Zanardi, Francesco
Poggio Rusco (MN), 06/01/1873 - Bologna, 18/10/1954
Nel 1919 è eletto deputato e si dimette da sindaco. Dopo l'assalto a Palazzo d'Accursio del 21 novembre 1920, Zanardi è più volte aggredito e subisce violenze da parte dei fascisti. Viene rieletto deputato nel 1921. Allontanato da Bologna, prende dimora a Roma dove rimane definitivamente dopo la morte del figlio Libero avvenuta il 9 giugno 1922 a Rimini dove si era trasferito dopo avere subìto numerose percosse da parte dei fascisti. L'ultimo legame di Zanardi con Bologna avviene il 28 novembre 1928 quando il fratello Giulio, in un momento di sconforto, si toglie la vita davanti alla tomba del nipote Libero.
Nel 1935 viene diffidato per frequentare elementi sovversivi e con un provvedimento del 1938 è confinato a Cava dei Tirreni. Ritorna a Bologna dopo il 25 luglio 1943. Eletto deputato nell'Assemblea costituente, nel 1947 passa al Partito socialista dei lavoratori italiani e dopo il 18 aprile 1948 è designato senatore a vita. Nel 1953 si schiera contro la legge truffa con Unità popolare. E' candidato unico della sinistra nel collegio provinciale di Bologna nel 1954. Muore a Bologna il 18 ottobre 1954.
Francesco Zanardi appartiene a quella generazione di socialisti riformisti che si dedicarono con tutte le loro energie alla difesa e all'elevazione della classe lavoratrice. Uomo dal carattere generoso, caratterizza tutta la sua attività di politico e di amministratore più che ai discorsi e agli scritti, a cui fu sempre poco incline, all'estrema chiarezza e dedizione nel lavoro di amministratore ispirandosi al principio del "culto del dovere fino al sacrificio ed il disinteresse personale".
Paola Furlan



