Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, l'intervento del Sindaco Virginio Merola a chiusura del Consiglio solenne
Il Sindaco Virginio Merola ha concluso la seduta solenne del Consiglio comunale per celebrare la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Di seguito il suo intervento."Grazie signor vicepresidente de...
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Il Sindaco Virginio Merola ha concluso la seduta solenne del Consiglio comunale per celebrare la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Di seguito il suo intervento.
"Grazie signor vicepresidente del Consiglio, grazie a tutti voi, alle autorità civili e militari presenti e un particolare ringraziamento ai nostri relatori. Gli interventi che abbiamo sentito questa mattina ci raccontano di un paese in moto positivamente, sono esempi di quella che oggi, qui con voi, vorrei chiamare 'l’antimafia delle persone'. Quanto lavoro è stato fatto in questi anni grazie alle associazioni, a Libera ovviamente e a tutte le altre, ad un costante impegno per smuovere le nostre coscienze.
Care ragazze e cari ragazzi vi ringrazio, è importante che siate qui e che con i vostri insegnanti abbiate occasione di parlare di questi argomenti. Vorrei che aveste chiaro come oggi abbiamo goduto insieme di un piccolo privilegio. Abbiamo ascoltato testimonianze di persone impegnate, ognuna di loro ha fatto una scelta e non è rimasta indifferente. E’ tanto semplice come concetto, quanto importante per ciò che porta con sé. Le scelte di ognuno di noi causano degli effetti soprattutto nel mondo che ci circonda e ognuno di noi può essere padrone della propria anima. Per questo vorrei soffermarmi sulle persone. Su quelle che sono rimaste uccise, ferite o segnate per sempre per le scelte che hanno fatto e su quelle che hanno deciso di imboccare una strada di contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata, attraverso le più varie attività: nella Magistratura, nei sindacati, nella scuola, nelle parrocchie, nelle associazioni.
Ci sono storie emblematiche, raccontate in un francobollo di giornale, che danno il senso di quanto nella vita la libera scelta sia uno spartiacque. E in certi territori una determinata scelta ha significato pagare con la vita. Quest’anno la Giornata nazionale del 21 marzo è stata celebrata a Foggia. Ricordo ancora con orgoglio quando nel 2015 abbiamo ospitato il pacifico esercito dei 200 mila che arrivarono a Bologna. Fu una giornata importante per tutti noi e per una terra, la nostra l’Emilia, che ha scoperto non solo di non essere immune ma di dover affrontare un radicamento reale di mafia e criminalità organizzata. Ebbene, a Foggia don Luigi Ciotti ha detto che serve una memoria che 'sconvolga le coscienze'. Per questo è importante ricordare la storia di tante vittime delle mafie. Storie di persone normali che hanno fatto normalmente il loro dovere come un funzionario pubblico che a Foggia denunciò tangenti o un capo della vigilanza di una grande fabbrica che a Taranto denunciò dei traffici illeciti proprio sul luogo di lavoro. Persone che sono state ammazzate e le cui storie vanno tolte dall’oblio per raccontare questo grande mosaico e questa grande speranza che è l’antimafia delle persone.
Per questo ritengo sempre importantissimo il momento dello scandire i nomi delle vittime innocenti delle mafie. Sono 972 e dietro ogni nome c’è una storia, una rete di relazioni e di affetti, scelte compiute senza per forza immaginare che avrebbero condotto alla morte. Per questo è importante conoscere, per trarre un esempio che rafforzi l’impegno civico di ciascuno di noi. E’ una sorta di passaggio di testimone a garanzia di tutti per provare a costruire una società basata sulla cittadinanza attiva. Una società dove la denuncia non diventi una condanna a morte e dove lo Stato riesca a proteggere chi decide di mettersi al suo servizio. Una società nella quale la lotta per la legalità si accompagni sempre alla lotta per la giustizia sociale.
Oggi la mafia, come sappiamo, parla il linguaggio della corruzione più che quello dell’intimidazione. Ricicla enormi quantità di denaro e di capitali, si ripulisce attraverso persone che accettano il ruolo di lavatrice. Gli esiti dell’inchiesta Aemilia ci hanno confermato in modo chiaro questa impostazione. Dunque sta ad ognuno di noi essere parte di un futuro differente, ognuno con la propria sensibilità, la propria vocazione, il proprio impegno, per costruire un noi condiviso che che non verrà mai dalla somma di tanti io, un noi condiviso che oggi qui abbiamo testimoniato e per il quale ringrazio tutti e tutte".
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