L'intervento del sindaco Matteo Lepore alla festa del Corpo della Polizia Locale
Descrizione
Il sindaco Matteo Lepore è intervenuto in piazza Nettuno durante la Festa del Corpo della Polizia Locale in occasione del centosessantaseiesimo anniversario dalla sua fondazione.
"Autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni, gentile Comandante, care e cari appartenenti al Corpo della Polizia Locale, cittadine e cittadini.
Oggi celebriamo il centosessantaseiesimo anniversario della fondazione della Polizia Locale di Bologna. Per Bologna questo significa riconoscere una parte importante della storia della città. Una storia che continua ogni giorno attraverso il vostro lavoro, le responsabilità che assumete, le persone che incontrate.
Oggi, a nome di Bologna, voglio dirvi grazie.
Grazie a chi presta servizio nelle strade e nelle piazze, nei quartieri e nella Centrale Operativa. A chi svolge attività di indagine, a chi interviene nelle emergenze, a chi assicura il lavoro amministrativo e organizzativo indispensabile al funzionamento del Corpo.
Un saluto riconoscente al personale che per tanti anni ha svolto servizio per questo Corpo e che oggi è in pensione, contribuendo a costruire questa storia e a trasmettere esperienza e senso delle istituzioni alle nuove generazioni di agenti.
Oggi vogliamo anche dedicare un ricordo commosso a Giuseppe Mazzone, il nostro giovane agente scomparso nel gennaio di quest’anno, a soli ventotto anni, a causa di un terribile male e a cui molti di voi sono andati a portare l’ultimo saluto nella città in cui era nato e che aveva lasciato per servire Bologna. Alla sua famiglia, ai suoi cari e alle colleghe e ai colleghi che hanno condiviso con lui il servizio va l’abbraccio di tutta Bologna. In questa giornata di festa sentiamo la sua mancanza e lo ricordiamo con affetto, come parte della nostra comunità e della storia di questo Corpo.
La Festa del Corpo è anche un momento per riflettere sul significato del vostro servizio e sulla responsabilità che abbiamo, come Amministrazione, nei vostri confronti e nei confronti della città.
In centosessantasei anni Bologna è profondamente cambiata. Sono cambiati il modo di muoversi, di lavorare, di abitare gli spazi pubblici. Sono cresciute le opportunità e sono emerse nuove fragilità. La città vive con ritmi diversi, accoglie persone, attività e bisogni che chiedono alle istituzioni capacità di ascolto e risposte tempestive.
Dentro questi cambiamenti, la Polizia Locale rappresenta un presidio fondamentale di continuità e di fiducia.
Siete la Polizia della città. Questa definizione esprime un legame preciso: conoscete i luoghi, ne riconoscete le trasformazioni, incontrate le persone nella loro vita quotidiana. Il vostro lavoro vi porta dove le regole e le relazioni si misurano con la realtà concreta.
È una posizione delicata. Richiede preparazione, equilibrio, capacità di decidere. Richiede di intervenire con fermezza e proporzione, di riconoscere un pericolo, di comprendere quando dietro un comportamento si trovi anche una condizione di difficoltà, di attivare altre competenze e funzioni quando servono.
L’autorevolezza di un’istituzione cresce anche attraverso questa capacità di giudizio. Attraverso il modo in cui esercita i propri poteri, spiega le proprie decisioni, tratta ogni persona con rispetto.
La divisa rende riconoscibile lo Stato nella vita quotidiana. E ogni incontro può contribuire a rafforzare la fiducia nelle istituzioni.
Penso alla sicurezza sulle nostre strade. Alla tutela di chi cammina, di chi va in bicicletta, di chi attraversa la città per andare a scuola o al lavoro. Alla prevenzione dei comportamenti che mettono a rischio la vita degli altri e all’intervento negli incidenti, anche quando occorre affrontarne le conseguenze più dolorose.
Penso ai controlli sulle attività economiche, alla tutela dei consumatori, con una particolare attenzione ai minori, alla difesa dell’ambiente, al contrasto agli abusi e agli illeciti. Al lavoro nei quartieri e alla gestione dei grandi eventi. Alla presenza necessaria perché tante persone possano vivere insieme gli spazi di Bologna in condizioni di sicurezza.
Sono attività diverse, unite da un obiettivo comune: rendere effettivi i diritti e le responsabilità su cui si fonda la convivenza civile.
La sicurezza è un bene pubblico. Per una persona anziana significa poter uscire di casa con serenità. Per una ragazza significa poter attraversare la città sentendosi libera. Per un commerciante significa lavorare senza subire intimidazioni. Per una famiglia significa sapere che una richiesta di aiuto troverà ascolto.
Queste aspettative meritano attenzione e risposte concrete anche quando arrivano con parole dure, anche quando esprimono sfiducia o esasperazione. Il nostro compito è comprenderle, verificare i problemi, intervenire e rendere conto del lavoro svolto.
Come Comune, abbiamo la responsabilità di costruire una politica della sicurezza capace di tenere insieme prevenzione, controllo del territorio, qualità degli spazi pubblici, integrando tutto questo con il lavoro dei servizi sociali e con le tante opportunità educative della nostra città.
Ogni intervento deve poter contare su una rete di istituzioni che collaborano, ciascuna esercitando fino in fondo le proprie competenze. Per questo rivolgo un ringraziamento alla Prefettura, alla Questura, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, all’Autorità giudiziaria e a tutte le realtà, come le associazioni degli Ausiliari di Prossimità, che concorrono alla sicurezza di Bologna.
La collaborazione si misura nella capacità di condividere informazioni, coordinare gli interventi e dare continuità alle risposte. È su questo terreno che dobbiamo continuare a lavorare.
Ma oggi voglio assumere soprattutto un impegno nei vostri confronti.
Chiedere professionalità e responsabilità significa garantire condizioni adeguate per esercitarle. Significa investire nelle persone, nella formazione, nell’organizzazione del servizio, nelle dotazioni e negli strumenti di lavoro.
Significa avere cura della vostra sicurezza.
Le aggressioni e le minacce contro chi svolge un servizio pubblico sono inaccettabili. A chi le ha subite esprimo la vicinanza dell’Amministrazione. Una vicinanza che deve tradursi in protezione, assistenza e sostegno, anche rispetto alle conseguenze psicologiche delle situazioni più difficili.
Sappiamo quanto possa essere impegnativo intervenire in un conflitto, affrontare un’emergenza, comunicare una notizia dolorosa. Sappiamo che la qualità del servizio dipende anche dal benessere di chi lo svolge.
Un ringraziamento particolare va alle vostre famiglie, che condividono turni, assenze, preoccupazioni e imprevisti. Anche a loro dobbiamo una parte della disponibilità su cui la città può contare.
E poi, consentitemi di mandare un abbraccio di vicinanza all’Agente Scelto Angelo Conte: il suo amatissimo Ares, uno dei nostri agenti a quattro zampe, è purtroppo improvvisamente mancato pochi giorni fa. Un agente speciale, per la sua affidabilità e instancabilità, nella vita di ogni giorno e sul lavoro. Grazie Ares.
In questa giornata, più tardi, riconosceremo inoltre il valore di chi si è distinto in servizio. Gli encomi raccontano capacità operative, coraggio, prontezza e umanità. Raccontano l’attenzione che consente di cogliere un segnale, la tenacia di una ricerca, la lucidità con cui si assume una decisione.
Sono gesti che possono cambiare il corso della giornata e, qualche volta, della vita di una persona. Encomiarlo significa indicare un esempio e riconoscere una cultura professionale che appartiene all’intero Corpo.
Oggi cento giovani agenti, assunti con l’ultimo concorso, presteranno giuramento di fedeltà alla Costituzione e alle leggi dello Stato per il pubblico bene. È un momento solenne, che lega il vostro futuro professionale ai valori della Repubblica e al servizio della comunità.
A voi, seppure prestate servizio già da mesi, rivolgo oggi il benvenuto e l’augurio di custodire ogni giorno il significato di questo impegno: tutelare i diritti, far rispettare le regole, trattare ogni persona con dignità.
Portate in questo lavoro le vostre competenze, le vostre energie e la vostra sensibilità. Imparate dall’esperienza di chi vi affianca e conservate la disponibilità ad ascoltare e a comprendere. Avrete responsabilità importanti e potrete dare un contributo concreto alla vita di Bologna.
A tutto il Corpo chiedo di continuare a coltivare questo legame con la città. Con una presenza riconoscibile e accessibile. Con il rigore necessario a far rispettare le regole e l’attenzione necessaria a conoscere le persone.
Come sindaco, sento la responsabilità di accompagnare il vostro lavoro con scelte, risorse e obiettivi chiari. È un impegno che assumiamo verso di voi e verso tutta la comunità.
Grazie per il servizio che rendete a Bologna.
Buon centosessantaseiesimo anniversario al Corpo della Polizia Locale"