Servizi e Sportelli Sociali

12 Aprile 2015 Viaggio tra le tante, vere e false, social card e i tanti bonus (..soprattutto bebè)

Da quando è iniziata la stagione della crisi anche il linguaggio, dei media in primis, ma anche dell'ambito sociale,  ha coniato nuovi termini che con l'andare del tempo sono diventati una sorta di veri e propri neologismi per indicare determinate tematiche o interventi governativi.
E' il caso di "social card" e "bonus bebè" (...tra i tanti bonus arrivati sulla scena) che nel tempo, da nomi specifici di misure specifiche, si sono tramutati, rispettivamente, in parole d'ordine per dare conto sui media di ogni iniziativa di sostegno economico che si andava a proporre nell'ambito della povertà,  delle famiglie in difficoltà, da una parte, o di intervento di sostegno alla natalità e genitorialità, dall'altra.

Sulla carta stampata e sul web non solo hanno imperversato queste parole d'ordine, ma il loro accavallarsi e intrecciarsi, sia in coincidenza della pubblicazione delle leggi sulla G.U., sia nell'attesa dei vari decreti applicativi previsti dalle stesse, sia dentro l'infinito dibattito che precede ogni legge finanziaria (detta anche di stabilità),  ha determinato anche la nascita di vere e proprie leggende metropolitane, come quella della "social card per disoccupati" che tante volte ha fatto crollare le speranze di chi telefonava ai nostri sportelli sociali per informazioni e più recentemente, aprile 2015, il "bonus donne disoccupate" che altro non è che uno sgravio fiscale per le imprese e non una somma da mettersi in tasca.

Nelle schede allegate ricostruiamo queste vicende e diamo conto di ciò che esiste veramente, di ciò che alla data odierna è ancora in discussione e, infine, di ciò che è cessato o inesistente.
- bonus bebè
- social card

Sulla "social card disoccupati" esiste da gennaio 2015 anche una smentita ufficiale del Governo, vedi qui
(fonte redazione sportellosociale)