Consiglio solenne per la Giornata internazionale della donna, l'intervento della presidente Maria Caterina Manca

Si è tenuta oggi a Palazzo d'Accursio, la seduta solenne del Consiglio comunale

Descrizione

Si è tenuta oggi a Palazzo d'Accursio, la seduta solenne del Consiglio comunale dedicata alla Giornata internazionale della donna.

Di seguito l'intervento di apertura della presidente del Consiglio comunale Maria Caterina Manca

"Buongiorno a tutte e a tutti. 

Apro il Consiglio Comunale dedicato alla Giornata Internazionale della Donna rivolgendo il mio saluto alle Consigliere e ai Consiglieri e alla Giunta, alle Autorità civili e militari presenti, agli ospiti che sono qua con noi e a quelli che ci seguono in diretta streaming. In particolare direi alle donne, alle ragazze e chissà magari qualche scuola è collegata, quindi ai bambini e alle bambine. Quest'Aula è la casa, chiamiamola la casa della democrazia cittadina, un luogo che anche storicamente riconosce e valorizza il profondo rapporto con il mondo femminile. È un legame che nasce in un preciso momento della storia, erano i giorni della fine della guerra, la città era ancora scossa, ma proprio mentre il Governo militare alleato e il Comitato di Liberazione Nazionale la riconsegnavano nelle mani dei bolognesi, accadde qualcosa di straordinario. L'allora Sindaco, Giuseppe Dozza, comprese immediatamente che per ricostruirla non occorrevano solo mattoni, ma visioni, ovvero serviva la capacità di vedere oltre la ricostruzione, oltre il ripristino della città che era stata, percependo quella che sarebbe potuta diventare: una comunità fondata sulla dignità, sul lavoro e sulla partecipazione paritaria di ogni sua componente. Per trasformare quegli orizzonti in azione concreta, in quella prima e difficile alba democratica, sedettero accanto a lui otto donne, scelte dai partiti. Entrarono in Consiglio prima ancora che il suffragio universale diventasse, un anno dopo, realtà in tutta Italia. Erano donne che avevano conosciuto la tenacia durante la Resistenza ed ora erano pronte a metterla alla prova, anche politicamente, assumendosi la responsabilità di spianare la strada a tutti noi. Diventando le prime custodi di questa casa, di quella casa comune che oggi, dopo ottant'anni, ben ottant'anni, continua a nutrirsi della loro visione e della loro forza. Per il Partito Liberale fu nominata Nerina Bassi, attiva nel mondo dell'associazionismo femminile e dell'assistenza sociale e Pia Ellero Pezzoli, molto vicina ai temi della cultura e dell'educazione civile. Per il Partito Repubblicano intervenne Antonia Becca, insegnante. La scuola rappresentò per lei e per molte donne dell'epoca uno strumento di libertà e un ponte verso l'impegno civile. Per la Democrazia Cristiana partecipò Elda Magagnoli, personalità di rilievo dell'associazionismo cattolico, legato all'assistenza e alla solidarietà sociale. Per il Partito Comunista fu designata Novella Pondrelli, legata al sindacato, alle lotte operaie, al mondo delle cooperative e Penelope Veronesi, sarta e partigiana, che contribuì alla Liberazione con il nome di Piera. Il Partito Socialista nominò Aurelia Zama, insegnante e giornalista, sostenitrice della diffusione del sapere e della dignità professionale dei lavoratori della scuola. Il Partito d'Azione scelse Amorina Testoni, giornalista e scrittrice, che con una tradizione familiare liberale e antifascista, che fu sostituita da Valeria Jacchia, casalinga con una lucida visione civile, maturata nell'impegno antifascista. Per la prima volta il Consiglio Comunale di Bologna unì lo sguardo maschile a quello femminile, inaugurando una stagione di pluralismo e rappresentanza, che avrebbe cambiato per sempre il volto della nostra democrazia cittadina. A queste otto donne, che contribuirono al passaggio cruciale tra la distruzione e la speranza, si aggiunse nell'anno successivo Ester Capponi. Maestra elementare, impegnata politicamente nel Partito Comunista bolognese, fu in Consiglio Comunale dal 1946 al 1951 e successivamente dal 1955 al 1956. A lei, in questo mandato, proprio all'inizio di questo mandato, è stato intitolato il suo posto in quest'Aula, a ricordo dell'impegno che ha sempre profuso nella lotta antifascista, nella tutela dell'infanzia e nella valorizzazione dei movimenti femminili. Tutte queste Consigliere, attraverso il loro impegno, hanno colmato il vuoto e la disperazione lasciati dalla guerra con un progetto concreto di rinascita collettiva. Mi premeva ricordare in questa giornata l'importanza del loro passaggio, qui, proprio qui in quest'Aula, perché sul loro agire, possiamo dire, sulla loro volontà, determinazione e coraggio, poggia quello quotidiano. Quest'anno si celebra l'ottantesimo anniversario del diritto di voto per le donne. Ottant'anni di partecipazione, ottant'anni di democrazia, di garanzia che ognuno e ognuna possono essere artefici del loro destino. Avvertivo il profondo dovere morale di raccontare a tutte e a tutti voi che gli scranni in cui sediamo oggi sono stati preparati dalle donne che ci hanno preceduto. A noi spetta ora il compito di raccoglierne l'eredità, con lo stesso rigore e la stessa lungimiranza. Lascerò a breve la parola a due ospiti illustri che ci onorano oggi con la loro presenza: Giancarla Codrignani, giornalista, scrittrice, storica figura di riferimento del femminismo italiano, già parlamentare per tre legislature, dal 1976 al 1987 Giancarla Codrignani ha dedicato la sua attività politica alla tutela dei diritti delle donne. Per il suo straordinario impegno civile e culturale, nel 2011 il Comune di Bologna le ha conferito il prestigioso Nettuno d'Oro. Elena Musiani, è una ricercatrice in storia contemporanea al Dipartimento di Storia Cultura e Civiltà dell'Università di Bologna ed è responsabile scientifica dell'Archivio di storia delle donne di Bologna, del prezioso Archivio di storia delle donne di Bologna. Lascio ora la parola a lei, dopodiché passeremo la parola a Giancarla Codrignani che è collegata con noi. Chiuderà poi il Sindaco Matteo Lepore. Grazie ad Elena Musiani, a lei la parola, prego."

Ultimo aggiornamento: 09/03/2026

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