Da anni di abbandono, a 200 iniziative e 20 attività residenti in sei mesi: TEST (ex Villa Turri) presenta i primi risultati e apre il confronto sul futuro degli usi temporanei a Bologna

Giovedì 22 ottobre a Villa Turri un incontro pubblico con il sindaco Matteo Lepore, l'assessore Raffaele Laudani, l'Agenzia del Demanio e la cooperativa francese Plateau Urbain

Descrizione

Un edificio pubblico rimasto inutilizzato per oltre quindici anni, oggi abitato da artigiani, professionisti e realtà creative, con un parco aperto alla cittadinanza e un programma di attività culturali e sociali in gran parte gratuite. A sei mesi dalla sua apertura, TEST – Nuovo Prototipo Urbano presenta i primi risultati della riattivazione temporanea di Villa Turri e invita la città a confrontarsi sul futuro degli usi temporanei.

L'appuntamento è per giovedì 22 ottobre, dalle 17.30 alle 19.30, in viale Carducci 30, con l'incontro pubblico “Usi temporanei: opportunità, limiti, impatti. Parliamo di politiche migliori”, promosso dai gestori di TEST, LAMA Impresa Sociale e Open Event.

La giornata ospiterà il sindaco di Bologna Matteo Lepore, l'assessore all'Urbanistica Raffaele Laudani, Luigi Di Cristo, dirigente dell'Unità Organizzativa Valorizzazioni e Sviluppo del territorio dell'Agenzia del Demanio, e i rappresentanti di due esperienze di riattivazione temporanea del patrimonio pubblico cittadino: TEST (ex Villa Turri) e Mezz'Aria (ex Caserma Boldrini), entrambi beni demaniali. Ospite internazionale sarà Plateau Urbain, cooperativa francese che da dieci anni sperimenta modelli di utilizzo temporaneo degli immobili con finalità sociali.

 

I primi sei mesi di TEST: spazi di lavoro, cultura e nuove relazioni

Aperto il 14 maggio 2026, TEST nasce dalla volontà di sperimentare un modello di Social Real Estate e di Terzo Luogo: utilizzare temporaneamente immobili pubblici inutilizzati per offrire spazi accessibili a piccole attività economiche, culturali e sociali, creando nuove opportunità per chi vive e lavora in città; animare un nuovo spazio urbano con iniziative culturali, di formazione, di incontro.

I risultati dei primi sei mesi restituiscono la dimensione della domanda e della risposta generata dalla sperimentazione.
199 eventi e iniziative realizzate in 85 giornate di programmazione, il 77% delle quali gratuite. Tra queste, 44 appuntamenti di musica, spettacolo, cinema e DJ set, rientrate nella programmazione di Bologna Estate, tutti a ingresso libero, eccetto uno, per un pubblico di circa 150 persone ad appuntamento (+ di 6000 persone). Sono invece 1.517 i partecipanti registrati a workshop e laboratori. 

Oggi 12 delle 14 stanze disponibili sono occupate e il coworking è al completo: 24 persone lavorano stabilmente nella villa, tra falegnameria, liuteria, design, arteterapia, massaggi, arti visive, riuso e altre professioni creative.
Programmazione e affitto spazi sono stati gestiti con 2 call pubbliche, che hanno raccolto complessivamente 397 candidature, una grande risposta fin dalle prime settimane di apertura.
Il parco ha ospitato anche il mercato del Bio Distretto dell’Appennino, offrendo una vetrina commerciale in città ai prodotti delle aree interne dell’area metropolitana bolognese.
Un programma continuativo, 4 giorni a settimana, non fatto di grandi eventi, ma di prossimità, relazione e presidio culturale per la città e per il Quartiere S.Stefano. 

 

Non solo cose fatte: cosa ha generato TEST per chi frequenta e abita lo spazio

Il report di impatto, elaborato sui primi sei mesi di attività e su 177 questionari completi, prova a misurare non soltanto ciò che TEST ha realizzato, ma anche gli effetti prodotti sulle persone, sulle attività economiche e sul quartiere.

Il 75% delle persone intervistate è tornato più volte a Villa Turri e una su quattro la frequenta almeno una volta alla settimana, segnalando quanto sia importante avere un luogo di socialità nel quartiere.  Il 64% dei visitatori dichiara di aver parlato o interagito con persone che non conosceva, mentre nove intervistati su dieci affermano di essersi sentiti accolti e rispettati.
Per otto rispondenti su dieci, TEST è uno spazio in cui è possibile stare anche senza obbligo di consumo. Un elemento particolarmente significativo in una città dove la possibilità di accedere liberamente a luoghi di socialità, lavoro e incontro rappresenta un bisogno crescente.

La riattivazione è giudicata utile da 40 dei 41 residenti e lavoratori della zona che hanno partecipato alla rilevazione. E il 73% degli intervistati raggiunge TEST a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, confermando la vocazione di prossimità dello spazio.
Anche sul versante economico emergono risultati e primi apprendimenti. La disponibilità di studi e laboratori a canone accessibile ha consentito a piccole attività artigianali e professionali di trovare una sede e, in alcuni casi, di avviare collaborazioni. Tra le esperienze nate dall'incontro tra le realtà presenti figurano iniziative condivise tra operatori del riuso, della cultura e della produzione alimentare locale.

 

Le opportunità, ma anche i limiti: cosa insegna la valutazione

Il report non restituisce soltanto risultati positivi. Le rilevazioni e il confronto con gli operatori evidenziano anche le criticità di un modello che deve conciliare accessibilità economica, apertura pubblica e sostenibilità della gestione.
Se gli spazi di lavoro hanno registrato una domanda elevata, per gli operatori dei mercati il ritorno in termini di visibilità e nuovi clienti è risultato più limitato delle aspettative. Da questa esperienza e dalla cultura di progetto dei gestori nasce la scelta di concentrare le iniziative commerciali in appuntamenti periodici, attraverso il nuovo format TEST MARKET.

Tra gli aspetti da migliorare emergono inoltre l'accessibilità fisica degli spazi, la fruibilità degli ambienti interni durante l'inverno e il costo dell'offerta di somministrazione: aspetti cruciali che hanno molto a che fare con la durata della concessione e la possibilità limitata di effettuare investimenti. Sulla qualità del dialogo con il vicinato, accanto ai giudizi positivi raccolti dal questionario, sono emerse anche segnalazioni relative alla convivenza con le attività della villa, che hanno portato a momenti di ascolto formali e informali; alla sottoscrizione di un Patto di Buon Vicinato e all'attivazione di canali dedicati di dialogo. 
Sono proprio questi elementi a rendere TEST una sperimentazione utile per le politiche pubbliche: un'occasione per verificare sul campo le potenzialità degli usi temporanei, ma anche i vincoli economici, organizzativi e materiali che possono comprometterne l'efficacia.

 

Dal caso di Villa Turri alle politiche per il patrimonio pubblico

Villa Turri è destinata in futuro a ospitare uffici della Corte dei Conti. La sua riattivazione temporanea dimostra come il periodo che precede una nuova destinazione d'uso possa diventare un'opportunità per la città, anziché un tempo di abbandono. 
I risultati, se da un lato ci dicono che anche piccole finestre di tempo aprono a grandi opportunità per la città, dall’altro ci devono far interrogare su quando intervenire: ossia non appena gli edifici vengono dismessi - e prima del deterioramento dei beni, quindi quanto sia necessario prevedere un piano cittadino degli usi temporanei e qualche provvedimento regolatorio che non solo li preveda - come già accade -, ma che li incentivi come pratica in ogni trasformazione urbana, come anche i bandi C40 suggeriscono. 

E ancora: quali condizioni devono prevedere i bandi per l'affidamento temporaneo degli immobili pubblici? Chi sostiene gli investimenti necessari per rendere gli edifici utilizzabili? Quanto devono durare le concessioni per consentire ai gestori di costruire progetti sostenibili? E come si valorizzano le relazioni e le attività nate durante la sperimentazione quando l'uso temporaneo termina?

Sono le domande al centro dell'incontro del 22 ottobre, che metterà in dialogo l'esperienza bolognese con le pratiche europee e con le prospettive delle istituzioni responsabili della gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico.
L'obiettivo è passare dalle singole sperimentazioni agli apprendimenti utili per progettare politiche, bandi e modelli gestionali più efficaci.

 

Il programma del 22 ottobre

L'incontro si aprirà alle 17.30 con “Sei mesi di TEST”, la presentazione delle attività residenti, della programmazione culturale e dei risultati della valutazione di impatto, con particolare attenzione alle opportunità generate e ai limiti emersi.
Alle 18 seguirà “Lezioni dall'Europa: Plateau Urbain”, un intervento della cooperativa francese dedicato a dieci anni di esperienza negli usi transitori a impatto sociale.
Alle 18.20 la tavola rotonda “Usi temporanei, quali apprendimenti per il futuro?” riunirà:

  • Roberto Lippi, Open Event, gestore di TEST;
  • Francesca Mazzocchi, LAMA Impresa Sociale, gestore di TEST;
  • Raniero Madonna, Coop4Art, gestore di Mezz'Aria Bologna;
  • Matteo Lepore, Sindaco di Bologna;
  • Raffaele Laudani, Assessore all'Urbanistica del Comune di Bologna;
  • Luigi Di Cristo, dirigente UO Valorizzazioni e Sviluppo del territorio, Agenzia del Demanio.

Un confronto tra operatori e istituzioni per discutere delle prospettive future degli usi temporanei e del ruolo che possono assumere nella trasformazione urbana.

L'iniziativa è aperta alla cittadinanza, agli operatori economici e culturali, ai professionisti, alle associazioni e a tutti coloro che sono interessati al futuro del patrimonio pubblico e della città.

 

Info

USI TEMPORANEI: OPPORTUNITÀ, LIMITI, IMPATTI
Parliamo di politiche migliori
Giovedì 22 ottobre 2026
Ore 17.30–19.30
TEST – Nuovo Prototipo Urbano
Viale Carducci 30, Bologna

Partecipazione su iscrizione: link eventbrite

Contatti stampa: Alessandra Cotti, info@testbologna.com - 345 318 5560

Ultimo aggiornamento: 20/10/2026

Back to top