Servizi e Sportelli Sociali

30 Luglio 2018 Reddito di solidarietà, pubblicato il primo Rapporto di monitoraggio

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Sono circa 8mila i nuclei familiari che possono contare sul RES. Una analisi precisa sull’attuazione della misura è contenuta nel Rapporto di monitoraggio realizzato dall’Università di Modena e Reggio Emilia, sulla base dei dati disponibili nel sistema informativo regionale e ricompresi fra il settembre 2017 e il maggio 2018. In questo periodo, e quindi in poco più di 8 mesi di operatività, le domande inoltrate dai cittadini ai Servizi sociali del proprio Comune di residenza per ricevere il Reddito di solidarietà sono state complessivamente 21.238, 625 alla settimana, su una popolazione residente di 1.997.372 nuclei familiari. A fine maggio il tasso di accoglimento delle domande era attestato al 79%; ma ancora tante domande (oltre 12mila) erano al vaglio dell'Inps per l'elaborazione degli esiti.

A livello territoriale Bologna si conferma la provincia con il maggior numero di richieste presentate (4765), di cui 2187 nel Comune capoluogo. A seguire la provincia di Modena con 4263 domande, Reggio Emilia con 2224 e Ravenna con 2129.

I nuclei che usufruiscono del RES sono composti da una sola persona nel 44,7% dei casi, senza figli a carico (66,2%). Oltre Il 60% di coloro che richiedono il beneficio regionale ha più di 45 anni, e di questi, più del 33% ne ha dai 56 in su. A chiedere i contributi previsti dalla misura regionale sono uomini e donne in percentuali simili: rispettivamente 50,6% e 49,4%.
Infine, significativa la presenza in famiglia di almeno un componente che lavora (61,5%), anche se in modo precario o pochissimo pagato. Si tratta dei cosiddetti woorking poor, simbolo del deterioramento della propria funzione protettiva dell’occupazione rispetto al rischio di povertà.

Va anche sottolineato il fatto che per quasi 1.000 beneficiari del RES (957 per la precisione) sono inoltre state attivate misure di inclusione socio lavorativa (orientamento, formazione, tirocini) previste e finanziate dalla Legge regionale 14 del 2015 che mira all'inserimento lavorativo e all’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità. Si è dunque creato un circuito virtuoso tra Reddito di solidarietà e inclusione lavorativa prevista dalla norma regionale, che rafforza il versante attivo del contrasto alla povertà.

E' bene infine ricordare che la misura da luglio ha cambiato le regole d'accesso per integrarsi con la misura nazionale del REI, divenuta dal 1° luglio universale. Con le modifiche approvate dalla Regione nella Legge Regionale 7/2018 a partire da questa data non è più possibile fare domanda direttamente per il RES perché la misura regionale diventerà un'integrazione del contributo economico previsto dal Rei (tutte le info nella nostra scheda).

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