4 Giugno 2013 Emilia-Romagna, ''al carcere risorse per 1 milione di euro''

Superano il milione di euro le risorse destinate dalla Regione Emilia-Romagna al carcere (1.038.687,05) nel 2011.
Dall’assessorato alle Politiche sociali stanziati 345 mila euro per il Programma Carcere di cui il 70% per il
miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti e lo sportello informativo e il 30% per il reinserimento sociale,
l’accoglienza e l’accompagnamento sociale e lavorativo delle persone coinvolte in area penale. Per raggiungere
il totale dell’impegno economico regionale per il carcere, vanno aggiunti anche poco più di 138 mila euro derivanti da altri fondi regionali, 230 mila euro del Fondo sociale europeo (destinati al Progetto Acero), quasi 153 mila euro del Terzo settore e 172 mila euro che arrivano dalla compartecipazione dei Comuni sedi di carceri. I dati sono stati presentati in Commissione regionale insieme al report 2012 sulla situazione penitenziaria in Emilia-Romagna. “Da parte nostra, cerchiamo di rinforzare gli interventi per migliorare le condizioni di vita dei detenuti in carcere da una parte e il reinserimento sociale e lavorativo dall’altra”, ha detto l’assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi.
In particolare, l’assessorato alle Politiche sociali ha lavorato per potenziare gli sportelli informativi, per la
valorizzazione del volontariato penitenziario (oltre 400 i volontari che operano nelle carceri regionali), attraverso il progetto “Cittadini sempre” (finanziato con 80 mila euro in 3 anni), la rete Teatro Carcere (dal 2011 un impegno annuale di 30 mila euro) e il lavoro (651 i detenuti che lavorano sul totale di 3.469). “I numeri sono ancora molto bassi ma quella del lavoro è un’opportunità che va percorsa – dice Marzocchi – Basta guardare all’esempio della Dozza dove un gruppo formato da 3 aziende ha creato un’officina interna in cui i corsi di formazione ai detenuti sono tenuti da operai specializzati in pensione”. L’obiettivo, dunque, è il lavoro perché, spiega l’assessore, “è uno degli strumenti per migliorare le condizioni di vita all’interno del carcere e per facilitare il reinseimento una volta usciti”.
Tra i progetti sostenuti dalla Regione c’è anche “Acero”, finanziato attraverso i fondi di Cassa Ammende, e volto all’accoglienza e all’accompagnamento sociale e lavorativo dei detenuti. In particolare, per quanto riguarda l’accoglienza sono 45 i posti per persone dimesse dal carcere per la fruizione di misure alternative presso residenze riabilitative collettive che assicurano una struttura abitativa e la presenza del volontariato. Attualmente sono 20 le persone presenti in struttura (9 alla Papa Giovanni XXIII di Rimini, 9 all’Ovile di Reggio Emilia e 2 a Viale K di Ferrara).
Le condizioni di vita dei detenuti sono allarmanti anche se da 3 anni le presenze nelle carceri sono in costante calo: si è passati dai 4.373 detenuti del 2010 ai 3.469 del 2012. I suicidi sono diminuiti passando da 6 a 3 in un anno. E le misure alternative sono in crescita: nel 2012 sono state concesse in 1.524 casi (100 in più rispetto al 2011). Gli istituti penitenziari con maggiore livello di sovraffollamento sono Ravenna (198,3 presenze su 100 posti); Bologna (185,9), Parma (178,1), Piacenza (177,5). Sul totale dei detenuti in regione, più del 51% sono stranieri (1.776), con punte del 60% in alcuni istituti (Parma, Reggio Emilia, Bologna e Ravenna). Il 75% dei detenuti ha meno di 45 anni, percentuale che sale al 90% per gli stranieri. Meno della metà ha una relazione affettiva in corso o ha figli, anche in questo caso il numero aumenta per gli stranieri. Oltre il 70% dei detenuti ha un titolo di studio non superiore alla licenza media. Il 45% dei detenuti stranieri ha una condanna definitiva. Le persone in attesa del primo giudizio sono il 18%, di cui il 66% stranieri.
In linea con i dati del 2011 nelle carceri regionali si contano principalmente per reati contro il patrimonio, contro la persona e contro la legge sulla droga, questi ultimi commessi principalmente da stranieri.
(fonte redattoresociale)