In questa rubrica troverete notizie attinenti le attività e le funzioni degli sportelli social:
- avvio di nuovi servizi/prestazioni e relativi criteri di accesso
- modifiche ad orari e sedi di servizi
- approvazioni di leggi/piani/regolamenti che offrono nuove opportunità ai cittadini
- segnalazioni di fonti di informazione e documentazione per approfondire i temi di interesse
- segnalazione di bandi, avvisi e quant'altro implica la presentazione di domande
- altro ancora per qualificare l'accesso alle rete dei servizi e delle opportunità territoriali
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5 Giugno 2013 | Vacanze disabili 2013: al via dall'11 giugno il secondo bando. vedi
Si presenteranno dall'11 giugno al 4 luglio presso gli Sportelli sociali le domande per il secondo "Bando vacanze disabili" del 2013.
Potranno accedere le persone in possesso di una certificazione di invalidità (pari o superiore al 66%) o certificazione di handicap legge 104/92, residenti a Bologna e con un ISEE personale (ISEE estratto) pari o inferiore a 8000 euro.
La graduatoria verrà compilata in base a vari parametri personali e del nucleo famigliare e il contributo, la cui entità dipenderà dal numero di domande presentate, verrà erogato dietro presentazione della documentazione fiscale valida attestante la vacanza effettuata.
Per le informazioni è possibile rivolgersi agli sportelli sociali dei Quartieri o agli assistenti sociali del Servizio USSI Disabili Adulti o Neuropsichiatria nel caso di persone in carico a tali servizi.
Leggi la scheda informativa nel sito degli sportelli sociali
(fonte redazione sportelli sociali) -
4 Giugno 2013 | Disabilità, a Bologna la quarta conferenza nazionale: appuntamento il 5 e 6 luglio vedi
Dopo Torino, quattro anni dopo, Bologna. Sarà infatti la città emiliana a ospitare il 5 e 6 luglio la quarta conferenza nazionale sulle politiche della disabilità. La due giorni sarà incentrata soprattutto sui contenuti e sulle modalità per rendere concreto il primo Programma di azione recentemente approvato dall'Osservatorio nazionale e che dovrebbe ricevere il via libera del Consiglio dei Ministri proprio nei giorni immediatamente precedenti all'appuntamento di Bologna.
Almeno è quello che la viceministra al Lavoro e Politiche sociali Cecilia Guerra ha auspicato intervenendo alla presentazione del rapporto Unicef sulla condizione dell’infanzia e che quest’anno era dedicato ai bambini con disabilità.
L’auspicio della viceministra Guerra, infatti, è che il Piano di azione sulla disabilità non resti lettera morta. «Con il
ministro Giovannini pensiamo di portarlo in Consiglio dei Ministri abbastanza presto, perché vorremmo arrivare alla Conferenza con il Piano già approvato» ha affermato Guerra.
Il documento, previsto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ha respiro biennale e individua le aree prioritarie verso cui indirizzare azioni e interventi per la promozione e la tutela dei diritti delle persone disabili.
Approvato dall'Osservatorio nazionale lo scorso 12 febbraio, dopo il passaggio in Consiglio dei ministri e in Conferenza unificata, sarà poi adottato con decreto del Presidente della Repubblica.
Sede della Conferenza nazionale sarà la Fiera di Bologna, un luogo facilmente raggiungibile con diversi mezzi di trasporto che allo stesso tempo garantisce la piena accessibilità di tutte le sue strutture. L’organizzazione dell’evento a poco più di un mese dalla data di inizio è tuttora in corso, con il ministero del Welfare impegnato a definire nel dettaglio il programma.
Il presidente della Fish, Pietro Barbieri, precisa a Superabile, la necessità di un'attenzione anche all'attualità «che stiamo vivendo: è bene ragionare sulle prospettive del Piano, ma viviamo una fase storica di riduzione dei servizi che prima era concentrata soprattutto al sud ma ora è estesa a tutto il paese» e che rende dunque indispensabile un'azione perché si ritorni quanto meno a garantire «il livello dei servizi che si è avuto fino allo scorso anno». Per fare questo, ovviamente, c'è bisogno di finanziare i fondi per la non autosufficienza e per le politiche sociali: «Per il 2013 auspichiamo che, come avvenuto per il Fondo non autosufficienza, anche quello delle Politiche sociali venga nelle prossime ore e nei prossimi giorni impegnato, e per il futuro si tratta poi di proseguire sulla strada dell'incremento per garantire livelli dignitosi. Non parliamo di cifre inenarrabili, non sono le somme dell'Imu e neppure quelle dell'Iva per cui crediamo ci si possa riuscire» continua Barbieri.
L’auspicio è che a Bologna con la viceministra Guerra di cui è scontata la presenza, ci possa essere il ministro del lavoro Giovannini, ma anche ministri, viceministri e sottosegretari di altri dicasteri dall’Istrizione alle Pari Opportunità, dalla Sanità ai Trasporti e per il presidente Fish «non sarebbe male se ci fosse anche qualcuno dell'Economia, dato che il tema non è di scarso rilievo».
Anche perché l’ultima volta per l’evento che chiama a raccolta l’intero mondo della disabilità nazionale, quattro anni fa a Torino, l’allora ministro al Welfare Sacconi fu presente solo con un videomessaggio, lasciando al sottosegretario Roccella il ruolo di unico esponente del Governo presente alla Conferenza.
(fonte vita.it) -
4 Giugno 2013 | Emilia-Romagna, ''al carcere risorse per 1 milione di euro'' vedi
Superano il milione di euro le risorse destinate dalla Regione Emilia-Romagna al carcere (1.038.687,05) nel 2011.
Dall’assessorato alle Politiche sociali stanziati 345 mila euro per il Programma Carcere di cui il 70% per il
miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti e lo sportello informativo e il 30% per il reinserimento sociale,
l’accoglienza e l’accompagnamento sociale e lavorativo delle persone coinvolte in area penale. Per raggiungere
il totale dell’impegno economico regionale per il carcere, vanno aggiunti anche poco più di 138 mila euro derivanti da altri fondi regionali, 230 mila euro del Fondo sociale europeo (destinati al Progetto Acero), quasi 153 mila euro del Terzo settore e 172 mila euro che arrivano dalla compartecipazione dei Comuni sedi di carceri. I dati sono stati presentati in Commissione regionale insieme al report 2012 sulla situazione penitenziaria in Emilia-Romagna. “Da parte nostra, cerchiamo di rinforzare gli interventi per migliorare le condizioni di vita dei detenuti in carcere da una parte e il reinserimento sociale e lavorativo dall’altra”, ha detto l’assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi.
In particolare, l’assessorato alle Politiche sociali ha lavorato per potenziare gli sportelli informativi, per la
valorizzazione del volontariato penitenziario (oltre 400 i volontari che operano nelle carceri regionali), attraverso il progetto “Cittadini sempre” (finanziato con 80 mila euro in 3 anni), la rete Teatro Carcere (dal 2011 un impegno annuale di 30 mila euro) e il lavoro (651 i detenuti che lavorano sul totale di 3.469). “I numeri sono ancora molto bassi ma quella del lavoro è un’opportunità che va percorsa – dice Marzocchi – Basta guardare all’esempio della Dozza dove un gruppo formato da 3 aziende ha creato un’officina interna in cui i corsi di formazione ai detenuti sono tenuti da operai specializzati in pensione”. L’obiettivo, dunque, è il lavoro perché, spiega l’assessore, “è uno degli strumenti per migliorare le condizioni di vita all’interno del carcere e per facilitare il reinseimento una volta usciti”.
Tra i progetti sostenuti dalla Regione c’è anche “Acero”, finanziato attraverso i fondi di Cassa Ammende, e volto all’accoglienza e all’accompagnamento sociale e lavorativo dei detenuti. In particolare, per quanto riguarda l’accoglienza sono 45 i posti per persone dimesse dal carcere per la fruizione di misure alternative presso residenze riabilitative collettive che assicurano una struttura abitativa e la presenza del volontariato. Attualmente sono 20 le persone presenti in struttura (9 alla Papa Giovanni XXIII di Rimini, 9 all’Ovile di Reggio Emilia e 2 a Viale K di Ferrara).
Le condizioni di vita dei detenuti sono allarmanti anche se da 3 anni le presenze nelle carceri sono in costante calo: si è passati dai 4.373 detenuti del 2010 ai 3.469 del 2012. I suicidi sono diminuiti passando da 6 a 3 in un anno. E le misure alternative sono in crescita: nel 2012 sono state concesse in 1.524 casi (100 in più rispetto al 2011). Gli istituti penitenziari con maggiore livello di sovraffollamento sono Ravenna (198,3 presenze su 100 posti); Bologna (185,9), Parma (178,1), Piacenza (177,5). Sul totale dei detenuti in regione, più del 51% sono stranieri (1.776), con punte del 60% in alcuni istituti (Parma, Reggio Emilia, Bologna e Ravenna). Il 75% dei detenuti ha meno di 45 anni, percentuale che sale al 90% per gli stranieri. Meno della metà ha una relazione affettiva in corso o ha figli, anche in questo caso il numero aumenta per gli stranieri. Oltre il 70% dei detenuti ha un titolo di studio non superiore alla licenza media. Il 45% dei detenuti stranieri ha una condanna definitiva. Le persone in attesa del primo giudizio sono il 18%, di cui il 66% stranieri.
In linea con i dati del 2011 nelle carceri regionali si contano principalmente per reati contro il patrimonio, contro la persona e contro la legge sulla droga, questi ultimi commessi principalmente da stranieri.
(fonte redattoresociale) -
4 Giugno 2013 | Il Ministro Cecile Kyenge a Bologna per la conferenza CGIL sull'immigrazione vedi
Lunedì 10 giugno, "Conferenza regionale CGIL sull'immigrazione", a cura CGIL regionale E.Romagna
dalle 9,30 alle 17,30, Aula Prodi, Università di Bologna, Piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna
Scarica il programma
(fonte newsletter osservatorio immigrazioni) -
4 Giugno 2013 | Politiche per l'integrazione dei cittadini stranieri: on line la Relazione della Regione vedi
L'immigrazione sta cambiando, cambia tutto il contesto sociale anche a causa dei colpi della crisi, anche queste ragioni hanno indotto la Regione Emilia-Romagna, in forza della Legge Regionale 5/2004 sull'integrazione degli immigrati stranieri. Con l'obiettivo di valutare quanto fatto in questi anni, anche in vista della nuova programmazione regionale, la Giunta ha elaborato la Relazione alla Clausola valutativa delle Norme per l'integrazione.
Il documento (previsto dalla stessa Legge Regionale) propone una dettagliata analisi del fenomeno migratorio nella nostra regione e delle politiche messe in campo per l'integrazione dei cittadini in vari settori: dall'apprendimento della lingua, alla salute, alle politiche sociali, all'istruzione, al lavoro, alle attività di contrasto ad ogni forma di discriminazione.
Quanto emerso dalla Relazione rappresenterà il punto di partenza per l'elaborazione del Prossimo piano triennale per l'integrazione dei cittadini stranieri.
- Il testo completo della ricerca
(fonte bandieragialla.it) -
4 Giugno 2013 | Somministrazione di farmaci a minori in contesti extra-familiari. Firmato il Protocollo in Provincia vedi
La necessità della somministrazione di farmaci a minori in contesti extra-familiari, educativi, scolastici o formativi è in costante aumento. Nella nostra provincia, le autorizzazioni alla somministrazione dei farmaci rilasciate dalla
AUSL di Bologna sono passate dalle 878 del 2011 alle 1040 del 2012. L'AUSL di Imola ha rilasciato 98 autorizzazioni nel 2011 e 104 nel 2012.
Leggi tutto
(fonte newsletter Provincia Bologna) -
29 Maggio 2013 | Crisi: da Redattore Sociale una selezione di letture per orientarsi vedi
La crisi economica e finanziaria mette a nudo l’immagine di un’umanità sempre più fragile, tra disoccupazione, povertà, disagio sociale, crisi ambientale. Ma chi si sono i nuovi poveri e perché li si considera tali? In base a quali indicatori e a quali metri di misura? Per orientarsi nel difficile dibattito legato alla globalizzazione economica, politica, culturale e sociale, Redattore Socfiale propone una selezione di letture.
Questi i titoli:
- “Povertà: politiche e azioni per l’intervento sociale” di Daniela Gregori e Luigi Gui (Carocci Faber, 2012)
- “Una società vulnerabile” di Antonella Gorgoni e Antonio Panico (Carocci, 2011)
- “Affondata sul lavoro” di Gabriele Polo (Ediesse, 2012)
- “Pigs! La crisi spiegata a tutti” di Paolo Ferrero (DeriveApprodi, 2012)
- “La fabbrica dell’uomo indebitato” di Maurizio Lazzarato (DeriveApprodi, 2012)
- “Politiche sociali nella crisi. Il caso Puglia” di Guido Memo e Alessandro Lattarulo (Carocci, 2012)
- “Sorella crisi. La ricchezza di un welfare povero” di Fabio Folgheraiter (Erickson, 2012)
- “I Signori della green economy” di Alberto Zoratti e Monica Di Sisto (Emi, 2013)
- “Il mercato siamo noi” di Leonardo Becchetti (Bruno Mondadori, 2012)
- “Eurolobbisti” di Matteo Lazzarini (Mursia, 2011)
- "La mutazione antiegualitaria", di Nadia Urbinati (Laterza 2013)
- "Chi troppo chi niente", di Emanuele Ferragina (Rizzoli 2013)
(fonte redattoresociale) -
29 Maggio 2013 | Padri separati, un appartamento condiviso per incontrare i figli vedi
Un appartamento dove poter incontrare i figli in un ambiente raccolto, giocare insieme e magari cucinare per loro un piatto di spaghetti. Un lusso per i tanti padri separati che non hanno una casa dove stare e che rientrano nel fenomeno delle cosiddette “nuove povertà”. A loro è dedicato il progetto della Caritas di Torino, “Ancòra papà”: una casa in condivisione tra diversi genitori che non saprebbero altrimenti dove vedere i figli. È questa una delle buone pratiche portate avanti dalle diocesi,presentate oggi a Montesilvano, in occasione del 36° convegno nazionale della Caritas.
“I padri separati sono purtroppo i nuovi poveri di questo paese: la separazione, gli alimenti insieme a una progressiva riduzione del reddito dovuta alla crisi, creano disagio. Molti hanno la frustrazione di non poter aiutare i figli o non vederli crescere, molti non hanno un posto dove stare spiega Wally Falchi, responsabile dell’iniziativa ed è proprio da uno di loro che è nata l’idea: ci ha detto che il suo sogno più grande era cucinare un piatto di pasta per il figlio, ma pagando 400 euro al mese per gli alimenti non poteva affittare una casa più grande. E così ci è venuto in mente l’appartamento condiviso per i giorni degli incontri”. In Italia i padri separati sono quattro milioni, di questi 800 milioni rasentano la soglia di povertà e nell’80 per cento dei casi, corrispondendo il mantenimento dovuto si ritrovano con poche risorse, e sono costretti a rivolgersi ai servizi di assistenza e di carità.
Il progetto della Caritas di Torino prevede per loro un servizio di accoglienza abitativa temporaneo. L’obiettivo è creare uno spazio sereno, che “sappia di casa”, nel quale padri e figli passino il tempo insieme. L’appartamento è composto da un soggiorno, due camere, una cucina e un bagno. C’è poi uno spazio giochi e un terrazzo.
“Da metà ottobre, quando il servizio è partito, abbiamo avuto tantissime richieste, perché non esiste un servizio analogo a Torino e finora ne hanno usufruito circa 40 persone continua Falchi - .
Alcuni ormai lo vivono come uno spazio proprio. Un papà qualche giorno fa ha portato lì il barbecue e lo ha lasciato in terrazzo perché lo potessero usare anche gli altri padri con i figli. Sono gesti semplici ma importanti, che fanno sentire anche i bambini come a casa”. Tra i papà che usufruiscono del servizio molti non hanno una situazione abitativa idonea per accogliere i figli (c’è chi sta in un dormitorio o chi dorme in macchina), ma c’è anche chi ha i figli inseriti insieme alla madre in comunità residenziali, e non ha la possibilità di avere un luogo in cui incontrare e trascorrere ore con loro. C’è chi è tornato a vivere con i genitori dopo la separazione o chi vive nei luoghi di lavoro, come i militari che dormono in caserma.
Ci sono poi padri separati “fuori sede” che abitano lontano dai propri figli e non hanno la possibilità di vederli con frequenza per via dei costi che devono sostenere per risiedere temporaneamente in città.
L’appartamento viene poi concesso ai servizi sociali come luogo neutro dove svolgere gli incontri con gli assistenti sociali, gli psicologi e i genitori. Le persone interessate possono accedere direttamente al servizio attraverso una prenotazione, oppure essere segnalate dal personale delle diverse realtà (servizi del volontariato, del privato sociale e del pubblico, tribunali, avvocati).
L’alloggio è stato dato in comodato d’uso gratuito, ai beneficiari è richiesto un contributo di 12,50
euro la prima notte e di 3 euro dalla seconda (con possibilità di accedere a tariffe calmierate in base al reddito: 10 euro e 2 euro) “Stiamo monitorando la situazione sul territorio - continua Falchi e ci sono sempre più richieste. Pensiamo di aprirne un altro a breve. Cominciano ad esserci anche alcune madri che ci chiedono di poterne usufruire”.
(fonte redattoresociale) -
29 Maggio 2013 | Carta del carcere: l’Ordine dei giornalisti approva, ma taglia il diritto all’oblio vedi
La Carta del carcere e della pena ha ricevuto l’approvazione da parte dell’Ordine nazionale dei giornalisti, ma la parte che riguarda il diritto all’oblio per gli ex detenuti è stata stralciata. A darne notizia è Gerardo Bombonato, presidente dell'Ordine dei giornalisti dell'Emilia Romagna, durante il convegno di presentazione del codice deontologico per giornalisti che si occupano di persone private della libertà tenutosi in mattinata presso il carcere di Regina Coeli, a Roma. “L’Ordine nazionale ha approvato la carta nell’ultimo Consiglio nazionale – ha spiegato Bombonato -, ma la cattiva notizia è che sono state tagliate alcune parti che ritenevamo essenziali, come il riconoscimento del diritto all’oblio, nonostante a livello europeo si stia lavorando a norme in tal senso su cui ci saranno anche multe pesantissime”.
Un risultato importante, che però ha smorzato l’entusiasmo dei promotori. Due, infatti, le colonne portanti della cosiddetta Carta di Milano: al primo posto la regola l’attenzione al trattamento delle informazioni riguardanti i cittadini detenuti, soprattutto nel delicato passaggio del reinserimento nella società e alle misure alternative, spesso confuse con un ritorno alla libertà. Secondo pilastro, invece, proprio il diritto all’oblio per gli ex detenuti, affinché non restino esposti senza limiti di tempo ai danni che la ripetuta pubblicazione di una notizia può arrecare. Tuttavia, quest’ultimo punto non ha passato il vaglio del Consiglio nazionale, ma per Bombonato ci sono ancora i termini per lavorarci. Questione delicata sottolineata anche da Ornella Favero, direttrice di Ristretti orizzonti. “La mancanza del diritto all’oblio non inchioda semplicemente la persona al reato – ha affermato -, ma anche a come è stato raccontato. Dobbiamo avere il coraggio di dire che il passato di una persona non può essere una condanna a vita”.
Effetti collaterali della mancanza di tale diritto raccontati durante i lavori da Luigi Pagano, vice direttore del Dap, che ha ricordato il caso Vallanzasca, che dopo aver scontato la propria pena e tornato in libertà ha perso il posto di lavoro per essere stato “scoperto” da un giornalista. Pagano ha ricordato anche come il linguaggio giornalistico a volte sia poco rispettoso anche nei confronti degli operatori che lavorano negli istituti, chiamati spesso “secondini”. “La cattiva stampa non aiuta il processo di reinserimento e gli sforzi non vengo messi in luce come meriterebbero – ha detto Pagano -. Nonostante il lavoro che stiamo facendo per rendere trasparenti gli istituti di pena, tali sforzi vengono spesso riportati dai media allo stesso livello delle critiche ingiustificate”. Dal vice direttore del Dap, infine, un’apertura al mondo dei giornalisti e l’annuncio di voler “riaprire le sale stampa in alcuni istituti e ridare parola ai provveditorati per comunicare sia eventi critici che notizie positive”.
Apertura confermata anche da Patrizio Gonnella, presidente di Antigone onlus, soprattutto negli ultimi anni. Nel ribadire l’impegno delle associazioni nel “lavoro culturale” di supporto al mondo dell’informazione, Gonnella ha evidenziato però che manca ad oggi una figura specializzata nelle redazioni giornalistiche. “Non c’è chi si occupa di questi temi, un penitenzialista – ha detto Gonnella -. Mentre ci sono e sono tanti i vaticanisti”. Ai giornalisti si è rivolta anche Giovanna Di Rosa, membro togato del Consiglio superiore della magistratura e in passato magistrato di sorveglianza a Milano. “I giornalisti hanno una grande responsabilità perché orientano l’opinione pubblica e quella dei politici – ha affermato - e la non completa descrizione dei fatti può diventare fuorviante. Il lavoro dei giudici diventa anche più efficace quando ben descritto dai giornalisti, mentre quando prevale il cattivo giornalismo può capitare si verifichino anche attacchi diretti ai magistrati. Dobbiamo fare un salto di qualità e dobbiamo farlo tutti insieme”.
A margine del convegno, infine, Pagano ha annunciato le prossime mosse del Dap, come l’apertura di due nuovi istituti penitenziari in Sardegna, di 3 sezioni in Lombardia, 2 in Calabria e altre sezioni in Campania, Abruzzo, Emilia e Piemonte. Interventi che verranno approfonditi durante la conferenza stampa che si terrà martedì prossimo presso il museo criminologico di Roma. Mentre sul sovraffollamento, Pagano ha avanzato l’ipotesi dei domiciliari ai detenuti che devono scontare l’ultimo anno di pena, riducendo così il numero complessivo di detenuti di 10.200 persone.
Dato che salirebbe a 15mila se venissero presi in considerazione tutti quelli che devono scontare gli ultimi 18 mesi di pena.
(fonte redattoresociale) -
27 Maggio 2013 | Vedere la povertà. Una ricerca sui processi di impoverimento a Bologna vedi
E' uscito recentemente per le edizioni Unicopli il volume "Vedere la povertà. Una ricerca sui processi di impoverimento a Bologna". Il volume raccoglie i risultati della ricerca che la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna con il contributo alla ricerca di Coop Adriatica e dell'ARCI Emilia-Romagna ha svolto nel 2011 a Bologna sul fenomeno delle nuove povertà e di cui avevamo già dato negli anni scorsi notizia (24 maggio 2011 , 27 gennaio 2012).
La ricerca ha posto a base del suo metodo la convergenza di discipline appartenenti alle diverse scienze sociali ed insieme le testimonianze di chi è a contatto quotidiano con la povertà. Ha così alternato l'analisi etnografica e quella dei dati demo¬grafici e statistici, tentando di togliere dall'indeterminatezza i termini stessi di "nuova povertà". E gli autori dei diversi saggi che con questo volume vogliono darne testimonianza, cercano, con modalità diverse, di rispondere a tre domande, in apparenza semplici ma che rimandano alla complessità di una società che sta vivendo da alcuni decenni trasformazioni dotate di grande dinamicità e imprevedibilità:
– qual è il significato di nuova marginalità urbana;
– in che senso essa colpisce uomini e donne che per la loro storia familiare e/o per i loro progetti di vita credevano, sino a qualche anno fa, di essere al riparo dal rischio povertà;
– quali attori sociali sono più a rischio di altri.
Leggi la scheda del libro
Leggi alcuni commenti: Repubblica Bologna del 27 maggio 2013
Matilde Callari Galli dal 1970 al 2009 ha insegnato, come professore ordinario, Antropologia culturale all'Università di Bologna. Ha svolto ricerche teoriche ed empiriche in numerose regioni italiane, in Africa e nel Sud est asiatico, focalizzando il suo interesse soprattutto nelle aree di cultura ed educazione e di etnografia urbana; molte le sue pubblicazioni. È stata Senatore della Repubblica nella X Legislatura, attualmente è Vice Presidente della Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Presidente dell'Istituzione per l'inclusione sociale don Paolo Serra Zanetti del Comune di Bologna.
(fonte redazione sportello sociale e sito unicopli) -
27 Maggio 2013 | Convegni, corsi, seminari sociali a Bologna (giugno 2013) vedi
I corsi, i convegni, le conferenze, le presentazioni di libri di interesse per chi opera in campo sociale. Il calendario di giugno 2013.
sabato 1 giugno
seminario “La marginalità oltre il paradigma psichiatrico"
a cura Associazione Amici di Piazza Grande
dalle 9,30 alle 12, Aula ex Cappella, Via S.Isaia 90, Bologna
lunedì 3 giugno
seminario "Vivere sani e attivi in un continente che invecchia"
a cura Agenzia regionale sociale e sanitaria E.Romagna, Progetto Mattone
dalle 9,30 alle 17, Terza Torre, Sala A, Viale della Fiera 8, Bologna
giovedì 6 giugno
seminario "Disabilità e residenzialità possibili. 25 anni di esperienze a Bologna"
a cura di AIAS
dalle 17 alle 19, Sala del Consiglio, Quartiere Navile, via Saliceto 3/20, Bologna
venerdì 7 giugno
seminario "Il tempo che non c'era. L'accompagnamento delle persone disabili nel processo di invecchiamento"
a cura di CADIAi
dalle 9 alle 13,30, sala della Traslazione, Centro San Domenico, p.zza San Domenico 12, Bologna
venerdì 7 giugno
convegno "Sostanze illegali: consumo socialmente integrato e riduzione del danno"
a cura di Az.USL Bologna, UniBo, Progetto Local-Pass
dalle 8.45 alle 14.00, Aula Zam1, Via Zamboni 32, Bologna
venerdì 7 giugno
seminario "Immaginare e sostenere il futuro. Bambini e adulti tra fragilità e risorse nella sfida della crescita"
a cura Regione E.Romagna
dalle ore 9,30 alle ore 14,00, via A. Moro 18, Auditorium, Bolognavenerdì 7 giugno
seminario "Incontro di aggiornamento su discriminazione e disabilità"
a cura Centro regionale contro le discriminazioni dell'Emilia-Romagna
dalle 10 alle 13, Sala E Regione E.Romagna, via Aldo Moro 38, Bolognalunedì 10 giugno
convegno "Conferenza regionale CGIL sull'immigrazione"
a cura CGIL regionale E.Romagna
dalle 9,30 alle 17,30, Aula Prodi, Università di Bologna, p. S.Giovanni in Monte 2, Bolognagiovedì 13 giugno
seminario "La partecipazione nella storia del modello bolognese", nell'ambito del ciclo di seminari su Lavoro di comunità
a cura istituzione inclusione sociale Comune Bologna
dalle 19,30 alle 22, Casa don Paolino, via Barozzi 7, Bolognagiovedì 13 giugno
seminario “Amministrazione di Sostegno e consenso informato ai trattamenti sanitari”
a cura di Abas, Sostengo
dalle 14,30 alle 17,30, presso la Sala Traslazione, Convento di San Domenico, Piazza di San Domenico 13, Bologna
sabato 15 giugno
Corso “Gli incontri protetti genitori-figlio”
a cura di CIPSPSIA
dalle 9 alle 16,30, presso la sede del c.i.Ps.Ps.i.a., Via Savena Antico 17, Bolognamercoledì 19 giugno
convegno "Un cammino condiviso: parlano i protagonisti" (nell'ambito del progetto Ulisse su minori stranieri e scuola)
a cura Comune Bologna Centro Riesco, Ministero Interno, Provincia di Bologna, Voli Group, OPIMM, AIPI
dalle 14 alle 17.30, Centro di Documentazione Riesco, Via Ca' Selvatica 7, Bolognagiovedì 20 giugno
seminario “L’Auto Mutuo Aiuto. Una realtà di partecipazione solidale”
a cura Volabo, Az.Usl
dalle 9,30 alle 16, Centro Sociale Montanari, Via di Saliceto 3, Bologna
venerdì 21 giugno
presentazione del volume "Bene, mettiamo le parole in tavola" (a cura di Giuseppina Parini e operatrici della Casa dell'agave) in occasione della Giornata Mondiale del rifugiato
alle 17.30, giardini S. Leonardo, via Belmeloro, Bologna
sabato 22 giugno
"Primo meeting dei figli adottivi"
a cura del CIAI
dalle 8,30 allke 17, sala conferenze, viale della Fiera 8, Bologna -
23 Maggio 2013 | Asili nido: via al bando che dà attuazione al "bonus bebè" previsto dalla L. n. 92/2012 vedi
Le strutture che forniscono servizi per l’infanzia, sia pubbliche sia private accreditate con la rete pubblica, possono presentare domanda di adesione alla misura sperimentale introdotta dalla legge sulla riforma del lavoro che prevede - per gli anni 2013-2015 - la facoltà, per la madre lavoratrice, di chiedere la corresponsione di un contributo da utilizzare per i servizi per l’infanzia offerti dalla rete pubblica o dai servizi privati accreditati.
Sul sito dell'INPS, infatti, è stato pubblicato il Bando per l’istituzione dell’elenco delle strutture eroganti servizi per l’infanzia ai sensi dell’art. 8, n.1, del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 22 dicembre 2012 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 febbraio 2013, n. 37).
L’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92 introduce, in via sperimentale per gli anni 2013-2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed in alternativa al congedo parentale, un contributo economico per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.
A tal fine l’INPS istituisce un apposito elenco, per ciascun anno di sperimentazione, delle strutture scolastiche eroganti servizi per l’infanzia aderenti alla misura sperimentale.
Per la costituzione del suddetto elenco, l’Istituto fornisce le istruzioni per la presentazione della domanda di inserimento nell’elenco delle strutture eroganti servizi per l’infanzia pubbliche e private accreditate con la rete pubblica che intendano aderire alla sperimentazione.
Possono presentare la domanda le strutture eroganti servizi per l’infanzia che appartengono alla rete pubblica, e le strutture private accreditate con la rete pubblica.
Leggi tutto su nonprofitonline.it
(fonte newsletter nonprofitonline) -
23 Maggio 2013 | Istat: rapporto annuale 2013 sulla situazione del Paese vedi
Peggiorano le condizioni economiche delle famiglie italiane: sono in aumento quelle che non possono permettersi un iscaldamento adeguato, di fare vacanze, di avere a disposizione 800 euro per le spese impreviste o di mangiare carne o pesce ogni due giorni.
Nell’ultimo trimestre del 2012 sono 15 milioni (uno su quattro circa pari al 24, 8 per cento del totale) le persone che vivono in famiglie deprivate, in condizioni cioè di disagio economico. Erano il 16 per cento nel 2010. Di queste più di otto milioni (8,6 milioni pari al 14,3 per cento) vivono in famiglie dove la deprivazione è considerata grave (presentano quattro o più segnali di deprivazione materiale su un elenco di nove). Una cifra quest’ultima più che è raddoppiata in soli due anni: dal 6,9 per cento del 2010 si è passati, infatti, al 14,3 per cento del 2012.
Lo dice il rapporto annuale Istat 2013 sulla situazione del paese, presentato a Roma.
Il 16 per cento non può permettersi un pasto adeguato. Nello specifico, continua a crescere in modo consistente la quota di individui che dichiarano di non potersi permettere un pasto adeguato (cioè con proteine della carne, del pesce o equivalente vegetariano) almeno ogni due giorni (16,6 per cento), quota triplicata in due anni. Questo dato è confermato dalla riduzione in termini di quantità e/o qualità del consumo di carne o pesce da parte delle famiglie (rispettivamente dal 48,3 per cento del 2011 al 57 per cento del 2012 per la carne e dal 50,1 al 58,2 per cento per il pesce).
Le persone, inoltre, che affermano di non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione (21,1 per cento) sono raddoppiate in due anni e coloro che dichiarano di non potersi permettere una settimana di ferie in un anno rappresentano ormai la metà del totale (50,4 per cento rispetto al 46,7 per cento del 2011). Gli individui che vivono in famiglie che non possono sostenere spese impreviste di un importo relativamente contenuto raggiungono il 41,7 per cento (erano il 38,6 per cento nell’anno precedente).
Sostanzialmente stabili risultano, invece, gli arretrati per il mutuo, l’affitto, le bollette o per altri debiti e quelli relativi alla possibilità di accedere a beni durevoli di largo consumo.
A Sud la deprivazione colpisce il 40 per cento della popolazione.
Nelle regioni del Mezzogiorno il peggioramento è più marcato rispetto al Nord e al Centro: la deprivazione materiale, aumentata di oltre tre punti percentuali, colpisce il 40,1 per cento della popolazione, mentre la grave deprivazione, con un aumento di oltre cinque punti, riguarda ormai una persona su quattro (25,1 per cento).
La crisi morde il ceto medio
Nel 2012 si conferma una tendenza già evidenziata nel 2011: la grave deprivazione materiale comincia a interessare non solo gli individui con i redditi familiari più bassi ma anche coloro che disponevano di redditi mediamente più elevati.
Circa il 48 per cento degli individui che cade in condizione di severa deprivazione materiale proviene dal primo quinto di reddito equivalente (quello che raccoglie i redditi più bassi) ma, fra questi, più di un quarto nell’anno precedente si collocava nei quinti di reddito più elevati (dal terzo in poi). Negli ultimi due anni ( nel 2011, nel 2012 o in entrambi gli anni) il 25,2 per cento della popolazione ha sperimentato almeno una volta una condizione di grave deprivazione materiale: il 6,2 per cento in tutti e due gli anni, il 19 per cento in uno solo dei due anni.
Per effetto della crisi, inoltre, si riducono gli aiuti in denaro o in beni che le persone in condizione di deprivazione materiale ricevono da parenti, amici o istituzioni, passando dal 19 per cento del 2011 al 18 per cento del 2012.
Scarica il rapporto ISTAT
Rapporto ISTAT 2012 volume integrale (pdf)
Capitolo 1 Il quadro macroeconomico e sociale
Capitolo 2 Il sistema delle imprese italiane: competitività e potenziale di crescita
Capitolo 3 Il mercato del lavoro tra minori opportunità e maggiore partecipazione
Capitolo 4 Il punto di vista dei cittadiniCommenti
Corriere della sera
Il Giornale
Repubblica
Messaggero
Libero
Il fatto quotidiano
(fonti redattoresociale, regioni.it, redazione sportello sociale) -
23 Maggio 2013 | Addio don Gallo, prete degli ultimi vedi
Quando andavi a trovarlo uscivi dal suo piccolo studiolo carico di idee e odore di pipa. Non smetteva quasi mai di fumarla e di tenerla in mano. E intanto parlava del passato e dell’oggi. Dei progetti in cantiere per il futuro. Don Andrea Gallo, morto oggi all’età di 84 anni, era un fiume in piena.
Nella comunità di San Benedetto, da lui stesso fondata a Genova, per essere vicino ai più deboli, erano passati tutti: ex brigatisti ed emarginati, intellettuali e poveri, atei e credenti. Il prete dalle mille battaglie, spesso critico nei confronti della stessa Chiesa, ma con quella fede dura che spostava le montagne riusciva a dialogare con tutti. Nonostante la malattia che lo consumava, scavandolo sempre più platealmente, era riuscito quasi fino all’ultimo a stare al passo con i tempi e con i “suoi ragazzi” giovani e adulti. Tentava tutte le strade per farsi compagno di viaggio.
Nel suo ultimo twitter, il 20 maggio, aveva scritto “Sogno una Chiesa non separata dagli altri, che non sia sempre pronta a condannare, ma sia solidale, compagna”. Ed è proprio da lì che è arrivata anche la notizia della sua morte: “Ore 17.45 il cuore di Don Andrea Gallo ha cessato di battere, la comunità S.Benedetto e idealmente voi tutti siamo stretti intorno a lui”.
Leggi tutto su Famiglia Cristiana
Approfondisci:
- il sito della Comunità di San Benedetto Genova
- la pagina facebook della Comunità
(fonti FamigliaCristiana.it, redazione sportello sociale) -
23 Maggio 2013 | SpM3. Mo/Me. La V° edizione della Mostra Mercato degli oggetti artigianali e riciclati vedi
Dal 24 al 26 maggio presso la nuova bonifica culturale denominata Senza Filtro (via Stalingrado, 59) a Bologna si svolge il Mo/Me, la Mostra Mercato dedicata alla sostenibilità ambientale, economica e sociale ideata e promossa da Planimetrie Culturali, con il patrocinio del Quartiere San Donato, che giunge quest’anno alla sua V edizione. Una vera e propria fiera delle autoproduzioni, dove scoprire come funziona il riuso creativo dei materiali di scarto e ammirare la – sempre più frequente – pratica del dare una seconda vita alle cose ma anche un momento di incontro fra coloro che vogliono diffondere abitudini e trucchi per un “eco-vivere”.
Leggi tutto nel sito planimetrieculturali.org
(fonte planimetrieculturali)(*) SpM3, che sta per spendere meno, spendere mai, spendere meglio, è l'acronimo che nel nostro sito usiamo per indicare quelle notizie che, nel tempo della crisi, vogliono mettere l'accento non solo sulle risorse (contributi, card, bonus...) per, appunto, spendere meno o non spendere, ma anche sulla esigenza di riflettere sui nostri stili di vita e vedere anche se possiamo spendere meglio avendo attenzione, dentro la nostra personale economia (oikonomia= amministrazione delle cose domestiche), ai temi del riciclo, del riuso, dello spreco alimentare, delle fonti energetiche...
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23 Maggio 2013 | Informarsi: Metafamiglia 2.0 vedi
Si chiama Metafamiglia 2.0 ed è il Notiziario di informazione sulle politiche per le famiglie a cura della Consulta permanente delle Associazioni familiari del Comune di Bologna.
[dalla presentazione del primo numero] "...abbiamo cercato di ragionare sui lavori della Consulta delle Associazioni Familiari, per rispondere alle specifiche funzioni delle Consulte Permanenti: funzioni consultive in relazione agli indirizzi ed agli interventi dell’Amministrazione Comunale, ma anche funzioni propositive .
Porsi in questa prospettiva ha voluto dire anche rileggere la storia della Consulta e ripercorrere la storia delle politiche familiari nella nostra città. In questo lavoro abbiamo incontrato “MetaFamiglia” una pubblicazione (*), una rivista originale con la quale si intendeva dare voce alla città, far conoscere le esperienze realizzate ed i servizi attivati alla Amministrazione, portare in primo piano le Associazioni, le loro iniziative, i loro progetti. Abbiamo pensato a come riutilizzarla grazie alle possibilità della rete con l’intento di dare voce alle associazioni anche oltre la Consulta, fare emergere un “lavoro di rete” che – seppure tra difficoltà – si viene costruendo"
(*) Metafamiglia veniva pubblicato molti anni fa a cura del Centro per le famiglie di Bologna
Scarica il primo numero di Metafamiglie 2.0
Per richiederne l'invio scrivi a: consultaassociazionifamiliari@comune.bologna.it
(fonte redazione sportelli sociali) -
22 Maggio 2013 | Caregiver, dall'Emilia-Romagna una proposta di legge per il riconoscimento formale vedi
In Emilia-Romagna più della metà degli over 65 parzialmente o totalmente disabili riceve aiuto e cure dai propri familiari. I numeri parlano chiaro: il ruolo del caregiver, ovvero della persona che si occupa quotidianamente di un proprio familiare non autosufficiente, è sempre più rilevante nel sistema di welfare regionale. E le istituzioni sembrano averlo capito, tanto che la consigliera regionale del Pd Paola Marani sta lavorando a una proposta di legge per riconoscere formalmente questa figura con lo scopo di assicurare, a chi volontariamente si occupa di un proprio caro, tutti i diritti e l’assistenza di cui dovrebbe godere svolgendo una funzione sociale.
Durante la conferenza di presentazione del Caregiver Day 2013, un’iniziativa intitolata “Io mi prendo cura di te” che si svolgerà a Carpi (Modena) il 24 e il 25 maggio con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza e valorizzare questo ruolo particolare, Marani annuncia di voler presentare all’Assemblea regionale la proposta di legge entro un mese. In sostanza, si lavora per introdurre una serie di vantaggi a favore del caregiver: corsi di formazione gratuiti per imparare a conoscere le condizioni della persona che si assiste, macchinari quando se ne presenta la necessità, supporti di carattere psicologico e esenzioni dai ticket sanitari per alcune prestazioni. C’è poi la possibilità di inserire anche una forma assicurativa contro gli infortuni sul lavoro, sulla falsa riga di quelle previste per i volontari che svolgono attività simili di assistenza ad anziani o disabili. Ma per quest’ultima si deve ancora lavorare e non si conoscono nel dettaglio i particolari.
Da indagini campione emerge che nel 54% dei casi le persone parzialmente o totalmente disabili ricevono aiuto nelle attività di base della vita (come mangiare, lavarsi, vestirsi e altro) dai propri familiari, mentre solo nel 3% da personale dei servizi pubblici. Inoltre, all’interno del Fondo regionale per la non autosufficienza, il 73% dei contratti di assegno di cura prevede l’aiuto di un caregiver, viceversa solo il 27% di un assistente privato, per lo più badanti.
L’assegno di cura va da un minimo di 300 euro mensili a un massimo di 1.000 euro, e nel 2011 è stato previsto per circa 18 mila anziani non autosufficienti, per un totale di 43,2 milioni di euro. Sempre all’interno del Fondo regionale, hanno beneficiato dell’assegno anche 1.600 disabili gravi e 590 persone con gravissima disabilità acquisita, per i quali sono stati spesi altri 10,5 milioni di euro.
Vista la dimensione del campione, è intuibile perché la Regione stia lavorando a un riconoscimento formale di questa figura assistenziale. Come spiega l’assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi, chi svolge questo tipo di attività è spesso costretto a dividersi tra il proprio lavoro e l’assistenza al familiare, assumendosi quindi un carico di lavoro non indifferente. Altre volte, poi, il caregiver è costretto ad abbandonare il proprio lavoro, senza la sicurezza di ritrovarne in futuro. “Perciò – prosegue Marzocchi – è necessario individuare tutte le strade possibili per sostenere queste persone con politiche ad hoc”, lavorando anche nella mediazione con le imprese o i datori di lavoro per “ottenere nei contratti di secondo livello delle condizioni favorevoli, ad esempio più flessibilità negli orari di lavoro”.
Ma non è tutto, perché sulla scia di quanto già sperimentato a Carpi, la Regione prevede di introdurre anche il cosiddetto “momento di sollievo”: spazi garantiti in strutture pubbliche in cui “ricoverare” per un massimo di 30 giorni i familiari non autosufficienti, allo scopo di esonerare per brevi periodi il caregiver dal peso della cura del proprio caro. Sempre nel 2011, sono stati garantiti servizi di accoglienza temporanea a 6.300 anziani non autosufficienti e a 440 disabili.
Di tutto ciò si parlerà durante la manifestazione di Carpi, giunta alla terza edizione ma per la prima volta promossa anche dalla Regione. Il 24 e il 25 maggio si incontreranno associazioni di volontariato, esperti di politiche sociali e di conciliazione, tecnici delle Aziende Usl di diversi Comuni, dirigenti delle amministrazioni locali e professionisti del settore dei servizi sociali.
Tra convegni e dibattiti pubblici, verrà approfondita e promossa l’attività del caregiver, e chi non potrà partecipare direttamente, potrà sempre seguire la diretta streaming della manifestazione sul portale della Regione o nel sito caregiverfamiliare.it
(fonte redattoresociale) -
22 Maggio 2013 | Sportelli sociali 2012: i dati di attività vedi
In allegato potete consultare un estratto dal rapporto 2012 della redazione degli sportelli sociali del Comune di Bologna con i dati di accesso (totali, per target di utenza, per quartiere) degli sportelli sociali e di quelli specializzati del Comune di Bologna. Vengono anche riportati i dati di accesso al sito degli sportelli sociali e quelli dei due servizi di Newsletter.
Leggi il rapporto 2012
(fonte redazione sportelli sociali Comune Bologna) -
21 Maggio 2013 | Arrivati in redazione (maggio-giugno 2013) vedi
I libri, le newsletter, le riviste specializzate, i siti, gli opuscoli, i rapporti di ricerca, il materiale audiovisivo utile per chi è interessato ai temi sociali e sociosanitari
LIBRI - V.Fargion, E.Gualmini (a cura di ), Tra l'incudine e il martello. Regioni e nuovi rischi sociali in tempo di crisi", Il Mulino, 2012
Riformare il welfare in tempi di crisi non è una sfida facile. Dare risposte concrete, con risorse decrescenti, ai bisogni crescenti dei cittadini sembra quasi una missione impossibile. Eppure, le regioni e gli enti locali sono stati capaci, nonostante i fortissimi vincoli, di sperimentare nuove forme e nuovi modelli organizzativi di protezione sociale, rivisitando e riaggiustando il «vecchio» Stato sociale.
Il volume mette a confronto cinque regioni italiane (Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Toscana e Puglia) e le loro specifiche risposte ai nuovi rischi sociali: la non-autosufficienza degli anziani; l’integrazione degli immigrati e dei loro nuclei familiari; la conciliazione tra famiglia e lavoro; la perdita del lavoro in assenza di requisiti adeguati per accedere alle tutele tradizionali; i bisogni mutevoli di assistenza sanitaria; la povertà in aumento nonostante il lavoro. Tra difficoltà, opportunità e sforzi congiunti tra pubblico e privato, le regioni stanno affrontando una partita cruciale, su cui si giocherà il futuro del nostro paese e delle istituzioni del welfare.
LIBRI - C.Baroncelli, "E la casa dov'è? Storie da un asilo notturno", Ediesse 2012
Ospiti temporanei, ospiti occasionali. Docce e sportine con cena e colazione. Questo è il Re di Girgenti, un dormitorio pubblico gestito dai volontari del Comitato cittadino antidroga di Ravenna; e qui, ogni giorno, una cinquantina di persone suona il campanello chiedendo asilo. Ad accoglierle s'affaccia Carla Soprani, la coordinatrice, che spiega così il senso di questa terra di mezzo: "Gli offriamo un ponte per attraversare la strada". Passare il guado è per molte di queste persone senza fissa dimora un sogno che a volte s'avvera. Con paziente discrezione da allenata professionista del racconto della realtà, senza pregiudizi né censure, Carla Baroncelli si mette in ascolto e dà voce, volto e memoria a ciascuno di questi espropriati della vita che hanno smarrito lavoro, soldi, casa, famiglia, e la coscienza di sé. La sua scrittura prensile, capace di ricreare un parlato emozionante e vivace, costruisce con abile misura queste narrazioni di vite in transito. Italiani, africani, ma anche un irlandese e un afgano, gente che viene dal margine, da storie di droga, alcol, carcere e gioco d'azzardo, e da notti passate a dormire nei vagoni della stazione ferroviaria, su panchine gelide di un parco pubblico o nei bagni dell'ospedale. Ma la spirale si può interrompere ed è allora che squilla il campanello di via Mangagnina 61, una "casa" dove riprendere fiato e progettare di risalire, di ritrovare quanto perduto. Nulla di più.
RIVISTE - La rivista della badante, anno I°, n.1, Rupolo edizioni, Padova
Diecimila copie omaggio sono già pronte per essere distribuite in Usl, Caf e centri per l'impiego di Padova, Bologna e Cesena. Ma dai prossimi numeri è già pronta ad essere diffusa in tutta Italia. Nasce a Padova la prima rivista interamente dedicata alle badanti e al mondo dell'assistenza familiare. Un mercato quanto mai florido tanto che la rivista, che nasce come free press, ha già registrato un buon ritorno in termini di pubblicità.
La pubblicazione si chiama “La rivista della badante” ed è pensata tanto per chi lavora in questo campo, quanto per chi è alla ricerca di un'assistente domiciliare per la sua famiglia. In Italia si stima operino 744mila badanti, una ogni 15 anziani. Per rendersi conto della portata del fenomeno basti pensare che il sistema sanitario nazionale conta 630mila dipendenti. La quasi totalità delle badanti è di origine straniera ma la legislazione è tutta italiana: un argomento complesso per le stesse famiglie che devono mettere in regola chi si occupa dei loro cari, figuriamoci ci è in Italia per lavorare e magari ha qualche difficoltà con la lingua. “La rivista della badante” è dedicata proprio a queste persone, per far loro conoscere i diritti e doveri del caregiver e per dare aiuto e sostegno a chi ha il delicato compito dell'assistenza. Ma anche per le famiglie che hanno bisogno di aiuto per districarsi nel dedalo di annunci e passaparola. Tanto più che, con l'innalzamento dell'età media, il ruolo della badante è sempre più centrale nella routine di una famiglia-tipo. E anche nella sua economia.
Il costo per un'assistente familiare può arrivare fino a 1300/1500 euro al mese, una spesa di fronte alla quale molte famiglie indietreggiano sopratutto a causa della crisi economica. La nuova pubblicazione parla anche ai datori di lavoro, spiegando come scegliere la badante e con quale contratto di impiego. Ed ancora come organizzare il colloquio e come inserirla in casa. Informazioni utili e, fino a questo momento, difficili da scovare. “La rivista della badante” è curata da Pier Francesco Rupolo ed è stata presentata ufficialmente ieri mattina a Padova al caffè Pedrocchi.
La distribuzione della rivista è già iniziata e per ora si concentra tra Padova e Bologna ma la pubblicazione punta ad espandersi al mercato nazionale. Inedita anche la struttura editoriale della rivista, divisa in due metà a seconda dei diversi pubblici ai quali si rivolge. Una separazione netta che non rappresenta però un limite invalicabile. Anzi. Mettersi nei panni dell'altro, leggerne dubbi e speranze, può essere un buon esercizio di convivenza. La stessa che tante famiglie italiane affrontano quotidianamente.
BLOG - Nasce Scambi di Prospettive. Un blog dalla rivista Prospettive sociali e sanitarie
"Siamo abituati a considerare il welfare come un settore marginale, spesso anche chi lavora come ricercatore, formatore, consulente si sente cucita addosso l’idea della “nicchia”, del piccolo spazio di riflessione, nascosto, con poca risonanza anche perché scomodo e molto povero.
Crediamo che si debba parlare di welfare proprio adesso, in questo momento difficile, provando ad aprire uno spazio libero di confronto, usando lo spazio che per 40 anni Prospettive Sociali e Sanitarie ha dato a noi.
Sarà un luogo in cui anche noi ricercatori potremo raccontare le nostre storie, un diario di viaggio fatto da chi scrive su PSS da anni e da chi legge PSS da anni.
Un diario che guarda al futuro, che raccoglie per strada le tracce del cambiamento e prova a riaprire un discorso troppo spesso con il fiato corto. Oggi più che mai il welfare sociale ha bisogno di cura e di parole, ha bisogno di recuperare relazione e scambio. Proviamo, con la collaborazione di tutti i lettori e i redattori della rivista, a dare un contributo"
(fonte redazione sportelli sociali Comune Bologna) -
21 Maggio 2013 | Pensioni di invalidità e limiti di reddito: proposta di legge vedi
La FISH federazione italiana per il superamento dell'handicap, ha denunciato più volte il rischio incombente su centinaia di migliaia di persone con disabilità: la revoca della loro pensione a causa di una infondata interpretazione amministrativa.
A causa del sovrapporsi scoordinato di successive normative in materia di provvidenze assistenziali, e a conseguenti interpretazioni contraddittorie di Cassazione (2011 e 2013), chi eroga la pensione (270 euro) agli invalidi civili, e cioè INPS, ha stabilito di non considerare più solo il reddito personale dell’interessato, ma anche quello del coniuge creando assurde e inaccettabili disparità di trattamento. La disposizione era contenuta in una Circolare di fine 2012.
Questa decisione, assunta non in forza di una norma del Parlamento, è stata opportunamente, ma solo temporaneamente, sospesa dal Ministero del Lavoro nel gennaio scorso, in attesa di istruttoria il cui esito è incerto.
FISH ha più volte ribadito che la questione non va risolta negli uffici del Ministero o in quelli dell’INPS, o – peggio – nelle aule di tribunale, ma – dato il suo spessore politico – va riportata in Parlamento: sia il Legislatore a mettere la parola “fine” ad una querelle che impatta sulle condizioni di vita delle persone con disabilità.
Ora una proposta di legge esiste. È stata annunciata nella seduta pomeridiana del 26 marzo scorso (firmataria l’onorevole Margherita Miotto) e registrata con il n. 538 agli Atti della Camera. La proposta di legge mira a risolvere la complessa e confusa vicenda, restituendo al Parlamento quella che è una competenza propria: legiferare!
“Abbiamo formalmente richiesto al Presidente della Camera, Laura Boldrini, di adoperarsi affinché quella proposta di legge venga velocemente assegnata alla Commissione Affari Sociali ed inizi quindi il suo iter verso una rapida approvazione”, segnala Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. L’appello è ovviamente
esteso a tutti i Gruppi parlamentari.
“La volontà di risolvere questo increscioso contenzioso rappresenterebbe un primo segnale dell’intenzione di affrontare anche altre e più strutturali emergenze che attanagliano la quotidianità e i progetti di vita di milioni di persone con isabilità!”
Il testo della Proposta di legge Atti della Camera n. 538
(fonte FISH) -
21 Maggio 2013 | Carcere: 700 persone a parlare del “male che si nasconde dentro di noi” vedi
“Il male che si nasconde dentro di noi” è il titolo della Giornata di Studi organizzata venerdì scorso dalla rivista Ristretti Orizzonti (http://www.ristretti.it), nel carcere Due Palazzi di Padova. Hanno partecipato un centinaio di detenuti e circa 600 persone venute da "fuori" per ascoltare riflessioni non banali sulle cause e il significato della violenza, sul modo di parlarne, di ragionarne, e di superarla.
Della violenza contro le donne ha parlato Francesca Archibugi, regista e sceneggiatrice, mentre Renate Siebert, sociologa, ha invece approfondito il tema della vendetta, spesso alimentata dalle donne, per offese all'onore della famiglia.
Pietro Buffa, Provveditore dell'Amministrazione penitenziaria per il Triveneto e per l'Emilia Romagna, ha parlato del gravissimo problema della tortura e dei maltrattamenti durante la detenzione.
Silvia Giralucci e la redazione di Ristretti Orizzonti hanno ragionato con Giovanni Ricci, criminologo e sociologo, figlio di Domenico Ricci assassinato dalle Br, sull'effetto aggiuntivo che parole superficiali o rozze hanno su chi è stato vittima della violenza.
Le parole che adoperano gli specialisti, riducendo la persona al suo reato, sono state invece l'oggetto dell'intervento di Alfredo Verde, docente di criminologia, mentre Riccardo Iacona, giornalista, si è soffermato sulla necessità di narrazioni veritiere per i fatti violenti. Della possibilità di abbandonare comportamenti violenti hanno parlato la psicoanalista Marina Valcarenghi, riportando la positiva esperienza ora raccolta dall'associazione Viola, e Mauro Grimoldi presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia. Adolfo Ceretti, professore di criminologia all'Università Milano-Bicocca, coordinatore del convegno, e Lorenzo Natali, ricercatore presso la stessa università, hanno parlato del cambiamento che può avvenire e avviene nel "sé", sia di coloro che hanno commesso reati, sia di coloro che li hanno subiti, consentendo di percorrere strade nuove. Cambiamento che, come dice Carmelo Musumeci della Redazione, non inizia con l'isolamento, ma con incontri che ti fanno capire davvero cosa hai combinato.
Giornata Nazionale di Studi
"Il male che si nasconde dentro di noi"
Venerdì 17 maggio 2013, ore 9.30-16.30, Casa di Reclusione di Padova
- Programma della Giornata di Studi
- Rassegna stampa, da quotidiani e agenzie
- Materiali di approfondimento: interviste, testimonianze, etc.
- Registrazione audio a cura di Radio Radicale: prima parte
- Registrazione audio a cura di Radio Radicale: seconda parte
(fonte newsletter ristretti.it) -
21 Maggio 2013 | A Padova nasce la prima rivista rivolta alle badanti vedi
Diecimila copie omaggio sono già pronte per essere distribuite in Usl, Caf e centri per l'impiego di Padova, Bologna e Cesena. Ma dai prossimi numeri è già pronta ad essere diffusa in tutta Italia.
Nasce a Padova la prima rivista interamente dedicata alle badanti e al mondo dell'assistenza familiare. Un mercato quanto mai florido tanto che la rivista, che nasce come free press, ha già registrato un buon ritorno in termini di pubblicità.
La pubblicazione si chiama “La rivista della badante” ed è pensata tanto per chi lavora in questo campo, quanto per chi è alla ricerca di un'assistente domiciliare per la sua famiglia. In Italia si stima operino 744mila badanti (la recente rilevazione Censis dice oltre un milione e mezzo, ndr), una ogni 15 anziani.
Per rendersi conto della portata del fenomeno basti pensare che il sistema sanitario nazionale conta 630mila dipendenti. La quasi totalità delle badanti è di origine straniera ma la legislazione è tutta italiana: un argomento complesso per le stesse famiglie che devono mettere in regola chi si occupa dei loro cari, figuriamoci ci è in Italia per lavorare e magari ha qualche difficoltà con la lingua. “La rivista della badante” è dedicata proprio a queste persone, per far loro conoscere i diritti e doveri del caregiver e per dare aiuto e sostegno a chi ha il delicato compito dell'assistenza. Ma anche per le famiglie che hanno bisogno di aiuto per districarsi nel dedalo di annunci e passaparola. Tanto più che, con l'innalzamento dell'età media, il ruolo della badante è sempre più centrale nella routine di una famiglia-tipo. E anche nella sua economia.
Il costo per un'assistente familiare può arrivare fino a 1300/1500 euro al mese, una spesa di fronte alla quale molte famiglie indietreggiano sopratutto a causa della crisi economica. La nuova pubblicazione parla anche ai datori di lavoro, spiegando come scegliere la badante e con quale contratto di impiego. Ed ancora come organizzare il colloquio e come inserirla in casa. Informazioni utili e, fino a questo momento, difficili da scovare. “La rivista della badante” è curata da Pier Francesco Rupolo ed è stata presentata ufficialmente a Padova al caffè Pedrocchi.
La distribuzione della rivista è già iniziata e per ora si concentra tra Padova e Bologna ma la pubblicazione punta ad espandersi al mercato nazionale. Inedita anche la struttura editoriale della rivista, divisa in due metà a seconda dei diversi pubblici ai quali si rivolge. Una separazione netta che non rappresenta però un limite invalicabile. Anzi. Mettersi nei panni dell'altro, leggerne dubbi e speranze, può essere un buon esercizio di convivenza. La stessa che tante famiglie italiane affrontano quotidianamente.
Per informazioni
(fonte Corriere delle alpi) -
17 Maggio 2013 | Trasformata in "voucher" l'indennità d'accompagnamento? L'idea del Viceministro Guerra vedi
Una “voucherizzazione” dell’indennità di accompagnamento, per migliorare l’intervento dedicato alle persone non autosufficienti e valorizzare anche il lavoro di cura informale. È questa una delle misure allo studio del ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
Lo ha detto la viceministra al Lavoro e alle politiche sociali, Maria Cecilia Guerra a margine della presentazione a Roma della ricerca sui servizi alla persona, realizzata dal Censis e dall’Ismu per il ministero. “Stiamo lavorando a una strutturazione per tappe di un programma di welfare universale. E nell’ottica di un
miglioramento dell’intervento, che sia più funzionale e non escluda il lavoro formale e informale, penso anche a una voucherizzazione dell’indennità di accompagnamento”. Guerra ha spiegato di avere in mente un programma alla tedesca, che prevede la presa in carico del soggetto, la valutazione del suo bisogno socio/sanitario e l’ indirizzo verso le cure e il sostegno di cui necessita. E in questa prospettiva, per quanto riguarda la non autosufficienza, tra gli strumenti potrebbero esserci anche i voucher per le famiglie.
“Oggi se c’è una critica che si può fare all’indennità di accompagnamento è che non permette di vincolare l’uso al bisogno – sottolinea la viceministra - .
Nell’ottica di un miglioramento dell’intervento, pensiamo a un programma che, tenendo saldo il diritto soggettivo, non escluda il lavoro informale. Ci sono persone che restano a casa per accudire i propri cari anche per periodi lunghi – spiega- con un questo sistema potrebbero evitare di perdere i contributi in quel lasso di tempo”. In pratica l’attuale indennità di accompagnamento potrebbe essere trasformata in un sistema per pagare le forme di assistenza, non regolamentate da un regolare contratto di lavoro, garantendo i contributi a cui fornisce la prestazione.
“Il problema delle politiche di welfare è che sono politiche ‘cenerentola’: troppo frammentate, in alcuni casi virtuose, ma senza una reale strutturazione. Quando le risorse si esauriscono il programma messo in campo è destinato a dissolversi – aggiunge -.Non c’è un pensiero generale, come nel campo della non autosufficienza, dove è necessario arrivare a un finanziamento strutturato. Ma bisogna soprattutto identificare il bisogno e fare in modo che gli strumenti siano incardinati sui livelli essenziali delle prestazioni”. Questa frammentazione, per la viceministra, dà luogo anche a “uno spreco enorme perché i singoli progetti non sono valorizzati e portati a sistema”.
Un’altra questione centrale è quella dell’occupazione femminile: “è un tema che ho molto a cuore perché il tasso di inattività delle donne è ormai troppo elevato – aggiunge - .
Bisogna cominciare a pensare a come strutturare il sostegno al lavoro domestico e di cura: un elemento fondamentale per far fare al paese un passo in avanti rispetto alla differenza di genere. Il lavoro di cura è oggi per il 70 per cento sulle spalle delle donne – continua Guerra – una cifra altissima rispetto agli altri paesi sviluppati. Ed è un tema che sta diventando emergenziale nell’ambito dell’evoluzione della struttura familiare”.
(fonte redattoresociale) -
17 Maggio 2013 | Libri sulla disabilità: on line il nuovo supplemento alla nostra Newsletter vedi
E' disponibile nel sito dello sportello sociale il supplemento bibliografico n.9 alla newsletter disabilità. Contiene le recensioni di 57 nuovi libri dedicati al tema della disabilità...e dintorni.
Lo potete scaricare a partire da questa pagina
(fonte redazione sportello sociale) -
17 Maggio 2013 | Censis: in Italia le badanti sono un milione e 655 mila vedi
Il Censis evidenzia uno studio sui servizi alla persona, in particolare verso gli anziani. Aumenta il numero delle badanti in Italia: sono un milione e 655 mila. In dieci anni c’è stato un aumento del 53%.
E' una ricerca realizzata da Censis e Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) per il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in occasione del convegno 'Servizi alla persona e occupazione nel welfare che cambia'.
Le badanti sono per il 77,3% stranieri e donne (82,4%), tra i 36 e 50 anni (56,8%).
E si stima che, mantenendo stabile il tasso di utilizzo dei servizi da parte delle famiglie, il numero dei collaboratori salira' a 2 milioni 151 mila nel 2030 (circa 500 mila in piu').
La spesa media per le famiglie e' di 667 euro al mese. Ma con la crisi, oltre la meta' dei bilanci familiari non tiene piu': cosi' nel 15% dei casi e' prevedibile, sempre stando ai risultati della ricerca, che un componente della famiglia lasci il lavoro per assistere un congiunto. O nel 41,7% dei casi si pensa anche a rinunciare al servizio.
L'area dei servizi di cura e assistenza per le famiglie rappresenta quindi un ''grande bacino occupazionale'': il numero dei collaboratori e' passato da 1,083 milioni del 2001 a 1,655 milioni del 2012 (quando e' stata condotta l'indagine su 1500 collaboratori). Sono 2 milioni 600 mila le famiglie (il 10,4%) che hanno attivato servizi di collaborazione, di assistenza per anziani o persone non autosufficienti, e di baby sitting.
L'irrinunciabilita' del servizio sta peraltro portando alcune famiglie (il 15%, ma al Nord la percentuale arriva al 20%) a considerare l'ipotesi che un componente della stessa rinunci al lavoro per prendere il posto del collaboratore. Intrappolate tra esigenze crescenti e risorse in calo, il 44,4% delle famiglie pensa che nei prossimi cinque anni avra' bisogno di aumentare il numero dei collaboratori o delle ore di lavoro svolte. Ma al tempo stesso la meta' delle famiglie (il 49,4%) sa che avra' sempre piu' difficolta' a sostenere il servizio e il 41,7% pensa addirittura che dovra' rinunciarci.
Scarica il rapporto del CENSIS
(fonte newsletter regioni.it) -
13 Maggio 2013 | Torna "Porte aperte". Le strutture di accoglienza si aprono alla città, la città risponde? vedi
Dal 18 al 26 Maggio 2013 torna a Bologna la sesta edizione del Festival Porte Aperte, progetto sulle fragilità metropolitane durante il quale le strutture d’accoglienza per il disagio sociale diventano luoghi di incontro, interazione, comunicazione e cultura per tutta la città.
Il tema di quest’anno è il lavoro, investigato come nuove opportunità di inventare, modalità altre di fare, di ideare format alternativi che abbiano lo scopo di uscire allo scoperto ed andare oltre la crisi. Porte Aperte non parla del tempo d’una volta, sicuro, che non c’è più. Racconta qualcosa che non intendiamo più aspettare come una ricetta preconfezionata che altri, i “grandi”, ci forniscono. Narra di una strada che conduce ad una ricerca creativa ma responsabile di nuove ed alternative forme di lavoro. Un lavoro che permetta a tutti di vivere e realizzare sogni e coltivare speranze, di occupare il tempo in maniera dignitosa e costruttiva.
Il Festival si apre con una Presentazione Pubblica del progetto aperta alla città Giovedi 16 Maggio ore 11.30 presso Leggere Strutture Factory, Via Ferrarese 169/A, Bologna, a cui saranno presenti, oltre al comitato organizzatore e rappresentanti delle realtà che hanno contribuito alla costruzione dell'evento:
Amelia Frascaroli - Assessore Servizi sociali, volontariato, associazionismo, partecipazione, sussidiarietà e politiche attive per l'occupazione del Comune di Bologna
Maurizio Bergamaschi e/o Roberta Paltrinieri -Dipartimento Sociologia e Diritto dell'economia (Università di Bologna)
Annamaria Nasi -Presidente Consulta permanente per la lotta all'esclusione sociale del Comune di Bologna
Alessandro Gabriele - Presidente Cooperativa La Strada e Faremondi
Sara Saleri - European Alternatives
Sonia Bregoli - Direttore organizzativo del Festival IT.A.CA'
Antonio Petitto - Gruppo musicale LaVanguardia
Seguirà un piccolo rinfresco multietnico a cura dell'associazione Mondo Donna
Porte Aperte vuole essere momento per rimettere al centro i margini. Attraversolo sguardo e le parole di chi li vive ogni giorno rileggiamo l’immagine di queste “terre di mezzo”, rimosse dal racconto della città pubblica. Il fuori s’incontra con il dentro, il basso interroga l’alto, in un confronto inedito e stimolante, in un percorso culturale che parte dalla strada, dal faticoso cammino quotidiano.
Approfondici e consulta il programma
(fonte festival porte aperte) -
13 Maggio 2013 | Rinnovato il Protocollo per il sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà vedi
Grazie al “Protocollo per il sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà” - attivato nel 2009 da Provincia, Comuni, INPS, Istituti di Credito del territorio, Sindacati migliaia di lavoratori del territorio hanno attivato finanziamenti bancari a tasso zero e costo zero come anticipo delle competenze di cassa integrazione.
In considerazione del suo rilevante utilizzo e delle persistenti criticità dell'economia locale e nazionale, il Protocollo è stato riconfermato fino ad aprile 2014 con la firma avvenuta a Palazzo Malvezzi l'8 maggio 2013.
Dalla sua sottoscrizione ad oggi il Protocollo ha permesso di sostenere economicamente 2.848 lavoratori di 188 aziende della provincia che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali prevedendo il pagamento diretto attraverso l’Inps di Bologna delle indennità spettanti ai lavoratori.
Leggi tutto nel sito della Provincia
(fonte newsletter Provincia) -
13 Maggio 2013 | Nettuno d'oro ad Aldina Balboni vedi
Il sindaco di Bologna, Virginio Merola ha consegnato il Nettuno d'Oro ad Aldina Balboni. Si tratta dell'onorificenza conferita a cittadini che abbiano onorato, con la loro attività professionale e pubblica, la città di Bologna.
Queste le parole del sindaco: "Aldina Balboni ha creato nel territorio della nostra comunità una rete vasta e articolata di associazioni e centri di accoglienza per dare sostegno concreto ai ragazzi con disabilità, anche gravi, e alle loro famiglie. Le sue qualità umane, la sua generosità, la sua dedizione verso le persone più bisognose di aiuto l'hanno resa capace di azioni straordinarie nei confronti dei più bisognosi.
Al centro della sua azione sociale ha infatti messo gli adolescenti e i giovani con problemi di ordine psichico. Dapprima ha realizzato gruppi a dimensione familiare, alternativi agli istituti assistenziali, che hanno saputo creare quel calore familiare, quella vicinanza, fondamentale per aiutare i ragazzi nella crescita. Aldina ha poi creato una realtà centrale nella rete bolognese dell’assistenza, del volontariato e della cooperazione. Ha potuto realizzare un luogo dove i ragazzi con handicap, anche gravi, possono vivere un’esperienza di vita quotidiana tesa al potenziamento della loro autonomia personali, accanto ad operatori preparati a seguire progetti individualizzati. E tutto questo l'ha fatto ispirandosi a principi fo
Oggi Casa Santa Chiara, a 44 anni dalla nascita dei primi gruppi famiglia, è diventata una struttura che sostiene e accoglie giovani ed adulti portatori di handicap, privi di sostegno familiare o comunque bisognosi. Sono tredici gruppi famiglia a cui Aldina ha dato una speranza reale e concreta. L'esperienza di Casa Santa Chiara non si è fermata qui, oggi ci sono cinque centri di recupero semi- residenziali, una casa per ferie in Cadore e il Centro per il tempo libero 'Il Ponte', in via Clavature, dove farò presto una visita. 'Il Ponte', che bel nome. Ci sono persone che dedicano la propria vita a costruire ponti per chi soffre e la comunità. Sappiamo purtroppo che ci sono persone che vivono quasi preoccupandosi di separarsi dagli altri in fortini di egoismo limitando al massimo le possibilità di confronto e di incontro. Facendo crollare i ponti possibili di un'esistenza più ricca e autentica. Aldina Balboni merita questo riconoscimento da parte di Bologna per quanto, concretamente, ha fatto per ragazze e ragazzi che domandano un aiuto ma anche, e soprattutto, perché ha saputo coinvolgere, costruire legami di generosità e di libertà. Grazie per quello che hai saputo fare e grazie per averlo fatto nella nostra città".
(fonte agenzia DIRE) -
10 Maggio 2013 | Autismo, parent training per gestire i gruppi di auto mutuo aiuto vedi
Mentre il numero delle diagnosi sui disturbi autistici è in crescita, aumenta di conseguenza il numero di famiglie e genitori che si trovano ad affrontare questo problema, troppo spesso in solitudine e senza supporti validi e adeguati per affrontare gli innumerevoli problemi. Anche su questo fronte, come nel caso di altre disabilità psichiche e sensoriali, un valido supporto è dato dai gruppi di auto-mutuo aiuto. “Hanno una funzione molto importante nel campo dell’autismo” riferisce Carlo Hanau di Angsa onlus. Innanzitutto diminuiscono il rischio che la famiglia tutta diventi autistica, chiusa sempre in più in se stessa, migliorano quindi la qualità di vita di tutto il nucleo familiare.
“Ma, prima di avviare un gruppo, occorre dare competenze ai genitori e agli insegnanti che vi partecipano”, evidenzia Hanau. Per questo ci sono i “parent training”, percorsi di passaggio di competenze necessari perché poi un gruppo di mutuo aiuto cammini da solo e sia efficace a rispondere alle aspettative. Addirittura, rivela Hanau, in altri Paesi come gli Stati Uniti le competenze “parent to parent” vengono retribuite, i giovani genitori pagano i più anziani e più esperti: “Per fortuna questo da noi non avviene”, commenta il referente dell’Angsa.
Quale sia la funzione del gruppo nell’aiutare le famiglie e i singoli genitori ad affrontare i disturbi dell’autismo lo racconta, tra le altre, l’esperienza di Bologna.
Il gruppo di auto-mutuo aiuto è nato 5 anni fa per volontà della dottoressa Marilisa Martelli, allora responsabile del team autismo dell'Asl di Bologna. Forte dell’assunto dell'Organizzazione mondiale della sanità che aveva dimostrato che questi gruppi hanno una documentata efficacia sul benessere di chi vi partecipa, ha iniziato l'azione in collaborazione con Angsa, mettendo a disposizione una educatrice dell'Asl che è stata presente nel gruppo fino a quando si è ritenuto che il gruppo poteva andare avanti da solo. “Il gruppo è molto aperto, a volte ci sono 20 persone a volte 4 o 5 – ci dicono i familiari -. Ci sono spesso insegnanti ed educatori delle cooperative”. Condizione per partecipare è il patto di riservatezza: fuori dal gruppo, non si deve riferire nulla di ciò che si sente durante gli incontri.
Per quali aspetti in particolare è utile il gruppo? “Grazie all’aiuto e all’incoraggiamento di altre madri, sono riuscita a togliere i pannoloni a mio figlio di 5 anni”, riferisce una mamma. Rita invece, un figlio di 18 anni in dirittura d’arrivo con l’iter scolastico, ha trovato nel gruppo la forza di non accettare la via del centro diurno e ha chiesto un educatore di sostegno per inserire il figlio in un lavoro vero. “L'Asl era titubante – racconta - ma ha accettato”. Ora il giovane ventitreenne lavora come aiuto cuoco con un contratto a tempo indeterminato presso la cucina dell'ospedale Maggiore di Bologna. E una strada simile è quella di Marco, un giovane con autismo che ora ha una borsa lavoro alla biblioteca dell'università. Al gruppo ci si scambia informazioni, come quella che la piscina comunale di Casalecchio ha un servizio di istruttori di sostegno per bambini e giovani disabili e accoglie anche persone di altri Comuni: molti hanno portato i figli in quella piscina, dove il servizio è pagato dal Comune, e sono molto soddisfatti. Quali sono le criticità che ha in sé il gruppo? “L’orario pomeridiano non va bene a tutti – ci viene risposto -, ma credo che sia impossibile trovare l'orario che soddisfa tutti”.
(fonte redattoresociale) -
10 Maggio 2013 | Gli automobilisti disabili sono tra quelli che provocano meno incidenti vedi
Gli automobilisti disabili sono l’1,6% del totale; per loro ACI ha pensato alcuni servizi specifici
Per quanto riguarda la guida, i modi di dire e le false credenze - solitamente clamorosamente smentite - si
sprecano, come quello secondo cui “donna al volante, pericolo costante”. Verità o leggende, numeri alla
mano ci dicono invece che in Italia gli automobilisti disabili sono tra quelli che provocano il minor numero di incidenti, e questo è un dato di fatto.
Il dato, che va letto alla luce degli altri numeri (circa 560.000 in Italia i “patentati speciali”, ovvero l’1,6% del totale), stride con la constatazione che purtroppo ancora molte sono le criticità con cui l’automobilista con patente speciale deve confrontarsi, per lo più imputabili ad una ancora carente cultura della disabilità non
solo tra i cittadini non disabili, ma talvolta anche presso le pubbliche amministrazioni.
Mettere in campo tutti gli strumenti affinchè la persona disabile possa essere un automobilista “come tutti gli
altri” dovrebbe essere uno sforzo condiviso. Dal punto di vista della tecnica, è vasta l’offerta di auto adattate
che le case automobilistiche propongono, come pure lo sviluppo di software di riconoscimento vocale per
l’uso di tergicristalli, frecce, abbaglianti, finestrini, aria condizionata, radio e impianti di telefonia, ma si può
fare di più.
Ci piace dunque segnalare anche l’iniziativa dell’ACI (Automobile Club Italia) che ha lanciato la tessera “ACI …inoltre”, dedicata agli automobilisti con disabilità. Si tratta di una carta associativa dal prezzo più ridotto rispetto alle altre, proponendo comunque un mix di servizi, come l’invio di due mezzi di soccorso (uno per l’auto e l’altro per l’automobilista), l’assistenza sanitaria in viaggio, la disponibilità di un veicolo sostitutivo o il rimborso delle spese di rientro a casa in caso di grave guasto meccanico.
Per rispondere al meglio a tutte le esigenze, l’ACI, in collaborazione con il SIDI – Sindacato Italiano Diritti
Invalidi - che ha contribuito alla realizzazione del progetto, distribuisce la tessera solo attraverso le
associazioni dei disabili sul territorio, partner fondamentali per la continua messa a punto della gamma di
servizi.
“Per un disabile oggi è più facile muoversi in auto che con il bus o il treno – ha dichiarato il presidente
dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani – grazie anche al nostro impegno per la salvaguardia del diritto universale
alla mobilità. L’automobile non è solo il mezzo preferito per gli spostamenti, ma anche un’inesauribile fonte di divertimento e di passione, come dimostrano i 100 piloti disabili tesserati ACI-CSAI”.
Come fa sapere l’Aci, negli ultimi tre anni sono stati messi in campo strumenti e servizi indirizzati in
particolare all’utenza degli automobilisti con patenti speciali, come “PRA a domicilio” per il disbrigo delle
pratiche automobilistiche ai cittadini con problemi di mobilità. Nell’ultimo anno è stata anche rinforzata la
parte informativa, con incontri nell’ambito del progetto “ACI per il Sociale” a favore delle categorie più deboli, tra cui disabili, extracomunitari ed anziani, per fornire suggerimenti e consigli per la soluzione dei problemi in automobile. Inoltre da cinque anni è attivo un servizio di soccorso stradale 803.116 con una procedura attraverso la quale sordi e muti possono richiedere l’intervento di un carro-attrezzi tramite sms, ricevendo in forma testuale le informazioni sul soccorso.
(fonte disabili.com) -
7 Maggio 2013 | Se dico rom. Una ricerca del Naga sull'atteggiamento della stampa italiana sui cittadini rom e sinti vedi
Per 10 mesi, da giugno 2012 a marzo 2013, i volontari dell'associazione Naga hanno analizzato gli articoli relativi a cittadini rom e sinti, o che vi facessero solo riferimento, pubblicati su 9 testate giornalistiche nazionali e locali: Corriere della Sera; La Repubblica; La Stampa; Il Sole 24 ore; Il Giornale; Libero Quotidiano; La Padania; La Prealpina; Leggo.
"L'indagine che abbiamo svolto parte dal presupposto che anche attraverso la stampa si costruisce un'immagine sociale negativa dei rom e sinti. Abbiamo analizzato gli articoli per descrivere alcuni dei meccanismi attraverso i quali questo processo avviene e per capire quale sia il nesso tra rappresentazione negativa e discriminazione." Afferma Natascia Curto, una delle volontarie che ha curato la ricerca. "Ci aspettavamo di riscontrare una visibilità marcata per episodi negativi di cui qualche rom si è reso protagonista, ma non abbiamo trovato solo questo. Dall'analisi svolta emerge anche l'associazione sistematica dei rom con fatti negativi che non li vedono direttamente coinvolti. Si può affermare che inserire i rom in articoli che parlano di fatti negativi è un'abitudine molto diffusa, in tutti i giornali, e relativamente a differenti tipologie di fatti" prosegue la volontaria, "Spesso queste associazioni raggiungono livelli discriminatori e vengono fatte ricorrendo a dichiarazioni riportate tra virgolette. Inoltre, un'altra modalità riscontrata nel trattamento dei rom nella stampa è quella di creare una separazione, un noi e un loro, i 'cittadini' e i rom: due gruppi divisi, diversi ontologicamente, che non si intersecano e il cui benessere è alternativo".
"Dalla nostra analisi emerge che nel 30% degli articoli sono presenti dichiarazioni che si possono considerare discriminatorie." Commentano Cristina Ferloni e Fanny Gerli, le volontarie che hanno svolto l'analisi quantitativa della ricerca. "La maggiore frequenza di articoli che parlano di rom è riconducibile alle testate nazionali, con una significativa prevalenza per il Corriere della Sera e La Repubblica, seguiti da Libero nella sua edizione milanese. Le dichiarazioni discriminatorie analizzate rimandano in prevalenza a racconti di intolleranza sociale e discriminazione (37,2%), seguiti da quelli che fanno emergere una differenziazione tra un "noi" e un "loro" (32,3%)."
Leggi tutto nel sito del Naga
Scarica il rapporto di ricerca
(fonte naga.it) -
7 Maggio 2013 | Segnalazione disservizi per il rilascio contrassegni disabili vedi
Il servizio di rilascio dei contrassegni per le persone disabili è svolto, così come stabilito nella convenzione sottoscritta con il Comune di Bologna, dall'azienda ATC S.p.A., che si avvale della collaborazione della Società Cooperativa Coopertone.
A causa di agitazioni sindacali del personale della suddetta Società Coopertone, il servizio di rilascio di questi contrassegni sta subendo ritardi e malfunzionamenti.
Si segnala in particolare che tali disservizi riguardano anche il rilascio del contrassegno invalidi di tipo “europeo” (ai sensi del D.P.R. n. 151/12) che dal 15 febbraio 2013 deve essere rilasciato dagli sportelli ATC entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta (che può anche essere anticipata via fax allo 051/350856), ma che al momento sta subendo dei ritardi per i motivi sopra richiamati.
Il Comune di Bologna ed ATC S.p.A. si scusano per il disservizio ed auspicano che possano essere trovate al più presto le soluzioni organizzative che permettano il ritorno al normale funzionamento delle attività.(Fonte: www.comune.bologna.it)
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7 Maggio 2013 | Cento domande cento risposte vedi
Nella pagina web dell'Urp (ufficio relazioni con il pubblico) del portale ER della Regione Emilia Romagna una nuova banca dati aggiornata con “Faq” e tutti gli sportelli in Emilia Romagna su formazione, energia, Europa, lavoro e sociale.
A decine di domande risponde in modo aggiornato e semplice una nuova agile banca dati di risposte frequenti, grazie a mesi di lavoro dell’Urp, assieme a diverse colleghe e colleghi di varie strutture regionali e alcuni sportelli territoriali.
Queste domande e risposte, sono collegate ad una mappa georeferenziata di sportelli territoriali e a schede di approfondimento.
Questa nuova banca dati, realizzata in via sperimentale per cinque settori di attività: formazione, energia, Europa, lavoro e sociale, sarà gradualmente estesa a tutte le aree di interesse per il cittadino.
Consulta la banca dati delle Faq sulla pagina dell'Urp
Le FAQ di area sociale
La banca dati degli Sportelli sociali in E.Romagna
(fonte newsletter Regione E.Romagna) -
7 Maggio 2013 | Bologna, alla Casa per ferie "Il Villino" un lavoro per chi soffre di disturbi psichici vedi
Reinserimento nel mondo del lavoro affinché ne tragga beneficio anche la salute mentale. È la frontiera per la riabilitazione delle persone che soffrono di disturbi psichici, che avrebbe come effetto anche un risparmio sui posti letto e sulle degenze nel settore della sanità pubblica. Lo sostiene il direttore del Dipartimento della salute mentale dell’Azienda Usl di Bologna, Angelo Fioritti, a margine della conferenza di presentazione della nuova Casa per Ferie “Il Villino”, una struttura alberghiera nei pressi dei Giardini Margherita, che si occuperà di formare personale in vista di una futura assunzione. Alla conferenza erano presenti tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione del progetto, tra cui l’assessore del Comune di Bologna ai Servizi sociali, Amelia Frascaroli, e rappresentanti di Ascom, Unindustria, Agenzia nazionale del Turismo e Fondazione del Monte.
Immerso nel verde della prima periferia di Bologna, ai pedi dei colli e proprio di fianco a Casa Mantovani, una comunità terapeutica che ospita persone con disturbi mentali gestita dalla cooperativa Nazareno, Il Villino è il nuovo ramo di impresa avviato dalla Nazareno Work, che gestisce servizi socio sanitari ed educativi e attività di vario genere, finalizzate appunto all'inserimento nel mercato del lavoro di persone “svantaggiate”. Il progetto, realizzato con il supporto di Enti pubblici e associazioni di categoria, si basa sul concetto espresso da Fioritti: favorire una vera e completa inclusione sociale per chi ha completato positivamente il proprio percorso riabilitativo. Dunque i pazienti di Casa Mantovani avranno la possibilità di essere formati professionalmente nella Casa per Ferie che sta lì accanto, e alcuni tra loro potranno essere assunti alla fine del tirocinio.
Secondo il direttore del Dipartimento dell’Ausl, questa è la vera sfida per compiere passi in avanti nella cura dei disturbi mentali. “Il lavoro – spiega – è parte integrante della salute di ognuno di noi, così come l’autonomia in un luogo abitativo. Perciò è importante dare risposte non solo di tipo assistenziale, come il ricovero in strutture ospedaliere, ma anche dedicarsi al reinserimento nella società”. Ciò porterebbe diversi vantaggi sia ai pazienti che alle casse della sanità pubblica: da una parte si favorirebbe la completa guarigione del paziente e dall’altra si risparmierebbero un bel po’ di soldi. Come? Fioritti sostiene che il costo di un posto letto in una struttura pubblica è pari all’investimento necessario per inserire nel mondo del lavoro 15 persone. In particolare chi soffre di disturbi psichici, inoltre, tende a essere ricoverato più volte, ma un’occupazione, aiutando il paziente anche dal punto di vista mentale, potrebbe prevenire i ricoveri successivi al primo, diminuendo le degenze e liberando spazio negli ospedali. Resta da capire tuttavia se questo tipo di riabilitazione, e di investimento da parte della sanità pubblica, può effettivamente sostituire un numero adeguato di posti letto dedicati ai ricoveri. Comunque, avverte Fioritti, “è esemplificativo che da 2 anni a questa parte i dati sui pazienti ospitati in strutture per la salute mentale si sono stabilizzati, mentre sono aumentati coloro che ci chiedono aiuto per tornare a lavorare. Oggi nelle nostre strutture ci sono sempre meno disabili e sempre più giovani con problemi diversi”.
Nella nuova Casa per Ferie, dunque, lavoreranno sotto contratto 3 persone cosiddette “svantaggiate”, mentre altre verranno formate attraverso tirocini che rientrano in un progetto finanziato dalla Provincia di Bologna con le risorse del Fondo regionale disabili. Giuseppe de Biasi, assessore provinciale al Lavoro, durante la conferenza esprime tutta la propria soddisfazione per la creazione di nuovi posti di lavoro “reali” e per la possibilità di investire nella formazione professionale con la collaborazione delle cooperative sociali.
Inoltre, annuncia che i fondi disponibili per il bando dei progetti di tirocinio per disabili, questo giugno dovrebbero essere aumentati di circa 100 mila euro, passando da 300 mila a 400 mila euro. Insomma, “in un momento in cui l’Azienda sanitaria non naviga certo nell’oro – conclude a margine il direttore Fioritti – investire nella prevenzione di disturbi mentali deve essere certamente la strada da percorrere, e aiutare i nostri pazienti a trovar lavoro viaggia proprio in quest’ottica”.
(fonte redattoresociale) -
7 Maggio 2013 | Cineforum sulla realtà del carcere in Italia vedi
"La rappresentazione del carcere italiano", un ciclo di tre proiezioni organizzato dalla Cattedra di diritto penitenziario della Università di Bologna.
Tre film e relativo dibattito con intervebti degli autori dei film e di esperti. E la chiamano pena dolce: "I giorni scontati" (8 maggio). La pietosa bugia della rieducazione: "Cesare deve morire" (15 maggio). Il carcere italiano nel cinema e nei mezzi di comunicazione di massa: "Milleeunanotte" (22 maggio).
Alle 18,30, aula grande, Scuola di Giurisprudenza, Via Zamboni 22, Bologna. Ingresso gratuito.
Scarica il programma
(fonte newsletter ristretti.it) -
7 Maggio 2013 | Home Care Premium. Assistenza domiciliare per persone non autosufficienti vedi
INPS Gestione dipendenti pubblici ha elaborato da alcuni anni un progetto finalizzato a fornire assistenza domiciliare, attraverso prestazioni e interventi, economici e di servizio, di natura socioassistenziale. Il progetto è rivolto ai soli dipendenti e ai pensionati pubblici, ai loro coniugi conviventi e familiari di primo grado in condizione di non autosufficienza.
I destinatari devono essere residenti nel Comune di Bologna. Per accedere alle prestazioni occorre fare domanda esclusivamente in via telematica attraverso un portale specifico dell’Istituto.
L’istruttoria della domanda può prevedere una presa in carico da parte dei servizi territoriali ed un’eventuale erogazione di benefici economici da parte di INPS Gestione dipendenti pubblici.
Le domande devono essere presentate entro le ore 12.00 del 30/09/2013.
Leggi tutto nel sito dell'Asp Giovanni 23°
(fonte Asp Giovanni 23°) -
3 Maggio 2013 | Bologna, arrivano i mediatori Rom e Sinti vedi
Otto operatori Sinti e Rom che diventeranno il ponte tra le comunità di appartenenza e la città di Bologna. Il progetto è stato presentato dall’assessore al Welfare del Comune di Bologna Amelia Frascaroli. Gli 8 mediatori culturali, scelti tra i campi di Bologna, San Lazzaro e Casalecchio, hanno seguito un percorso di formazione sia teorico che pratico finanziato dal progetto europeo Srap, (Addiction prevention within Roma and Sinti communities), si sono sperimentati nei rispettivi campi di appartenenza e hanno seguito 10 seminari in tema di sanità, scuola, mediazione sociale e ascolto.
“Un’esperienza bellissima da tenere viva spiega Frascaroli Il gruppo è composto da giovani Rom e Sinti che hanno fatto un cammino di consapevolezza personale e che diventeranno ponte tra i loro gruppi e le istituzioni cittadine”.
“A Bologna c’era solo 1 mediatore, adesso ne abbiamo una squadra spiega Elisa Isola, responsabile del progetto Le potenzialità sono enormi, la più immediata quella dell’avvicinare la propria comunità ai medici e al servizio sanitario”. Resta tutto da definire il tema dell’utilizzo effettivo di questi 8 operatori appena formati da parte degli assessorati al Welfare dei rispettivi Comuni, e quello di un eventuale inquadramento professionale e economico. “Questa idea è tenere ben stretta spiega Frascaroli stiamo lavorando per capire come tenere attiva l’iniziativa e utilizzare al meglio le competenze di queste persone. Progetti del genere sono importanti perché in tempi difficili come questi danno un senso al nostro fare”.
Il progetto Srap è un network di 11 partner europei (Comuni, ong e Università) dedicato alla condivisione di informazioni, alla promozione della conoscenza reciproca e alla ricerca sulla prevenzione e riduzione dell’uso/abuso del consumo di sostanze legali e illegali tra i giovani Rom e Sinti.
(fonte redattoresociale) -
3 Maggio 2013 | Bologna, il protocollo anti-sfratti dà i primi frutti vedi
Il protocollo anti-sfratto dà i primi frutti. Lo dice l'assessore alle politiche abitative del Comune di Bologna Riccardo Malagoli. “Nei primi quattro mesi della nuova sperimentazione – spiega l'assessore nel question time di Palazzo d'Accursio – gli accordi tra le parti sono passati da 2,4 ogni 30 giorni a 5,5 al mese. Una buona notizia visto che abbiamo più che raddoppiato il numero di casi trattati con successo. Ogni lunedì operatori dei servizi per l'abitare del Comune di Bologna sono presenti in Tribunale e cercano di mettere d'accordo padroni di casa e inquilini che non riescono più a pagare ... ”. La revisione del protocollo anti-sfratto, operativa da novembre 2012, ha allargato la platea degli avanti diritto ad un aiuto economico: non più unicamente i senza lavoro, ma anche chi nonostante un'attività lavorativa non riesce comunque a pagare l'affitto.
Malagoli, sollecitato dai consiglieri comunali del Pdl, ha snocciolato i provvedimenti messi in campo dal Comune per far fronte “a quella che è ormai un'emergenza abitativa”. “Lo Stato ci ha tagliato tutto, quello che facciamo lo facciamo con le nostre forze ma la possibilità di rispondere ci è stata tolta. Non basta certo, ma se qualcuno ha idee migliori si faccia avanti”. L'assessore ha citato il fondo rotazione per i giovani, il progetto di “money tutoring”, l'autorecupero che coinvolgerà 40 famiglie bolognesi, il microcredito per pagare rate del mutuo o dell'affitto che in città ha coinvolto 44 famiglie per un totale di 106 mila euro erogati e ha visto solo un caso di insolvenza, e gli alloggi di transizione: 26 via Campagna, 27 via Roncaglio, 6 via Barozzi, 18 appartamenti per donne e bambini in via Gandusio, 40 monolocali assegnati a associazioni per la gestione di emergenze sociali o di altro tipo.
(fonte redattoresociale) -
3 Maggio 2013 | ISTAT: pensionati e trattamenti pensionistici (anno 2011) vedi
Nel 2011 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, pari a 265.963 milioni di euro, è aumentata del 2,9% rispetto all'anno precedente, mentre la sua incidenza sul Pil è cresciuta di 0,2 punti percentuali (16,85% contro il 16,66% del 2010).
Le pensioni di vecchiaia assorbono il 71,6% della spesa pensionistica totale, quelle ai superstiti il 14,7%, quelle di invalidità il 4,2%; le pensioni assistenziali pesano per il 7,9% e le indennitarie per l'1,7%.
Il 47,9% delle pensioni è erogato al Nord, il 20,5% nelle regioni del Centro e il restante 31,6% nel Mezzogiorno.
L'importo medio annuo delle pensioni è pari a 11.229 euro, 352 euro in più rispetto al 2010 (+3,2%).
I pensionati sono 16,7 milioni, circa 38 mila in meno rispetto al 2010; in media ognuno di essi percepisce (tenuto conto che, in alcuni casi, uno stesso pensionato può contare anche su più di una pensione) 15.957 euro all'anno, 486 euro in più del 2010.
Il 13,3% dei pensionati riceve meno di 500 euro al mese; il 30,8% tra i 500 e i 1.000 euro, il 23,1% tra i 1.000 e i 1.500 euro e il restante 32,8% percepisce un importo superiore ai 1.500 euro.
Il 67,4% dei pensionati è titolare di una sola pensione, il 24,8% ne percepisce due e il 6,5% tre; il restante 1,4% è titolare di quattro o più pensioni.
Le donne rappresentano il 52,9% dei pensionati e percepiscono assegni di importo medio pari a 13.228 euro (contro i 19.022 euro degli uomini); oltre la metà delle donne (53,4%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (33,6%) degli uomini.
Il 27,8% dei pensionati ha meno di 65 anni, il 49,2% ha un'età compresa tra 65 e 79 anni, il 23% ne ha più di 80.
Le prestazioni legate all'invalidità civile (pensioni, assegni, indennità di accompagnamento) sono in tutto 3.173.000, mentre i percettori sono 2.613.000 (alcune persone percepiscono 2 pensioni, come ad esempio gli invalidi totali con accompagnamento che non superano certi tetti di reddito)
Leggi tutto e scarica il report
(fonte ISTAT) -
3 Maggio 2013 | Al via l'ottavo bando una casa alle giovani coppie ed altri nuclei familiari vedi
Dopo la pubblicazione del bando le imprese e le cooperative dalle ore 9,00 del 29 aprile 2013 alle ore 17,00 del 20 maggio 2013 mettono a disposizione gli alloggi di loro proprietà.
Il giorno 31 maggio 2013 alle ore 12,00 sul sito http://www.intercent.it/ sarà pubblicato l'elenco degli alloggi disponibili per i quali i nuclei familiari possono presentare domanda.
Sul sito tematico Politiche abitative della Regione E.Romagna tutti i dettagli del programma
(fonte newsletter Regione E.Romagna) -
3 Maggio 2013 | Nasce Scambi di Prospettive. Un blog dalla rivista Prospettive sociali e sanitarie. vedi
"Siamo abituati a considerare il welfare come un settore marginale, spesso anche chi lavora come ricercatore, formatore, consulente si sente cucita addosso l’idea della “nicchia”, del piccolo spazio di riflessione, nascosto, con poca risonanza anche perché scomodo e molto povero.
Crediamo che si debba parlare di welfare proprio adesso, in questo momento difficile, provando ad aprire uno spazio libero di confronto, usando lo spazio che per 40 anni Prospettive Sociali e Sanitarie ha dato a noi.
Sarà un luogo in cui anche noi ricercatori potremo raccontare le nostre storie, un diario di viaggio fatto da chi scrive su PSS da anni e da chi legge PSS da anni.
Un diario che guarda al futuro, che raccoglie per strada le tracce del cambiamento e prova a riaprire un discorso troppo spesso con il fiato corto. Oggi più che mai il welfare sociale ha bisogno di cura e di parole, ha bisogno di recuperare relazione e scambio. Proviamo, con la collaborazione di tutti i lettori e i redattori della rivista, a dare un contributo"
Vai al sito di Scambi di prospettive
(fonte redazione sportelli sociali Comune Bologna) -
3 Maggio 2013 | Sito degli sportelli sociali: dati del 1° quadrimestre 2013 vedi
Prosegue il segno positivo nell'utilizzo del sito degli sportelli sociali giunto al quarto anno di vita.
Nei primi quattro mesi del 2013 ci sono state 162.966 pagine visitate, con una media di 40.741 pagine mensili. Un aumento di circa il 9% sulla media del 2012.
Per fare un raffronto con gli altri settori del Comune ospitati sullo stesso server dello sportello sociale: Nodo Impresa 207mila pagine, Nodo cultura 181mila, Piano strutturale comunale 35mila, Progetto Bologna città educativa 15mila.
(fonte redazione sportello sociale) -
23 Aprile 2013 | Da comparse a protagonisti: così è cambiato lo sguardo del cinema sugli immigrati vedi
Gli immigrati subsahariani hanno iniziato ad apparire nel cinema italiano intorno agli anni Settanta, quando è diventato più consistente il flusso di lavoratori dall’Africa, in particolare di lavoratrici inserite nelle famiglie italiane, nel settore alberghiero e nello spettacolo.
Inizialmente il cinema ha raccontato le loro storie in maniera stereotipata e mai dal loro punto di vista. Ma negli ultimissimi anni, finalmente lo sguardo dei registi si è evoluto fino a regalare storie in cui gli immigrati hanno il ruolo di protagonisti.A ripercorrere il cambiamento della presenza degli immigrati nella produzione cinematografica italiana è il saggio dal titolo “I protagonisti subsahariani nel cinema italiano”, contenuto nel quaderno Unar su “I diritti degli immigrati in un contesto interculturale”, distribuito a Bologna in occasione della Settimana di azione contro il razzismo.
In una tesi sull’immagine della donna africana nel cinema italiano negli anni compresi tra il 1990 e il 2003, sono state esaminate venti pellicole dove compare almeno una donna nera, anche come comparsa, schedando fino a 53 figure femminili africane, per lo più appartenenti alla categoria della prostituta (52,8 per cento dei casi) e in 7 casi a quella della collaboratrice domestica. Le figure delle prostitute sono concentrate in tre pellicole: Sud Side Story di Roberta Torre, Terre di Mezzo di Matteo Garrone (in particolare l’episodio Silhouette) e Torino Boys (Manetti Bros), che hanno proprio come soggetto il tema della prostituzione.
Bisogna riconoscere che si tratta di pellicole in cui non esiste alcun intento denigratorio. Se le donne africane rappresentate sono prostitute, è perché si vuole in qualche modo denunciare un abuso della nostra società nei loro confronti, rilevando inesorabilmente i pregiudizi di cui sono vittime ma soprattutto la mancanza di un posto adeguato nel nostro vivere quotidiano. È interessante notare, anche, che in buona parte dei casi esaminati non è esplicitata la provenienza dei personaggi femminili e/o la si individua in una “generica Africa”. Diversa è invece la rappresentazione nel ruolo della colf, che però sconta la mancanza di protagonismo e quindi rivela la marginalizzazione dell’immigrato nella nostra società. Spesso si tratteggia inoltre una sensualità selvaggia in questi personaggi, reintroducendo il pregiudizio del corpo-merce delle donne nere, riconducibile al retaggio razzista codificato nel periodo coloniale.
Affrontare il tema dell’immigrazione nel cinema non sempre ha significato raccontare l’esperienza di chi è arrivato in Italia attraverso il suo punto di vista, ma, spesso, si è guardato al fenomeno dal punto di vista di chi accoglie, relegando a ruoli di compartecipazione gli immigrati. Il primo film che affronta per la prima volta il tema dell’immigrazione facendo assurgere gli immigrati al ruolo di protagonisti è Pummarò di Michele Placido, che contiene un’interessante denuncia della fragilità dell’immigrato nei confronti della devianza. Nel 1999 Giuseppe Bertolucci apre di nuovo uno scorcio sull’argomento con L’Assedio, storia di amoree di sacrificio.
Negli ultimissimi anni sono usciti sei film, che hanno incentrato il discorso filmico su un protagonista immigrato dall’africa subsahariana e sono: Lettere dal Sahara, di Vittorio De Seta (2006); Billo, il Grande Dakhaar, di Laura Muscardin (2008); Il bianco e il nero, di Cristina Comencini (2008); Come un uomo sulla terra, di Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Riccardo
Biadene (2008); Good morning, Aman, di Claudio Noce (2009); Il colore delle parole, di Marco Simon Puccioni (2009). In questi lavori, di genere estremamente diverso, si affronta finalmente la storia dell’immigrazione senza regalare niente ai cliché e senza scivolare in visioni edulcorate della realtà.
(fonte redattoresociale) -
22 Aprile 2013 | Vacanze persone disabili 2013. Al via dal 29 aprile il primo bando vedi
Si presenteranno tra il 29 aprile e il 16 maggio le domande del primo dei due bandi relativi alle "vacanze disabili". Si tratta del bando per soggiorni collettivi organizzati da soggetti del terzo settore o per soggiorni autonomi della persona disabile con un operatore di appoggio regolarmente retribuito.
Il secondo bando, che riguarderà i soggiorni organizzati autonomamente o con la famiglia e per i quali è previsto un contributo forfettario, sarà emenato probabilmente alla fine del mese di maggio.
I criteri per accedere rimangono invariati: residenza a Bologna, età tra 18 e 64 ed essere in carico ai servizi per disabili adulti della azienda Usl, oppure età tra 14 e 17 ed essere in carico ai servizi di Neuropsichiatria dell'azienda Usl.
Per ogni informazione sulla domanda, sui criteri per accedere, sulle organizzazioni che attivano i soggiorni, su dove ricevere informazioni, si può consultare la scheda nel sito degli sportelli sociali
(fonte redazione sportelli sociali Comune Bologna) -
18 Aprile 2013 | Convegni, corsi, conferenze su temi sociali a Bologna (maggio 2013) vedi
Gli appuntamenti formativi per chi opera in campo sociale e sociosanitario; convegni, seminari, corsi, conferenze, presentazioni di libri
venerdì 3 maggio
seminario "L'impegno degli enti locali per la lotta allo spreco", nell'ambito del Green social festival
a cura Assessorati alle Politiche Sociali e all’Agricoltura, economia ittica, attività faunistico-venatoria della Regione Emilia-Romagna
dalle 11,30 alle 13,30, Sala del Quadrante, Palazzo Re Enzo, piazza Nettuno, Bolognasabato 4 maggio
convegno "Autismo in adolescenza: la scuola accoglie e prepara alla vita adulta"
a cura di Lions club Bologna, Ufficio scolastico regionale, ANGSA
dalle 9 alle 18, Teatre Duse, via Cartoleria 42, Bolognasabato 4 maggio
seminario "Teoria del Trauma e Relazione di aiuto con il Soggetto Marginale” nell'ambito del ciclo Psicologia delle Persone Senza Dimora
a cura Associazione Amici di Piazza Grande
dalle 9,30 alle 12, Aula ex Cappella, Via S.Isaia 90, Bolognalunedì 6 maggio
seminario "La narrazione migrante" (riflettere e approfondire la funzione sociale, letteraria, didattica e pedagogica della letteratura migrante)
a cura CD/LEI - Comune di Bologna
dalle 14,30 alle 17, Istituto Aldrovandi-Rubbiani, via Marconi 40, Bologna
martedì 7 maggio
seminario ""Una scommessa da non perdere. Giovani immigrati, formazione e integrazione", nell'ambito del Progetto GI-FEI: giovani immigrati. Formazione ed esperienze di integrazione
a cura Istituziione Inclusione sociale Comune Bologna, Ministero Interno
dalle 9,30 alle 17,30, sala Marco Biagi, via S.Stefano 119, Bolognamartedì 7 maggio
seminario "Comunità e carcere. Riscriviamo nuove relazioni"
a cura Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di accoglienza)
dalle 10 alle 17, sede Legacoop, via Aldo Moro 16, Bolognamercoledì 8 maggio
convegno"Misure del benessere e democrazia urbana"
a cura Progetto Urbes Comune Bologna, Laboratorio Urbano
ore 15, Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6, Bolognamercoledì 8, mercoledì 15, mercoledì 22 maggio
Cineforum: "La rappresentazione del carcere italiano"
Tre film e dibattito. E la chiamano pena dolce: "I giorni scontati". La pietosa bugia della rieducazione: "Cesare deve morire". Il carcere italiano nel cinema e nei mezzi di comunicazione di massa: "Milleeunanotte".
a cura di Cattedra di diritto penitenziario della Università di Bologna
alle 18,30, aula grande, Scuola di Giurisprudenza, Via Zamboni 22, Bologna
mercoledì 8 maggio
incontro "Dall’invecchiamento mormale all’invecchiamento patologico", nell'ambito del ciclo di incontri per familiari di persone con demenza (altre date: 11/6, 18/9, 20/11)
a cura Ausl Bologna
alle ore 15, Sala Alessandri, via Gorki 10. Bologna
mercoledì 8 maggio
seminario "Il sostegno alla fragilità e la prevenzione della non autosufficienza"
a cura Ausl Bologna,
dalle 9 alle 13,30, aula donatori sangue, Ospedale Maggiore, largo Nigrisoli, Bolognagiovedì 9 maggio
seminario "Dialogo sul lavoro di comunità. Pratiche, modelli e prospettive", nell'ambito del percorso seminariale sul lavoro di comunità
a cura Istituzione inclusione sociale Comune Bologna
dalle 19,30 alle 22, Casa don Paolino, via Barozzi 7, Bologna
giovedì 9 maggio
seminario "Ludopatia, una minaccia per la famiglia" nell'ambito del ciclo Minori e devianza"
a cura AMI ass.matromonialisti italiani
dalle 15 alle 19, Sala Comnado legione Carabineri, Convento S.Maria dei servi, piazza dei Servi 3, Bolognavenerdì 10 maggio
seminario "Le aziende pubbliche e il nuovo welfare. Percorsi di unificazione ASP a confronto"
a cura di Comune Bologna, ANCI, Città sane
dalle 14,30 alle 17, sala Biagi, Biblioteca Sala Borsa, p.nettuno, Bolognavenerdì 10 maggio
seminario "Educatrici si diventa. Principi e pratiche tra trasmissione e innovazione"
a cura Coop CADIAI, UniBo
dalle 9 alle 16,30, Università, aula 7 Dip.Matematica, p.Porta San Donato 5, Bolognavenerdì 10 maggio
seminario "L'accompagnamento del minore nel procedimento giudiziario"
a cura Ausl Bologna, centro Il faro, associazione Isola che c'è
dalle 8,30 alle 13.15, Aula Giorgio Prodi, P.zza S. Giovanni in Monte 2, Bologna
venerdì 10, sabato 11 maggio
Corso di formazione “Sistemi di Pianificazione, programmazione e controllo di gestione nelle organizzazioni no profit”
a cura di Centro Studi e Formazione Anffas Onlus
ore 14, Hotel Savoia, via del Pilastro 2, Bologna
lunedì 13 maggio
seminario "L’accreditamento dei servizi socio sanitari in E.Romagna, quattro anni dopo..."
a cura AGCI, LegaCoop, ConfCooperative
dalle 9 alle 13, sala Unipol Banca, Piazza della Costituzione 2, Bolognalunedì 13 maggio
presentazione del volume "Metamorfosi penitenziarie. carcere, pena e mutamento sociale" (S.Anastasia, Ediesse, 2013)
a cura Scuola di Giurisprudenza, Dipartimento di Scienze Giuridiche UniBo
ore 17, sala delle Armi, Palazzo Malvezzi, Provincia, via Zamboni 22, Bologna
mercoledì 15 maggio
seminario "La cura e l'esigenza di tempo, conciliazione tra lavoro e famiglia"
a cura di Comune Bologna, progetto Family card
alle 18, palazzo d'Accursio, piazza Maggiore 6, sala Anziani, Bolognagiovedì 16 maggio
seminario "Idee in cammino contro la povertà"
a cura Regione E.Romagna
dalle 9,30 alle 13, sala Auditorium, viale Aldo Moro 18, Bologna
venerdì 17 maggio
seminario “Atti persecutori il c.d. stalking: la giurisprudenza più recente. Gli ordini di protezione del Giudice Civile e le misure cautelari”, nell'ambito del ciclo Le giornate del diritto penale di famiglia
a dcura di AIAF ass.italiuana avvocati famiglia e minori
alle ore 15, Sala dell’Angelo, Via San Mamolo 24, Bolognavenerdì 17 maggio
presentazione del volume “Maltrattamento all’infanzia Un modello integrato di ntervento per i Servizi Sociali e Sanitari” (Mariagnese Cheli, Cosimo Ricciutello, Mirella Valdiserra, edizioni Maggioli)
a cura Provincia di Bologna. Ist.Minguzzi, Aneka
Dalle ore 9.30 alle ore 12.00, cortile del pozzo, Complesso Roncati, Via Sant’Isaia, 90, BolognaSabato 18 maggio
seminario "La sofferenza urbana invisibile e le buone pratiche” nell'ambito del ciclo Psicologia delle Persone Senza Dimora
a cura Associazione Amici di Piazza Grande
dalle 9,30 alle 12, Sala del Consiglio Quartiere Porto, Via dello Scalo 21/2, Bolognasabato 18 maggio
seminario "Un futuro tutto per noi. Persone con disabilità: idee e progetti di residenzialità"
a cura Regione E.Romagna, Udp Distretto Casalecchio
dalle 9 alle 12,30, Sala delle culture, Casa della Conoscenza, Via Porrettana 360, Casalecchio di Reno (BO)sabato 18 maggio
seminario "Accompagnare o invadere? Il sostegno alla genitorialità in area educativa e sanitaria tra presunti bisogni e reali necessità"
a cura di Regione E.Romagna
dalle 9 alle 13, V.le A. Moro 18, Sala Auditorium, Bolognasabato 18 maggio
presentazione dei volumi "Lettera ad una logopedista" e "L’albero di rami senza vento" di Renato Pigliacampo (pedagogista e scrittore. Esperto dei temi legate alle persone non udenti)
a cura Bar senza nome
alle ore 16.00, presso il bar "Senza Nome" (gestito da due persone non udenti), via Belvedere 11/b, Bologna
lunedì 20 maggio
seminario "Pedagogia dei nuovi stili di consumo: un percorso che continua...nel ricordo di Alessandro Dionigi"
a cura di UniBo, Ausl Bologna
dalle 14.30 alle 17.30, Università di Bologna Aula magna Dip.Scienze educazione. Via Filippo Re 6, Bolognamartedì 21 maggio
convegno “Percorsi di vita autonoma. L’esperienza dei gruppi appartamento per disabili ABS e Casa in Città”
a cura Coop CADIAI e Fond.Dopo di Noi
dalle 14,30 alle 17,30, Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l’Economia Sociale, via Mentana 2, Bolognamartedì 21 maggio
seminario "InnoServ Social Service Innovation" nell'ambito del Progetto InnoServ (Univeristà di Heidelbergg ed UE)
a cura di IRS e Istituzione per l'Inclusione Sociale Comune Bologna
dalle 10.00 alle 13.30, presso Urban Center, Salaborsa, Piazza Nettuno 3, Bologna
giovedì 23 maggio
seminario "La legalità nelle scuole" nell'ambito del ciclo Minori e devianza
a cura AMI ass.matromonialisti italiani
dalle 15 alle 19, Sala Comando legione Carabineri, Convento S.Maria dei servi, piazza dei Servi 3, Bolognagiovedì 23 maggio
seminario "Trasformazione degli spazi urbani: scuola, educazione e territorio" (nell'ambito del ciclo Percorso seminariale sul lavoro di comunità)
a cura Istituzione inclusione sociale Comune Bologna
dalle 19,30 alle 22, casa don Paolino, via Barozzi 7, Bolognavenerdì 24 maggio
Welfare tra pubblico e privato, convegno in occasione del 14° meeting nazionale Anpas
a cura di Anpas
dalle 16 alle 18.30, Sala Convegni Regione Emilia Romagna, via Aldo Moro 50venerdì 24 maggio
seminario "Tra volontariato e impresa sociale"
a cura Regione E.Romagna
dalle 9,30 alle 13, Regione E.Romagna, viale Aldo Moro 21, sala 417/c , Bolognalunedì 27 maggio
convegno "Mettere al mondo un figlio oggi. La nascita nella contemporaneità"
a cura dll'Agenzia sanitaria e sociale regionale dell'Emilia-Romagna
dalle 8,30 alle 18,30, Sala Polivalente, Regione Emilia-Ronagna, viale Aldo Moro 50, Bolognamartedì 28 maggio
convegno "Progetto adolescenza: le linee di indirizzo" (Convegno sull'adolescenza e sul tema del coordinamento di tutte le attività e i servizi del territorio)
a cura Regione E.Romagna
dalle 9,30 alle 17, viale della Fiera 8, Sala A, Terza Torre Regione E-.Romagna, Bologna
mercoledì 29 maggio
film "Un'ora sola ti vorrei" (di Alina Marazzi (2002, 55 min.) nell'ambito del ciclo "Tra Sisifo e Icaro", per parlare diversamente di Salute Mentale e vita
a cura Ist.Minguzzi, Az.USL, Unasam
ore 20.30, Cinema Lumiere , via Azzo Gardino 65, Bologna
mercoledì 29, giovedì 30, venerdì 31 maggio
Corso di formazione “La capacità trasformativa dell’assistente sociale nel lavoro con le persone anziane a domicilio e in residenza”
a cura di Ass.invecchiamento attivo e cure integrate
sede ZanHotel Europa, via Boldrini, Bolognagiovedì 30 maggio
convegno "Tempo di ascolto, tempo di umanità" (i volti, le storie, le condivisioni in 35 anni di esperienza della Caritas a Bologna. L'attualità dell'ascoltare nel tempo della crisi)
a cura della Caritas diocesana di Bologna
dalle 9 alle 16,30, Centro San Petronio, sala conferenze, via Santa caterina 8, Bologna -
17 Aprile 2013 | SpM3. Enti locali e lotta allo spreco al Green social festival vedi
Il Green social festival è dal 2010 il punto di riferimento su sostenibilità ambientale e sociale, risparmio energetico, diritti e legalità, dedicato in particolar modo agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado ed ai cittadini. In programma incontri, spettacoli, esempi concreti di vita sostenibile, giochi per bambini e per adulti, mostre e lezioni per gli studenti, che saranno i protagonisti principali di molte iniziative. Uno spazio aperto nel quale accogliere testimonianze, suggerimenti, consigli e proposte speciali. Per capire la nuova era della sostenibilità e cercare soluzioni che proteggano l’umanità strutturando diversamente il sistema economico.
Nell'ambito della rassegna, che si tiene da febbraio a maggio, è stato organizzato un seminario sull'impegno degli Enti locali per la lotta allo spreco, che si terrà presso la Sala del Quadrante di Palazzo Re Enzo, venerdì 3 maggio p.v.
Consulta il sito dell'iniziativa
(fonte redazione sportello sociale)(*) SpM3, che sta per spendere meno, spendere mai, spendere meglio, è l'acronimo che nel nostro sito usiamo per indicare quelle notizie che, nel tempo della crisi, vogliono mettere l'accento non solo sulle risorse (contributi, card, bonus...) per, appunto, spendere meno o non spendere, ma anche sulla esigenza di riflettere sui nostri stili di vita e vedere anche se possiamo spendere meglio avendo attenzione, dentro la nostra personale economia (oikonomia= amministrazione delle cose domestiche), ai temi del riciclo, del riuso, dello spreco alimentare, delle fonti energetiche...
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17 Aprile 2013 | On line il nuovo sito dedicato alle esperienze di welfare più innovative dell'Emilia-Romagna vedi
Per l’Unione Europea le Innovazioni Sociali “…sono nuove idee (prodotti, servizi, modelli) che contemporaneamente riescono a soddisfare bisogni sociali e a creare nuove relazioni e collaborazioni. Le Innovazioni Sociali rappresentano non solo un bene per la società, ma rafforzano anche la capacità di agire e reagire”. L’assessorato alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna ha deciso di dare uno spazio tutto suo a questi modelli, prodotti e servizi che possono diventare VALORI SOCIALI. Un volano indispensabile all'innovazione del welfare che stiamo progettando insieme. Un volano indispensabile all’innovazione del welfare.
L’innovazione sociale comprende infatti gli interventi che sanno intercettare e valorizzare la creatività delle istituzioni, delle associazioni di promozione sociale, delle organizzazioni di volontariato, delle cooperative e degli imprenditori sociali per trovare modi nuovi di rispondere a bisogni. Riguarda interventi che hanno un impatto sui problemi del nostro vivere contemporaneo, in cui i confini tra sociale ed economico sono molto vicini, azioni capaci di innescare cambiamenti nei comportamenti che sono necessari per affrontare le principali sfide che ci attendono. L'innovazione sociale riguarda anche gli interventi che vedono i cittadini come co-creatori di relazioni sociali e modelli di collaborazione innovativi, responsabilizzandoli in quanto parte di una comunità.
Leggi tutto nel sito sociale.emilia-romagna.it
(newsletter sociale.emilia-romagna.it) -
17 Aprile 2013 | Il Fondo regionale per la non autosufficienza 2007-2013: le risorse e la rete dei servizi vedi
Istituito per finanziare servizi dedicati a persone non autosufficienti e a persone con gravi disabilità, avviato concretamente nel 2007, il Fondo entra quest’ anno nel suo settimo anno di vita. Si tratta di un esperimento che per mole di risorse impiegate, rete di servizi messi in campo, professionalità coinvolte ed esperienze acquisite, costituisce probabilmente un caso unico in Italia.
Leggi tutto nel sito saluter.it
Leggi l'approfondimento con il dettaglio dei servizi messi in campo
(fonte newsletter saluter.it) -
17 Aprile 2013 | Gli anziani, la povertà e la vergogna di chiedere aiuto vedi
La vergogna di chiedere aiuto quando si è in difficoltà economica. Sembra questa la motivazione che ha spinto al suicidio i due anziani coniugi di Civitanova Marche, Romeo Dionisi e Anna Maria Sopranzi. La coppia si è tolta la vita la settimana scorsa, in seguito all’accumularsi dei debiti. Lei aveva una pensione minima e lui era esodato. Dopo il loro suicidio anche il fratello di lei si è tolto la vita. Povertà che si assomma all’incapacità di farsi aiutare.
Ne parliamo con Walter Nanni, responsabile dell'Ufficio studi Caritas.
D. La vergogna può soffocare il grido di allarme di chi è in grave difficoltà economica?
La vergogna è un sentimento presente soprattutto negli italiani e ancora più in particolare negli anziani, che non vogliono essere etichettati come poveri o stare in fila con gli emarginati agli sportelli Caritas. Ecco allora i pellegrinaggi ad altre parrocchie per non farsi vedere. E ci sono anche gli stranieri che cominciano ad avere problemi a chiedere, soprattutto famiglie con figli che sono nel nostro paese da molto tempo. Per loro ripiombare nello stato di necessità è un problema. C’è un dato del 2009 che si riferisce ai motivi del mancato ricorso ai Centri di ascolto secondo gli operatori: la vergogna e la dignità sono segnalati dal 43,3 per cento degli intervistati e costituiscono la prima motivazione. Dopo la vergogna c’è l’orgoglio, segnalato dal 9,4 per cento degli operatori.
D. E’ in atto una guerra tra poveri?
Sì se viene riferita al fatto che in Italia il welfare è ridotto ai minimi termini. Siccome i servizi sono sempre di meno, succede che ad esempio si enfatizzano titoli di merito per avere quei pochi benefici sociali che restano. La contrazione del welfare emerge in maniera preponderante dal censimento dei servizi socio-assistenziali collegati con la Chiesa. Nel 1999 il 32,7 per cento degli enti socio-assistenziali con la Chiesa aveva una convenzione con gli enti pubblici. Dieci anni dopo il dato è sceso al 18 per cento. E’ questo che fa scattare la guerra tra poveri, per accaparrarsi le briciole.
Ha senso parlare di “nuovi poveri”?
Secondo me l’etichetta “nuovi poveri” dice ben poco. Si può parlare invece di nuove forme di povertà che prima non esistevano. Per esempio la dipendenza da gioco d’azzardo è una nuova forma normalizzata che riguarda le nuove generazioni e che determina l’indebitamento delle famiglie. I giovani diventano vittime delle trappole del consumo superiore alle entrate e trascinano interi nuclei familiari nell’impoverimento. C’è poi la dipendenza dalla forma fisica, che come lo shopping compulsivo, prima non esisteva. Mentre in Italia crolla il consumo di sostanze come eroina e cocaina, aumentano questi altri tipi di dipendenze non da sostanze.
D. Perché in Italia è così difficile leggere la povertà?
In realtà questa difficoltà nasce dal fatto che non esiste nessuna metodologia statistica che sia in grado di rendicontare completamente la povertà. Ma questo dipende dalla natura del fenomeno, che è in sé e per sé sommerso, che ha una natura intima, psicologica, legata alla sofferenza e al disagio. I dati aggregati nazionali possono dare le linee di tendenza, ma non possono andare molto in fondo.
(fonte redattoresociale) -
17 Aprile 2013 | A Bologna Human Rights Nights, 13 edizione vedi
Dal 18 al 20 aprile torna il festival internazionale sul tema dei diritti umani. Il nesso tra sviluppo e migrazione è al centro di questa tredicesima edizione dedicata ad AMITIE, progetto che ha messo in rete varie realtà multiculturali. Incontri, workshop, mostre e musica integrano il ricco programma di visioni, con molte anteprime e alcuni grandi film a tema della storia del cinema.
Visita il sito del festival e scarica il programma delle iniziative
(fonte newsletter Comune Bologna) -
17 Aprile 2013 | Demenze, un manuale per informare e aiutare chi assiste la persona malata vedi
“Non so cosa avrei fatto oggi senza di te” è il titolo della pubblicazione realizzata dalla Regione Emilia-Romagna per offrire alle famiglie soluzioni pratiche che consentano di affrontare i problemi che emergono nel quotidiano lavoro di cura ed è anche un utile strumento per la formazione e la qualificazione degli operatori e delle assistenti familiari.
Un capitolo è dedicato anche all'adattamento dell'ambiente dove vive la persona con demenza e le eventuali necessità di adattamento.
Scarica l'opuscolo
(fonte newsletter saluter.it) -
17 Aprile 2013 | Gli anziani bolognesi: più longevi, ma sulla soglia della povertà vedi
Più longevi, mediamente in buona salute ma con un reddito spesso sulla soglia della povertà. Attivi e informati, ogni giorno dedicano agli altri (dalle faccende domestiche all’accudimento dei bambini) almeno due ore e mezza, sopperendo così alle fragilità del sistema sociale. Sono gli anziani in regione secondo 2 ricerche realizzate dall’Ires Emilia-Romagna per conto dello Spi-Cgil e raccolte nel volume “La società solidale. Generazione, sindacato e protagonismo degli anziani” curato dal sociologo Fausto Anderlini insieme a Bruno Pizzica dello Spi-Cgil regionale e ai ricercatori Florinda Rinaldini dell’Ires e Marco Trentini dell’Università di Bologna.
“Un anno fa, in piena crisi economica, abbiamo deciso di riprendere a fare ricerca – scrive nella prefazione il segretario generale regionale dello Spi Maurizio Fabbri – Scegliemmo di partire con due indagini, una su di noi, o per meglio dire sui pensionati iscritti allo Spi, l’altra riferita al nostro mondo di riferimento e centrata sul ruolo sociale dell’anziano nella società italiana. Ne emerge – continua – un universo di persone particolarmente vivaci, impegnate in molteplici attività, tra cui il volontariato rappresenta l’asse portante”.
La prima ricerca si occupa della solidarietà fra le generazioni: il contributo informale, non retribuito e di cura, apportato dagli anziani e dai giovani, “favorisce il benessere sociale generale ed è decisivo ai fini della tenuta del welfare locale”. Dato un campione di anziani over 65, è significativo che quasi l’80% degli intervistati abbia prestato aiuti informali e di cura. “In particolare – si legge nelle conclusioni – emerge chiaramente come gli intervistati prestino più aiuti di quanti ne ricevano, rovesciando l’idea spesso consolidata di anziani bisognosi di cure e destinatari di assistenza”.
La seconda indagine traccia invece l’identikit degli iscritti allo Spi dell’Emilia-Romagna, che si conferma come un’organizzazione dalle radici proletarie, costituita per oltre il 60% da ex operai dell’industria manifatturiera e agroalimentare. La vocazione confederale dello Spi e il suo ruolo di infrastruttura democratica, che funge da collante per i suoi 3 milioni di iscritti, è al centro dell’analisi di Fausto Anderlini.
Chiude il volume, un saggio di Bruno Pizzica sulle potenzialità dello Spi nel rappresentare la condizione anziana “a tutto tondo”. “È fondamentale che la nostra categoria e, con essa, le persone anziane – scrive Pizzica – continuino a essere un riferimento certo nel Paese contro l’impoverimento civile e morale, prima ancora che economico. In questa prospettiva – conclude –, sono ancor più decisive le battaglie per una sanità universale, per la tutela dei non autosufficienti, per il contrasto alla povertà, ma anche per la legalità democratica a fianco di tanti ragazzi e ragazze nei campi di Libera, per una scuola di valore, per i diritti di cittadinanza”.
(fonte redattoresociale) -
16 Aprile 2013 | Assessori italiani riuniti a Bologna: “Subito strategia nazionale contro la povertà” vedi
“Serve una politica nazionale di contrasto alla povertà”. Si conclude con una richiesta unanime la due giorni “Piazze grandi”, convegno che ha portato a Bologna gli assessori e i dirigenti dei grandi Comuni italiani, per parlare di homeless.
Dopo il primo giorno a porte chiuse in cui gli amministratori si sono confrontati in una serie di tavole rotonde, oggi è stato il momento della sintesi, affidata ai ricercatori dell’Irs, l’istituto per la ricerca sociale. “Ci sono una serie di miglioramenti e provvedimenti su cui tutti concordano – ha spiegato Diletta Cicoletti di IRS– Bisogna definire dei livelli essenziali di assistenza per i senza tetto, uscire dall'emergenza perenne in favore di percorsi stabili, serve un’integrazione tra i servizi sociali e quelli sanitari. Infine è necessaria una revisione normativa nazionale sul tema della residenza fittizia, che lega la residenza alla presa in carico dei servizi e fa da filtro escludendo molte persone. Per i servizi a bassa soglia bisognerà invece progettare modalità di rimborso degli oneri di accoglienza sostenuti dai Comuni di arrivo da parte dei comuni di provenienza”. Una serie di provvedimenti che definiscono un’agenda che le grandi città italiane presenti al convegno bolognese (Milano, Torino, Venezia, Genova e la stessa Bologna) offrono al governo che verrà.
L’assessore a Welfare, sanità e casa del Comune di Genova Paola Dameri ha chiesto il rifinanziamento del fondo nazionale per le locazioni e l’istituzione di un reddito minimo garantito, “perché anche dal punto di vista finanziario costa molto meno sostenere le famiglie vicine alla sfratto che accoglierle in dormitori, residenze e comunità”. Elide Tisi, assessore torinese ai Servizi sociali ha raccontato la riorganizzazione cittadina dei servizi, e spiegato perché “serve più che mai flessibilità. Ai nostri assistenti sociali molti senza casa chiedono ferri da stiro e lavatrici, perché vogliono cercare lavoro vestiti bene”. Cosimo Palazzo, capo gabinetto dell’assessorato alle Politiche sociali di Milano ha spiegato come il capoluogo meneghino stia lavorando sulla qualità della spesa sociale. “Siamo in piena spending review. Ad esempio molte persone accolte in comunità protette potrebbero essere più efficacemente spostate sul patrimonio sfitto”. La linea comune è stata quella di chiedere a Roma maggiori fondi e un coordinamento complessivo delle politiche contro la povertà. “Stiamo da tempo lavorando per la creazione di linee guida comuni di contrasto alla povertà e all'esclusione – ha spiegato Cristina Berliri del ministero del Lavoro e delle politiche sociali – La grande opportunità che abbiamo è quella dei fondi europei del programma ‘Europa 20 20’, che mira a ridurre di 20 milioni il numero dei poveri sul territorio Ue”. Berliri ha spiegato come i fondi non siano ancora stati ripartiti tra gli Stati membri, “ma si tratta di opportunità per centinaia di milioni di euro. Saranno accessibili alle Regioni che potranno fare la propria programmazione e anche agli Stati. Ad esempio stiamo ragionando su come rendere la Social Card una misura non più sperimentale ma estesa a tutto il territorio nazionale”.
L'assessore di Bologna Amelia Frascaroli racconta la propria idea di come dovranno trasformarsi i servizi di assistenza agli homeless del Comune di Bologna. “Fino a questo momento – spiega l’assessore bolognese al Welfare – abbiamo sempre ragionato guardando alla casa come a un obiettivo finale, come se dovesse essere in qualche modo conquistata da chi era assistito dai servizi sociali. Bisogna invece cambiare prospettiva e ripartire proprio dalla casa per accompagnare chi è senza un tetto e un lavoro, e portarlo così alla riconquista della propria autonomia di vita”. Frascaroli ha elencato le sperimentazione che il Comune di Bologna ha attivato, dagli alloggi di transizione associati a percorsi progettuali di autonomia lavorativa e assegnati a varie associazioni tramite bando, ai 9 appartamenti della sperimentazione che il Comune di Bologna sta portando avanti assieme a Piazza Grande, il centro di Salute Mentale e l’Asp. Frascaroli ha anche spiegato come “ormai i progetti di assistenza ai senza dimora accolti nei dormitori sono personalizzati e differenziati in base alle storie di vita. In questo senso i servizi bolognesi funzionano bene”. Più complicato da affrontare invece il nodo di una riorganizzazione amministrativa capace di assottigliare sempre più la distanza tra i servizi sociali e l’assessorato alla casa. “Siamo venuti a questo convegno e ci siamo resi conto di non aver invitato l'assessore che a Bologna si occupa di politiche abitative. Questo è segno della necessità di un profondo ripensamento dell'approccio anche culturale che l'amministrazione è in grado di mettere in campo”.Leggo un commento nel sito della rivista dell'Irs "Prospettive sopciali e sanitarie"
Consulta le relazioni presentate al Convegno "Piazze grandi"
Il Censimento delle persone senza dimora in Italia
Paolo Pezzana – Presidente Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora
Costruzione di Linee guida comuni con uno sguardo alla programmazione dei Fondi europei
Cristina Berliri - Direzione Generale Inclusione e Politiche Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali
Le politiche e gli interventi per i senza dimora dei grandi Comuni
Maurizio Motta e Diletta Cicoletti – IRS, Istituto per la Ricerca Sociale
Il programma del convegno(fonte redattoresociale e redazione sportelli sociali)
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16 Aprile 2013 | Dal reddito minino al carcere, ecco il sociale secondo i saggi di Napolitano vedi
Ecco in sintesi le proposte dei saggi nominati dal Presidente Napolitano sulle materie di carattere sociale. In particolare, abbiamo disaggregato il contenuto della relazione finale del Gruppo di Lavoro, soffermandoci in particolare sui suggerimenti in tema di lavoro, carcere, famiglia, povertà, scuola.
Nominati il 30 marzo scorso dal Capo dello Stato, i saggi sono stati divisi in due gruppi. Quello in materia economico-sociale ed europea è composto da Filippo Bubbico, Giancarlo Giorgetti, Enrico Giovannini, Enzo Moavero Milanesi, Giovanni Pitruzzella e Salvatore Rossi. Quanto agli obiettivi di fondo delle misure di politica economica e sociale suggerite, sottolineano i saggi, sono quelli “riavviare lo sviluppo economico” e “renderlo più equo e sostenibile”.
Per i saggi, “la principale emergenza che ci troviamo oggi ad affrontare: quella del lavoro e della conseguente crescita della povertà”. E precisano: “Oggi in Italia hanno un lavoro, anche solo precario, 56 persone su 100 tra i 15 e i 64 anni. In Francia sono 64, in Germania 73. Su 100 giovani fra i 15 e i 24 anni, in Italia lavorano in 17, in Francia 28, in Germania 47. E’ a rischio di povertà ed esclusione sociale il 28,4 per cento dei residenti nel nostro Paese”.
Più avanti, i saggi ricordano: “Fra il 2008 e il quarto trimestre 2012, in Italia il PIL è sceso di quasi il 6 per cento, in Francia è rimasto stazionario, in Germania è aumentato di oltre il 2 per cento. Nel medesimo periodo, in Italia il reddito disponibile delle famiglie, al netto dell’inflazione, è diminuito di quasi il 10 per cento: in termini pro-capite è tornato ai livelli di venti anni fa. Rispetto al 2008, l’occupazione è diminuita di 681 mila unità. Il tasso di disoccupazione è tornato ai livelli del 2001, quello giovanile ha raggiunto quasi il 38 per cento”.
Ma gli accenni alla condizione italiana in Europa non finiscono qui. “In molti campi sociali e ambientali il nostro Paese sconta divari importanti rispetto agli altri paesi europei - affermano i saggi -. Ad esempio, se tutti i paesi, compresa l’Italia, realizzassero gli obiettivi fissati nell’ambito della Strategia Europa 2020, alla fine del decennio in corso l’Italia si troverebbe in fondo alla classifica europea in molte aree rilevanti, come il tasso di occupazione, gli abbandoni scolastici, il numero di laureati e gli investimenti in Ricerca e Sviluppo”.
Di seguito le proposte suddivise per area tematica
Lavoro
Ferma restando la considerazione che “una diminuzione del costo del lavoro stimolerebbe la competitività e fornirebbe un impulso alla domanda interna, nella fase di acuta e prolungata recessione che l’economia italiana attraversa occorre intervenire immediatamente per favorire due aree del mercato ad alta criticità: il lavoro giovanile e a più bassa retribuzione”. In generale, occorre “destinare qualunque sopravvenienza finanziaria possa manifestarsi nei prossimi mesi alla priorità dell’emergenza lavoro e del sostegno alle persone in grave difficoltà economica”. Inoltre, si segnala l’opportunità di fruire, a partire dal 2014, del nuovo fondo istituito dall’Unione europea proprio per agevolare l’occupazione dei giovani, specie nelle aree geografiche economicamente più in difficoltà.
Ciò detto, il gruppo di lavoro propone, per i prossimi mesi, di destinare qualunque sopravvenienza finanziaria all'emergenza lavoro e al sostegno delle persone e delle famiglie in grave difficoltà economica. Tra le priorità vanno rifinanziati gli ammortizzatori sociali in deroga e affrontata la grave questione dei cosiddetti "esodati". Si deve riconoscere un credito d'imposta ai lavoratori a bassa retribuzione (fra i quali è maggiore la quota di giovani), che si trasformi in sussidio monetario se eccede l'imposta dovuta. Favorire il lavoro femminile, potenziando, tra l'altro, il tele lavoro e gli strumenti per migliorare la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura familiare.
I saggi invitano a realizzare l'alternanza scuola - lavoro, anche per gli universitari. Vengono proposti modi per stabilizzare e ampliare l'agevolazione fiscale della "retribuzione di produttivita'". La relazione invita a definire il nuovo Isee (indicatore della situazione economica equivalente), già all'esame dalla Conferenza Stato-Regioni, “da cui dipendono molti benefici e prestazioni sociali”.
Emanare i decreti attuativi del Casellario dell'assistenza già previsto dalla legge al fine di meglio identificare i destinatari degli interventi ed evitare distorsioni dovuta al cumulo delle prestazioni. Migliorare le relazioni industriali disciplinando la rappresentatività sindacale, la partecipazione dei lavoratori nell' impresa, ecc... e favorendo sul piano fiscale l'azionariato dei lavoratori.
Reddito minimo di inserimento
Valutare le diverse ipotesi relative all'eventuale introduzione di un reddito minimo di inserimento, da inserire in un quadro complessivo di revisione dell'assistenza. Il gruppo di lavoro giudica questa e altre misure “onerose e quindi difficilmente realizzabili nelle attuali condizioni di bilancio, a meno di una decisa redistribuzione delle risorse disponibili”. Il Gruppo di lavoro sottolinea di “non aver avuto modo di analizzare in dettaglio le diverse proposte; tuttavia, ritiene utile suggerire un approfondimento della questione nell’ambito di un possibile ridisegno delle politiche sociali”
Famiglie, lavoro di cura, servizi di welfare
La crisi ha reso ancora più fragile la condizione delle famiglie, con effetti negativi anche sulla loro capacità di farsi carico di attività di assistenza sia all’interno delle reti familiari, sia verso l’esterno. “Il lavoro di cura grava soprattutto sulle donne – si afferma -. Va poi notato che, a seguito dell’allungamento della vita media e al calo della natalità, l’Italia va incontro a squilibri crescenti di natura demografica. Inoltre, il problema della non autosufficienza è destinato a divenire ancora più rilevante”. In questo quadro, si segnala l’opportunità di “ripensare l’attuale sistema fiscale allo scopo, da una parte, di riequilibrare l’attuale dinamica demografica, tendendo almeno ad eliminare i disincentivi esistenti, di fatto, per i nuclei familiari; dall’altra, di riconsiderare la fiscalità sulle abitazioni”. Inoltre, “si dovrebbe puntare ad incentivare prestazioni assistenziali non monetarie, avvalendosi delle potenzialità offerte dal Terzo Settore, anche per scongiurare il rischio che, dati i vincoli di finanza pubblica, l’assistenza si concentri verso le situazioni più gravi, riducendo gli interventi più propriamente sociali, di accompagnamento, promozionali, preventivi, ambientali, di comunità”.
“Il settore dell’assistenza domiciliare, in particolare, rimane un settore non coordinato col sistema integrato dei servizi, con la rete di welfare locale e comunitario, ed è caratterizzato da una scarsa qualificazione e un’alta discontinuità dell’assistenza – si precisa -. In questo ambito andrebbe valutata la possibilità di istituire ‘buoni-servizio’ che i cittadini e le famiglie possono usare per acquistare servizi di welfare all’interno di un mercato regolato, nel quale la funzione pubblica sia quella di garantirne qualità e prezzo”.
Istruzione e capitale umano
Per contrastare l’abbandono scolastico, il gruppo di lavoro invita a definire urgentemente “un programma speciale per la riduzione dell’abbandono scolastico, specialmente nelle aree territoriali a rischio criminalità, rafforzando l’Azione ‘Contrasto alla dispersione scolastica’ prevista nel Piano d’Azione Coesione. Tale programma dovrebbe valorizzare le esperienze di successo, evitando misure universalistiche e concentrandosi su interventi tempestivi e mirati nei confronti dei soggetti più vulnerabili. Ad esempio, le analisi disponibili indicano come il miglior strumento di contrasto all'abbandono sia il prolungamento della scuola al pomeriggio negli anni del primo ciclo, mentre oggigiorno il tempo pieno alle elementari è diffuso solo in alcune regioni (non a caso, quelle in cui la dispersione è minore) ed è di fatto inesistente nelle scuole medie. Le attività scolastiche nel pomeriggio – si precisa - non dovrebbero però essere una mera replica delle lezioni frontali della mattina. L'estensione del tempo scolastico consentirebbe, infatti, di scomporre i gruppi classe, lavorando su piccoli numeri, sperimentando metodologie didattiche innovative (ad esempio, apprendimenti cooperativi e attività sociali) e individuando percorsi specifici per i ragazzi maggiormente a rischio. Per questi ultimi, l'insegnamento individualizzato dovrebbe riguardare in modo prioritario il rafforzamento delle competenze di base: comprensione dei testi, competenze logico-matematiche e applicazione del metodo scientifico. Inoltre, gli istituti scolastici dovrebbero dotarsi di strumenti di misurazione, a cadenza regolare, dei progressi compiuti dagli studenti a rischio di dispersione”.
In generale, i saggi invitano a “promuovere il merito” e ad “aumentare le opportunità”. Si afferma: “La mobilità sociale si è drasticamente ridotta(…).Questa tendenza va immediatamente invertita. Si suggerisce, quindi, che la Conferenza StatoRegioni vari, quanto prima, il decreto sulla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e dei requisiti di eleggibilità per il diritto allo studio universitario. Inoltre, il Fondo Integrativo Statale delle borse di studio, recentemente ridotto a livelli minimi, va aumentato in modo consistente, anche per sottolineare che lo Stato intende offrire reali opportunità verso gli studenti meritevoli provenienti da famiglie meno abbienti. Per questo, tale Fondo deve essere portato a 250 milioni di euro annui, il che corrisponde ad un raddoppio della posta dedicata a questa materia prima dei drastici tagli operati per il biennio 2013-2014”.
Ma investire in istruzione significa anche migliorare la salute e ridurre i costi del sistema sanitario.
Carcere
Introdurre su larga scala le pene alternative. "Per contribuire al contenimento di un sovraffollamento carcerario ormai insostenibile, si propone: a) di trasformare in pene principali comminabili dal giudice di cognizione alcune delle attuali misure alternative dell'esecuzione, come l'affidamento in prova e la detenzione domiciliare; b) un ampio processo di depenalizzazione di condotte che possono essere meglio sanzionate in altra sede; c) l'introduzione su larga scala di pene alternative alla detenzione; d) una particolare attenzione va dedicata al tema del lavoro dei detenuti, che riduce drasticamente la recidiva, rende il carcere pià vivibile, rispetta la dignità della persona detenuta; per questa ragione occorre una congrua assegnazione di risorse finanziarie".
Diritti e contenziosi
L’Italia ha aderito alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo ed è sottoposta alla giurisdizione dell’apposita Corte da essa istituita. Comunque, si sottolinea, “il numero delle condanne subite dall’Italia è tra i più alti fra i membri della Convenzione e comporta ingenti sanzioni economiche, pari a 120 milioni di euro nel 2012. Si attira, quindi, l’attenzione del futuro Governo su questo contenzioso, foriero di conseguenze rilevanti per il Paese e in grado di incidere sulla sua immagine”.
(fonte agenzia redattoresociale) -
8 Aprile 2013 | Arrivati in redazione (aprile 2013) vedi
I libri, le riviste specializzate, gli opuscoli, le newsletter arrivati in redazione nelle ultime settimane ed utili per chi lavora in campo sociale
LIBRI - R.Gramiccia, V.Bonanni, "La strage degli innocenti", Ediesse, Roma, 2013
La strage degli innocenti è un libro di inchiesta e di riflessione che parte dalla stridente contraddizione fra le teorie dei cosiddetti difensori della vita (caso Englaro, aborto, eutanasia ecc.) e il silenzio catacombale che incombe sul fenomeno raccapricciante che il libro intende denunciare. Questo fenomeno riguarda l’emarginazione sociale, la sofferenza, la reclusione in istituti e la morte di milioni di anziani e meno anziani socialmente fragili. L’insuffciente e soprattutto distorta assistenza riservata a queste fasce sociali più vulnerabili, mentre assicura lauti guadagni all’imprenditoria privata, produce quotidianamente un attentato alla vita di cui nessuno si occupa, tanto meno i cattolici fondamentalisti. Un attentato tanto più pericoloso e spietato quanto minore è la protezione sociale di chi ne è fatto oggetto. In questo senso rappresenta il più classico e scolastico esem pio di ingiustizia di classe. Il libro è arricchito da conversazioni che mettono assieme competenze diverse ma convergenti nel confermare la giustezza della denuncia di cui l’autore si fa promotore.
LIBRI - Comune di Bologna, "Chiedo asilo politico: volontariato di giovani nigeriani al tribunale di Bologna", a cura di Comune Bologna, Tribunale Bologna, CRI, Auser, Nigeria Community
Il bilancio lavorativo, umano, culturale di un percorso che ha visto impegnati 20 uomini provenienti dalla Nigeria e richiedenti asilo politico, in un progetto di volontariato presso il tribunale di Bologna.
testi di E.Barca, M.Orecchia, P.Mangolini, foto di Maria Orecchia
LIBRI - F.Pastore, I.Ponzo, "Concordia discors. Convivenza e conflitto nei quartieri di immigraziione!", Carocci, Roma, 2012
Le città italiane vengono profondamente trasformate dall’immigrazione. Non solo nella composizione demografica, ma anche nel modo di vivere lo spazio pubblico, nelle relazioni e nelle forme di aggregazione tra cittadini, nelle sfide per i governi locali. In questa metamorfosi, il quartiere è la dimensione-chiave, il livello a cui concetti astratti, come quello di integrazione, si traducono in esperienze concrete, in sensazioni di novità o di estraneità, in forme nuove di cooperazione o di conflitto. Il volume, primo tassello di un programma di ricerca più vasto (www.concordiadiscors.eu), studia sul campo come cambiano le città italiane al crescere della mobilità e dell’eterogeneità culturale dei loro abitanti. Attraverso un viaggio interdisciplinare in quattro quartieri di Torino, Milano e Genova, Concordia Discors cerca di dare risposte a un interrogativo cruciale: perché, in alcuni luoghi, l’integrazione tra gruppi di origine diversa si produce senza traumi, mentre altrove, magari a pochi isolati di distanza, emerge come un grave problema?
RIVISTE - Accaparlante compie 30 anni. In uscita il n.1 del 2013
"HP-Accaparlante" compie 30 anni! In uscita il primo numero sulla scrittura semplificata e l'accessibilità culturale.
30 anni fa, nel 1983, veniva battuto a macchina il numero "uno" (così è scritto sulla copertina dell'epoca) di HP-Accaparlante", la rivista del Centro Documentazione Handicap di Bologna.
Dodici pagine in bianco e nero: gli articoli venivano prima scritti a macchina in colonne, poi ritagliati a mano, incollati in fogli bianchi imitando una qualche fotocomposizione, e infine fotocopiati in fogli A3, ripiegati a metà, pinzati e inviati a tutti i lettori.
E i titoli venivano composti coi trasferelli !!
È cambiata molto la rivista in questi anni, e molte persone si sono succedute in redazione, ma non è mai cambiato l'obiettivo dichiarato nel primo editoriale di Sergio Zaccagnini: "Non vorremmo che il titolo di questo nostro giornale spaventasse qualcuno. [...] Il nostro primo obiettivo è quello di parlare, di comunicare e farci ascoltare, di uscire dall'isolamento nel quale molti vorrebbero confinare gli handicappati, di discutere con tutti, di non tacere mai".
L'h dell'handicap, la lettera muta per definizione, che diventava parlante.
La redazione del Centro Documentazione Handicap di Bologna ha quindi deciso di dedicare tutto il 2013 ai temi che hanno caratterizzato la storia di questi 30 anni, in cui sono state tramandate di redazione in redazione, di sede in sede, le motivazioni, le idee, la voglia di fare cultura e di comunicare.
http://www.bandieragialla.it/node/18940
RIVISTE - Riviste: rinasce Impresa Sociale. Ora è on line.
Impresa Sociale, la storica rivista fondata dal Gruppo cooperativo Cgm, rinasce in formato digitale con un numero 0 che affronta, sia nella parte saggistica che documentale, temi di attualità e di interesse non solo per la comunità scientifica ma, ci auguriamo, anche per coloro che gestiscono e sostengono queste imprese. Il saggio di Riccardo Maiolini, Francesco Rullani e Pietro Versari sposta il baricentro dell’analisi sulle forme emergenti di socialità nelle imprese for profit grazie alla costruzione di partenariati locali che sfocano i confini organizzativi per produrre “valore condiviso” a favore di una pluralità di stakeholder. Il contributo di Elisa Chiaf propone una metodologia per il calcolo di indicatori di performance economica e sociale delle imprese di inserimento lavorativo, contribuendo a un dibattito sulle metriche d’impatto che caratterizza anche la recente Comunicazione della Commissione Europea “Social Business Initiative” oggetto di approfondimento nella sezione policy. Ed anche il Forum, al quale invitiamo i lettori a partecipare, prende di petto un tema di grande attualità ovvero le modifiche alla legge italiana sull’impresa sociale. I contenuti della rivista verranno rilasciati a intervallo settimanale. Invitiamo quindi a consultare periodicamente il sito, a iscriversi ai social network e agli rss feed.
RIVISTE - Appunti sulle politiche sociali arriva al numero 200
L'ultimo numeero dell'anno segna un traguardo importante per la nostra rivista. Festeggiamo il numero 200. Per una organizzazione di volontariato come la nostra si tratta di un risultato importante. Essere riusciti ad uscire con continuità per più di un trentennio è motivo di soddisfazione.
La rivista si regge da sempre sul nostro lavoro volontario e nonostante le tante difficoltà incontrate in questi anni (dall'aumento delle tariffe alle modalità di spedizione che hanno fatto negli anni lievitare i costi) siamo riusciti con regolarità a pubblicare la rivista. Un ringraziamento a tutti gli autori degli articoli che con grande disponibilità anno accolto il nostro invito a scrivere per la nostra rivista. Non possiamo però evitare di segnalare le difficoltà . Gli abbonamenti sono purtroppo in calo, manteniamo uno zoccolo duro di sostenitori, che consentono di reggere alle attuali difficoltà , ma abbiamo bisogno, per continuare, del sostegno dei lettori e anche dei molti navigatori del nostro sito. Un invito dunque ad abbonarvi soprattutto con quote da sostenitori, la cifra, inalterata da anni, è davvero bassa. -
5 Aprile 2013 | SpM3. Nuova vita agli oggetti in disuso. "Riscarti", arriva a Roma il primo festival del riciclo. vedi
Ridare vita agli oggetti in disuso per combattere la crisi anche attraverso forme di consumo critico. Si svolgerà dal 5 al 14 aprile alla Citta dell’Altreconomia di Roma, la prima edizione del festival Riscarti. Dieci giorni dedicati al tema del riuso e del riciclo con laboratori, proiezioni, spettacoli, esposizione di oggetti e desing. Al centro della manifestazione anche il tema di come affrontare la tematica ambientale attraverso l’arte contemporanea. Il festival Riscarti nasce, infatti, per raccogliere “le tendenze dell’arte contemporanea che riutilizza gli scarti della società del consumo, per creare oggetti nuovi, utili, economici e giusti” spiegano gli organizzatori. Al festival parteciperanno quindi artisti emergenti e non, artigiani, disegnatori, professionisti dell’arte, collettivi, aziende ed enti pubblici, chiamati a incontrarsi sul tema dell’ecosostnibilità e “a dibattere sulla ricerca di vie alternative di metamorfosi di forme e materie, sulla base della valorizzazione positiva del riciclaggio e riuso creativo”.“In un mondo dalle risorse sempre più limitate, il riscatto, i materiali e l’energia contenuta nei rifiuti, diventano sempre più preziosi – continuano i promotori -. A Riscarti festival, l’estetica dello scarto è un modo propositivo di costruire il cambiamento. E allora una vasca da bagno risulta più pratica in salotto, usata come poltrona, per chi preferisce una doccia veloce al mattino; una caffettiera spanata diventa una perfetta abat-jour da comodino, tutti gli scarti qui sono validi. Non bisogna rifiutare la realtà, ma immaginare tutti i possibili usi delle cassette della frutta, degli indumenti non più alla moda e dei rifiuti hi-tech programmati all’obsolescenza”.
Il festival verrà inaugurato venerdì alle ore 18.30 con presentazione della expo e delle collezioni internazionali a cura di Drap Art e RecilaMadrid, e con la performance dei Prototipi Di Scartus (musiche con strumenti autocostruiti) e dei percussionisti Bamboo, che trasformano i rumori degli elettrodomestici a due velocità in suono, usano la riga come basso.
Nel corso della settimana si articoleranno poi diversi incontri e workshop per imparare come costruire strumenti musicali; fabbricare oggetti con buste, bottiglie e altri elementi; riparare gli oggetti da soli; risparmiare energia in casa; usare fonti di energie rinnovabili. Diverse anche le proiezioni e i dibatti: documenti audiovisivi in italiano o sottotitolati, corti, video interviste, spot, documentari e servizi che raccolgono le esperienze di collettivi, enti,
associazioni, aziende etc. che inseguono l’ideale della sostenibilità.
Tutte le informazioni sul sito della manifestazione
(fonte redattoresociale)(*) SpM3, che sta per spendere meno, spendere mai, spendere meglio, è l'acronimo che nel nostro sito usiamo per indicare quelle notizie che, nel tempo della crisi, vogliono mettere l'accento non solo sulle risorse (contributi, card, bonus...) per, appunto, spendere meno o non spendere, ma anche sulla esigenza di riflettere sui nostri stili di vita e vedere anche se possiamo spendere meglio avendo attenzione, dentro la nostra personale economia (oikonomia= amministrazione delle cose domestiche), ai temi del riciclo, del riuso, dello spreco alimentare, delle fonti energetiche...
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5 Aprile 2013 | La qualità del servizio sociale territoriale in Emilia-Romagna vedi
La ricerca ha come focus i servizi sociali territoriali dell'Emilia-Romagna. Nella prima parte dell’indagine è stata realizzata una mappatura dei modelli istituzionali e organizzativi dei servizi sociali in regione, evidenziando una forte frammentazione delle forme esistenti a livello locale.
La seconda parte della ricerca si è concentrata sulla qualità: attraverso una metodologia di indagine di tipo qualitativo, si è sondato con amministratori e tecnici degli Enti locali, Aziende USL, ASP, organizzazioni del volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative, esponenti.
Leggi tutto e scarica il rapporto di ricerca nel sito dell'Agenzia sanitaria e sociale della Regione E.Romagna
(fonte newsletter sociale.emilia-romagna.it) -
5 Aprile 2013 | Minori stranieri non accompagnati: i dati del Ministero del Lavoro vedi
Sono oltre 7mila i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia. In oltre 4mila sono accolti nelle strutture a loro deputate. 1.500 risultano irreperibili. Questi alcuni dei dati contenuti nel Report nazionale sui minori stranieri non accompagnati pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione.
Leggi tutto nel sito del Programma Integra
(fonte newsletter Integra) -
5 Aprile 2013 | Prestazioni sociali agevolate: ok Garante Privacy a banca dati Inps vedi
E’ favorevole il parere del Garante della privacy sullo schema di decreto interministeriale che consente all'Inps di costituire una nuova banca dati per verificare la correttezza delle dichiarazioni dei beneficiari di prestazioni
sociali agevolate, garantendo però adeguate tutele alla privacy delle persone coinvolte. Lo schema, predisposto dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, consente di rafforzare il sistema dei controlli dell'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), mettendo in comune i dati sui benefici sociali concessi dalle amministrazioni locali e da tutti gli altri enti erogatori.
Leggi tutto su regioni.it
(fonte newsletter regioni.it) -
5 Aprile 2013 | Spesa troppo alta per il welfare in Italia? Falso vedi
L'Italia spende troppo per l'assistenza sociale e sanitaria? E' un luogo comune che non regge alla prova dei numeri messi in fila dal Cergas, il centro ricerche sull'assistenza sociale della Bocconi che ha confrontato la spesa italiana con quella di Francia, Gran Bretagna e Germania.
L'Italia, tra i quattro, è l'unico Paese che non destina la maggioranza della propria spesa pubblica. Ogni 100 euro spesi, solo 45 vanno al welfare, contro i 50 della Germania, i 58 della Francia e i 63 della Germania.
Leggi tutto e scarica il rapporto di ricerca del CERGAS
(fonte newsletter sociale.emilia-romagna.it) -
5 Aprile 2013 | Spm3: consigli per una quotidianità più sostenibile vedi
Da come difendersi dalle truffe a come si legge un'etichetta, dalla gestione del budget familiare al rapporto con le banche, alla conciliazione tra lavoro, vita e lavoro di cura: questi i temi fondamentali del quotidiano che esperti e docenti affronteranno nel ciclo di incontri promossi dal progetto Family Card per riflettere sulla riduzione dello spreco e sulle diverse forme di sperimentazione di nuovi modelli di consumo per sopravvivere alla crisi.
Leggi tutto sul sito del Comune
(fonte sito Comune Bologna)
(*) SpM3, che sta per spendere meno, spendere mai, spendere meglio, è l'acronimo che nel nostro sito usiamo per indicare quelle notizie che, nel tempo della crisi, vogliono mettere l'accento non solo sulle risorse (contributi, card, bonus...) per, appunto, spendere meno o non spendere, ma anche sulla esigenza di riflettere sui nostri stili di vita e vedere anche se possiamo spendere meglio avendo attenzione, dentro la nostra personale economia (oikonomia= amministrazione delle cose domestiche), ai temi del riciclo, del riuso, dello spreco alimentare, delle fonti energetiche... -
5 Aprile 2013 | Casa, bandi Erp. Al via il primo bando con il nuovo regolamento. Compilazione on line assistita. vedi
L’avviso pubblico per la formazione della prima graduatoria aperta ERP1-2013 per l’assegnazione di alloggi di E.R.P. in base al nuovo “Regolamento per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica” è pubblicato nel nodo casa del sito del Comune.
Le domande si presentano esclusivamente con modalità online (senza moduli cartacei) e senza necessità di allegare alcuna documentazione, attraverso un apposito sito web “Portale servizi on line CASA” predisposto dal Comune di Bologna, avvalendosi di assistenza gratuita presso le sedi delle associazioni convenzionate:
S.U.N.I.A. tel. 0516087100- 3405759213
S.I.C.E.T tel. 051256734
U.N.I.A.T tel. 051522298
CONIA tel. 0510414877 – 3427877501
AS.I.A. USB tel. 051385932 – 051389524
Unione Inquilini CUB SUR tel. 0519921763 – 3208409632
Leggi tutto nella scheda informativa predisposta dal Comune- Bando ERP 2013 on line (511Kb)
(fonte Comune Bologna Servizi per l'abitare) -
5 Aprile 2013 | Cohousing a Bologna: al via il bando per trovare un mediatore vedi
Il primo progetto di cohousing del Comune di Bologna, promosso da Asp Irides, si appresta a entrare in una fase avanzata con il bando per la nomina della figura del mediatore; un’associazione o una società che avrà il compito di creare la comunità destinata a vivere nella struttura di via del Porto 15, raccogliendo le adesioni e accompagnando il gruppo durante l’ingresso nell’abitazione.
Il progetto, già sperimentato da anni in Nord Europa, fa parte dell’iniziativa “Cohousing, abitare e condividere” ed è cofinanziato dal Dipartimento della Gioventù e dal Servizio Civile Nazionale.La realizzazione di una struttura con 16 appartamenti, che fra 11 bilocali e 5 trilocali conta 40 posti letto, costituisce un nuovo modo di rispondere alla crisi e alle difficoltà abitative dei giovani, oltre a produrre un modello di co-abitazione e gestione degli spazi comuni. I soggetti destinati agli appartamenti posti nella zona Manifattura arti, verranno selezionati fra i giovani compresi nella fascia 18/35 anni, che presentino determinati requisiti Isee.
Gli appartamenti, che prevedono spazi comuni con servizi e attività condivise, verranno concessi con contratti di 3+2 a canone concordato, per un massimo di 250/300 euro mensili.A questo progetto, il Comune di Bologna e il Dipartimento della Gioventù affiancano anche il Fondo di rotazione, che offre un prestito a tasso zero fino a 4.000 euro per i giovani sotto i 35 anni che vadano a vivere in affitto. L’iniziativa del cohousing sarà anche l’occasione per attivare un processo di coabitazione che parta dai cittadini, oltre che un aiuto concreto nei confronti delle difficoltà abitative vissute dai giovani oggi. L’ingresso nella struttura è stato previsto per il prossimo autunno, e la nomina del mediatore costituisce l’ultimo tassello prima della fase di selezione degli affittuari. Le domande per la selezione del mediatore vanno presentate entro il 22 aprile.
Approfondisci nel sito del Comune
(fonte redattoresociale) -
4 Aprile 2013 | Convegni, seminari, conferenze sociali a Bologna (aprile 2013) vedi
I convegni, corsi, conferenze, seminari, presentazioni di libri in aprile a Bologna, utili a chi lavora ed opera in campo sociale e sociosanitario.
Venerdì 5 aprile
Convegno "Il servizio sociale territoriale nella contemporaneità"
a cura di Servizio Coordinamento Politiche Sociali Regione Emilia-Romagna,
dalle ore 9,30 alle ore 14,00, via A. Moro 18, Auditorium Regione E.Romagna, Bologna
venerdì 5 aprile
seminario "Diritti di cittadinanza e immigrazione"
a cura Centro interculturale Zonarelli, progetto Amitie
dalle 17.00 alle 19.30, Centro Interculturale M. Zonarelli, Via Sacco 14, Bologna
lunedì 8 aprile
Convegno "La relazione che cura corso - percorso di sostegno psicologico per Caregiver" (Ciclo di 6 incontri su temi di salute mentale per conoscere e per imparare a conoscersi nel lavoro di supporto)
a cura Associazione Umanamente, Asl Bologna DSM-DP
dalle ore 17,30 alle ore 19,30, Sala Ovale DSM-DP, Viale Pepoli 5, Bologna
lunedì 8 aprile
Convegno "Trauma e Migrazione: startegie di salute globale "
a cura Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche della AUSL di Bologna
dalle 8.30 alle 13.30, Aula Cesari, Casa del donatore di sangue, via dell'Ospedale 20, Bologna
lunedì 8 aprile
seminario " Riduzione del danno: nuove sfide per inizio millennio. Attualità e problemi emergenti in tema di Riduzione del Danno da uso di droghe"
a cura Asl Bologna
dalle 15 alle 19, Aula Magna Ospedale Maggiore, largo Nigrisoli, Bologna
mercoledì 10 aprile
incontro "Sordità parliamone. Matilde una esperienza cinematografica, una visione della sordità" (proiezione cortometraggio e dibattito)
a cura di AGFA ass.genitori con figli audiolesi
alle ore 15, cinema Lumiere, via Azzo Gardino 65, Bologna
mercoledì 10 aprile 2013
Conferenza di presentazione del volume "Intercultura e immigrazione. E' difficile incontrare chi è diverso da noi?" a cura di Angelo Villa
alle ore 20.30 presso la Sala Consiliare del Quartiere Porto, Via dello Scalo 21, Bolognamercoledì 10 aprile
dimostrazione aperta al pubblico su come Smartphone e Tablet, utilizzando applicazioni libere e disponibili sul mercato, possano contribuire in modo significativo ad abbattere le barriere della disabilità sensoriale
a cura di ASPHI
alle ore 14.30 presso APPLE Store, via Rizzoli, Bolognamercoledì 10 aprile
presentazione della ricerca/volume "La società solidale. Generazione, sindacato e protagonismo degli anziani”
a cura SPI-CGIL e IRESS
ore 17, libreria delle Moline, via delle Moline 3, Bologna
giovedì 11 aprile
Convegno " Alzheimer: idee per la qualità di vita. Dal problema del disorientamento cognitivo al campo infinito delle possilità".
a cura del Gruppo editoriale Maggioli
dalle 9.00 alle 18.30, ala Teatro Istituto San Anna, Via Pizzardi 30, Bologna
giovedì 11 aprile
Convegno "L'autobiografia che cura"
a cura Associazione MondoDonna in collaborazione con la Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari
dalle ore 9.30 alle 17.30, Sala Alessandri, Via Gorky 10, Bologna
venerdì 12 aprile
convegno "Piazze grandi. Gli interventi dei grandi comuni per le persone in strada"
a cura Comune Bologna e Irs-Welforum
dalle 9,30 alle 13, Cappella Farnese, palazzo d'Accursio, piazza Maggiire 6, Bologna
sabato 13 aprile
Convegno "Anziani, imprenditori della qualità della vita. Insieme si può fare"
a cura varie Associazioni, AUSL di Bologna, Istituzione Gian Franco Minguzzi
dalle 14,30 alle 17,30, Centro Sociale Antonio Montanari, Via Saliceto 3/21, Bologna
lunedì 15 aprile
Convegno "L'assistente sociale, professionista dei confini e della mediazione nei servizi per la tutela dell'infanzia e dell'adolescenza"
a cura Regione Emilia Romagna, Assessorato alle Politiche Sociali
dalle ore 9.30 alle 14.00, Sala Polivalente Regione E.Romagna, Viale Aldo Moro 50, Bologna
mercoledì 17 aprile
presentazione del volume "Dall'accoglienza alla valutazione. Studenti stranieri negli istituti tecnici e professionali: esperienze a confronto", editore F.Angeli
a cura Istituto Belluzzi
dalle 15 alle 18, Istituto Belluzzi-Fioravanti, via Cassini 3, Bologna
giovedì 18 aprile
Convegno “Budget in salute: Esperienze e metodologie a confronto” (sintesi tra le risorse economiche, professionali e umane; fra Centri di Salute Mentale, Distretti, Servizi Sanitari, Organizzazioni del Terzo Settore)
a cura Dipartimento Salute Menale – Dipendenze Patologiche Servizio Sanitario Regionale Emilia Romagna
dalle ore 9 alle 17.30, presso la sede della Regione Emilia Romagna, viale A.Moro 50, Bolognavenerdì 19 aprile
seminario "I fondamenti del lavoro di comunità: dignità e rispetto", nell'ambito del ciclo Percorso seminariale sul lavoro di comunità
a cura Istituzione Inclusione sociale Comune Bologna
dalle 19,30 alle 22, Casa don Paolino, via Barozzi 7, Bologna (piazzale est FFSS)sabato 20 aprile
proiezione del film “Welcome” (Francia, 2009), a seguire dibattito sul tema dell'affiancamento e/o ospitalità a minori stranieri non accompagnati
a cura di Asp Irides nell'ambito del Festival Human Rights Nights (scarica programma)
ore 17, Sala Cervi della Cineteca del Comune di Bologna, in via Riva di Reno 72, Bolognamartedì 23 aprile
seminario "Interpretazione e mediazione linguistica in ambito giudiziario"
a cura UniBO, Regione E.Romagna
dalle 10 alle 15,30, Sala del Camino, Palazzina delle Viole, Via Filippo Re 4, Bolognamartedì 23 aprile
seminario "Innovazione, welfare cooperativo e rete dei servizi"
a cura ConfCooperative
dalle 14,30 alle 18, palazzo della Cooperazione, via Calzoni 1/3, Bologna -
26 Marzo 2013 | Fondazione promozione sociale: nuova petizione popolare per le prestazioni domiciliari vedi
Dal 1° febbraio 2013 sono in atto molteplici iniziative volte alla raccolta delle adesioni di personalità e di organizzazioni pubbliche e private e delle firme di cittadini elettori per la presentazione alla Camera dei Deputati e al Senato, nonché ai Ministri della sanità e delle politiche sociali di una Petizione popolare nazionale, che ha lo scopo di ottenere una legge che riconosca il prioritario diritto delle persone non autosufficienti alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari.
Il tema riguarda oltre un milione di nostri concittadini.
In base alle norme sui Lea, Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria, i soggetti con handicap intellettivo grave, gli anziani malati cronici non autosufficienti, le persone con demenza senile ed i pazienti con rilevanti disturbi psichiatrici e limitata autonomia hanno il diritto pienamente e immediatamente esigibile alle prestazioni socio-sanitarie residenziali senza limiti di durata. I soggetti con handicap intellettivo grave hanno anche il diritto pienamente e immediatamente esigibile alla frequenza dei centri diurni.
Per informazioni e adesioni
(fonte fondazione promozione sociale) -
26 Marzo 2013 | Piano d'azione nazionale sulla Responsabilità Sociale d'Impresa 2012-2014 vedi
Le conseguenze della crisi hanno minato la fiducia de cittadini e anche delle imprese rispetto alle prospettive future ed è pertanto necessario rinsaldare il rapporto di fiducia e di scambio tra la Pubblica Amministrazione, l’impresa, quale primario attore economico, e la società, sempre più colpita dagli effetti negativi della crisi. In risposta alla crisi, a livello europeo e internazionale, sono state valorizzate e rilanciate dai Governi le iniziative e gli strumenti per favorire la condotta responsabile delle imprese, dalla rinnovata strategia europea per la Responsabilità Sociale delle Imprese agli orientamenti ONU e OCSE.
Il Piano d’Azione sull'RSI è attuato sotto l’indirizzo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministerodello Sviluppo Economico, nel rispetto delle autonomie e prerogative delle Amministrazioni pubbliche (centrali, regionali e locali) e dei soggetti imprenditoriali, sindacali, delle organizzazioni di terzo settore e della società civile.
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Scarica il Piano
(fonte newsletter osservatorio nazionale famiglia) -
26 Marzo 2013 | Giovani under 35: andare a vivere da soli oggi è più facile vedi
Nuove regole e accesso più facile al rimborso delle spese di caparra, allacci e mobilio per l'avvio alla locazione rivolto ai giovani fino ai 35 anni di età, attraverso un prestito da restituire in tre anni a tasso zero, con rate di pari importo.
Nel 2009 è stato costituito un Fondo di rotazione gestito dal Settore Servizi per l'Abitare, grazie ad un finanziamento del Dipartimento della Gioventù all'interno del progetto “Dalla rete al cohousing”, per un ammontare complessivo di 400.000 euro. Visto il sotto utilizzo del fondo, il Comune ha rinegoziato il protocollo con il Dipartimento e rilanciato il progetto. Il target è ampliato a tutti i giovani di età dai 18 ai 35 anni, per qualsiasi tipologia di contratto di affitto, a canone concordato o libero, ed è aumentata la tipologia delle spese rimborsabili: oltre alla caparra sono comprese le attivazioni delle utenze e l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, fino ad un massimo di 4.000 euro.
Leggi tutto sul sito del Comune di Bologna
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(fonte newsletter sito Comune Bologna) -
26 Marzo 2013 | Ecco perché il sociale non passa sui media vedi
Uno dei paradossi dell’informazione italiana riguarda proprio la scarsa attenzione alle tematiche sociali. Di paradosso si tratta, in quanto la concretezza, le dimensioni e persino la reputazione dei temi sociali appaiono inversamente proporzionali alla qualità e allo spazio che vengono loro dedicati sui mass media. Si possono fare distinzioni tra testate e generi (stampa, TV, radio, web, etc.) e naturalmente salvando qualche eccezione, la sostanze resta che il sociale è caratterizzato da una copertura discontinua o addirittura occasionale, da punti di vista parziali, spesso anche superficiali e pieni di imprecisione. Il sociale pertanto, viene trattato in modo inadeguato, soprattutto riguardo le sue potenzialità come fonte inesauribile di notizie.
"Perché il sociale non passa" di Stefano Trasatti, direttore della agenzia stampa redattoresociale (da Prospettive Sociali e Sanitarie n.2/2013)
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(fonte redattoresociale) -
25 Marzo 2013 | Giornata mondiale del servizio sociale vedi
Il terzo martedì di marzo di ogni anno è stato dichiarato “International Social Work Day” (Giornata internazionale del Servizio sociale). In tale occasione in tutte le parti del mondo sono state organizzate iniziative per sollecitare la più ampia riflessione sull’importanza e sul ruolo del Servizio sociale nella promozione del benessere sociale.
L'Associazione Inernazionale degli Assistenti Sociali (IFSW), l'Associazione Internazionale delle Scuole di Servizio Sociale (IASSW), il Consiglio Inernazionale del Social Welfare (ICSW) da alcuni anni hanno avviato dibattiti per sviluppare un'Agenda globale per il Servizio sociale e lo sviluppo sociale.
In questa ambito anche l'Ass.nazionale degli assistenti sociali ha provveduto a divulgare il documento "“Promuovere l’uguaglianza sociale ed economica” centrato sui temi all'ordine del giorno dell'Agenda per quest'anno.
Scarica il documento
(fonte ASS.n.a.s.) -
22 Marzo 2013 | E' morto monsignor Nervo, fondatore della Caritas. "Una vita per i poveri" vedi
La scorsa notte il fondatore e primo presidente di Caritas Italiana mons. Giovanni Nervo, è scomparso all’età di 94 anni. Presbitero della Diocesi di Padova e presidente onorario della Fondazione Zancan, è mancato all'Opera della Provvidenza di Sarmeola dove risiedeva da qualche tempo. Negli ultimi giorni la sua situazione era peggiorata. I funerali si terranno lunedì alle 10 nella cattedrale di Padova.
Moltissimi i messaggi di cordoglio. “Uomo di fede e di cultura, lascia un patrimonio immenso di idee - scrive monsignor Giuseppe Pasini, presidente della Fondazione Zancan, a nome di tutta la fondazione -. Promotore di giustizia, di solidarietà, di carità, di pace, ci lascia una testimonianza stupenda di vita: è nato povero, è vissuto povero, è morto povero, in una povertà che lui ha sempre considerato ricchezza, perché, diceva, gli lasciava una grande libertà”. E aggiunge: “Il Vangelo e la Costituzione italiana sono sempre stati i capisaldi su cui costruiva un rapporto umano profondo con tutte le persone, di ogni estrazione sociale e cultura. Sui problemi concreti delle persone, diceva, non si può non essere d’accordo e si possono superare tutte le barriere culturali e ideologiche”.L’attenzione agli altri, l’accoglienza, l’impegno per la costruzione della “città dell’uomo” li ha concretizzati nella chiesa, che ha tanto amato, in particolare nella Caritas italiana, nella società: nella scuola come insegnante di religione e nelle istituzioni da lui fondate, la Scuola superiore di servizio sociale di Padova (1951), la Fondazione Emanuela Zancan Centro di studio e ricerca sociale (1964), ora Onlus. “Siamo grati al Signore per averci donato don Giovanni Nervo e gli siamo riconoscentissimi per la grande lezione e anche l’impegno che ci lascia: accogliere e valorizzare la sua testimonianza perché nella società e nella chiesa abbiano casa stabile giustizia e carità, a cui ha dedicato la sua vita” conclude Pasini.
Il presidente di Caritas Italiana, mons. Giuseppe Merisi, il direttore don Francesco Soddu, e tutti gli operatori di Caritas Italiana lo ricordano come “una guida e un esempio per tutti noi che ha testimoniato e vissuto quotidianamente e con coerenza la carità evangelica, specie accanto ai più poveri, i più deboli, i più piccoli. Uniti nella preghiera lo ricordano”. Dalla Diocesi il cordoglio per una perdita, ma anche la riconoscenza per aver condiviso per tanti anni un dono che il Signore ha alimentato dando voce ai poveri e ai bisogni degli ultimi.
"Monsignor Giovanni Nervo - ricorda il vescovo Antonio Mattiazzo - è stato una figura emblematica della Chiesa padovana e italiana, cui ha dedicato la sua vita di prete e di uomo; si è impegnato strenuamente per l'affermazione di una pedagogia della carità così come doveva essere la Caritas nel pensiero di Paolo VI e non ha mai mancato di denunciare ingiustizie o incoerenze. Ma il suo impegno è stato anche avvalorato da un alto senso di responsabilità civile, governata dai valori del cattolicesimo sociale, di cui è stato uno dei protagonisti. Il suo operato èstato più volte riconosciuto anche dalla società civile e gli è valso il riconoscimento della laurea honoris causa dell'Università di Udine nel 1996 e nel 2003 dell'Università di Padova". Monsignor Mattiazzo ricorda che “don Giovanni è stato uno strenuo difensore e sostenitore del vangelo dei poveri”.
(fonte redattoresociale.it) -
19 Marzo 2013 | “Badante” e spesa all’ingrosso, l’iniziativa di Confabitare per i condomini vedi
Spesa all’ingrosso e badante di condominio. Così si risparmia e si favorisce la socializzazione tra i residenti. L’idea è venuta a Confabitare,l’associazione dei proprietari immobiliari, che l’ha lanciata in via sperimentale l’anno scorso a Bologna.
L’adesione è stata talmente buona, 80 condomini in totale (45 per il gruppo di acquisto, 45 per la badante e 10 che hanno aderito a entrambi) che adesso Confabitare ha deciso di diffonderla anche nelle altre sedi in Italia. “Non abbiamo inventato niente ma abbiamo semplicemente applicato al condominio due figure già esistenti – dice Alberto Zanni, presidente di Confabitare Bologna – L’iniziativa è diffusa soprattutto tra gli over 60 e, per quanto riguarda i Gas, stiamo considerando la possibilità di estendere l’acquisto anche ai prodotti delle aziende locali, a km zero”. Frutta e verdura, adesso, sono acquistate al Caab, il mercato ortofrutticolo: un paio di volte alla settimana alcuni volontari del condominio o un incaricato dell’associazione raccoglie le ‘liste della spesa’ e va a fare l’acquisto per il condominio.
I vantaggi sono notevoli. “Facendo la spesa all’ingrosso si risparmi fino al 50%”, spiega Zanni. E per la badante di condominio, le famiglie pagano solo per le ore di cui usufruiscono. “Invece, che 1.200 euro per una persona a tempo pieno, ne spendono 300-350 al mese – continua – E, in caso di emergenza, la badante è comunque presente all’interno del condominio e può raggiungerli in breve tempo”.
L’assunzione avviene pro quota, ovvero ogni inquilino stipula con la persona un contratto per le ore di cui ha bisogno. “La badante in questo modo avrà uno stipendio pieno – afferma Zanni – e ha il vantaggio di non doversi spostare da una parte all’altra della città ma di lavorare in uno stesso stabile”.
Tra i risvolti positivi dell’iniziativa anche il fatto di favorire la socializzazione tra residenti. “Spesso i vicini non si salutano neanche o si incontrano solo alla riunioni condominiali, dove ognuno tira fuori il peggio di sé – conclude Zanni – Questo progetto, invece, crea complicità e amicizia e aiuta a ricreare una comunità all’interno del condominio”.
Approfondisci nel sito di Confabitare
(fonte redattoresociale) -
19 Marzo 2013 | Contributi Servizio Zerododici vedi
Zerododici è il sostegno pensato per chi, diventato genitore nel 2012, non ha inserito il bebè al nido, usufruendo dell'astensione facoltativa dal lavoro. Mamme e papà potranno ricevere 300 euro per ogni mese di aspettativa facoltativa , fino ad un massimo di 9 mesi, se sono entrambi lavoratori, anche autonomi e se l'ISEE di famiglia non supera i 21.000 euro.
Dal 18 marzo al 29 giugno potete inviare le vostre domande per il sostegno della maternità e paternità.
Leggi tutto nel nodo Scuola ed educazione del sito del Comune
(fonte newsletter Comune Bologna) -
19 Marzo 2013 | Convegno “Piazze grandi: gli interventi dei grandi Comuni per le persone in strada" vedi
Bologna, venerdì 12 aprile 2013, Cappella Farnese di palazzo d'Accursio, piazza Maggiore, dalle 9,30 alle 13,30.
Il Comune di Bologna, Dipartimento benessere di comunità, in collaborazione con Welforum-Irs (il network sul welfare dei grandi comuni italiani) organizza un convegno dedicato agli interventi e servizi per le persone che vivono in strada.
Nell'ambito del convegno verranno presentati il censimento nazionale dei senza dimora realizzato dal Ministero del Welfare, Istat, Fio.PSD e Caritas, le ipotesi di linee guida in elaborazione da parte del Ministero del Welfare e analizzato uno studio condotto in collaborazione con Irs sullo stato attuale dei servizi che vengono realizzati dai Comuni per le persone in strada. Lo studio mira a delineare alcuni modelli che si sono definiti nel corso del tempo e a porre in risalto le innovazioni più interessanti prodotte a livello territoriale con uno sguardo agli sviluppi futuri che interesseranno tanto le trasformazioni del bisogno (ampliamento delle fasce sociali povere), quanto la governance dei servizi.
Scarica il programma definitivo del convegno
Il convegno sarà preceduto nella giornata di giovedì, sempre a Bologna, da un seminario ad inviti sugli stessi temi tra i rappresentanti dei comuni italiani aderenti a Welform:
Per informazioni: 051/2193772, udpbologna@comune.bologna.it
(fonte redazione sportello sociale) -
19 Marzo 2013 | Ticket sanitari. Ministero: meno burocrazia per malati cronici e disabili vedi
E' stato pubblicato sul portale del Ministero della Salute il documento con le indicazioni per 'applicazione delle nuove regole in materia di attestati di esenzione dal ticket. In seguito all'approvazione del decreto ministeriale del 23 novembre 2012, pubblicato in Gazzetta ufficiale l'8 febbraio scorso, il Ministero della Salute ha definito in accordo con le Regioni e Province autonome il periodo minimo di validita' dell'attestato, fissando in molti casi una durata illimitata.
Meno burocrazia, dunque, per malati cronici e disabili. Gli attestati di esenzione per le malattie croniche e invalidanti, rilasciati dalle ASL, quando rinnovati o emessi per la prima volta dovranno avere una validita' non inferiore a quella fissata nell'allegato 1 del decreto. Il decreto riduce gli adempimenti amministrativi ed elimina oneri di accertamento impropri a carico della pubblica amministrazione. Da' infatti attuazione a quanto previsto dal cosiddetto "Decreto semplificazioni" e da' uniformita' alle procedure a livello nazionale. Prima del decreto del 23 novembre, i malati cronici dovevano ripetere, in alcuni casi anche ogni anno, gli adempimenti necessari per rinnovare l'esenzione.
Approfondisci sul sito del Ministero della salute
(fonte agenzia DIRE) -
19 Marzo 2013 | CUD 2013 e persone anziane pensionate vedi
Come è noto da quest'anno l'INPS non provvederà più ad inviare a casa per posta ai pensionati il modello CUD. Questo a seguito della ultima "legge di stabilità" che ha previsto per le pubbliche amministrazioni l’utilizzo del canale telematico per l’invio di comunicazioni e certificazioni al cittadino allo scopo di abbattere tempi e costi di consegna.
Come ottenere allora il CUD in vista della dichiarazione dei redditi di quest'anno? Varie sono le possibilità: via internet, posta elettronica, telefono o recandosi di persona presso INPS, CAAF, Uffici postali abilitati
Leggi le istruzioni nel sito INPS
CUD 2013: domande e risposte nel sito de La StampaPer ogni informazione:
Contact Center telefonico Inps-Inail raggiungibile attraverso il numero 803164 da telefono fisso e attraverso il numero 06164164 da telefono cellulare.
Gli operatori sono a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14.
(fonte redazione sportello sociale) -
14 Marzo 2013 | Disabilità: guida alle agevolazioni fiscali, edizione 2013 vedi
La normativa tributaria mostra particolare attenzione per le persone con disabilità e per i loro familiari, riservando loro numerose agevolazioni fiscali.
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata pubblicata la versione aggiornata a marzo 2013 della “Guida alle agevolazioni fiscali per i disabili” che illustra il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui sono riconosciuti benefici fiscali in favore dei contribuenti portatori di disabilità, indicando con chiarezza le persone che ne hanno diritto.
Questa nuova edizione tiene conto delle ultime disposizioni normative - in particolare, la legge di stabilità per il 2013 - e dei più recenti documenti di prassi amministrativa.
Tra le principali novità segnalate dalla Guida: l’aumento delle detrazioni Irpef riconosciute ai contribuenti con figli a carico, l’agevolazione dell’Iva ridotta al 4% per l’acquisto di veicoli in leasing, l’esenzione dalla tassa annuale sulle imbarcazioni dei disabili con determinate patologie, le semplificazioni introdotte dal decreto legge n. 5/2012 riguardo alle certificazioni delle persone con disabilità.
In particolare, sono spiegate le regole e le modalità da seguire per richiedere le seguenti agevolazioni:
Figli a carico
La legge di stabilità per il 2013 (legge 228/2012) ha elevato l’importo delle detrazioni di base spettanti per i figli a carico.
Per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico spettano infatti le seguenti detrazioni Irpef:
- se ha un’età inferiore a tre anni 1.120 euro (1.620 euro dal 1° gennaio 2013)
- per gli altri figli 1.020 euro (1.350 euro dal 1° gennaio 2013)
Con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.
Le detrazioni sono concesse in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta e il loro importo diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro.
Veicoli
Ampio spazio della pubblicazione è dedicata alle agevolazioni previste per i mezzi di locomozione utilizzati, in via esclusiva o prevalente, dal portatore di handicap (autovetture, motoveicoli, motocarrozzette e altri veicoli):
- detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto
- Iva agevolata al 4% sull’acquisto
- esenzione dal bollo auto
- esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.
In questo settore la principale novità è forse rappresentata dalla possibilità per la persona disabile di usufruire dell’aliquota Iva agevolata anche quando l’acquisto del veicolo avviene attraverso un contratto di leasing. Su questo argomento l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti precisazioni, indicando le istruzioni che società di leasing e acquirenti devono osservare per l’applicazione dell’aliquota ridotta al 4% (risoluzione 66/E del 20 giugno 2012). In particolare, è stato affermato che il beneficio può essere richiesto solo nell’ipotesi in cui il contratto di leasing sia di tipo “traslativo”, che contenga, quindi, una particolare clausola contrattuale che preveda, a fine locazione, il trasferimento della proprietà del veicolo locato al soggetto utilizzatore. Solo in questo caso la società di leasing è autorizzata ad applicare l’aliquota agevolata sia sul prezzo di riscatto del veicolo sia sui canoni di locazione finanziaria.Mezzi di ausilio e sussidi tecnici e informatici
- detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per i sussidi tecnici e informatici
- Iva agevolata al 4% per l’acquisto dei sussidi tecnici e informatici
- detrazioni delle spese di acquisto e di mantenimento del cane guida per i non vedenti
- detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per i servizi di interpretariato dei sordi.
Abbattimento delle barriere architettoniche
- detrazione Irpef del 36% (del 50% fino al 30 giugno 2013) delle spese sostenute per la realizzazione degli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.Spese sanitarie
- deduzione dal reddito complessivo dell’intero importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica.Assistenza personale
- deduzione dal reddito complessivo degli oneri contributivi (fino all’importo massimo di 1.549,37 euro) versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare
- detrazione del 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, da calcolare su un importo massimo di 2.100 euro, a condizione che il reddito del contribuente non sia superiore a 40.000 euro.
L’opuscolo è completato da tre modelli di autocertificazione - utili per la richiesta delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto dei veicoli e dei sussidi tecnici e informatici - e da un pratico prospetto riepilogativo delle varie spese agevolate.
Scarica la Guida 2013
(fonte newsletter nonprofitonline.it) -
14 Marzo 2013 | Servizi affidati: coop al nord, volontariato al sud. Indagine Auser sui rapporti tra EELL e terzo settore. vedi
La spesa sociale comunale affidata all’esterno viene impiegata principalmente a favore delle cooperative sociali nel Nord Italia (72,5 per cento nel Nordovest e 71,8 per cento nel Nordest), mentre il ricorso alle associazioni di volontariato è più frequente al Sud (32,4 per cento), al centro (32,4 per cento) e nelle Isole (24 per cento).
I dati sono contenuti nella “Sesta rilevazione nazionale sul rapporto fra enti locali e terzo settore” dell’Auser (vedi lanci precedenti). Generalmente, comunque, si tratta di incarichi brevi: quelli con durata non superiore a un anno sono il 32,6 per cento delle 89 procedure di gara rilevate, una quota che supera il 37,5 per cento nel Sud. “Questo costituisce un elemento di forte incertezza nelle prestazioni di efficienza e di efficacia della spesa sociale” avverte il rapporto, che denuncia anche come 8 gare (cioè quasi il 10 per cento del campione) siano state indette con la logica del massimo ribasso. “Tale prassi è adottata ancora dai comuni nonostante la legge 328/2000 e le norme regionali di settore sollecitino, ormai da anni, le amministrazioni pubbliche ad abbandonarla”.
Un’altra criticità è legata alla mancata co-progettazione, prevista solo in quattro gare pubbliche. “Inoltre, solo sette enti hanno promosso selezioni pubbliche per l'individuazione di soggetti del terzo settore disponibili alla co-progettazione per interventi innovativi e sperimentali nel settore dei servizi sociali”.
Dei 78 euro pro capite impegnati nel 2010 dai comuni per l’acquisto di prestazioni sociali da privato sociale, circa il 15% va ad affidamenti diretti, in assenza di gare, selezioni o procedure negoziate. Lo sottolinea l’Auser nella sua sesta rilevazione nazionale sul rapporto fra enti locali e terzo settore: su 103 affidamenti diretti - per un importo medio di circa 11.330 euro ciascuno - 55 sono andati ad associazioni. Al Sud e nelle Isole questa modalità riguarda il 36 per cento delle procedure di affidamento, dato che scende al 32,6 per cento al Centro, per arrivare al 21,6 per cento a Nordovest e al 25,6 per cento a Nordest.
Scarica il VI Rapporto Enti Locali e Terzo Settore
Scarica la sintesi per la stampa
(fonte redattoresociale) -
14 Marzo 2013 | Rimpatri assistiti, “progetti di vita falliti''. Centinaia i colloqui in E.Romagna vedi
Trecento colloqui e 28 rimpatri assistiti tra i migranti delle province di Bologna, Modena e Forlì-Cesena. Si è conclusa la scorsa estate la prima fase di Remida, il programma finanziato dal Fondo Europeo per i Rimpatri 2008 – 2013 che accompagna verso il rientro in patria i migranti che ne fanno richiesta. Remida 1 ha coinvolto si è occupato solo di persone di nazionalità marocchina e ha coinvolto solo tre province della regione. Da ottobre 2012 è stata avviata la seconda fase, allargando il campo anche a Tunisia, Senegal e Sri-Lanka, ed estendendo l’azione anche in provincia di Ravenna, a Milano, Brescia e Pavia.
A oggi i colloqui per richiedere il rimpatrio sono stati 400, la metà solo in Emilia-Romagna. “Il programma – spiega Alice Fanti, coordinatore del progetto per l'ong Cefa – si rivolge solo a persone regolarmente residenti sul territorio e considerate vulnerabili, cioè che hanno perso un lavoro, una casa e che hanno subito o sono sotto sfratto. Scopo di Remida non è di incentivare il ritorno in patria, ma di accompagnare chi ne fa richiesta e rispetta i requisiti”. Le persone irregolari non possono fare richiesta, così come come chi ha una carta di soggiorno che gli permette di restare in Italia senza scadenza. “In Italia – racconta Fanti – facciamo orientamento per arrivare alla creazione di un business plan per l’apertura di una microattività, poi acquistiamo i biglietti aerei. In loco accompagniamo la creazione dell’impresa, garantiamo 2 mila euro da spendere in beni e servizi nel rispetto del business plan”. A presentare più domande i marocchini, seguono i senegalesi e i tunisini.
Famiglie spezzate, disperazione e sradicamento.
Queste le situazioni che spingono molti migranti a chiedere il rimpatrio assistito. A raccontare cosa significa chiedere di tornare da dove si è venuti è la coordinatrice del centro di ascolto per migranti Paola Vitiello. “Stiamo parlando di progetti migratori falliti. Le persone che ci chiedono di tornare sono state spesso travolte dalla crisi, hanno uno sfratto sulle spalle e magari non riescono già più a pagare le bollette.
Succede allora che moglie e figli ritornino a casa e l’uomo resti in città sperando di trovare lavoro. Quasi sempre inutilmente”. Vitiello spiega come la Caritas finanzi per questioni di risorse solo rimpatri isolati, “ci è capitato con
qualche rumeno, magari persone malate che vogliono tornare e hanno bisogno di pagarsi il bus”. I veri problemi arrivano quando la coppia sceglie la via del ritorno e con loro deve partire anche il figlio adolescente. “Per i ragazzi rappresenta un doppio sradicamento, dopo aver vissuto per anni in Italia come stranieri sono costretti a tornare nella terra dei genitori, e si sentiranno stranieri anche lì”. Il problema, come sempre, è la crisi economica. Nel 2012 si sono rivolte agli sportelli di ascolto migranti della Caritas 1.064 persone, 466 facenti parte di un nucleo familiare e 598 single. A fare la parte del leone il Marocco, poi la Romania, la Tunisia, l’Ucraina e la Nigeria.
(fonte redattoresociale) -
12 Marzo 2013 | Rapporto BES Istat/Cnel: "Si vive sempre più a lungo ma sono forti le disuguaglianze sociali" vedi
La vita media continua ad aumentare, e l’Italia è tra i Paesi più longevi d’Europa. Le donne, a fronte dello storico vantaggio in termini di longevità, che tuttavia si va riducendo, sono più svantaggiate in termini di qualità della sopravvivenza: in media, oltre un terzo della loro vita è vissuto in condizioni di salute non buone.
La mortalità infantile, quella da incidenti da mezzi di trasporto e quella da tumori, che possono essere incluse nella cosiddetta mortalità evitabile, sono in calo nel lungo periodo, mentre crescono i decessi per demenza senile e malattie del sistema nervoso. La popolazione, peraltro, continua a essere minacciata da comportamenti a rischio: l’obesità è in crescita, l’abitudine al fumo, sebbene in lieve flessione, non diminuisce per i più giovani, tra i quali sono ancora diffuse pratiche dannose come il binge drinking.
Queste le principali evidenze in tema di salute del primo Rapporto Bes elaborato dall'Istat e dal Cnel sul “Benessere Equo e Sostenibile” che è stato presentato oggi e che fotografa la società italiana attraverso 134 indicatori suddivisi per 12 aree di ricerca (salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione e qualità dei servizi).
Leggi tutto su quotidiano sanità
Scarica il rapporto BES benessere equo e sostenibile
Visita il sito misuredelbenessere.it
Sul Rapporto BES leggi l'intervista a Chiara Saraceno su l'Unità
Leggi il contributo sul sito officineEinstein
(fonte newsletter quotidiano sanità e redazione sportelli sociali) -
12 Marzo 2013 | Approvata la delibera per l’inserimento delle clausole sociali negli appalti del Comune di Bologna vedi
Il 12 febbraio è stata approvata la delibera promossa dall’Assessore ai Servizi Sociali Amelia Frascaroli volta a favorire l’inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio.
La delibera prevede l’inserimento di clausole sociali nei contratti di appalto del Comune di Bologna, vincolando le imprese che parteciperanno ai bandi ad assumere una percentuale di lavoratori svantaggiati (ad esempio persone con problemi di disagio psichico, disabili, detenuti, ma anche disoccupati di lungo periodo, adulti soli con figli a carico, etc.).
In questi giorni un gruppo tecnico sta definendo alcuni aspetti quali la quota da riservare all’inserimento delle categorie svantaggiate, le tipologie di appalto in cui inserire le clausole sociali, i criteri di valutazione dei progetti e sta lavorando alla redazione di una proposta di regolamento attuativo da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale entro il 31 marzo 2012.
Approfondisci
(fonte newslettrer LAO Bologna-IRS) -
7 Marzo 2013 | Indicatori locali di povertà delle famiglie vedi
La Biblioteca dell'assemblea legislativa dell'E.Romagna ha recentemente organizzato un seminario dal titolo "Indicatori locali di povertà delle famiglie". Al centro dell’incontro è stata messa l’analisi e le strategie di stima di misure della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi e della povertà sperimentata da differenti tipologie familiari in ciascuna regione italiana. Particolare attenzione è stata dedicata all’individuazione dei segmenti della società maggiormente esposti al rischio di povertà ed esclusione sociale ed al confronto della struttura “demografica” della povertà nelle diverse aree del paese. Presentate inoltre le iniziative messe in atto dalla Regione Emilia-Romagna in materia di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.
Nel sito della Biblioteca sono ora disponibili i testi delle relazioni presentate:
Interventi:
- Indicatori di povertà locali delle famiglie (pdf, 1.0 MB)
Valeria Ardito, Servizio Statistica - Regione Emilia-Romagna
- La stima di parametri di povertà e disuguaglianza riferiti a diverse tipologie familiari per regione (pdf, 841.4 KB)
Maria Rosaria Ferrante, Ordinario di Statistica economica - Università di Bologna
- Gli interventi regionali di contrasto alla povertà delle famiglie (pdf, 1.7 MB)
Monica Raciti, Responsabile Servizio Politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale - Regione Emilia-Romagna
Scarica le relazioni
Per l'occasione la biblioteca ha curato il dossier Povertà e disuguaglianza sociale che presenta una rassegna di documenti e rapporti disponibili on-line, studi in materia di metodologia statistica, pubblicazioni recenti (libri e articoli di periodici) acquisiti dalla biblioteca, leggi e atti della Regione Emilia-Romagna, normativa nazionale ed europea.
Per informazioni:
Biblioteca dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
biblcons@regione.emilia-romagna.it
http://www.assemblea.emr.it/biblioteca
(fonte Biblioteca dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna) -
7 Marzo 2013 | Le attività dello Sportello lavoro del Comune nel 2012 vedi
Lo Sportello comunale per il Lavoro è lo strumento di intervento diretto dell'Amministrazione Comunale nel campo delle politiche attive del lavoro.
Il suo obiettivo è sostenere le persone nell'individuazione e nella realizzazione del proprio progetto formativo e professionale, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Opera in collaborazione con il Centro per l'Impiego di Bologna (CiP) e si rivolge a tutti i cittadini domiciliati a Bologna che cercano un lavoro.
Lo Sportello offre servizi gratuiti che agevolano la ricerca autonoma e attiva di lavoro da parte dell’utenza e fornisce una consulenza personalizzata all’individuazione del proprio progetto formativo e professionale.
Nel 2012 ci sono stati 4500 accessi, oltre 32mila dalla creazione nel 2002.
Scarica il report delle attività svolte nel 2012
Visita il nodo Lavoro e orientamento nel sito del Comune
(fonte sito Comune Bologna) -
7 Marzo 2013 | Asp unica, via libera alla fusione vedi
Avanti tutta con il percorso di unificazione delle tre Aziende di Servizio alla Persona (ASP) di Bologna (Irides, Poveri e Vergognosi e Giovanni XXIII). Sono stati fugati i dubbi sui costi in merito al corretto trattamento tributario dell'operazione che inciderà per una cifra modestissima: 336 euro e non alcune decine di milioni di euro come era stato paventato.
Leggi tutto nel sito del Comune
(fonte sito Comune Bologna) -
4 Marzo 2013 | Genitorialità: le nuove forme di conciliazione e sostegno. Congedi per il padre, contributi per i servizi vedi
Le nuove norme sono diventate operative con la pubblicazione del decreto che le prevede sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 13 febbraio.
- Le novità: sono due le azioni previste a sostegno della genitorialità. La prima si riferisce al padre lavoratore, il quale può usufruire del congedo obbligatorio di un giorno, da godere entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, nonché il congedo facoltativo di due giorni da utilizzare in alternanza alla madre. La seconda riguarda la madre, per la quale è previsto un contributo economico per servizi di baby-sitting o per usufruire dei servizi per l'infanzia della rete pubblica o di quelli privati accreditati, in alternativa ai congedi parentali previsti dopo la maternità obbligatoria.
Il voucher per la madre lavoratrice è definito nella misura di 300 euro mensili per un massimo di sei mesi, previa presentazione della domanda all'INPS che provvederà ad emanare i relativi i bandi.
- Lo stanziamento nel triennio 2013 - 2015: il decreto stanzia complessivamente 60 milioni di euro per il triennio 2013-2015 da reperire dal Fondo per l'occupazione femminile e dei giovani. Viene affidato all'Inps il monitoraggio sull'andamento della spesa finalizzato ad un'eventuale revisione dei criteri di accesso e delle modalità di utilizzo del beneficio per gli anni di sperimentazione successivi al primo.
Leggi la scheda informativa di sintesi
Scarica il testo del decreto
(fonte newsletter Regione E.Romagna e redazione sportello sociale) -
4 Marzo 2013 | La Banca Dati delle Adozioni è attiva vedi
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 47 del 25 febbraio 2013) il decreto per l’attivazione della Banca dati delle adozioni. Questa è la definizione scelta.
Il decreto è brevissimo: si dispone che «la Banca Dati relativa ai minori dichiarati adottabili, nonché ai coniugi aspiranti all'adozione nazionale ed internazionale, istituita ai sensi dell'art. 40 della legge 28 marzo 2001, n. 149, è attivata con decorrenza dalla data di pubblicazione del presente provvedimento».
Approfondisci nel sito del Ministero della Giustizia
(fonte vita.it) -
28 Febbraio 2013 | Tossicodipendenze a Bologna. Le Unità di strada: 6 utenti su 10 sono stranieri vedi
È la prima volta che succede. A Bologna gli immigrati che si rivolgono all’Unità di strada hanno superato gli italiani. Su 10 utenti 6 sono stranieri, molti di loro senza documenti, reduci da un'esperienza in carcere, soprattutto per spaccio, o da un periodo di permanenza nei centri di identificazione e espulsione. “Spesso nel nostre furgone-camper vengono persone senza residenza e senza documenti, o comunque ai margini della società”, spiega Paolo Patuelli, operatore dell'unità che a Bologna si occupa di prendere contatto con chi ha problemi di dipendenza da droghe. “Quello che stiamo constatando nel lavoro di tutti i giorni – continua Patuelli – è un sorpasso storico: i migranti sono ormai più degli italiani, e capita che consumino eroina come sostanza primaria, accompagnandola talvolta con altre sostanze. Altra novità è il passaggio alla siringa, anche questo avvenuto negli ultimi tempi. Prima erano persone che si limitavano al fumare eroina nella carta stagnola”.
Gli operatori dell'Unità di strada ci tengono a sottolineare che i loro dati non hanno pretesa di scientificità. “Non possiamo stabilire tendenze, per quello servirebbe uno studio approfondito - precisa Claudia Iormetti – Detto questo la nostra percezione di lavoratori del sociale ci conferma il fenomeno: il passaggio all'eroina e al “buco” c'è stato”. Altra grande difficoltà per verificare quello che per il momento resta un'impressione di chi lavora tutti i giorni nell'ambiente delle tossicodipendenze: la fascia di popolazione che si rivolge all'unità di strada non è quella classica, che magari si reca al Sert per entrare in cura. Si tratta invece di gruppi invisibili e difficili da monitorare e identificare. “Il fatto che siano spesso senza documenti non aiuta di certo – conclude Patuelli – I consumatori di droghe hanno paura della repressione, loro anche di essere colpiti in quanto irregolari”.
(fonte agenzia stampa redattoresociale) -
28 Febbraio 2013 | Salute mentale, Bologna: in un anno 16 mila utenti al servizio per adulti vedi
Sono circa 16 mila le persone che in 1 anno sono entrate in contatto con il Servizio di salute mentale per adulti, di cui circa 6.000 hanno disturbi gravi e persistenti. Considerando anche gli utenti del servizio di neuropsichiatria infantile e del Sert si arriva a 34 mila. I dati sono stati resi noti da Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’azienda Usl di Bologna, nel corso di un’udienza conoscitiva della commissione consiliare Sanità e Politiche sociali del Comune promossa su richiesta dell’associazione di volontariato Diritti senza barriere sulla situazione della psichiatria bolognese. “I centri di salute mentale sono un’isitituzione importante per il vivere civile – ha detto Fioritti – perché coinvolge una quota importante della popolazione: ogni anno si rivolge al servizio adulti circa il 2% della popolazione della provincia di Bologna, esclusa Imola”. La maggior parte soffre di disagio mentale legato a episodi come forti depressioni, ansia, disturbi del comportamento alimentare o tentativi di suicidio. “I casi più gravi sono persone psicotiche o bipolari – continua Fioritti – che necessitano di assistenza di lungo periodo”. Dei 6.000 casi gravi, 300 sono in strutture protette e 120 in case di riposo (di cui la maggior parte over 65).
Alla domanda sulle effettive possibilità di miglioramento di persone con disturbi mentali gravi e persistenti, Fioritti risponde: “Il disagio mentale o una disabilità saranno sempre presenti, ma due terzi sono contenti della loro vita sociale, significa che 4.000 persone sono riuscite a costruirsi una vita di relazione”. La riabilitazione, aggiunge, è qualcosa di complesso, “non è un insieme di pratiche codificate e normate il cui semplice esercizio può sconfiggere la malattia mentale: è una strategia che tende a una minore passivizzazione della persona e a un suo maggiore coinvolgimento nella vita sociale”. Strategia che comprende sia una terapia farmacologica che percorsi di reinserimento sociale e lavorativo. Attualmente sono 1.000 le persone che attraverso l’azienda Usl di Bologna partecipano a progetti di questo tipo, 1.040 quelle che hanno percorsi di reinserimento lavorativo in borsa lavoro o in cooperative sociali di tipo B. “Di questi circa 330 sono in cooperative sociali, un centinaio sono stati collocati in base alla legge 68 e gli altri inseriti in enti pubblici direttamente dall’Asl senza il tramite delle cooperative”, specifica Fioritti. Inoltre, ci sono 80 persone che abitano in appartamenti (1 o 2 per appartamento) con il supporto dei servizi. “Stiamo lavorando molto sulla riabilitazione anche insieme al Comitato utenti familiari e operatori (Cufo) – ha spiegato Fioritti – L’inserimento in strutture protette può essere interpretato come un segno di inefficacia dei trattamenti oppure come segnale di attenzione nei confronti di persone che hanno bisogno di essere seguite 24 ore su 24. Ovviamente ci sono margini di miglioramento – conclude – e contiamo su utenti e famiglie per fare sempre più riabilitazione e migliorare la soddisfazione da parte degli utenti del proprio progetto di recupero”
(fonte agenzia redattoresociale.it) -
28 Febbraio 2013 | Assistenti familiari di fronte alla crisi vedi
Il sito Qualificare, newsletter sul lavoro privato di cura, pubblica un interessante intervento di Sergio Pasquinelli e Giselda Rusmini dell'Istituto per la Ricerca Sociale di Milano, dedicato agli effetti della crisi su questo settore del mercato del lavoro.
In sintesi, si può affermare che, nonostante la crisi e la perdita di potere d'acquisto delle famiglie, il lavoro privato di cura tiene, ma mostra comunque una tendenza alla riduzione soprattutto oraria e un cambiamento della composizione della forza lavoro.
In termini quantitativi, dopo una crescita ininterrotta dal 2001 al 2009, il mercato del lavoro domestico regolare mostra oggi una flessione, quantificata dall'Inps in oltre ottantamila unità in meno in due anni. Nel 2011 il numero di collaboratori si attesta a 881.701.
Leggi tutto nel nodo lavoro del sito del Comune
Iscriviti alla newsletter gratuita sul lavoro di cura
(fonte redazione sportello sociale e sportello lavoro) -
28 Febbraio 2013 | Contributi per assunzioni di disabili effettuate nel 2010-2011 vedi
La Provincia di Bologna concede incentivi economici una tantum, a carico del Fondo Regionale Disabili, per le aziende private che hanno assunto persone con disabilità nel corso del 2010 o del 2011.
Le aziende destinatarie sono quelle che hanno assunto a tempo indeterminato, oppure hanno trasformato il rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, lavoratori disabili iscritti alle apposite liste provinciali.
Leggi tutto nel nodo lavoro del sito del Comune
Consulta la sezione occupazione e disabili del nodo lavoro
(fonte redazione sportello sociale e sportello lavoro) -
28 Febbraio 2013 | Nuova sede per il Centro Disturbi Cognitivi e della Memoria vedi
Nuova sede, dal 1° marzo, per il Centro Disturbi Cognitivi e della Memoria dell’Azienda USL di Bologna, presso il Poliambulatorio di via Byron n. 30, a Bologna.
Il trasferimento nella nuova sede consente al Centro, che opera all’interno del Dipartimento delle Cure Primarie, una maggiore relazione con i Medici di Medicina Generale e con i servizi specialistici e assistenziali del territorio. Ciò garantirà una presa in carico più efficace e completa delle persone affette da patologie cognitive e delle loro famiglie.
Il Centro è costituito da quattro ambulatori multiprofessionali, all’interno dei quali operano geriatri, neurologi, psichiatri, psicologi, neuropsicologi, esperti in stimolazione cognitiva, sociologi, infermieri e personale amministrativo. Un team multidisciplinare che garantisce diagnosi e terapie attraverso la valutazione complessiva dei disturbi della memoria e della sfera cognitiva, del comportamento, dello stato psico-affettivo e funzionale e di eventuali altre patologie.
Oltre alle attività ambulatoriali, il Centro Disturbi Cognitivi partecipa alla realizzazione di iniziative a sostegno dei familiari e di chi si prende cura delle persone colpite da demenza, come gruppi di auto-aiuto e di sostegno psicologico, colloqui psicologici individuali, punti di ascolto, incontri di informazione/formazione, attività a sostegno del miglioramento della qualità della vita della persona malata e di chi la assiste. Vengono effettuati, inoltre, corsi di formazione per professionisti degli ospedali, del territorio e per il personale volontario.
Il Centro, che ogni anno segue oltre 3.000 persone con problemi cognitivi, si inserisce nel contesto più ampio del Progetto Demenze dell’Azienda USL di Bologna, per affrontare le demenze in un sistema di gestione integrata, clinico-terapeutica e socio-assistenziale.
L’Azienda ha promosso, infatti, la realizzazione di una rete con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, i Comuni, le Aziende di Servizi alla Persona, le Associazioni degli utenti e dei familiari. Ciò ha consentito di realizzare una assistenza dedicata per ogni stadio della malattia e per ogni contesto, centrata sulla presa in carico del paziente e della famiglia, sulla integrazione multidisciplinare e multispecialistica, sulla garanzia di percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali integrati.
Il Progetto Demenze coordina i 10 Centri per i Disturbi Cognitivi presenti nel territorio dell’Azienda USL di Bologna, uno dei quali presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria. Nel 2012 i Centri hanno seguito circa 11.000 persone, 4.000 delle quali per la prima volta, per un totale di circa 12.500 visite effettuate. Ai Centri si accede prevalentemente per invio da parte del Medico di famiglia.
Approfondisci: servizi per Alzheimer e demenze
(fonte Ufficio stampa Az.USL) -
28 Febbraio 2013 | Storie di chi cerca di cavarsela: l'esperienza di Laura vedi
di Carmela Castaldo
(Assistente sociale Comune di Bologna)
Laura approda al servizio sociale nel 2005 e all’epoca ha 43 anni; è una donna semplice poco curata nell’aspetto e in sovrappeso, dietro gli occhiali
si scorgono due occhi tra il rassegnato e il combattivo, nella sala d’aspetto la sua presenza la si avverte soprattutto con l’odorato... Dopo la terza media non ha continuato gli studi e dai suoi racconti, non pare abbia mai fatto fin da giovane, un vero approdo nel mondo del lavoro. Figlia unica di due genitori entrambi con problemi psichiatrici, ha da sempre vissuto in un mondo isolato dove le relazioni si potevano contare sulle dita di una mano. Anche con i parenti (due zii materni) da tanto tempo non ha più contatti.
Nel giro di tre anni (fine anni ’90) perde entrambi i genitori e con loro anche le fonti di sostentamento. Fino al 2005, con i risparmi ereditati, riesce a
mantenersi dopodiché comincia a peregrinare tra Caritas e centri d’ascolto per chiedere aiuto alimentare e per il pagamento di bollette e affitto.
Viene segnalata ai servizi e da allora in poi comincia la «presa in carico» in collaborazione con la Caritas diocesana e la parrocchia. Essendo completamente sola, a modo suo, si è fatta un po’ adottare da alcune persone della chiesa compreso il parroco.
Il servizio negli anni l’ha sostenuta con contributi economici e ha attivato, con la collaborazione del Centro per l’impiego e del terzo settore, vari tentativi di inclusione nel mondo del lavoro attraverso stage in borsa lavoro, stage formativi con bilancio di competenze e altre azioni di transizione al lavoro, ma senza i risultati attesi.
Laura si è sempre impegnata e nel tempo ha appreso nuove competenze, ma non si adatta ai contesti lavorativi e i contesti lavorativi non si adattano a lei. Vive in estrema povertà: sta in una casa fatiscente, non ha l’acqua calda e non si può permettere né riparazioni né riscaldamento d’inverno; la mancata cura di sé e della casa è senz’altro riconducibile allo stato di deprivazione e dai periodi di «bassa pressione» del tono dell’umore che attraversa...
Laura ha imparato a vivere nell’incertezza e a modo suo se la cava, pensando a oggi e poco al domani, con l’aiuto della piccola «rete amicale-parrocchiale» e del servizio; in fondo non è sola e ha costruito dentro di sé un po’ di «senso di appartenenza» a una comunità. -
27 Febbraio 2013 | Convegni, corsi, conferenze (marzo 2013) vedi
Gli appuntamenti utili per chi lavora in ambito sociale a Bologna
venerdì 1 marzo
seminario "Una comunità che programma"
a cura di Regione E.Romagna, Politiche sociali
dalle 9,30 alle 14, Sala Auditorium, Regione Emilia-Romagna, V.le A. Moro 18, Bologna
sabato 2 marzo
Convegno "Malattie rare. Formazione, informazione e ascolto in Emilia-Romagna"
a cura di Regione Emilia-Romagna, Servizio presidi ospedalieri
dalle 9 alle 19, Sede Regione, Terza Torre, viale della Fiera 8, Bologna
lunedì 4 marzo
altre date 18/3, 8/4, 22/4
corso "Riduzione del danno: nuove sfide per inizio millennio"
a cura di Az.USL Bologna
dalle 15 alle 19, Aula Magna - Ospedale Maggiore, l.go Nigrisoli, Bologna
mercoledì 6 e mercoledì 20 marzo
incontri "Pappe, giochi, ninnenanne. Dalle prime cure ai piccoli-grandi passi verso l'autonomia" (incontri per genitori)
a cura centro anni Magici Asp Irides, Biblioteca Casa di Khaoula, Asl Bologna, Q.re Navile, Istituzione Biblioteche
alle ore 10, Biblioteca Casa di Khaoula, Via di Corticella 104, Bologna
giovedì 7 marzo
seminario "Facciamo crescere il tutore volontario"
a cura di Regione E.Romagna, CSV Volabo
dalle 15 alle 18, sede della Regione E.Romagna, viale A.Moro 50, Bolognavenerdì 8 marzo
seminario "Mi faccio un TIS" (seminario sul tema degli interventi terapeutici in strada)
a cura del Consultorio della Fondazione A.Pini, Asp Irides, Asc Insieme, Comune Bologna
dalle 8,30 alle 14, sala Biagi Q.re S.Stefano, via S.Stefano 119, Bolognagiovedì 14 marzo
seminario "La migrazione è fonte di sviluppo culturale per le città? Quali politiche culturali promuovono la costruzione del benessere di comunità?"
a cura progetto Amitie
dalle 17.00 alle 19.30, Biblioteca Casa di Khaoula, Via di Corticella 104, Bologna
mercoledì 20, giovedì 21 marzo
simposio internazionale "Beyond Humanitarian Narratives: Critical Perspectives
on Media, Migration, and International Cooperation"
a cura UniBo e COSPE
dalle 14 del 20/3 alle 19 del 21/3, Palazzo Hercolani, Strada Maggiore 45, Bolognagiovedì 21 marzo
corso "Giornata di approfondimento sulla tematica del Rimpatrio Volontario Assistito"
a cura di Progetto Remida II, Overseas Onlus,CEFA, Regione Emilia-Romagna
9.30 alle ore 14.00, presso la Camera di Commercio di Modena, Via Ganaceto 134, Modenavenerdì 22 marzo
seminario "Life Puzzle. Il ruolo della famiglia ın Svezia"(pari opportunità, conciliazione tempi famiglia e lavoro)
a cura di Swedish Institute (ente governativo svedese) nell'ambito della Fiera internazionale del libro per ragazzi
dalle 10 alle 14, Auditorium Enzo Biagi, Biblioteca Sala Borsa, p.Nettuno 3, Bologna
venerdì 22 marzo
seminario " Brutti ma buoni. I benefici economici, sociali e ambientali del recupero dei prodotti invenduti di Coop Adriatica"
a cura Coop Adriatica
ore 16, Hotel I Portici, via Indipendenza 69, Bolognavenerdì 22 marzo
ciclo "un modo consapevole e sostenibile di produrre e conconsumare"
incontro "Come difenderci da raggiri e truffe"
a cura Comune di Bologna, Osservatorio sulla famiglia - Unità di Bologna
dalle 9,30 alle 12,30, Centro interculturale Zonarelli, via A. Sacco 14, Bolognasabato 23 marzo
convegno "Togheter contro il razzismo”
a cura di Retgione E.Romagna, rete Togheter, ass.MondoInsieme
dalle 9 alle 13, Cinema Lumiere, via Azzo Gardino 65, Bolognamartedì 26 marzo
ciclo "un modo consapevole e sostenibile di produrre e conconsumare"
incontro "Leggere l'etichetta, risparmio qualità consapevolezza"
a cura Comune di Bologna, Osservatorio sulla famiglia - Unità di Bologna
dalle 17,30 alle 19,30, Biblioteca Ruffilli, vicolo Bolognetti 2, Bologna
mercoledì 27 marzo
spettacolo teatrale "La scelta" ( quattro storie di solidarietà tra etnie durante la sanguinosa guerra in Bosnia)
a cura di Adottando Bologna ONLUS
ore 21, cine teatro Orione, via Cimabue 14, Bologna
venerdì 29 marzo
conferenza "Una prospettiva economica e nuova sulle differenze di genere", conferenza di Andrea Ichino
a cura di UniBo centro studi genere ed educazione
dalle 12,30 alle 14, via Filippo Re 6, sala riunioni del Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Bologna -
21 Febbraio 2013 | Sanità. Emilia Romagna, nel 2013 alle ASL 7,8 milioni di euro vedi
Ammontano a 7.850,360 milioni di euro le risorse a disposizione delle Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna per il 2013. Lo stabiliscono la delibera relativa alle Linee di programmazione e il finanziamento delle aziende del servizio sanitario regionale per il 2013, provvedimenti illustrati e approvati nei giorni scorsi a maggioranza (no da M5s, astensione di Pdl e Lega nord) dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Monica Donini.
Dell'ammontare delle risorse, come si spiega in una nota, 7.259,590 milioni sono destinati al finanziamento dei Livelli di assistenza; di questi, 310,600 milioni costituiscono la quota consolidata a finanziamento del Fondo regionale per la non autosufficienza (Frna), 68,257 milioni sono riservati al finanziamento del Sistema integrato Servizio sanitario regionale-Universita', 38,240 milioni sono trattenuti a finanziamento delle strutture e delle funzioni regionali e dell'innovazione, 192,620 milioni vanno a garanzia dell'equilibrio economico-finanziario e per la qualificazione dell'assistenza ospedaliera, 50 milioni vengono confermati ad ulteriore finanziamento del Frna. Ancora: 103,550 milioni sono riservati al finanziamento di prestazioni extra-Lea, a sostegno della ricerca degli Irccs regionali, a finanziamento dei costi per i fattori della coagulazione del sangue per il trattamento di pazienti emofilici, al finanziamento degli indennizzi agli emotrasfusi ai sensi della Legge 210/1992.
Altri 138,103 milioni verranno poi ripartiti tra le Aziende sanitarie in chiusura dell'esercizio 2013: 120 milioni sulla base degli ammortamenti non sterilizzati di competenza dell'esercizio delle immobilizzazioni entrate in produzione entro il 31 dicembre 2009 e 18,103 milioni ai fini del raggiungimento del pareggio di bilancio. Il riparto delle risorse tra le Aziende sanitarie sara' a quota capitaria, per funzioni e progetti a rilievo sovra-aziendale e per specificita' non riflesse dai criteri ordinari di finanziamento.
L'assessore alle Politiche per la salute, Carlo Lusenti, ha parlato di una situazione che vede "scarsita' di risorse (per il fabbisogno 2013 si devono recuperare 260 milioni) e incertezza normativa a livello nazionale". A questo proposito, ha illustrato "le quattro leve con le quali la Regione si muovera' per affrontare le emergenze di bilancio: ulteriore efficientamento (spesa farmaci, integrazione servizi, e aktri abcira); revisione tariffaria; accordo integrativo regionale con le associazioni di categoria e copertura parziale del turnover (per i servizi di assistenza si prevede una copertura totale)". Mauro Manfredini (Lega nord) si e' soffermato, per chiarimenti sulla realta' modenese, sui ricoveri in trattamento sanitario obbligatorio (Tso) che verranno concentrati tutti nell'ospedale di Baggiovara. Andrea Pollastri (Pdl) ha chiesto invece ragguagli sulla situazione del 118 a Piacenza. Paola Marani (Pd) ha auspicato un accordo con il privato al fine di garantire standard di qualita' dei servizi. Giudizio positivo sulle scelte dell'assessorato e' stato espresso da Giuseppe Paruolo (Pd), che ha anche auspicato "una maggiore informatizzazione dei servizi".
(canale Welfare agenzia di stampa Dire) -
13 Febbraio 2013 | Libri liberi. Una libreria senza registratore di cassa. vedi
Dimenticate il registratore di cassa. Qui nessuno ci guadagna niente. O ci guadagnano tutti, a seconda dei punti di vista. Perché quando uscirete dal piccolo negozio in via San Petronio Vecchio 57 vi sentirete certamente più ricchi di quando siete entrati. Magari avrete un libro in tasca, magari ne avrete lasciati una ventina, di quelli che da anni appassivano sull' ultimo scaffale del salotto. O forse avrete solo passato due ore a chiacchierare con la titolare, Anna Hilbe, che è sempre felice di conoscere persone nuove, con un libro in mano. Benvenuti alla Libreria dei "libri liberi".
L' idea alla signora Hilbe è venuta leggendo un articolo apparso proprio su Repubblica il 4 ottobre, in cui si raccontavano i primi due esperimenti di librerie libere al mondo: la Libreria Libors Libres di Madrid, che ha aperto i battenti a settembre, e la The Book Thing di Baltimora, dall' altra parte dell' oceano, forse la prima e più grande "bottega" di libri liberi al mondo, che oggi ospita oltre 150mila volumi. «Ho letto l' articoloe ho subito pensato che era una bellissima idea - spiega Anna Hilbe, che in passato aveva già gestito un' altra libreria, "La Librellula" di Strada Maggiore - Poi passando qui davanti ho visto che stavano ridipingendo questo piccolo negozio. Mi sono informata e l' affitto era molto basso. Così ho deciso di portare i miei libri, e quelli di mio marito».
Leggi tutto su repubblica.it
Leggi l'intervista ad Anna Hilbe della Libreria Libri liberi sul sito della rivista Una città
(fonti repubblica.it e newsletter rivista Una città) -
13 Febbraio 2013 | Emilia-Romagna, nel 2011 calano gli sfratti: -8 per cento vedi
A sorpresa calano gli sfratti in Emilia-Romagna. A dirlo il rapporto dell’Osservatorio Regionale del sistema abitativo. Dopo 10 anni di incremento costante, per la prima volta nel 2011 gli sfratti non solo si arrestano nel loro trend ascendente, ma addirittura diminuiscono. Meno 8% per provvedimenti di sfratto emessi e per sfratti effettivamente eseguiti. Nessuna uscita dalla crisi però: l’emergenza casa rimane, e le 6.485 richieste di sfratto del 2011 sono lì a dimostrarlo: 569 in meno rispetto ai 12 mesi precedenti è vero, ma sempre 1.400 in più rispetto al 2007, ultima annata “felice” prima della crisi economica.
Un trend, quello regionale, confermato anche dall’andamento nazionale: a gennaio il ministero dell’Interno ha fornito numeri che indicano una diminuzione generalizzata dei provvedimenti di sfratto. Come sempre si tratta di dati che riguardano il 2011. Per il 2012 bisognerà aspettare questa estate. In Italia, dice il rapporto della Scuola superiore dell’amministrazione dell’Interno, i provvedimenti di sfratto sono diminuiti in media del 2,8%. Meno 4,8 invece per quanto riguarda gli sfratti eseguiti.
Per tornare all’Emilia-Romagna la provincia più colpita nel 2011 è stata quella di Bologna (1.413 provvedimenti), subito tallonata da Modena (1.320), Parma (744) e Reggio Emilia (662). Se il capitolo sfratti accende timide speranze tutte da verificare, le cose vanno decisamente male per quanto riguarda i pignoramenti: 3.722 immobili pignorati nel 2011 contro i 3.547 dell'anno precedente. “Per rendere l’idea della consistenza del fenomeno e per quanto non esista una correlazione diretta fra i due dati – spiega il rapporto regionale – è indicativo paragonare gli oltre 3.500 pignoramenti del 2010 con le 24 mila transazioni di alloggi effettuate con mutui ipotecari nello stesso anno”.
Approfondisci e scarica il rapporto 2011 nel sito politiche abitative della Regione E.Romagna
(fonte redattoresociale) -
13 Febbraio 2013 | Cittadinanza onoraria ai figli dei migranti vedi
Il Consiglio comunale di Bologna, nella seduta dell'11 febbraio, ha approvato un ordine del giorno che conferisce la cittadinanza onoraria ai bambini, figli di immigrati, nati in Italia e residenti a Bologna.
"Il Comune si impegna.....
- a riconoscere, come atto simbolico, la cittadinanza onoraria ai bambini nati e residenti a Bologna figli di immigrati stranieri quale auspicata premessa di un effettivo riconoscimento della cittadinanza italiana da parte della legislazione nazionale;- a promuovere una cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a cinque bambine e a cinque bambini in rappresentanza di tutti i bambini nati e residenti a Bologna da immigrati stranieri e rappresentativi fra diverse comunità presenti in città;
- a continuare il sostegno ad iniziative volte ad incentivare una politica di accoglienza nei confronti di tale fascia di popolazione contribuendo alla realizzazione di una maggiore integrazione sociale."
Leggi il testo dell'ordine del giorno approvato
(fonte sito Comune Bologna) -
12 Febbraio 2013 | Parte martedì 19 febbraio alle 15 il caffè Alzheimer al Centro sociale Santa Viola vedi
Parte martedì 19 febbraio alle 15 il caffè Alzheimer al Centro sociale Santa Viola.
Il "caffé" é un momento di incontro rivolto non solo alle persone con disturbi di memoria o deterioramento cognitivo, ma anche a tutti coloro che sentono il bisogno e il piacere di trascorrere un pomeriggio in compagnia: la partecipazione é libera e gratuita, ad ogni partecipante sarà offerto il caffé.
Tutti gli incontri iniziano con un momento di accoglienza e a seguire saranno organizzate delle attività in relazione agli interessi e alle specificità del gruppo; saranno creati momenti ludici, di canto e di ballo, alternati ad attività artistico-espressive o di stimolazione cognitiva e psico-motoria
I parenti possono liberamente accompagnare i propri cari e partecipare attivamente all’iniziativa.
La sede del Caffè Alzheimer attivo per il territorio dei Quartieri Reno, Borgo Panigale, Saragozza e Porto è presso il Centro sociale "Santa Viola" in via Emilia Ponente 131.Per informazioni rivolgersi allo sportello sociale dei quartieri Borgo Panigale, Reno, Porto, Saragozza,
oppure a Manola Compiani c/o centro Margherita tel. 051 340143, e-mail
Scarica il volantino dell'iniziativa
Per approfondire:
Cosa sono gli Alzheimer Caffè? approfondisci nel sito alzheimer.it (pag.6)
"Di cafè in cafè", una sorta di Guida ai Caffè Alzheimer, a cura di Volabo (contiene anche i riferimenti alle altre esperienze attive nel territorio bolognese)
(fonte Servizio sociale territoriale Q.re Borgo Reno) -
12 Febbraio 2013 | Contrassegno disabili 3: deroghe per i parcheggi sotto casa. vedi
Come è noto il Comune ha fissato nuove regole relative al "contrassegno di parcheggio per disabili" (questo il nuovo nome riferito allo standard europeo) e ovviamente l'attenzione, in virtù delle note vicende di cronaca, si è accentrata soprattutto sul tema delle targhe collegabili.
Un aspetto interessante sono anche le nuove regole per richiedere un parcheggio riservato presso il proprio domicilio da parte di persone fornite di patente B speciale e propietarie di veicoli. Accadeva che una regola del Comune (non concessione se nel raggio di 50 mt esisteva un'altra piazzola) creasse molte difficoltà a chi abitava vicino ad altre persone disabili che avevavo già ottenuto un posto riservato e lo occupavano per grandissima parte della giornata, impedendo di fatto quella "rotazione" sullo stesso parcheggio auspicata dal Comune.
Questo soprattutto succedeva nel caso di disabili trasportati, magari anziani, che uscivano raramente di casa. Il posto riservato, alla fine, risultava essere utilizzato in maniera molto limitata per le esigenze di trasporto dell'anziano disabile, ma totalmente inutilizzabile per l'altra persona disabile abitante nei paraggi, che però non poteva richiederne a sua volta un'altro.
Ora questa contraddizione è stata sanata per chi guida ed è proprietario di un veicolo. In questo caso è possibile derogare, previa comunque usuale istruttoria da parte del Comune sulla reale necessità di attivazione del parcheggio riservato.
Per approfondire
(fonte sito Comune Bologna e redazione sportello sociale) -
12 Febbraio 2013 | Contrassegno disabili 2: nuove regole, si comincia con i tempi di rilascio dei contrassegni nel nuovo formato europeo vedi
Dal 15 febbraio 2013 per ottenere il contrassegno di parcheggio disabili (nel nuovo formato europeo che entra in vigore da quella data) è necessario anticipare, anche via fax (051/350856), allo Sportello Contrassegni ATC i seguenti documenti:
- in casi di primo rilascio del contrassegno
1. istanza redatta come da apposito modulo;
2. copia della certificazione rilasciata dal Settore Medico Legale dell'Azienda USL Città di Bologna (riportante parere favorevole al rilascio e indicazione della durata)
- in caso di rinnovo del contrassegno
1. istanza redatta come da apposito modulo scaricabile dal link segnalato sotto;
2. copia del certificato del medico di base che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio (fatta eccezione per ciechi assoluti e ventesimisti in possesso di certificato di invalidità civile comprovante in maniera inequivocabile lo stato di cecità assoluta o di residuo visivo non superiore a 1/20 oppure di specifica certificazione rilasciata dal Settore Medico Legale dell’Azienda USL Città di Bologna riportante parere favorevole al rilascio e indicazione della durata).
Il contrassegno sarà rilasciato entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta, a condizione che la documentazione presentata sia conforme a quanto richiesto.
Per ritirare il contrassegno e firmarlo sul retro il titolare dovrà presentarsi personalmente allo Sportello, munito di:
1. documento di identità valido;
2. due foto formato tessera uguali e recenti;
3. vecchio contrassegno (ovviamente solo nel caso di rinnovo).
In sintesi il nuovo contrassegno nel formato europeo (azzurro) viene rilasciato ai nuovi richiedenti e a coloro che lo rinnovano per scadenza. Ricordiamo che il contrassegno nel vecchio formato (arancione) rimane comunque valido fino a settembre 2015; in casi particolari in cui si renda necessaria la sostituzione prima della naturale scadenza ne può essere fatta documentata richiesta al Comune.
Per quanto riguarda invece la variazione delle targhe correlate (riduzione da un massimo di 10 ad un massimo di 2) si dovrà ancora attendere una successiva comunicazione del settore Mobilità del Comune.
Per approfondire
(fonte sito Comune Bologna e redazione sportello sociale) -
12 Febbraio 2013 | Rapporto ISEE 2012 e decreto non approvato vedi
Settimane di attesa aspettando che il nuovo Isee vedesse la luce. Poi, davanti all'ultima fumata nera sulla riforma, arrivata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri, i tecnici del ministero del Welfare hanno deciso di pubblicare l'ultimo rapporto sull'Indicatore della situazione economica equivalente, stralciando il capitolo con le simulazioni sull'applicazione dei parametri rinnovati, rimasti nel cassetto.
Ma intanto il documento dà conto delle (poche) luci e delle (tante) ombre che caratterizzano lo strumento oggi in vigore.
Tre i limiti segnalati nero su bianco nella premessa al rapporto. Innanzitutto, si legge, «l'indicatore mostra scarse capacità selettive nella coda bassa della distribuzione. In particolare, oltre il 10% dei nuclei nel sistema presenta un Isee nullo e comunque per circa un quinto della popolazione Isee l'indicatore non supera i 3mila euro». In secondo luogo, le "anomalie" nel calcolo della componente patrimoniale: «per quasi il 60% della popolazione Isee il patrimonio non ha alcun effetto sul valore dell'indicatore». In particolare per il patrimonio mobiliare, l'indagine del ministero rileva come nel Mezzogiorno «il 96% delle persone dichiari di non possedere nemmeno un conto corrente o un libretto di deposito». Terzo rilievo: le differenze nel tenore di vita non trovano riscontro nell'Isee. Tanto che le famiglie dei lavoratori dipendenti hanno un valore molto simile in media a quello degli autonomi, mentre «il patrimonio anche solo immobiliare di questi ultimi è pari in media a più del doppio di quello dei primi».
Leggi tutto su IlSole24h sanità
Scarica il report nel sito del Ministero Lavoro e politiche socialiOltre al Rapporto ISEE sopra citato il Ministero ha reso pubblica anche la Bozza del DPCM sull'ISEE: "Lo offriamo alla riflessione pubblica come strumento conoscitivo". Scarica il testo del DPCM
Per approfondire:
ISEE, un indicatore da salvare (riformato)
La Lombardia non ha voluto il nuovo ISEE
(fonti: IlSole24h-sanità, vita.it, laVoce.info) -
12 Febbraio 2013 | Approvato il nuovo regolamento alloggi ERP. Disciplina transitoria. vedi
Con deliberazione di Consiglio Comunale O.d.G. nr. 3/2013 del 21.01.2013 è stato approvato il nuovo “Regolamento per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica”.
Il regolamento è esecutivo dal 2 febbraio 2013; il testo è scaricabile dal nodo Casa del sito del Comune
Il regolamento precedente continua ad essere applicata per le assegnazioni degli alloggi sulla graduatoria ERP9, esecutiva ed attualmente in gestione al settore servizi per l’abitare, fino ad approvazione della prima graduatoria formata sulla base della nuova disciplina.
E' stato intanto proposto alla Giunta comunale uno schema di delibera sugli aspetti legati alla attribuzione dei punteggi per le graduatorie e sono in corso le attività tecniche per la predisposizione degli strumenti e tecnologie per emanare l’avviso pubblico per la formazione della nuova prima graduatoria mediante presentazione di domande on line presso le sedi sindacali convenzionate su portale web dedicato del Comune di Bologna. I cittadini dovranno munirsi di apposita Casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) gratuita. Non appena definiti gli aspetti tecnici verranno fornite e diffuse informazioni sulle modalità di acquisizione della PEC gratuita e la presentazione delle domande.
(fonte settore servizi per l'abitare Comune Bologna) -
12 Febbraio 2013 | Il volontariato in E.Romagna nell'area della esecuzione penale vedi
"Pur in una situazione difficile nel sistema penitenziario nazionale e regionale, in Emilia Romagna da anni si è avviato un alto livello di collaborazione tra Regione, Amministrazione Penitenziaria, Enti Locali, perché siamo convinti che sia l’unica strada possibile per renderlo effettivamente un luogo di rieducazione e reinserimento sociale così come previsto dall’Ordinamento Penitenziario.
In questo contesto il Volontariato assume un ruolo fondamentale rappresentando un valore sociale indispensabile per l’attuazione di progetti e di attività altrimenti irrealizzabili.
L’attività volontaria di tante persone che, in forma associata o singolarmente, offrono parte del loro tempo a favore delle persone detenute, rappresenta inoltre un’espressione di partecipazione, di pluralismo e di solidarietà a cui la legge 266 del ’91 attribuisce pari dignità che riconosce alle Amministrazioni della giustizia e agli Enti Locali anche per la realizzazione del reinserimento sociale delle persone in esecuzione penale.
In regione già nel protocollo del ’98 tra la Regione Emilia-Romagna e l’allora Ministero di Grazia e Giustizia veniva riconosciuto l’importanza e il ruolo del Volontariato e dell’Associazionismo".
Una mappatura a cura della Regione del volontariato che opera nell'ambito della realtà carcerario. Informazioni suddivise per provincia e per tipo di attività.
Scarica il fascicolo
(fonte newsletter sociale.emilia-romagna.it) -
7 Febbraio 2013 | Barriere architettoniche: da giugno la riforma del condominio vedi
La riforma del condominio è legge. parte il nuovo codice del condominio, ma in tema di barriere architettoniche c'è ancora poca chiarezza.
La legge 11 dicembre 2012, n. 220, “Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici”, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17/12/2012; le nuove norme entrano in vigore il 18 giugno 2013.
La riforma interviene anche sul tema delle barriere, in particolare sulle maggioranze necessarie nelle votazioni condominiali. Attualmente le interpretazioni non sono univoche, anche per difformità interpretative già precedentemente esistenti in merito alla legge 13/89 che disciplina, all'art.2, le maggioranze nelle votazioni condominiali in cui qall'odg sia presente il tema di interventi per abbattere o superare barriere architettoniche.
L'invito è quello di approfondire ed informarsi data la scadenza del 18 giugno p.v.
Leggi nel sito condominio e locazioni
Leggi nel sito del CRIBA
Leggi su superabile
Leggi il testo di legge
(fonte redazione sportello sociale) -
7 Febbraio 2013 | I progetti del tavolo "Benessere e inclusione sociale" del Piano strategico metropolitano di Bologna vedi
Dall’housing sociale alla prevenzione sanitaria attraverso la mappatura del genoma umano, passando per il progetto tagesmutter e la riconversione 100% bio delle mense scolastiche bolognesi. Sono 105 i progetti presentati da associazioni, cittadini e istituzioni al tavolo “Benessere e inclusione sociale” del Piano strategico metropolitano. Un processo che si animerà dopo il forum metropolitano del 9 febbraio, quando in una grande assemblea pubblica ci sarà modo di discutere e confrontarsi sui progressi del Piano.
Dopo quella data si formeranno i 28 gruppi di lavoro che entro quest'estate sintetizzeranno i progetti presentati in 17 linee di indirizzo e 70 linee d’azione. Un compito difficile, visto che nessuna delle proposte è stata scartata. I gruppi di lavoro punteranno piuttosto sull'integrazione di progetti simili tra loro.
Le proposte che riguardano il welfare sono 105: 34 presentate dalle istituzioni, 71 da associazioni e gruppi di cittadini.
Tra i temi principali la riprogettazione dei servizi sociali per renderli più flessibili e di facile accesso per le persone disagiate. Per quanto riguarda il social housing tra le proposte spicca il piano metropolitano del Comune di Bologna per l’abitare sociale e la riqualificazione del patrimonio esistente.
Alloggi di transizione e progetti per l'autonomia abitativa di persone disabili adulte sono invece i progetti delle associazioni. Nella sezione “Bambini e bambine” anche la creazione del servizio di tagesmutter e la preparazione di pasti 100% biologici in tutte le mense scolastiche di Bologna.
C’è poi la macro area che riguarda i servizi alle persone, tutti da ripensare e rendere più flessibili e di facile accesso. Il Comune di Bologna in questo campo propone un progetto ormai avviato, quello della fusione delle tre Asp, Irides, Giovanni XXIII e Poveri Vergognosi, in un’unica azienda cittadina. Altra idea, presentata da Arcilesbica, quella di una serie di campagne di sensibilizzazione su tematiche lgbit in ospedali e consultori. Tra i 105 progetti anche proposte ad alto contenuto tecnologico, come quella di uno “screening preventivo di patologie attraverso la mappatura genomica della popolazione”, presentata dalla Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna. Infine ci sono le proposte per ridurre la dispersione scolastica, e per alfabetizzare e formare le fasce sociali più disagiate.
Visita le pagine del sito del Comune dedicate al Piano strategico metropolitano
(fonte agenzia redattoresociale) -
7 Febbraio 2013 | Imparare ad usare internet: nelle biblioteche e allo sportello lavoro vedi
Ti serve un aiuto per usare internet e la posta elettronica? Da oggi, gratuitamente, in alcune biblioteche del Comune di Bologna, puoi trovare dei facilitatori digitali, persone preparate per aiutarti ad imparare ad utilizzare il computer e la rete per soddisfare i tuoi bisogni. Con il loro aiuto potrai cercare informazioni, compilare moduli, utilizzare i servizi e dialogare con gli amici.
Il servizio è attivo nelle biblioteche e negli orari indicati in questa pagina.
E' obbligatoria la prenotazione direttamente in biblioteca o per telefono.
Anche lo Sportello Lavoro del Comune di Bologna promuove corsi e laboratori, esclusivamente rivolti ai propri utenti, per imparare l'uso del computer e di internet per cercare lavoro.
Per i corsi dello sportello lavoro approfondisci qui
Per approfondire il tema dell'uso delle nuove tecnologie e la ricerca del lavoro visita questa pagina del nodo Lavoro e orientamento del sito del Comune
(fonte Sportello lavoro Comune Bologna) -
7 Febbraio 2013 | Operatori socio sanitari OSS: attenzione ai corsi non autorizzati dalla Regione vedi
La Regione Emilia-Romagna a seguito delle segnalazioni ricevute ha precisato che la qualifica di Operatore socio sanitario si può conseguire solo con la frequenza di corsi realizzati da enti.
I cittadini interessati possono richiedere agli Enti o alla stessa Regione il documento che attesta l'attività ed autorizza il soggetto formativo a svolgerla.
Informazioni relativamente alla qualifica di Oss si trovano presso l'Ufficio relazione con il pubblico regionale (viale Aldo Moro 52, Bologna - numero verde 800 955157, e-mail urp@regione.emilia-romagna.it ) e sul portale regionale Formazione e lavoro.
Leggi tutto nel sito della Regione E.Romagna
(fonte newsletter Regione E.Romagna) -
6 Febbraio 2013 | Arrivati in redazione (febbraio 2013) vedi
Le riviste, i libri, il materiale audiovisivo, i rapporti di ricerca, le newsletter ed altro utili nel lavoro in campo sociale
LIBRI - "Obiettivo salute": il catalogo dei progetti AUSL Bologna di educazione alla salute
E' on line il catalogo "Obiettivo salute", con i progetti di educazione alla salute e dei corsi di formazione dell’Azienda USL di Bologna rivolto a Enti, Scuole e Associazioni per l'anno 2012-2013. Il catalogo, promosso dall'Azienda Usl, si propone di diffondere le proposte educativoformative che affrontano diverse tematiche di rilevante interesse per la salute pubblica; sono indirizzate alle varie componenti dell’organizzazione sociale e scolastica territoriale (Enti e realtà associative locali, Scuole di ogni ordine e grado).
LIBRI - "Idee e propopste per la programmazione sociale e sanitaria 2012-2015. Il percorso dell'associazionismo, della cooperazione e del volontariato della provincia di Bologna 2011-2012", a cura provincia Bololgna, CTSS, Csv Volabo, Forum terzo settore, centrali cooperative, Comitato paritetico volontariato
Il lavoro - ideato nell'ambito del Tavolo del Confronto con il Terzo Settore1 costituito dalla Conferenza Territoriale sociale e sanitaria della Provincia di Bologna - è frutto di un percorso di partecipazione del Terzo settore alla programmazione sociale e sanitaria del prossimo triennio.
L'esperienza realizzata ha diversi pregi, fra cui quello di avere coinvolto nei gruppi di lavoro in cui si è articolato il percorso partecipativo, diversi attori del Terzo settore - associazionismo, volontariato, cooperazione sociale - che si sono confrontati in merito ai cinque temi affrontati: coesione sociale, politiche educative, anziani, disabilità e salute mentale, prevenzione, e sono pervenuti all'elaborazione del documento.
LIBRI - "Politiche familiari europee", a cura di R.Prandini, Presidenza Consiglio Ministri-Dip.politiche famiglia-osservatprio nazionale famiglia, Carocci editore, 2012
Dopo una riflessione sulla condizione delle famiglie dell’area OECD, sono presentati saggi di studiosi e amministratori pubblici italiani e stranieri che analizzano le buone pratiche, i sistemi di partnership e i principi di governance delle politiche familiari in Germania, Francia e Spagna. Non manca una riflessione sulla possibilità di istituire a livello europeo una “Alleanza per la famiglia” per attivare e responsabilizzare in modo innovativo ogni attore sociale. Infine vengono esaminati il contributo che l’Italia può dare a un politica familiare europea e le idee che il nostro Paese può apprendere dalle società europee studiate per implementare il suo sistema di sostegno alla famiglia
RIVISTE - La professione sociale, n.43, giugno 2012, a cura di CESDISS
Speciale: gli interventi di servizio sociale nella calamità naturali
RIVISTE - Animazione sociale, n.268, dicembre 2012, a cura Gruppo Abele
In questo numero: Muioversi dal pre-visto all'imperevedibile; la comunitò vulnerabile aprev al letgame; faqre il dirigente di servizi nel tempo dell'incertezza; amministratore sociale di quartiere; cosa dicono le storie di grave marginalità
RIVISTE - Prospettive sociali e sanitarie, n.1, 2013, a cura di IRS
In questo numero: Famiglie e politiche sociali fragili equilibri, Reti di cura nell'area delle dipendenze; Condivisione delle scelte in oncologia; a proposito di educatori
RIVISTE - HP-Accaparlante, n.4, 2012, a cura CDH Bologna
In questo numero: Alieno è...quando l'alieno è nel quotidiano: la diversità spiegata dalla fantascienza -
30 Gennaio 2013 | Newsletter sportelli sociali: è uscito il numero di gennaio con uno speciale sui padri separati vedi
E' uscito il numero di gennaio della Newsletter Sportelli Sociali, lo strumento mensile di informazione e approfondimento, a livello locale e nazionale, a cura della Redazione Sportelli Sociali del Comune di Bologna.
Da evidenziare in questo numero una scheda informativa sul tema dei padri separati, che si propone di effettuare una prima ricognizione delle risorse documentative presenti in rete. La scheda si articola infatti in cinque sezioni: la prima dedicata a dati e ricerche che contengono elementi di
riflessione su questo tema; la seconda ai servizi e le iniziative attivati in Emilia Romagna e nelle altre Regioni; la terza alle associazioni che si occupano del tema, sia nell'ambito del mutuo aiuto che della tutela. A seguire una breve sezione bibliografica con proposte per adulti e ragazzi e un breve accenno alla filmografia. Nell'ultima parte, infine, un ampio approfondimento dedicato al dibattito sui media (TV, giornali, riviste, radio): dalle inchieste realizzate, alle cronache, alle storie di vita, ai progetti.
Non mancano poi nella nuova Newsletter i consueti appuntamenti con le news di attualità sui temi dei minori, degli anziani, dei nuovi cittadini, della disabilità e delle politiche sociali e sanitarie. E ancora gli aggiornamenti e le novità sui servizi promossi dal Comune di Bologna e dalla Regione.
Infine le nostre rubriche sul carcere, i giovani, i dati sociali, la documentazione e le nuove sezioni di approfondimento dedicate a due temi di particolare attualità: i nuovi stili di vita e il welfare aziendale.
Scarica la newsletter (n. 17, gennaio 2013)
Scarica la Scheda informativa sui padri separati -
30 Gennaio 2013 | Rinnovo abbonamenti T-per (ex Atc) a tariffe agevolate per anziani, disabili e altre categorie vedi
Parte dal 1 febbraio la fase di rinnovo degli abbonamenti al trasporto pubblico per l'anno 2013.
Nel modulo allegato le istruzioni sui tempi e modi relativi a:
- richiesta di rinnovo abbonamento con presentazione allo sportello del modulo di autocertificazione precompilato
- richiesta di abbonamento con compilazione assistita del modulo di autocertificazione (anziani presso biglietteria via IV novembre come da calendario; disabili presso le associazioni di categoria che effettuano questo servizio)
Per informazioni: Call Center Tper 051.290.290, tutti i giorni dalle 7.00 alle 20.00Oltre a disabili e anziani, utenze largamente prioritarie di questo tipo di interventi, gli stessi sono aperti anche ad altre categorie:
- cittadini insigniti del cavalierato dell'Ordine di Vittorio Veneto e vedove di caduti in guerra e dei caduti per cause di servizio
- ex deportati nei campi di sterminio nazisti o perseguitati per motivi politici, religiosi o razziali
- richiedenti e titolari di protezione internazionale (richiedenti asilo, status rifugiato/asilo politico, protezione sussidiaria), così come definiti nel D. Lgs. 28/01/2008, n. 25, titolari di permessi per motivi umanitari rilasciati a seguito di proposta delle Commissioni Territoriali Riconoscimento Protezione Internazionale o ex art.20 D. Lgs 286/98, in possesso di certificazione rilasciata dai servizi sociali del Comune in cui i destinatari risultano residenti o a qualunque titolo domiciliati, attestante la presenza di un progetto di inserimento sociale pari ad un anno eventualmente prorogabile di un ulteriore anno
(fonte redazione sportelli sociali) -
30 Gennaio 2013 | Convegni, corsi, conferenze sociali a Bologna (febbraio 2013) vedi
I convegni, i seminari, le conferenze, le presentazioni di libri, i corsio utili per il lavoro in campo sociale, durante il mese di febbraio a Bologna
venerdì 1 febbraio
convegno "Giovani e mercato del lavoro"
a cura Dip.sociologia UniBo
dalle 10 alle 18, Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia
Scuola di Scienze Politiche, Università di Bologna, Strada Maggiore 45, Bologna
sabato 2 febbraio
seminario "Costruiamo il nostro futuro: Il Centro Servizi del Volontariato di Bologna incontra il volontariato e il terzo settore"
a cura CSV Volabo
dalle 9,30 alle 13, via Scipione dal Ferro 4, sala Auditorium
lunedì 4 febbraio
convegno "Emergenza carceri: pacchetto Severino e prospettive di riforma"
a cura di Regione Emilia-Romagna e Alma mater studiorum università di Bologna
dalle ore 14.00 alle ore 19.00, Scuola di giurisprudenza, Sala delle Armi, via Zamboni 22, Bolognamartedì 5 febbraio
presentazione del "Rapporto annuale SPRAR 2012" (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati)
a cura SPRAR e Comune di Bologna
dalle 10 alle 12,30, Cappella Farnese, palazzo d'Accursio, piazza Maggiore 3, Bologna
mercoledì 6 febbraio
seminario "Contro le mutilazioni genitali rfemminili. Ruolo dei servizi socio-sanitari"
a cura di azienda USL di Bologna
dalle ore 9 alle 13, sede della Regione Emilia-Romagna, terza Torre, Viale della Fiera 8, Bolognamercoledì 6 febbraio
presentazione del volume "Vissuti di Qualità" di Simona Lopapa, edizioni Pendragon
a cura di Ed.Pendragon, UILDM Bologna
alle 18,00, Libreria Irnerio-Ubik, Via Irnerio 27, Bologna
venerdì 8 febbraio
seminario "Crisi economica e processi di impoverimento"
a cura Assessorato regionale alle politiche sociali e Agenzia sanitaria e sociale
dalle 9,30 alle 14, Viale Aldo Moro 30, Aula Magna Regione E.Romagna, Bolognavenerdì 15 febbraio
seminario "Donne e uomini nelle professioni. Uguali o diversi?"
a cura Consigliere di parità regionali
dalle 10 alle 13, Sala Polivalente, Regione Emilia Romagna, Viale A.Moro 50, Bologna
venerdì 15 e sabato 16 febbraio
convegno "Interventi e interpretazioni nel lavoro analitico con i bambini e gli adolescenti"
a cura di SPI società psicoanalitica italiana
dalle 15 alle 18 e dalle 9 alle 17, Dipartimento di Psicologia, via Berti Pichat 5
e Dipartimento di Scienze della Educazione, via Filippo Re 6, Bolognasabato 23 febbraio
presentazione del volume "Chi è la più cattiva del reame? Figlie, madri, matrigne nelle nuove famiglie”, di Laura Pigozzi
promosso da Ass.ne Officina mentis
dalle 10 alle 12, Sala Silentium, Vicolo Bolognetti 2, Bologna
mercoledì 27 febbraio
conferenza "Genere e welfare negli Stati Uniti. Un percorso dal primo Novecento a oggi"
a cura Centro studi genere ed educazione
dalle 12,30 alle 14, via Filippo Re 6, sala riunioni del Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Bolognagiovedì 28 febbraio
seminario "In che modo il dialogo inter-religioso, la valorizzazione e il rispetto delle differenze religiose possono promuovere l’inclusione sociale e la partecipazione?", nell'ambito del Progetto Amitie
a cura progetto Amitie
dalle 17 alle 19,30, Urban Center, Salaborsa, Piazza Nettuno 3, Bologna -
29 Gennaio 2013 | Borse di studio allievi delle classi 1 e 2 delle superiori vedi
La Provincia di Bologna, su indicazioni regionali, ha emesso il bando per le borse di studio realtive agli studenti delle classi prime e seconde delle scuole medie superiori.
Requisito fondamentale per partecipare al bando è in ISEE del nucleo famigliare, riferito esclusivamente ai redditi dell’anno 2011, non superiore ad euro 10.632,94.
Gli studenti aventi diritto che abbiano conseguito al termine dell’a.s. 2011/12, una media pari o superiore a "sette", potranno godere di una maggiorazione del 25% sull’importo stabilito.
La domanda, redatta su apposito modulo deve essere consegnata alle segreteria delle scuole frequentate improrogabilmente entro e non oltre le ore 13,00 di mercoledi’ 27 febbraio 2013.
La modulistica si può reperire presso gli Sportelli del cittadino/Urp, presso le segreterie delle scuole, o scaricare dai siti di Provincia (albo pretorio) e Comune (nodo scuola ed educazione).
Scarica il bando
Scarica la modulistica
(fonte Provincia di Bologna, redazione sportello sociale) -
25 Gennaio 2013 | 27 gennaio 1945 - 27 gennaio 2013. La fatica dolorosa di guardare. Storia e ricordi personali. vedi
L’istituzione della Giornata della memoria è avvenuta attraverso l’approvazione della Legge n° 211 del 20 luglio 2000 "Istituzione del Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
L’obiettivo definito nel 2° articolo è quello che in questa occasione siano organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.
Pur con uno sguardo particolare al mondo della scuola in questi anni la sensibilità, l’attenzione rispetto a questo momento terribile della nostra storia passata è cresciuto.
Il ritrovamento della documentazione dell’esercito tedesco, le testimonianze scritte ed i video registrati, i libri scritti dai diretti testimoni ci riportano a 68 anni fa quando l’Armata Rossa aprì i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz e fu svelato l’orrore compiuto.Cosa significa per noi, generazioni nate nel dopoguerra, ricordare la giornata della memoria?
Personalmente da quando è stata istituita significa ripercorrere un viaggio nel tempo a ritroso fino a ritrovare i racconti, i ricordi dei familiari che hanno vissuto sulla loro pelle la 2° guerra mondiale.
Non è un caso che le immagini della vita quotidiana del film “L’uomo che verrà” le ho sentite mie come se le avessi vissute, con momenti della quotidianità contadina vissute nella mia infanzia grazie ai miei nonni ed ai loro fratelli.
Sono loro che hanno vissuto quel periodo sulla propria pelle, la fame, i bombardamenti, la deportazioni.
Il nonno fu mandato a combattere in Albania ed in Grecia e poi deportato in Germania.
Dopo la liberazione tornò a casa pelle ed ossa, riuscì a sopravvivere mangiando le bucce delle patate.
Non ha mai raccontato altri episodi, se insistevi lui si stizziva.
Me lo ricordo silenzioso, con la sigaretta in bocca, ma suoi occhi buoni non erano mai indifferenti. Chissà cosa hanno visto, che cosa ha dovuto sopportare.
Forse il silenzio fu il modo per proteggersi, per ritrovare un equilibrio e per proteggere anche noi.
Era una persona estremamente dignitosa, come sua moglie, che ha vissuto molto tempo con il paese occupato dai tedeschi; uno in particolare, ammalato, andava da loro a prendere le uova e questo la faceva sentire un minimo protetta dai rastrellamenti.
L'istituzione della giornata della memoria mi ha in qualche modo smosso, ora sento la responsabilità di mantenere questi ritagli di memoria, ma anche di conoscere ciò che è successo.
Perché a volte queste atrocità paiono inimmaginabili.
Ho letto, e leggo tuttora libri di testimonianza… ho ancora difficoltà con le fotografie. Qualche anno fa mi fu regalato il libro con le immagini di Auschwitz, ma quando lo apro non riesco a proseguire, dopo alcune pagine mi fermo, la rabbia e l’orrore mi fanno sentire impotente.
(fabrizia capitani, assistente sociale, az.ospedaliera S.Orsola/Malpighi)
Guardare: Album Auschwitz
Guardare: testimonianze di chi si è salvato “per caso”
Dire che Auschwitz è "indicibile" o "incomprensibile"
equivale a euphemeim,
ad adorarlo in silenzio,
come si fa con un dio;
significa, cioè, [...] contribuire alla sua gloria.
Noi, invece, non ci vergognamo
di tenere fisso lo sguardo nell'inenarrabile.
Anche a costo di scoprire che ciò che il male sa di sé,
lo troviamo facilmente anche in noi.
[Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz] -
23 Gennaio 2013 | Le famiglie non arrivano a fine mese: 2013 anno di sconti nei supermarket vedi
Riportiamo di seguito alcune notizie apparse su siti e agenzie relative agli sconti sulla spesa praticati da alcune delle più grandi catene di distribuzione:
Carrefour
Carrefour taglia l'Iva del 4 e del 10% a famiglie numerose e anziani. Lo sconto partirà da venerdì prossimo e potrebbe coprire l'intero anno. «Vedremo come procederà – osserva Giuseppe Brambilla di Civesio, ad di Carrefour Italia – e poi a fino marzo decideremo se prorogare l'iniziativa per tutto il 2013. Non abbiamo fini commerciali ma vogliamo dare una mano alle persone in difficoltà che, stando alle nostre carte fedeltà, sono 900mila su 3,5 milioni». La promozione taglia Iva costerà a Carrefour 12 milioni l'anno.
Di fatto l'iniziativa di Carrefour segue quelle di Esselunga che prevedevano, questa estate, un bonus di 8 euro ogni 50 euro di spesa e, oggi, un buono sconto di 8 euro ogni 40 di spesa. Tuttavia dell'iniziativa a favore dei bisognosi Brambilla ne aveva parlato per la prima volta un paio di anni fa (da presidente di Indicod Ecr) e la proposta, anche per un aiuto governativo, era stata girata all'ex ministro Tremonti. Che la ignorò. Dopo i casi Esselunga e Carrefour ora c'è da attendersi una reazione anche da parte delle altre catene commerciali.
L'iniziativa pro bisognosi di Carrefour Italia verrà avviata dal 18 gennaio e terminerà il 31 marzo. Coinvolti tutti i 1.204 punti vendita al dettaglio del gruppo (Iper, Market, Express) diretti e franchising: si praticherà lo sconto dell'Iva ai clienti con oltre 65 anni di età e ai nuclei familiari di 5 o più componenti (basta un certificato o l'autocertificazione). Lo sconto sarà praticato sui prodotti di macelleria, pescheria, frutta, verdura, salumi, formaggi e pane fresco: si tratta di oltre 4.500 prodotti alimentari freschi, l'80% dei quali di provenienza nazionale o regionale, che rappresentano circa il 65% dei prodotti alimentari normalmente acquistati da una famiglia italiana.
In media si tratta di uno sconto sui reparti del 7%, per un risparmio stimato di 150-200 euro l'anno per gli over 65 e un risparmio di 350-500 euro l'anno per le famiglie numerose. Lo sconto sarà cumulabile con le altre promozioni in corso nei punti vendita. Un aiuto che arriva dopo un 2012 molto difficile per la grande distribuzione e che si è chiuso con un calo dell'1,5% dei volumi di vendita e con un risparmio di 1,1 miliardi di euro sui prodotti confezionati grazie alle promozioni (la pressione è al 27%).
Perchè questa iniziativa? «Per queste due categorie di clienti – risponde Brambilla – il potere d'acquisto è stato eroso dalla crisi economica, dagli aumenti delle tariffe e della pressione fiscale. Diamo una mano, ma sarebbe necessario che anche le forniture di energia, le autostrade e le assicurazioni garantissero la stessa trasparenza del largo consumo».
In Italia sono oltre 1,4 milioni le famiglie con più di 5 componenti (5,6%) e 12 milioni gli over 65 anni (circa il 20,6 % della popolazione). E stando all'Istat, oltre il 40% degli over 65 vive con meno di mille euro al mese. Mentre sono più del 28% le famiglie con oltre 5 componenti che vivono in situazione di difficoltà.
Il gruppo Carrefour, primo distributore in Europa e secondo nel mondo, opera in Italia con 1.224 esercizi e nei primi 9 mesi del 2012 la filiale italiana ha realizzato vendite per 4,22 miliardi.
Approfondisci nel sito CarrefourEsselunga
L’iniziativa Carrefour segue da vicino quella di Esselunga che l’estate scorsa aveva praticato uno sconto lineare e incondizionato di 8 € su ogni spesa che avesse raggiunto il valore complessivo di 50 € e che ora rilancia praticando lo stesso conto di 8 € ma su una spesa di 40 € garantendo così uno sconto secco del 20%.
Approfondisci nel sito Esselunga
Coop Adriatica
Anche nel 2013, i consumatori che hanno diritto alla Social card potranno utilizzarla per pagare la spesa negli ipercoop e nei supermercati di Coop Adriatica. A tutti i possessori della tessera, inoltre, la cooperativa riconoscerà uno sconto aggiuntivo del 5% su una spesa massima di 40 euro mensili. E in corso anche la promozione solidale, lanciata nel 2009, per i lavoratori colpiti dalla crisi: buoni sconto del 10%, validi su una spesa settimanale di massimo 60 euro, di cui possono usufruire persone disoccupate, licenziate, precarie o in cassa integrazione.
Approfondisci nel sito di Coop AdriaticaAltri suggerimenti e approfondimenti nel sito Consumatori della Regione E.Romagna
(fonti Sole 24h e redazione sportelli sociali) -
23 Gennaio 2013 | Vicino a chi sta vicino: corso gratuito per familiari che assistono a domicilio un proprio caro vedi
A Bologna un corso organizzato dalla Fondazione ANT rivolto a tutte le persone che assistono a domicilio un loro Caro ammalato di tumore o di qualsiasi altra patologia gravemente invalidante.
Obiettivo del corso è aiutare i familiari ad affrontare la malattia dei loro congiunti fornendo indicazioni utili rispetto all’assistenza di base e alla gestione emotiva della situazione.
Il corso è gratuito ma per partecipare è necessaria l'iscrizione, 60 i posti disponibili.
Il corso è suddiviso in 7 moduli da un'ora e mezza con cadenza settimanale (i mercoledì 6, 13, 20, 27 marzo e 3, 10, 17 aprile 2013). Si svolgerà presso l'Aula Magna SACMI della Fondazione ANT in Via Jacopo di Paolo, 36 - 40128 Bologna.
Gli incontri, condotti da esperti del settore, prevedono momenti di discussione con spazi dedicati alle domande dei partecipanti.
Il corso è tenuto da operatori sanitari della Fondazione ANT (medici, psicologi, infermieri e assistenti sociali).
Per partecipare è necessario iscriversi ai seguenti recapiti:
Tel. 051 7190132 - Fax 051 377586 , e-mail: formazione@ant.it
(fonte newsletter quotidiano sanità) -
23 Gennaio 2013 | ANCI: chiarezza su assegno INPS per famiglie numerose e lungosoggiornanti vedi
L’ANCI interviene sulla vicenda dell’accesso dei cittadini di Paesi terzi lungo soggiornanti all’assegno INPS a favore dei nuclei familiari numerosi. Si tratta di un assegno annuale che i Comuni concedono alle famiglie che hanno almeno tre figli minori e un reddito basso e che poi viene erogato dall’INPS.
La domanda per l’erogazione del beneficio deve essere presentata al Comune di residenza da uno dei due genitori, entro il termine perentorio del 31 gennaio dell’anno successivo a quello per il quale è richiesto il beneficio. I Comuni sono dunque titolari del potere concessorio del beneficio, il quale tuttavia viene successivamente erogato dall’INPS sulla base degli elenchi dei nominativi trasmessi dai Comuni.
La normativa italiana riserva tale assegno ai soli cittadini italiani o di altri Paesi membri dell’Unione europea, ma tale assegno spetterebbe anche ai cittadini extracomunitari titolari di una carta di soggiorno o del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti, sulla base del principio di parità di trattamento in materia di prestazioni sociali previsto dall’art. 11 della direttiva europea n. 109/2003, così come hanno affermato diverse sentenze di tribunali italiani. Tuttavia, l’Inps e le autorità ministeriali continuando a sostenere che questa prestazione assistenziale è riservata unicamente ai italiani e comunitari, dando dunque istruzioni ai Comuni di non concedere l’assegno ai cittadini di Paesi terzi anche se lungosoggiornanti.
Leggi tutto sul sito CIRDI
(fonte newsletter CIRDI) -
23 Gennaio 2013 | Minori stranieri e iscrizione al SSN: arriva l’accordo Stato-Regioni vedi
I minori stranieri senza permesso di soggiorno devono essere iscritti al Servizio sanitario nazionale
Lo prevede un accordo sancito dalla Conferenza Stato-Regioni, nell’ottica, come spiega il ministro della Salute Balduzzi, di «concretizzare l’articolo 32 della Costituzione, perché nessuno sia escluso dalla assistenza in un’ottica di equità e giustizia».
Fino ad oggi l’assistenza per i piccoli irregolari era prevista senza un riconoscimento ufficiale nell’ambito del SSN e dunque senza la possibilità di accedere a cure continuative da parte di un pediatra di base.
Leggi tutto nel sito del CIRDI
(fonte newsletter Osservatorio immigrazioni) -
23 Gennaio 2013 | Disabili e lavoro: parte il confronto ma sugli esoneri è scontro vedi
E' il tema dell'allargamento dei possibili esoneri a tenere banco nel confronto tra Governo, sindacati, associazioni sulla applicazione della legge 68/99.
Disabili, lavoro e “esoneri parziali”: al via il tavolo di confronto
Scoraggiare il ricorso agli “esoneri parziali”, favorendo e potenziando la creazione di posti di lavoro per le persone con disabilità: è stato questo il tema dell'incontro di una delegazione della Cisl con il ministro Elsa Fornero e il sottosegretario Maria Cecilia Guerra, che si è svolto lunedì su richiesta del sindacato: un vero e proprio tavolo di confronto, per affrontare la questione degli abusi nel ricorso a questa che, per molte aziende, è una vera e propria “scappatoia”. Gli “esoneri parziali” consistono infatti nella possibilità per le imprese di essere parzialmente sollevate dagli obblighi di assunzione previsti dalla legge 68/99, in cambio di un contributo oneroso. Al fine di prevenire e contrastare gli abusi a questo istituto, la Cisl ha richiesto la verifica, da parte dei servizi competenti, della reale impossibilità delle aziende di avviare al lavoro persone con disabilità, tenendo conto anche della possibile adozione di eventuali "accomodamenti ragionevoli" , che la Convenzione Onu definisce come le modifiche e gli adattamenti necessarie, che non impongano un onere sproporzionato, per assicurare il godimento e l'esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
“Interessante - scrive la Cisl, riferendo dell'incontro - anche il potenziamento del ricorso al sistema delle cosiddette 'convenzioni di esternalizzazione' (ex articolo 12 e 12-bis L.68, ex art.14 D.276), che consentono di tramutare parte degli obblighi delle imprese in commesse a cooperative sociali o altre imprese che impiegano i lavoratori con disabilità, nonché il potenziamento della attività di controllo e l'utilizzo delle procedure telematiche. Con tale iter – precisa la Cisl - il ricorso agli 'esoneri parziali' dovrebbe diventare residuale, potenziando invece tutta la strumentazione a sostegno della creazione di posti di lavoro per le persone con disabilità. Attendiamo ora il testo del Regolamento – conclude la Cisl - per
una più puntuale analisi del dettato, in vista della Conferenza Stato Regioni del 24 gennaio che dovrà approvarlo. In tale occasione saranno in discussione anche le Linee Guida condivise in materia di tirocini formativi e di orientamento.
La Cisl è impegnata affinché’ tutti gli attori istituzionali della Conferenza dedichino la dovuta attenzione al tema”.
(fonte redattoresociale)
Disabili e lavoro: protestano le associazioni sulle maglie larghe degli esoneri
l Ministero del Lavoro ha dunque licenziato la bozza di decreto che dovrebbe rivedere le disposizioni sui cosiddetti esoneri parziali per le aziende obbligate all’assunzione dei lavoratori con disabilità.
Quella dell’esonero parziale è un’opportunità ammessa dalla Legge 68/1999, in casi eccezionali e che consente alle aziende, in particolari situazioni, di essere parzialmente sollevate dagli obblighi di assunzione, a fronte di versamenti onerosi nemmeno troppo gravosi.
Purtroppo, negli anni, per questa opportunità le maglie sono state sempre più larghe, nonostante le reiterate proteste delle associazioni e del sindacato.
Dal nuovo decreto ci si attendeva che vi fosse un deciso intervento restrittivo e di buon senso per restituire posti di lavoro e un impiego dignitoso a migliaia di persone con disabilità.
Purtroppo il testo del decreto che verrà sottoposto il 24 gennaio alla Conferenza Stato Regioni tradisce ampiamente queste aspettative.
“Il testo del decreto allarga ancora le maglie degli esoneri parziali, consente nuove e più ampie scappatoie, beffando le aspettative delle migliaia di persone con disabilità escluse dal mondo del lavoro”. Così, molto duramente, commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, dopo la lettura del decreto.
“Chiediamo alla Conferenza Stato Regioni, chiamata ad esprimere un parere vincolante sullo schema di decreto, di respingere il documento e di chiederne una nuova e più garantista stesura. Anche alle Regioni conviene contare su Cittadini inclusi al lavoro, anziché persone discriminate da affidare ai servizi sociali per interventi tristemente riparatori”.
(fonte FISH) -
23 Gennaio 2013 | Emarginazione, servizi, media. I telegiornali in E.Romagna e gli immigrati vedi
L’accostamento mediatico tra “immigrazione” e “criminalità” continua a essere presente nei telegiornali delle emittenti locali emiliano-romagnole. E “a oggi non può certo dirsi acquisita una rappresentazione corretta, completa e adeguata dell’immigrazione e dei migranti”. È quanto emerge da una ricerca effettuata dal Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) nel 2012, commissionata dalla Regione, sul tema “Telegiornali e immigrazione”. Un’analisi che era già stata effettuata nel 2009, all’interno dei percorsi individuati da un Protocollo d’intesa sulla comunicazione interculturale firmato 4 anni fa, i cui risultati sono stati presentati e discussi assieme alla ricerca del 2012 durante un seminario in viale Aldo Moro.
Marco Gardini, presidente del Corecom dell’Emilia-Romagna, nella premessa della ricerca commenta i dati forniti: “Anche se si cominciano a rilevare servizi che raccontano il fenomeno (dell’immigrazione, ndr) senza il consueto riferimento a fatti di cronaca, quello che manca è la descrizione della quotidianità”. La presenza dei migranti, infatti, “non trova spazio nei mezzi di informazione e mancano le voci delle persone”, nonostante in regione ci sia “un costante aumento dei cittadini stranieri, che hanno superato ormai le 500 mila unità, pari all’11,3% della popolazione” (dati del dossier statistico Immigrazione 2011 di Caritas Migrantes). “L’immagine dei migranti sia ancora legata alla devianza sociale”, spiega Rossella Tirotta del Corecom. Questo non solo “non favorisce in alcun modo l’integrazione”, ma fornisce “una rappresentazione non veritiera della realtà”.
L’analisi del Corecom è stata condotta sulle edizioni giorno e sera dei telegiornali trasmessi tra l’1 e il 10 febbraio e tra l’1 e il 10 maggio 2011. In tutto si tratta di 598 telegiornali di 19 emittenti locali. Emerge che “la categoria principale a cui si riferiscono le notizie che coinvolgono migranti è la cronaca (605 notizie su 816 totali), seguono servizi relativi all’immigrazione (63 notizie), sport (47) e costume società (32)”.
Ma oltre alla “rappresentazione parziale e non veritiera”, un altro problema riguarda quello che Tirotta chiama “diritto di parola”: in sostanza gli eventi vengono raccontati quasi esclusivamente dai giornalisti e gli stranieri “sono chiamati a esprimersi su questioni che li riguardano da vicino o temi di rilevanza internazionale”, con un “tempo di parola che resta solo una piccola parte rispetto al tempo di notizia dei servizi che li riguardano”. Ciò contribuirebbe a far sì che “manchi una rappresentazione della presenza degli stranieri nella quotidianità”.
La pensa così anche Azeb, una ragazza di origine straniera che ha lavorato anche a Radio Città del Capo e che sottolinea: “Nelle pubblicità e nei servizi di tutti i giorni non appaiono mai cittadini stranieri, eppure anche io potrei avere bisogno di dimagrire, di guidare una macchina o di usare le creme per il viso, no?”. Questo, secondo Azeb, è “uno degli aspetti da curare di più anche all’interno delle rete dei media interculturali dell’Emilia-Romagna (Mier)”, creata proprio in funzione del Protocollo d’intesa.
La ricerca del Corecom tuttavia “è doppiamente parziale – commenta il presidente regionale dell’ordine dei giornalisti, Gerardo Bombonato – perché non prende in considerazione la carta stampata, né le trasmissioni delle tv locali che non siano telegiornali”. Inoltre, il direttore di Redattore Sociale, Stefano Trasatti, sostiene che “occorrerebbe che la ricerca scendesse in valutazioni dei toni usati durante i servizi (allarmistico, pietistico ecc.) e capire anche quante volte e come viene usata la nazionalità dei protagonisti delle notizie”, ovvero “se viene usata in modo rilevante ai fini dell’informazione”. Infine, conclude Trasatti, “andrebbe analizzato quanto succede nei programmi sportivi, nelle pubblicità”.
(fonte redattoresociale) -
22 Gennaio 2013 | Elezioni politiche 2013: servizi per le persone disabili. vedi
Come sempre, in occasione delle tornate elettorali, si mette in moto una complessa macchina che tiene conto anche di chi ha difficoltà nell'esercizio del voto. Sono ormai iniziative e servizi consolidati, in particolare nella nostra regione.
A breve nel sito degli sportelli sociali, potrete trovare tutte le informazioni nella apposita scheda che riassume i servizi e link, per i dettagli, alle informazioni contenute nel nodo Partecipazione e diritti del sito del Comune.Sono comunque già da annotare due scadenza.
La prima è quella del 4 febbraio p.v. per gli elettori che necessitano di votare al domicilio, ed in particolare:
- le persone affette da gravi malattie che non possono allontanarsi dalla propria abitazione perché dipendono in modo continuativo e vitale da apparecchi elettromedicali (ad esempio respiratori automatici, macchine per la nutrizione artificiale)
- le persone con gravissime infermità, che non possono allontanarsi da casa, nemmeno usufruendo dei servizi di trasporto pubblico gratuiti, organizzati dal Comune per facilitare il raggiungimento dei seggi.
La seconda è relativa al servizio di trasporto ai seggi per le persone con gravi difficoltà di deambulazione o in carrozzina: prenotarsi entro il 21 febbario via telefono/fax/e-mail: 051 6270798 - fax 051 62745 57 - email: trasporto@societadolce.it
Per informazioni ulteriori si può consultare intanto il sito saluter.it o contattare l'Ufficio elettorale del Comune di Bologna e/o il numero verde del servizio sanitario regionale 800 033 033
(fonte saluter.it e redazione sportello sociale) -
16 Gennaio 2013 | Social card: varato il decreto per quella sperimentale vedi
Come noto da tempo il Governo ha inteso affiancare alla social card ordinaria, che rimane in vigore in tutto il territorio nazionale, una ulteriore social card (definita ora nuova, ora sperimentale...) che sarà sperimentata in 15 grandi città, tra cui Bologna (a cui sono destinati 1.604.000 euro), con modalità differenti da quella ordinaria che è rivolta solo ad anziani e famiglie con minori.
Finalmente venerdì 11 gennaio, dopo una lunga attesa, i Ministeri del Lavoro/politiche sociali e dell'Economia hanno varato il decreto attuativo il cui testo potete consultare in allegato.
La social card sperimentale è rivolta ai nuclei in difficoltà, con particolare attenzione alle famiglie con figli, e con una situazione economica molto disagiata, sono infatti previsti per poter accedere vari parametri di tipo econonico/reddituale decisamente selettivi, come ad esempio un ISEE non superiore a 3000 euro.
La concessione della social card sperimentale è legata inoltre all'avvio di un progetto personalizzato sul richiedente a cura dei servizi sociali territoriali e finalizzato all'uscita dalla fase di difficoltà. Il decreto infatti, pur fissando vari "paletti" lascia autonomia ai comuni di organizzare la gestione della card secondo le diverse realtà locali, limitandola eventualmente anche ai soli soggetti già precedentemente in carico ai servizi sociali territoriali.
Al beneficio della nuova carta acquisti potranno accedere "..cittadini italiani o comunitari ovvero familiari di cittadino italiano o comunitario non avente la cittadinanza di uno Stato membro che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo".
Per l'avvio concreto della sperimentazione si dovrà attendere ora un esame approfondito del Decreto e le relative scelte che il sistema dei servizi sociali del Comune intenderà fare tramite anche un gruppo di lavoro che è attivo già da tempo.
(fonte redazione sportello sociale) -
16 Gennaio 2013 | Social card ordinaria: uso nelle farmacie e precisazioni sui contributi aggiuntivi vedi
Con varie disposizioni sia Ministeriali che dell'Autorità per l'energia, nel tempo erano stati varati vari contributi aggiuntivi, statali o di singoli enti locali, per i possessori della social card. Vi aggiorniamo sui due più significativi.
- Contributo aggiuntivo spese riscaldamento, gas cucina
Contributo aggiuntivo ai titolari social card che siano utilizzatori, sul territorio nazionale, di gas naturale o GPL, per uso finalizzato al riscaldamento e/o uso cucina e/o produzione di acqua calda per la propria unità abitativa, la disponibilità concessa sulla Carta Acquisti, è incrementata fino ad esaurimento dei versamenti ....di un importo pari, per ciascun bimestre, a euro 20.
Questa misura è cessata con il dicembre 2012 a seguito del decreto Ministero lavoro ed Economia n.152 del 19 dicembre 2012
- Bonus elettrico in automatico per i titolari di Social card
L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha adottato nel 2010 un provvedimento che estende automaticamente ai titolari della Carta Acquisti – detta anche social card – la riduzione sulla spesa per l'energia elettrica riservata alle famiglie bisognose o numerose. In sostanza, per i possessori della carta, lo 'sconto' sarà riconosciuto direttamente sulla bolletta della luce, senza che debbano farne apposita richiesta.
I titolari della Carta Acquisti (o coloro che ne esercitamo la patria potestà) avranno dunque diritto in automatico al bonus elettrico: la riduzione della bolletta riguarderà il punto di fornitura dell'intestatario della carta.
La misura è ancora attiva nel 2013
Leggi la scheda sulla social card ordinaria nel sito degli sportelli socialiProrogata infine anche per il 2013 la convenzione che permette l'utilizzo della social card ordinaria nelle farmacie
Confermata anche per il 2013 la possibilità per i cittadini titolari della Carta acquisti di effettuare acquisti in farmacia utilizzando tale carta elettronica per il pagamento. I POS identificati con il codice internazionale n. 5912 (MCC), relativo alle farmacie, continuano ad essere abilitati all’utilizzo della Carta acquisti.
Non devono svolgere alcun nuovo adempimento le farmacie che hanno già aderito alla convenzione Federfarma, automaticamente rinnovata per il 2013. Le farmacie che hanno aderito, inoltre, hanno ricevuto una locandina Federfarma, per pubblicizzare la propria partecipazione all’iniziativa.
Le farmacie che non hanno ancora aderito e sono eventualmente interessate ad aderire nel 2013 devono compilare l’apposito modulo scaricabile nella sezione “Carta Acquisti/Social card”, presente nell’area riservata “dietro il banco” del sito internet www.federfarma.it, ed inviarlo al n. di fax 06/89280986.
Federfarma ricorda poi che l’adesione alla convenzione comporta l’impegno per le farmacie praticare uno sconto del 5% sugli acquisti pagati con la Carta in oggetto e ad effettuare la misurazione gratuita della pressione arteriosa e/o del peso corporeo, in occasione di un acquisto pagato con la Social Card.
Federfarma segnala infine che sono circa 5.000 le farmacie che hanno aderito alla convenzione Carta acquisti. È possibile consultare l’elenco delle farmacie aderenti nella citata sezione del sito internet www.federfarma.it, nella quale sono anche disponibili documenti e chiarimenti utili per approfondire l’argomento“.
(fonte redazione sportelli sociali e newsletter quotidiano sanità) -
16 Gennaio 2013 | Famiglie: difficoltà in casa o al lavoro. Uno sportello di consulenza giuridica e psicologica a Santo Stefano vedi
Da mercoledì 16 gennaio (orario 15 -18, via S.Stefano 119) al Quartiere Santo Stefano è a disposizione della cittadinanza uno “Sportello” di consulenza e assistenza giuridica e psicologica gratuita, un pronto soccorso pensato per fornire assistenza legale e psicologica su tutte le tematiche del diritto di famiglia e minorile.
Lo Sportello è gestito a cura di AMI - Associazione senza scopo di lucro degli Avvocati Matrimonialisti Italiani che si occupa del diritto di famiglia in generale - anche di quello dei conviventi - e ha come obiettivo offrire un aiuto a chiunque si trovi in una situazione di problematicità sia in ambito familiare (adozioni, affidi, congedi parentali, separazioni, divorzi violenza in famiglia) sia sui luoghi di lavoro (mobbing, stalking, maltrattamenti e abusi). Massima attenzione viene posta nei riguardi del disagio minorile e scolastico (bullismo e pedofilia).
Leggi tutto nel sito del Q.re S.Stefano
(fonte sito Comune Bologna) -
16 Gennaio 2013 | Contrassegno disabili 1: il Comune fissa nuove regole vedi
Il 15 gennaio 2012 la Giunta comunale, su proposta dell'Assessore alla Mobilità, ha approvato le nuove disposizioni operative per il rilascio e l’utilizzo dei contrassegni per disabili.
La delibera contiene importanti novità, tra cui il rilascio del nuovo contrassegno “europeo” e la modifica delle regole per residenti e non.
I tempi di attuazione saranno puntualmente indicati sul sito del Comune, nel frattempo è possibile consultare la presentazione generale di tutte le novità. Quindi fino a successiva comunicazione non è necessario contattare il comune per variare le targhe e rimangono le disposizioni attualmente in uso.
Le principali novità:
- ad ogni contrassegno potranno essere associate 2 targhe (attualmente su 9500 contrassegni il 78% sono associati a 1/3 targhe)
- possibilità di aggiungere una terza targa per ingressi saltuari (max 48h, 50 volte in un anno) da comunicare tramite sportello, fax, posta elettronica certificata.
- integrazione organizzativa con i comuni della provincia per loro cittadini disabili che accedono alle zone a circolazione limitata
- banca dati regionale dei contrassegni
- revisione di tutti i contrassegni temporanei (meno di 5 anni) rilasciati prima del 15 gennaio 2012
- introduzione di un atto formale di rilascio oltre alla consegna del contrassegno
- nuove disposizioni per l'attivazione dei parcheggi riservati al domicilio o posto di lavoro
Ricordiamo anche che contestualmente andrà in vigore anche il nuovo contrassegno europeo (azzurro e non più arancione) che riporta nel retro foto e generalità del titolare.
Leggi nel sito del Comune
(fonte settore Mobilità e redazione sportello sociale) -
16 Gennaio 2013 | Una famiglia italiana per 3 mila stranieri: adozioni internazionali in calo vedi
Nel 2012 sono stati adottati 3.106 bambini da 2.469 famiglie italiane. I dati della Commissione adozioni internazionale, aggiornati al 4 gennaio, registrano un calo “piuttosto consistente”: del 22,8 per cento per quanto riguarda il numero di minori e del 21,7 per cento per le coppie adottive. Ma secondo la Cai non si tratta di una crisi vera e propria quanto piuttosto di problemi legati al rallentamento delle attività in alcuni paesi. In Colombia, ad esempio, a causa della revisione delle procedure dichiarative dello stato di abbandono, e in Ucraina, sempre per difficoltà procedurali interne. In Bielorussia sono state quasi completate le procedure instradate nel 2009, mentre in Vietnam, in India e in Polonia non è ancora completa la riattivazione delle procedure dopo l’entrata in vigore delle rispettive nuove normative interne.
I minori adottati provengono da 55 paesi: Federazione Russa, Colombia, Brasile, Etiopia e Ucraina si confermano, come nel 2011, i cinque maggiori paesi di origine dei bambini adottati dalle coppie italiane. La Federazione Russa resta il primo (749 minori, il 24 per cento del totale). Nel 2012 i 1.787 minori provenienti da questi cinque paesi rappresentano oltre la metà dei minori adottati nell’anno dalle coppie italiane. La Lombardia è la regione dove risiede il maggior numero di minori autorizzati all’ingresso nel 2012 (563 minori) e il numero più alto di coppie adottanti; seguono Lazio, Toscana, Veneto, Campania, Puglia e Sicilia. Si stabilizza l’incremento delle adozioni nelle regioni meridionali, con il 30,3 per cento del totale dei minori autorizzati all’ingresso nel 2012.
Le coppie che hanno adottato sono in prevalenza coniugi con titolo di studio medio-superiore, appartenenti a categorie lavorative impiegatizie, delle libere professioni e degli insegnanti.
Approfondisci nel sito CAI
(fonte redattoresociale) -
15 Gennaio 2013 | Sito sportelli sociali e newsletter: i numeri del 2012 vedi
E' proseguito anche per il 2012 il trendo positivo degli accessi al sito degli sportelli sociali e della diffusione delle due newsletter e degli altri servizi informativi della redazione. Delle pagine visitate sul sito dalla sua apertura oltre il 38% è stati visitato nel 2012. Gli utenti delle newsletter sono complessivamente oltre 4.000.
Pagine visitate (PV): 445.004 (+29%)
Media mensile PV: 37.083
Media giornate lavorative PV: 1.515
Pagine visitate da apertura sito (giu'09): 1.169.212
Utenti newsletter sportelli sociali: 1.933 (+15%)
Utenti newsletter Disabilità: 2.130 (+10%)
(fonte redazione sportello sociale) -
15 Gennaio 2013 | Un vademecum per l'integrazione scolastica degli alunni disabili. vedi
Chi fa cosa e quando, diritti e doveri delle varie parti coinvolte nel processo di integrazione scolastica (famiglia, professori, uffici scolastici, comune, asl...). E ancora: la scelta della scuola, la normativa, i trasporti..ed un utile calendario che mese per mese indica le scadenze a cui adempiere.
Prodotto da CoorDown, la struttura che federa una cinquantina di associazioni italiane che si occpano di Sindrome di down, è un utile strumento per tutte le famiglie che hanno un figlio disabile a scuola e per gli insegnanti.
Puoi scaricarlo nel sito di CoorDown
(fonte newsletter gruppo solidarietà) -
15 Gennaio 2013 | Ecco il Piano nazionale "Salute mentale". Obiettivo: presa in carico globale vedi
Il documento è stato presentato dal Ministero della Salute in Conferenza Unificata lo scorso 7 dicembre. La commissione salute delle Regioni, coordinata dal Veneto ha dato parere favorevole al testo. Ma per essere approvato il documento deve raccogliere ancora le osservazioni delle altre Istituzioni e poi dovrà tornare in Conferenza Unificata per il via libera definitivo.
La metodologia suggerita dal Piano si fonda sulla necessità di lavorare per progetti di intervento specifici e differenziati (Aree bisogni prioritari, altre aree di intervento e Valutazione e monitoraggio), sulla base di valutazioni dei bisogni delle persone e della implementazione di percorsi di cura che sappiano intercettare le attuali domande di salute e contribuiscano a rinnovare l’organizzazione dei servizi , le modalità di lavoro delle equipe, i programmi clinici aggiornati offerti agli utenti.
Il documento stabilisce in primis il modello di approccio che deve garantire:
- Accessibilità, presa in carico, continuità delle cure, personalizzazione del progetto;
- Percorsi a differente intensità assistenziale in rapporto ai bisogni di cura;
- Servizi flessibili, orientati sui bisogni delle persone
- Lea garantiti dalla Asl nel suo complesso e non solo dal DSM o dai servizi per i disturbi neuropsichici in infanzia e adolescenza;
- Percorsi esigibili individualmente, anche quando inseriti in attività di gruppo o in attività comunitarie.
Leggi tutto e scarica il testo del Piano nel sito di quotidiano sanità
(fonte newsletter quotidiano sanità) -
15 Gennaio 2013 | Riforma Isee: la questione arriverà sul tavolo della Conferenza Unificata vedi
La Corte Costituzionale con la sentenza n.297/2012 , depositata il 19 dicembre 2012 , accogliendo parzialmente un ricorso presentato dalla Regione Veneto, ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale del primo e secondo periodo dell’unico comma dell’art. 5 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, nella parte in cui non prevedono che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ivi menzionato sia emanato «d’intesa con la Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281».
Ora il tema passa quindi all’attenzione della Conferenza Unificata (Stato-Regioni-enti locali) dopo che il Governo ha già annunciato il 30 dicembre scorso che “l'importante provvedimento sull'Isee (situazione economica equivalente), che era in stato di avanzata adozione - ha subito un arresto a seguito della sentenza del 19 dicembre della Corte costituzionale, che richiede la sottoposizione alla previa intesa della Conferenza unificata, a tutela delle prerogative regionali; E’ già stato acquisito il parere della Sezione normativa del Consiglio di Stato e il Governo sta valutando come intervenire sul punto individuato dalla Corte Costituzionale''.
Sentenza Corte Costituzionale 297/2012 "Assistenza e solidarietà sociale - Regione Veneto"
(fonte newsletter regioni.it) -
15 Gennaio 2013 | Dipendenze: gli articoli più interessanti dalle riviste specializzate (2011/12) vedi
Una delle necessità più significative che emerge in area socio-sanitaria è quella di ampliare il patrimonio di conoscenze specifiche su un tema, integrandolo con altre informazioni chead esso si correlano.
Nel campo delle dipendenze questa esigenza diviene anche uno strumento operativo importantissimo per consentire un costante monitoraggio dei fenomeni, la condivisione diun linguaggio tecnico comune, l’aggiornamento continuo degli operatori.
La pubblicazione del CESDA (Centro studi ricerca documentazione su dipendenze e aids di Firenze) rappresenta un esempio del lavoro dei Centri di Documentazione sulle Dipendenze, che hanno come priorità quella di promuovere una riflessione sul lavorodi cura e sui modelli operativi rispetto alla continua evoluzione dei contesti.
Attraverso una rassegna sistematica delle principali riviste scientifiche a cui il Centro Studi, Ricerca e Documentazione su Tossicodipendenze e Aids – Cesda è abbonato, sono stati selezionati e suddivisi per tematiche gli articoli ritenuti di maggior interesse e per alcuni di questi è stato prodotto un abstract dei contenuti.
La ragione per cui si è deciso di utilizzare e interrogare le riviste scientifiche per realizzare il presente lavoro è legata alla maggiore attualità dei contenuti e alla minore accessibilità delle stesse rispetto alle pubblicazioni monografiche; inoltre molte delle riviste utilizzate sono riviste del settore e pertanto riportano esperienze e progetti specifici.
Questa pubblicazione vuole rappresentare un momento di approfondimento rispetto alle nuove tendenze e ai nuovi consumi che si sviluppano ed intersecano ad altri cambiamenti sociali. Per questa ragione si è ritenuto utile allargare il tema delle dipendenze con contributi di articoli su temi “prossimi”: immigrazione, minori, carcere…rispecchiando la complessità e la multidisciplinarietà con le quali sono stati pensati e nel tempo riorganizzati i servizi per le dipendenze.
Scarica la Rassegna bibliografica dal sito del CESDA
Visita il sito del CESDA
(fonte CESDA e redazione sportello sociale) -
15 Gennaio 2013 | Dal Coordinamento sanità e assistenza una lettera aperta alla Corte costituzionale vedi
Con la sentenza n. 296/2012 dell’11 dicembre 2012 la Corte costituzionale ha respinto il ricorso presentato dal marito e dal figlio di una signora colpita da Sla, ricoverata in una Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) necessitante di assistenza continua essendo attaccata al respiratore e alimentata artificialmente. Dichiarando non fondata la richiesta di illegittimità costituzionale della legge della Regione Toscana n. 66/2008 che impone contributi economici ai coniugi e ai figli anche non conviventi degli anziani malati cronici non autosufficienti, la Corte costituzionale ha spalancato le porte alle Regioni e alle Province autonome di Bolzano e Trento per l’attribuzione ai succitati parenti degli ultrasessantacinquenni non autosufficienti (ed anche dei soggetti con handicap in situazione di gravità) di oneri economici anche ingenti.
Leggi la lettera aperta
Approfondisci e scarica la documentazione
(fonte fondazione di promozione sociale) -
15 Gennaio 2013 | Aggiornato il Catalogo delle Biblioteche e Centri di documentazione di Bologna specializzati in area sociale e sanitaria vedi
La redazione degli sportelli sociali del Comune di Bologna ha aggiornato a gennaio 2013 il Catalogo delle Biblioteche e centri documentazione sociale e sanitaria presenti a Bologna.
17 strutture nelle quali documentarsi, tramite migliaia di libri, riviste, tesi, rapporti di ricerca, materiale audiovisivo su almeno una trentina di temi, tra i quali; Alcolismo, Ambiente, Anziani, Cooperazione internazionale, Diritti umani, Famiglia, Handicap, Immigrazione, Minori, Omosessualità, Pace e disarmo, Politiche sociali e sanitarie, Psichiatria, Tossicodipendenza, Terzo settore.
Rispetto alla passata edizione hanno cessato o sospeso le attività il Centro Rubbi e il CD Mondialità ed è entrata la Biblioteca comunale Casa di Kahoula, specializzata sui temi dell'intercultura e delle migrazioni.
Il catalogo può essere scaricato a questa pagina
(fonte redazione sportello sociale) -
15 Gennaio 2013 | Allarme Europa: “In Italia il rischio povertà è altissimo” vedi
La protratta crisi economica che ha colpito l'Ue ha “drammaticamente aumentato i rischi di esclusione sociale di lungo periodo” e questo vale soprattutto in Italia, Grecia, Malta, Bulgaria e Paesi Baltici, dove “il rischio di cadere nella povertà è alto e le chance di evitarlo sono basse”. È questo l’allarmante analisi contenuta nel Rapporto 2012 dell’Unione Europea su Occupazione e sviluppo sociale.
Tuttavia, sottolinea il Rapporto, “le tendenze sociali e occupazionali sono notevolmente divergenti nelle diversi parti dell'UE”. E così, “un nuovo divario sta emergendo tra Paesi che sembrano intrappolati in una spirale verso il basso concernente la diminuzione della produzione, l’aumento della disoccupazione e la massiccia erosione reddito disponibile, e quelli che almeno finora hanno dimostrato una certa resistenza, in parte grazie al migliore funzionamento dei mercati del lavoro e dei sistemi di welfare più robusti, anche se vi è anche incertezza circa la loro capacità di resistere a continue pressioni economiche”.
La crisi ha, inoltre, avuto ricadute “non uniformi” sulla popolazione portando spesso “un ulteriore peggioramento per i gruppi già a rischio elevato, in particolare bambini, giovani adulti e alcuni migranti”. In questi due ultimi gruppi è particolarmente diffusa la disoccupazione di lunga durata e per loro il protrarsi della crisi e la mancanza di segni di recupero tangibile ha “fortemente aumentato i rischi di esclusione”.
I Paesi europei hanno così dovuto mettere in campo una serie di politiche per affrontare e prevenire la povertà e esclusione a lungo termine, anche quanto effettivamente fatto e i risultati ottenuti non sono omogenei. E così, secondo il Rapporto Ue, il rischio di cadere e uscire dalla povertà variano notevolmente, con tre principali condizioni per tre gruppi di Paesi individuati.
Nel primo gruppo, costituito da Austria, Francia e Regno Unito, i tassi di entrata e di uscita dalla povertà sono elevati, ma una quota significativa di persone che suddividono questo rischio di povertà formano un “core” che non si concretizza in uno stato di abbandono.
Nel secondo gruppo, formato da Stati baltici, la Bulgaria, Grecia, Italia, Malta e Spagna, “il rischio di cadere in povertà è elevato e le probabilità di uscirne sono basse”. Si assiste così a una “trappola di massa verso la povertà”. Non solo. “Poiché gli elementi l’analisi si riferisce a dati anteriori alla crisi – precisa il Rapporto -, la reale situazione per questo sottogruppo sta peggiornato e le prospettive sono tristi”.
L’ultimo gruppo, infine, è formato per lo più dai Paesi nordici e dal Benelux, dove si registrano bassi tassi di entrata e di uscita dalla povertà, anche se le preoccupazioni restano alte, con un gruppo di persone a rischio di povertà per i quali ci sono poche possibilità di uscirne.
Scarica il rapporto della Unione europea (in inglese)
(fonte quotidiano sanità) -
14 Gennaio 2013 | Arrivati in redazione: speciale Minori (gennaio 2013) vedi
I libri, le riviste, le newsletter, i video, i rapporti di ricerca, le bibliiografie, il materiale on line arrivato in redazione recentemente e utile nel lavoro sociale. Una ricca selezione di riviste e newsletter sul tema minori
LIBRI- Augusto Palmonari (a cura di), Io sto bene se tu stai bene. Don Saverio Aquilano e l'Opera dell'Immacolata, EDB, Bologna, 2012
Questo libro è dedicato a don Saverio Aquilano e al suo lavoro, in gran parte svolto nel quadro dell'Opera della Immacolata, istituzione storica bolognese, dedicata nei tempi più recenti alla formazione professionale dei giovani lavoratori. I vari capitoli del libro diranno, a chi non l'avesse conosciuto di persona, chi era don Saverio e come il suo impegno verso gli altri si sia espresso in modi molteplici, nell'accoglienza ai giovani lavoratori che negli anni '50 e '60 del 1900 venivano a Bologna dall'Italia del Sud e dalla montagna della nostra regione per trovare lavoro nelle aziende metal-meccaniche che si stavano diffondendo, nel rapporto costante con tanti lavoratori che frequentavano le case per ferie dell'ONARMO e Villa Pallavicini, con i capi-reparto e gli operai delle fabbriche, con i sindacalisti e con non pochi dirigenti. Nel libro si parla della intensa e generosa testimonianza di amore per il prossimo regalata a Bologna dal pugliese immigrato don Saverio. Ma si parla soprattutto di quello che ha fatto nel quadro costituito dall'Opera dell'Immacolata a favore dei disabili mentali e delle loro famiglie. Era scontato che don Saverio conoscesse tutti e tutte, non solo chi frequentava i Centri di via Decumana e di via del Carrozzaio, ma anche i loro genitori e parenti più prossimi. Infine si parla della storia dell'Opera, dalla fondazione nella prima metà del XIX secolo, alle diverse trasformazioni escogitate per essere al passo con i tempi.
LIBRI - Fabio Folgheraiter, Sorella crisi, Erickson, 2012
Ogni crisi — per definizione — denuncia l’insostenibilità di una situazione o di un sistema che pure fino a quel momento ha «funzionato». La crisi pone sempre termine a un’agonia e, ridefinendo il corso delle possibilità, genera nuovi sistemi che possono essere senz’altro peggiori, ma anche migliori dei precedenti.
Nel campo del lavoro sociale ora che i soldi scarseggiano appare liberatorio comprendere che non di sola moneta vive il welfare. Questo piccolo libro aiuta a riflettere sulle inaspettate opportunità che si dischiudono a fronte dell’acclarata insostenibilità del prestazionismo. Prima ancora, ci mostra la fragilità degli inconsci atteggiamenti salvifici che spesso albergano negli animi degli operatori sociali, dei dirigenti dei servizi e dei policy makers.
Un welfare teso a valorizzare le energie umane di tutti i protagonisti coinvolti, anziché a «risolvere» unilateralmente con le sue costose e a tratti velleitarie tecnicalità — insomma un welfare più povero e umile — ci porterà in dono un’insperata ricchezza di senso e di risultati.
LIBRI - Fabio Folgheraiter, La grammatica del welfare, Erickson, 2011
La grammatica del welfare è rivolto agli operatori sociali e ai decisori politici ed è finalizzato a fornire le coordinate essenziali — quasi un abbecedario elementare — per pensare il welfare in termini congruenti e logicamente corretti. Nella complessità attuale che caratterizza i discorsi e spesso anche le deliberazioni istituzionali nel campo dei Servizi sociali, questo saggio — apparso originariamente ne La logica sociale dell’aiuto (Erickson, 2007) — offre una guida per comprendere le dimensioni fondamentali e le caratteristiche dei sistemi di welfare postmoderni, caratterizzati da una spiccata pluralizzazione che vede operare e spesso confliggere tra loro Enti di differente caratura (pubblici, privati, misti, ecc.) e attraversati da disposizioni basate spesso su concezioni discordanti se non antitetiche.
LIBRI - "Cittadini stranieri in provincia di Bologna: caratteristiche e tendenze", a cura Provincia di Bologne e Istituto Cattaneo
Si tratta dell'Annuario statistico realizzato per l'Osservatorio delle Immigrazioni della Provincia di Bologna dalla Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo. Raccoglie tre report:
- Profilo socio-demografico dei cittadini stranieri in provincia di Bologna al 31 dicembre 2010
- Mercato del lavoro e cittadini stranieri in provincia di Bologna
- Cittadini stranieri e condizione sociale in provincia di BolognaCATALOGHI - "Obiettivo salute. Anno 2012-2013"
Il Catalogo presenta tutti progetti di educazione alla salute e dei corsi di formazione dell’Azienda USL di Bologna rivolto a Enti, Scuole e Associazioni per l'anno 2012-2013. La pubblicazione, promossa dall'Azienda Usl, si propone di diffondere le proposte educativo-formative che affrontano diverse tematiche di rilevante interesse per la salute pubblica.
BIBLIOGRAFIE - Dipendenze: gli articoli più interessanti dalle riviste specializzate (2011-2012)
Una delle necessità più significative che emerge in area socio-sanitaria è quella di ampliare il patrimonio di conoscenze specifiche su un tema, integrandolo con altre informazioni chead esso si correlano.
Nel campo delle dipendenze questa esigenza diviene anche uno strumento operativo importantissimo per consentire un costante monitoraggio dei fenomeni, la condivisione diun linguaggio tecnico comune, l'aggiornamento continuo degli operatori.
La pubblicazione del CESDA (Centro studi ricerca documentazione su dipendenze e aids di Firenze) rappresenta un esempio del lavoro dei Centri di Documentazione sulle Dipendenze (***), che hanno come priorità quella di promuovere una riflessione sul lavorodi cura e sui modelli operativi rispetto alla continua evoluzione dei contesti.
Attraverso una rassegna sistematica delle principali riviste scientifiche a cui il Centro Studi, Ricerca e Documentazione su Tossicodipendenze e Aids Cesda è abbonato, sono stati selezionati e suddivisi per tematiche gli articoli ritenuti di maggior interesse e per alcuni di questi è stato prodotto un abstract dei contenuti.
La ragione per cui si è deciso di utilizzare e interrogare le riviste scientifiche per realizzare il presente lavoro è legata alla maggiore attualità dei contenuti e alla minore accessibilità delle stesse rispetto alle pubblicazioni monografiche; inoltre molte delle riviste utilizzate sono riviste del settore e pertanto riportano esperienze e progetti specifici.
Questa pubblicazione vuole rappresentare un momento di approfondimento rispetto alle nuove tendenze e ai nuovi consumi che si sviluppano ed i ntersecano ad altri cambiamenti sociali. Per questa ragione si è ritenuto utile allargare il tema delle dipendenze con contributi di articoli su temi "prossimi": immigrazione, minori, carcere…rispecchiando la complessità e la multidisciplinarietà con le quali sono stati pensati e nel tempo riorganizzati i servizi per le dipendenze.
(***) anche in E.Romagna esiste una rete di Centri documentazione sulle dipendenze
Visita il sito del CESDA
RIVISTE - Riviste e newsletter sul tema minori e famiglie
Il settore minori e famiglie, raffrontandolo ad altri come la disabilità o l'immigrazione, non è particolarmente ricco di iniziative editoriali di infomazione, come riviste, newsletter, siti a carattere informativo e divulgativo. Le fonti a disposizione hanno un taglio da una parte tecnico, dall'altro promozionale legato a promuovere attività di associazioni e raccolte di fondi. A questo probabilmente contribuisce anche il fatto che a differenza degli altri classici target del sociale (anziani, disabili, immigrati, senza fissa dimora, carcerati) è l'unico in cui i diretti interessati molto difficilmente possono rappresentarsi da soli, venendo meno quindi tutta quella parte di iniziative di informazione e comunicazione legate al protagonismo di chi è direttamente coinvolto sui problemi e ai processi di empowerment.
Di seguito un elenco delle riviste italiane,cartacee oppure on line, e delle newsletter che trattano le tematiche relative ai minori in diversi ambiti (affido, adozione, maltrattamento e abuso, devianza, diritti, disabilità, aspetti clinici e psicopedagogici, ...)
Riviste
- Age stampa
- Azzurro child
- Rassegna bibliografica infanzia e adolescenza
- Cittadini in crescita
- Dalla parte dei bambini
- Famiglia oggi
- Il giornale dei genitori
- Giornale di neuropsichiatria dell'età evolutiva
- Minori Giustizia
- Psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza
- Quaderni di psicoterapia infantile
- Giornale di psicologia dello sviluppo ( già Età evolutiva)
- Maltrattamento e abuso all'infanzia
- Terapia famigliare
- Diritto e famiglie
- Rivista di studi familiari
Newsletter (tutte gratuite)
- Newsletter della Fondazione Abio, impegnata nell'assistenza dei bambini in ospedale
Iscrizione dalla home page di www.abio.org
- Newsletter dell'Associazione italiana dei ludobus e delle ludoteche
Iscrizione dalla home page di www.alipergiocare.org
- Newsletter dell'Associazione italiana degli avvocati per la famiglia ed i minori
Iscrizione dalla home page di www.aiaf-avvocati.it
- Newsletter del sito italiano dell'Unicef
Iscrizione dalla home page di http://www.unicef.it
- Newsletter del Telefono Azzurro
Iscrizione dalla home page di http://www.azzurro.it
- Newsletter dell'osservatorio nazionale sulla famiglia
Iscrizione dalla home page di http://www.osservatorionazionalefamiglie.it
- Newsletter dell'Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia
Iscrizione dalla home page di http://www.minoriefamiglia.it
- Newsletter del portale Genitori si diventa, sui temi dell'adozione
Iscrizione dalla home page di http://www.genitorisidiventa.org
- Newsletter del Centro Italiano aiuti all'infanzia
Iscrizione dalla home page di http://www.ciai.it
- Newsletter del CISF Centro studi documentazione internazionale famiglia
Iscrizioni dalla home page di http://www.stpauls.it/cisf/chisiamo.htm
- Newsletter dell’ANFAA ass.famiglie adottive affidatarie
Iscrizione dalla home page di http://www.anfaa.it/
- Newsletter CAI commissione adozioni internazionali
Iscrizione dalla home page http://www.commissioneadozioni.it
- Newsletrter CISMAI, coord.ital.servizi contro maltrattamento e abuso
Iscrizione dalla home page http://www.cismai.org
- Newsletter di Save the children Italia
organizzazione internazionale indipendente per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini
Iscrizione dalla home page di www.savethechildren.it
- Newsletter del canale Minori dell’Agenzia stampa DIRE
Richiedere a minori.news@dire.it
- Newsletter della Associazione Tutori volontari
Iscrizione dalla home page di http://www.tutori.it/ -
11 Gennaio 2013 | Salute, prorogate al 31 dicembre 2013 le misure contro la crisi. vedi
La Regione ha approvato, per il quarto anno consecutivo, la proroga per l'esenzione dal pagamento del ticket su visite ed esami specialistici per i residenti in Emilia-Romagna che hanno perso il lavoro, sono in cassa integrazione, in mobilità o con contratto di solidarietà. L'esenzione riguarda anche i famigliari a carico.
E' inoltre è prevista la distribuzione gratuita dei farmaci di fascia C per le famiglie in situazione di estremo disagio economico-sociale individuate o in carico ai Servizi sociali dei Comuni .
Per informazioni ci si può rivolgere al numero verde gratuito 800 033033 del Servizio sanitario regionale o consultare la Guida ai servizi sul portale Saluter
Leggi tutto nel sito della Regione E.Romagna
(fonte newsletter Regione E.Romagna) -
8 Gennaio 2013 | Pensioni e assegni di invalidità civile. Gli importi 2013 e una amara sorpresa..poi rientrata vedi
L'INPS con propria circolare ha fissato i nuovi importi delle pensioni/assegni/indennità legati all'invalidità civile (compresi ciechi e sordi civili) e in relativi limiti reddituali.
Leggi nel sito handylex la tabella con gli importi, che aumentano in media di una decina di euro al mese
L'amara sorpresa è che la stessa INPS ha comunicato nella stessa circolare (n. 149, 28 dicembre 2012...non a caso uscita in periodo di vacanze) di voler applicare dal 2013 una sentenza della Corte di cassazione del 2011 (Sezione Lavoro 25 febbraio 2011, n. 4677) in cui si indica che circa il limite di reddito per ottenere da parte degli invalidi civili al 100% la pensione di invalidità, che per l'anno 2012 era di 16.127 euro, si debba considerare non solo il reddito del diretto interessato , ma anche quello dell'eventuale coniuge, differentemente da quello che capita per le pensioni degli invalidi parziali o per i ciechi e sordi civili.
Dure le prese di posizione da parte dell'associazionismo del settore della disabilità che ha preannunciato ricorsi per la disparità di trattamento che paiono aver avuto un risultato: il Ministro Fornero ha scritto all'INPS invitando a sospendere l'esecutività della circolare in attesa che il Ministero possa approfondire la materia. L'INPS il 14 gennaio ha accolto la richiesta del Ministro.
Quindi per ora tutto come prima; il quadro di sfondo lo riassume il sottosegretario Cecilia Guerra in questa intervista.Continua così il ping pong tra Associazionismo, Inps, Governo, che dura ormai da oltre tre anni, e che vede il succedersi continuo di tentativi di erodere a vari livelli gli interventi per la disabilità e l'invalidità, ora agendo sulle risorse relative ai trasferimenti agli enti locali per i servizi, ora sulle risorse dei fondi nazionali (non autosufficienza, vedi anche tutta la querelle mediatica sulle SLA), ora con le rituali caccie ai falsi invalidi (che alla fine si sono rivelati poche migliaia), giocate sia dal punto di vista mediatico che di accentramento sull'INPS di tutte le competenze per la valutazione delle invalidità.
Una situazione perennemente fluida in cui tutte le parti, forze politiche comprese, si allontanano e si avvicinano in un continuo valzer.
(fonte sito handylex e redazione sportello sociale) -
8 Gennaio 2013 | Spesa per la protezione sociale in Italia. Pur nelle ristrettezze sempre più soldi e sempre meno servizi. vedi
"Nel 2011, il totale delle prestazioni di protezione sociale rese dalle Amministrazioni pubbliche è costituito per il 73,0 per cento da prestazioni sociali in denaro (71,9 per cento nel 2008), per il 10,7 per cento da prestazioni sociali in natura acquistate da produttori market (11,1 per cento nel 2008) e per il 16,3 per cento da prestazioni sociali in natura prodotte direttamente (17,0 per cento nel 2008).
La rappresentazione del sistema pubblico di protezione sociale che scaturisce da questi dati evidenzia una netta prevalenza delle prestazioni sociali in denaro sulle prestazioni in natura, prevalenza che nell’ultimo quadriennio tende a rafforzarsi ulteriormente".
Leggi tutto il capitolo 5 dell'Annuario Statistico italiano ISTAT.
(fonte newsletter Gruppo solidarietà) -
8 Gennaio 2013 | Terzo Rapporto sulla coesione sociale INPS. ISTAT, Ministero Politiche sociali vedi
L'Inps, l'Istat e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali presentano il terzo Rapporto sulla coesione sociale, articolato in due volumi.
Il primo volume, a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, rappresenta una guida ai principali indicatori utili a illustrare la situazione nel nostro Paese e la sua collocazione in ambito europeo. L'obiettivo è quello di fornire, in modo particolare ai policy maker, le indicazioni basilari per conoscere le situazioni economiche e sociali sulle quali intervenire per migliorare le condizioni di vita delle persone.
Il secondo volume, a cura di Istat, Inps e Ministero del lavoro, si compone di una serie di tavole statistiche che offrono dati, generalmente aggiornati al 2011, articolati a diversi livelli territoriali per consentire comparazioni
regionali e internazionali. A questo fine sono state utilizzate indagini statistiche ed archivi amministrativi nazionali (di fonte Inps, Ministero del lavoro e Istat) e fonti internazionali (Eurostat e Ocse).
All'indirizzo http://dati.coesione-sociale.it è disponibile il data warehouse contenente più di 700 indicatori - disaggregati per lo più a livello regionale - su demografia, lavoro, capitale umano, povertà, salute, politiche di
protezione e assicurazione sociale, politiche attive sul mercato del lavoro.
Le informazioni sono organizzate in tre sezioni: contesto socio-economico, che offre un quadro informativo socio-demografico, economico e del mercato del lavoro; famiglia e coesione sociale, in cui si rappresentano capitale umano, conciliazione tempo di lavoro e cura della famiglia, salute, povertà ed esclusione sociale; spesa e interventi per la coesione sociale, con dati sulla spesa sociale delle amministrazioni pubbliche, sulla protezione sociale, sulle politiche attive e passive del mercato del lavoro, sui servizi sociali degli enti locali.
(fonte ISTAT) -
8 Gennaio 2013 | Tra i nuovi poveri sempre più padri separati: apre a Rimini il “Residence dei babbi” vedi
Sostenere i padri separati che hanno difficoltà di tipo abitativo e aiutarli a ritrovare una completa autonomia. È con questa finalità che è nato il ‘Residence dei babbi’ del comune di Rimini.
Inaugurata nei giorni scorsi, la struttura (di proprietà di Asp Casa Valloni) ha 8 miniappartamenti di 25 metri quadrati ciascuno, un’ampia zona comune con diverse stanze e un cortile a verde.
“È il risultato di un percorso partecipato fatto insieme agli enti che si occupano di povertà – racconta Gloria Lisi, assessore comunale alle Politiche sociali – attraverso il quale abbiamo individuato 7 fasce di popolazione particolarmente vulnerabili, tra cui ci sono appunto i padri separati”. In seguito alla separazione, infatti, la casa familiare viene assegnata al coniuge che ha l’afffidamento dei figli (in genere la madre), mentre l’altro deve pagare una quota per il mantenimento, quota cui poi va aggiunta la spesa per l’affitto di un nuovo alloggio. L’effetto è una difficoltà economica, anche chi ha uno stipendio medio-alto.
“Il primo intervento a favore di queste persone è stato di tipo abitativo perché pur lavorando, faticano a sostenere le spese per un affitto a prezzi di mercato – continua Lisi – visto che il mantenimento dei figli può arrivare anche a 400 euro a minore”. Il ‘Residence dei babbi’ nasce proprio per aiutare queste persone con le problematiche abitative. “Si tratta ovviamente di soluzioni temporanee – spiega l’assessore – per sostenerli in un momento di difficoltà e aiutarli a ritrovare una completa autonomia”.
Padri in regime di separazione legale o di fatto che assolvono al dovere/obbligo di mantenimento dei figli, con un reddito disponibile inferiore a una soglia predeterminata (minimo Inps, incrementato del 70%) e residenti da almeno 3 anni nel Comune di Rimini. Sono questi i destinatari del progetto ‘Residence dei babbi’.
L’inserimento è previsto per un massimo di 18 mesi durante i quali i beneficiari dovranno corrispondere una quota pari a 150 euro mensili a cui vanno aggiunte le spese per le utenze (luce, acqua e gas). L’amministrazione comunale contribuisce con un finanziamento di 30 mila euro all’anno (la convenzione con Asp per la gestione del progetto è di 4 anni).Sostegno individualizzato e promozione della relazione padri/figli. Oltre all’inserimento nel residence il progetto ha altre finalità, tra cui la predisposizione di percorsi di supporto familiare, legale e psicologico, percorsi di supporto dell’esercizio delle funzioni genitoriali attraverso la messa a disposizione di aree ludico-ricreative gestite da figure competenti e percorsi di accompagnamento all’utilizzo della struttura per la promozione delle relazioni interne ed esterne nella rete messa a disposizione dai servizi. “Nel residence è stata ricavata un’area comune in cui i genitori, non solo gli 8 che vi abitano ma anche altri, possono stare con i figli – spiega Lisi – Spesso, infatti, l’unico luogo in cui i genitori separati incontrano i figli sono i centri commerciali con tutto ciò che comporta il trascorrere del tempo in un luogo come quello: gli spazi comuni nel residence sono predisposti per dare la possibilità ai padri di trascorrere del tempo con i propri figli, senza implicazioni di tipo commerciale”.
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(fonte redattoresociale) -
8 Gennaio 2013 | New York Times: il paradosso italiano sui rifugiati vedi
Ufficialmente sono “protetti” dallo Stato, in realtà sono abbandonati a loro stessi, spesso in condizioni disumane. È “il paradosso italiano sui rifugiati” descritto in questi giorni dal New York Times.
Una lunga corrispondenza firmata da Elisabetta Povoledo descrive la vita di ottocento rifugiati africani ammassati nel Salaam Palace, un edificio abbandonato alla periferia sud di Roma. Un esempio del “fallimento dell’Italia nell’assistere e integrare le persone alle quali ha riconosciuto l’ asilo in base alle sue leggi”.
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Leggi l'articolo del New York Times
(fonte stranieri in Italia) -
8 Gennaio 2013 | Profughi del Nord Africa, da gennaio l'assistenza passa dalla protezione civile alle Prefetture vedi
E' terminata il 31 dicembre l’emergenza umanitaria per i profughi del Nord Africa, che da marzo 2011 ha coinvolto anche l’Emilia-Romagna insieme ad altre Regioni. Come stabilito dal decreto 95 del luglio 2012, sta per terminare il compito affidato alla Protezione civile, nazionale e regionale, individuata come Soggetto attuatore nazionale per gestire l’emergenza.
Leggi tutto su sociale emilia-romagna
(newsletter sociale emilia-romagna) -
8 Gennaio 2013 | Le biblioteche, rifugio dalla crisi. Così la cultura diventa welfare vedi
Hanno visto cambiare le abitudini dei cittadini. Hanno subìto tagli consistenti di risorse. Sono state testimoni e contemporaneamente vittime della crisi che soprattutto nell’ultimo anno le ha sempre più rese luoghi-rifugio, pur facendo cultura. I cittadini hanno lottato per riaprirle, come è successo a Borgo Panigale. Le biblioteche di Quartiere: 11 «microcosmi» incastonati nel territorio di cui sono da sempre lo specchio più fedele, oltre che un punto di riferimento.
Leggi tutto sul Corriere di Bologna
(fonte Corriere della sera edizione Bologna, 4.1.13) -
8 Gennaio 2013 | I detenuti nelle carceri italiane vedi
Sono circa 10 milioni i detenuti nel mondo, in gran parte già condannati. Il tasso di detenzione per 100.000 abitanti è pari a 112,6 in Italia, a 127,7 in Europa, a 156 nel mondo.
Al 31 dicembre 2011 erano detenute nelle carceri italiane 66.897 persone, con una riduzione dell'1,6% rispetto al 2010. Il numero di detenuti presenti è di gran lunga superiore alla capienza regolamentare, fissata a 45.700 posti. Negli ultimi 11 anni l'ammontare della popolazione detenuta ha subito un incremento del 25,8%.
La maggior parte dei detenuti entrati nelle carceri nel 2011 (76.982) è in attesa di giudizio, mentre soltanto il 10% circa ha una condanna definitiva. Il 25% di questi torna in libertà entro una settimana. Il cosiddetto fenomeno delle "porte girevoli" (detenzioni brevi) riguarda quasi esclusivamente gli imputati (il 98%).
Le violazioni della normativa sugli stupefacenti rappresentano la tipologia più diffusa di reati per i detenuti presenti (27.459). Seguono i reati contro il patrimonio, per i quali si contano 17.285 detenuti che hanno commesso rapine e 13.109 furto.
Il 95,8% dei detenuti è di sesso maschile: si tratta di una quota stabile nel corso del tempo.
Cresce al 36% la percentuale dei detenuti stranieri (era il 29% nel 2000). Tra i detenuti entrati in carcere dallo stato di libertà gli stranieri rappresentano il 43%.
Le detenute con prole al seguito sono ospitate in sezioni idonee per bambini fino a tre anni. Al 31 dicembre 2011 erano 50 e avevano quasi tutte un solo figlio con sé, mentre le donne Gli asili nido funzionanti al 31 dicembre 2011 erano 17.
Il problema del sovraffollamento rende l'impatto con il carcere molto duro. La media in Italia è pari a 146 detenuti su 100 posti letto: la situazione peggiore si registra in Puglia (182 detenuti presenti ogni 100 posti disponibili), la migliore in Trentino Alto Adige (72). Il problema del sovraffollamento è minore per le detenute.
Leggi nel sito ISTAT
(fonte ISTAT) -
8 Gennaio 2013 | Decreto Stabilità, sì del Senato: circa 600 milioni ai fondi Politiche sociali e Non autosufficienza vedi
La lunga telenovela sulla legge di stabilità e la consistenza di un Fondo per la non autosufficienza si è, nel bene e nel male, finalmente conclusa. Il Senato ha accordato la fiducia al governo, approvando con 199 voti favorevoli, 55 contrari e 10 astensioni il maxiemendamento che ha interamente sostituito le precedenti bozze del provvedimento, atteso ora alla Camera per il sì definitivo, che è scontato e che segnerà di fatto la fine della legislatura.
Nel Fondo per la non autosufficienza ci saranno 275 milioni nel 2013, cui si somma un'eventuale ulteriore disponibilità fino a 40 milioni di euro recuperati dai controlli straordinari dell'Inps sulle invalidità. Una cifra, i 275 (ma anche gli eventuali 315) lontana dalla soglia che le associazioni avevano chiesto: 400 milioni. E i commenti infatti, pur nella onsiderazione che rispetto al passato più recente si tratta comunque di un passo avanti, sono negativi. Rispetto al testo che era stato approvato alla Camera, non c’è più la tassazione della reversibilità delle pensioni di guerra: queste ultime dunque rimangono totalmente esenti dall’Irpef, come finora è sempre stato: bocciate dunque tutte le ipotesi circolate negli ultimi tre mesi per sottoporle a tassazione.
Nel dettaglio, in riferimento ai fondi di natura sociale, il testo conferma la dotazione di 300 milioni per il Fondo per le Politiche sociali già presente nella prima versione della Camera e integra ulteriormente il Fondo per la non autosufficienza: ai 200 milioni già previsti nella prima versione se ne aggiungono altri 75, per un totale di 275. A questi, poi, è previsto se ne possano aggiungere degli altri, fino a 40 milioni, derivanti dai risparmi ottenuti dai controlli straordinari sulle invalidità.
E' insomma una copertura "ballerina", perché occorrerà verificare il risultato effettivo ottenuto da tali controlli. Da tempo le principali organizzazioni di persone con disabilità contestano l'utilità di tali controlli straordinari facendo notare la volatilità in termini di risparmio e le notevoli spese che l'Inps deve affrontare per metterli in piedi.
Tutto ciò al netto dei contenziosi che sempre più frequentemente si aprono fra l'Istituto e persone invalide che hanno avuto una diminuzione della percentuale riconosciuta, contenziosi che vedono l'Inps soccombere nella maggioranza dei casi. Le risorse che si libereranno sono non a caso definite "eventuali" dallo stesso testo della legge di stabilità, che al riguardo precisa che esse devono essere accertate "a consultivo e su base pluriennale come effettivamente aggiuntive rispetto a quelle derivanti dai programmi di verifica già previsti prima dell'entrata in vigore della presenza legge". Non basterà dunque che provengano da nuove visite di accertamento, ma dovranno sorgere proprio dai controlli straordinari ffettuati a partire dal 2013. Occorrerà aspettare molto per averle a disposizione, ammesso e non concesso che tali risparmi si generino effettivamente. Sarà il Ministero dell'Economia a riassegnare tali risorse, a suo tempo, all'interno del Fondo non autosufficienza.
I controlli straordinari legati all'aumento del Fondo sono istituiti proprio dalla stessa legge di stabilità: si tratta di 150mila controlli straordinari annui previsti per tre anni, dal 2013 al 2015, per un totale di 450mila controlli ulteriori rispetto alle verifiche ordinarie già attuate dall'Inps (è la cosiddetta "lotta ai falsi invalidi").
[...]
Intanto non si fanno attendere i commenti dal modo associativo. La FISH, federazione italiana per il superamento dell'handicap, commentando la copertura del fondo trovata in extremis nella legge di Stabilità, ha puntato il dito contro i deputati Pdl e Udc “totalmente assenti da questa iniziativa”. Barbieri: “si tratta di un inversione di tendenza rispetto ad ultimi 2 anni, ma il finanziamento è nsufficiente”.
(fonte newsletter quotidianosanità) -
8 Gennaio 2013 | Bologna, “Una casa per la famiglia K”: raccolti 4.300 euro in 25 giorni vedi
In soli 25 giorni la campagna di raccolta fondi lanciata dall’associazione Amici di Piazza Grande “Una casa per la famiglia K” ha permesso di raccogliere circa 4.300 euro. L’obiettivo è arrivare a 6 mila euro, tanti ne servono per garantire l’affitto di una casa per la famiglia K, padre, madre e 4 figli che, dal 4 dicembre, sono stati accolti in un dormitorio. Il progetto di Piazza Grande è legato a un problema emergente anche sul territorio bolognese, fanno sapere dall’associazione, “la diffusione di condizioni di estrema povertà anche tra i nuclei familiari di lavoratori e delle conseguenti difficoltà di accoglienza nelle strutture esistenti”.
Da un mese, 4 bambini di cui 3 minorenni dormono in una struttura in cui sono accolte varie tipologie di persone: non solo poveri, ma anche tossicodipendenti o persone con problemi di disagio mentale. “È la prima volta – continua la nota – che a Bologna dei bambini sono costretti a vivere in un dormitorio”.
Il padre della famiglia K è arrivato in Italia 4 anni fa. Dopo le prime difficoltà, ha trovato lavoro in un ristorante e una casa in cui vivere con la sua famiglia, la moglie e 4 figli, che lo ha raggiunto a Bologna. Le cose sono andate bene fino a quando il ristorante è fallito. Dopo alcuni mesi la famiglia ha dovuto lasciare la casa in cui viveva in afffitto, trovando ospitalità da un parente per qualche tempo.
Poi si sono dovuti arrangiare. E per 2 mesi la famiglia ha vissuto in un parco della città. A ottobre, con l’intervento dei servizi sociali, la madre e i figli sono stati accolti in un albergo di Bologna, mentre il padre ha continuato a dormire per strada. Finché, con il Piano freddo del Comune, sono stati accolti tutti in dormitorio. Nel mese di dicembre, il padre ha potuto lavorare come guardia notturna nella tenda della Bottega Ex Aequo allestita in piazza Re Enzo in occasione del Natale.
L’iniziativa per aiutare la famiglia K. fa parte della campagna di Piazza Grande “Tutti a casa” il cui obiettivo è quello di fornire una casa a ogni persona senza dimora. “I casi come quello della famiglia K. sono sempre più frequenti e le possibilità di accoglienza che vadano oltre al dormitorio sono molto rare – fanno sapere dall’associazione Piazza Grande – La casa è un diritto di tutti e nessuno oggi sceglie di dormire su un cartone, non solo, il costo procapite per un dormitorio è più alto di quello per l’affitto di un appartamento”. Una casa è l’unico modo per migliorare davvero le condizioni di vita delle persone senza dimora, per favorire i percorsi di reinserimento sociale e di recupero della piena cittadinanza.
I soldi raccolti con la campagna “Una casa per la famiglia K.” saranno devoluti a garantire l’affitto di 1 casa. Il rendiconto dettagliato delle spese e l’estratto del conto corrente dedicato alla raccolta verranno pubblicati on line ogni mese sulla pagina di Piazza Grande.
Donazioni on line oppure con bonifico bancario (Iban IT13D0335901600100000069600)
(fonte redattoresociale) -
4 Gennaio 2013 | Convegni e corsi sociali a Bologna (gennaio 2013) vedi
I convegli, le conferenze, i seminari, i corsi a Bologna e provincia utili pwer chi lavora ed opera in campo sociale
giovedì 10 gennaio
seminario "Convegno di sensibilizzazione contro le discriminazioni"
a cura Asp Poveri vergognosi, Ass.Pari opportunità, Ass.Oltremodo
ore 16,00, sala multimediale, Q.re San Vitale, vicolo Bolognetti 2, Bologna
lunedì 14 gennaio
convegno "Servizio civile: ne vale la pena!"
a cura regione E.Romagna
dalle 9,45 alle 13,00, sala polivalente Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna, viale Aldo Moro 50, Bologna
giovedì 17 gennaio
convegno ""Volontariato giustizia e istituzioni locali: un'occasione per crescere insieme"
promosso da Regione E.Romagna, Provincia di Bologna, Conferenza volontariato giustizia Emilia-Romagna
dalle 10,00 alle 16,30, sala polivalente Assemblea legislativa, v.le A.Moro 50, Bologna
da giovedì 17 gennaio
corso di formazione "Assistenza e vicinanza alle persone in stato vegetativo e di minima coscienza"
a cura di IPPSER
Informazioni: Tel.051.227200 - ipsser@libero.it
venerdì 18 gennaio
convegno "AD ALT®A VOCE. La comunicazione interculturale in Emilia-Romagna"
a cura di Regione E.Romagna
dalle 9,30 alle 13,30, Sede della Regione Emilia-Romagna, Viale Aldo Moro 21, Sala 417/c, Bolognamercoledì 23 gennaio
seminario "Integrazioni delle giovani generazioni, italiane e immigrate. Bande giovanili di strada: il gruppo come forma di inclusione"
a cura Istituzione inclusione sociale Comune Bologna
dalle ore 9.30 alle ore 13.00 presso il Centro Interculturale Zonarelli, via G. A. Sacco 14, Bolognavenerdì 25 gennaio
seminario "Sport e Integrazione "
a cura Progetto Amitie
dalle ore 17 alle 19,30 , presso l'Urban Center, Salaborsa, Piazza Nettuno 3, Bolognavenerdì 25 gennaio
convegno "Spazio e dignità. Sovraffollamento carcerario, aministia e indulto"
a cura Garante detenuti E.Romagna
dalle 9 alle 14, Sala polivalente “Guido Fanti” della Regione, Viale Aldo Moro 50, Bologna