Garisenda, stanziati i fondi per la fase di montaggio dei tralicci. Potenziato il sistema di monitoraggio

In allegato le immagini del premontaggio e collaudo in officina delle macchine di tiro

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La Giunta ha approvato lo stanziamento di circa 5.500.000 euro, di cui 4 milioni dalla Regione Emilia-Romagna e i restanti da risorse comunali, per finanziare la fase di montaggio dei tralicci di Pisa per la messa in sicurezza della Torre Garisenda. L’iter di approvazione del finanziamento si concluderà all’inizio del mese di marzo.

L’intervento di messa in sicurezza della Torre entra nella fase operativa che riguarda il montaggio delle cosiddette “macchine di Pisa”, con la realizzazione delle fondazioni profonde che dovranno sostenere le due macchine, il cui collaudo si è concluso la scorsa settimana a Cesena. Le macchine sono state ulteriormente perfezionate con l’introduzione di elementi di controllo aggiuntivi, tra cui martinetti di nuova generazione, che garantiranno una regolazione rigorosa dei carichi da applicare durante l’intera fase di tiro. Si tratta di un’operazione che verrà condotta con la massima cautela e con tempi volutamente dilatati, nel rispetto della complessità e delicatezza del monumento.

Il sistema di monitoraggio dell'attività delle macchine è stato inoltre implementato con un software di controllo dedicato, che sarà installato in una nuova cabina tecnica e che dialogherà direttamente con la piattaforma di monitoraggio delle Due Torri, assicurando un costante scambio di dati e un controllo in tempo reale. 

Parallelamente, il sistema di monitoraggio delle torri ha conosciuto un’evoluzione significativa. In una prima fase, l’obiettivo era migliorare la conoscenza dello stato e del comportamento delle Torri, inclusi gli aspetti legati alla stabilità. Con l’avvio delle lavorazioni, la finalità del monitoraggio si amplia: oltre alla verifica e allo studio del comportamento delle strutture – con particolare riguardo alla Garisenda – sarà centrale la valutazione dell’interferenza delle lavorazioni previste o future, sia dirette sulla Torre sia indirette, come il disturbo tenso-deformativo indotto dalle opere di progetto (in particolare fondazioni, elevazione e operatività dei cavalletti).

In questi mesi è stato perfezionato l’intero sistema di lettura e interpretazione dei dati. La Control Room, appositamente istituita dal Comune, ha concentrato la propria attività nella verifica e nel miglioramento del sistema, definendo una gerarchia delle strumentazioni ritenute più affidabili per la lettura costante dei dati. A supporto di tale attività, il servizio di monitoraggio e gestione è stato affidato tramite bando al RTI composto da Socotec, Diamonds e Syntesis. Il contratto con il raggruppamento, attivo da agosto 2025, prevede l’elaborazione settimanale di rapporti di rendicontazione dei dati raccolti, e con il perfezionamento della procedura di controllo dei dati.

Lo studio del comportamento della Torre Garisenda è stato infine ulteriormente approfondito grazie a un’analisi strutturale condotta dall’Università di Bologna - DICAM, che ha elaborato un modello numerico di riferimento. Il modello, validato e condiviso dal Gruppo di Lavoro, consente di valutare il livello di sicurezza attuale della Torre sia durante le fasi di messa in sicurezza sia in vista del successivo intervento finale di consolidamento e restauro, e costituisce un ulteriore elemento di sicurezza in quanto proveniente da un ente terzo.

Un ulteriore passo avanti in un percorso che coniuga rigore scientifico, controllo costante e programmazione accurata delle attività per la tutela di uno dei simboli più importanti della città.
 

Il commento del sindaco  Lepore e dell’assessora regionale Allegni

“Grazie anche al contributo della Regione Emilia-Romagna - è il commento del sindaco Matteo Lepore - abbiamo stanziato  5 milioni e mezzo di euro, che consentono di avviare questa nuova fase di cantierizzazione per la fase di montaggio dei tralicci, che in questo momento sono a Cesena presso l’azienda Trevi. 
L’obiettivo è quello di finire nel 2028, le fasi intermedie devono essere molto prudenti, quindi questo metodo osservazionale che il gruppo di esperti ci ha proposto serve proprio a valutare gli effetti che ogni singola azione avrà sulla torre, perché sulla base della reazione della Garisenda ci comporteremo di conseguenza.”


“Come Regione - spiega l’assessora alla Cultura Gessica Allegni - siamo e saremo al fianco del Comune per restituire alle cittadine e ai cittadini di Bologna e di tutta la comunità emiliano-romagnola la Garisenda, uno dei maggiori simboli della nostra identità culturale e architettonica, oltre a un bene di forte attrattività turistica. Un atto d’amore, come lo ha definito anche il presidente de Pascale, e di cura verso il nostro patrimonio inestimabile cui abbiamo già destinato 4 milioni di euro. Ora proseguiamo insieme all’amministrazione comunale in un percorso che deve garantire, in ogni suo passaggio, rigore scientifico, monitoraggio costante e una programmazione accurata delle attività, senza fretta e senza forzature”.

Ultimo aggiornamento: 19/02/2026

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