L'attività edilizia in città ancora col freno a mano tirato, nel 2016 solo 107 nuove case progettate

13 Marzo 2017

L'edilizia residenziale nel 2016 nella città di Bologna tiene il freno a mano ancora tirato e si conferma il forte rallentamento dell'attività nel quinquennio 2012-2016. Dunque si progetta e si costruisce in misura minore rispetto al passato. Ma ciò che viene disegnato e realizzato ha un cuore che sta cambiando volto, e si trova soprattutto in Bolognina. Il focus sull'attività edilizia in città è stato analizzato dall'Ufficio Statistica del Comune di Bologna e si trova in uno studio che prende in esame l'edilizia residenziale in città nel 2016 e allarga la visione anche al quinquennio 2012-2016.

Negli ultimi cinque anni nel territorio comunale sono stati rilasciati permessi di costruire per un volume complessivo di 754.000 metri cubi, oltre l'80% in meno rispetto al quinquennio precedente. Il calo è molto consistente sia per l'edilizia residenziale (-79%) che per le costruzioni non residenziali (-82%). Nel 2016 si assiste comunque a una crescita dei metri cubi rispetto al 2015, l'anno che ha registrato il minimo assoluto. Il numero di nuove abitazioni progettate nel 2016 invece è più basso rispetto al 2015: considerando sia i nuovi fabbricati sia gli ampliamenti dei fabbricati già esistenti, nel 2016 sono stati rilasciati permessi di costruire per 107 nuove abitazioni (nel 2015 erano 110), un numero molto ridotto, superiore soltanto al minimo assoluto registrato nel 2014 (65). E' il bilancio quinquennale a evidenziare il forte rallentamento dell'attività edilizia nel medio periodo: sono infatti 676 le nuove abitazioni progettate tra il 2012 e il 2016, 70,6% in meno rispetto alle 2.303 del quinquennio precedente. Ancora, sono 114 le abitazioni iniziate nel 2016: un dato basso ma comunque superiore a quello registrato nel 2015 (97) e nel 2014 (solo 20). Le case ultimate nel 2016 sono state invece 85, molto meno rispetto alle 381 del 2015 ma in salita rispetto alle 43 del 2014.

Come sono le nuove case? Hanno le stanze leggermente più piccole di quelle già esistenti. Il numero complessivo delle stanze delle abitazioni per le quali nel 2016 è stato rilasciato il permesso di costruire, in nuovi fabbricati o in ampliamenti di fabbricati già esistenti, è pari a 340, in calo rispetto al 2015. La dimensione media delle abitazioni progettate nel 2016 passa dalle 3,5 alle 3,2 stanze per abitazione, in flessione dopo due anni di risalita. Inoltre nel 2016 la progettazione premia le tipologie di abitazioni di dimensioni più ridotte: quella più diffusa è costituita dagli appartamenti con tre stanze. Torna però a crescere, dopo la flessione del 2013, la superficie media degli appartamenti progettati: 75,08 metri quadrati, contro i 71,36 del 2015. Nel 2016 il 16,8% delle abitazioni progettate nei nuovi fabbricati residenziali ha una superficie abitabile entro i 45 metri quadrati, il 51,4% invece si colloca tra i 46 e i 75 metri quadrati, il 19,6% tra i 76 e i 110 metri quadrati e solo il 12,1% risulta al di sopra dei 110 metri quadrati. 

Infine l'Ufficio Statistica ha incrociato i dati dell'attività edilizia residenziale con quelli dei territori cui si riferisce, e la Bolognina si guadagna il podio dell'area più interessata da questo sviluppo. Delle 676 abitazioni progettate in città negli ultimi cinque anni, 209 si trovano in Bolognina, seguita da San Vitale (183 abitazioni), e molto a distanza arrivano Santa Viola (80) e Borgo Panigale (53). Per numero di abitazioni progettate nella singola area spiccano in particolare l'area di Piazza dell'Unità (160 abitazioni) e l'area Guelfa (76). Nel complesso le abitazioni ultimate tra il 2012 e il 2016 sono 1.229: la massima espansione urbanistica si è verificata in Bolognina (325), a Borgo Panigale (218) e a San Vitale (210). Per numero di alloggi realizzati nella singola area, sul podio alcuni nuovi insediamenti e in particolare: l'area ex Mercato ortofrutticolo (186 abitazioni), via Triumvirato-Pietra (173), Lazzaretto (140), Guelfa (119), Piazza dell'Unità (97), Fossolo (87).

A questo link la nota dell'Ufficio Statistica con lo studio integrale.