizzonte.

Il percorso si conclude con l’installazione delle Valigie e con uno spazio informativo dedicato alle artiste e al progetto della mostra.

Ultimo aggiornamento: 17/09/2026

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