dove mi trovo: la tarsia

La tarsia

la tarsia

La tarsia (dall’arabo tarsì) è una tecnica di antichissime origini,che consiste nel ritaglio di elementi di varie materie,forme e colori,connessi in modo da realizzare disegni geometrici o figurati. A seguito della iconoclastia bizantina l’intarsio,il mosaico e quindi la tarsia acquisirono valore dottrinale.

Inizialmente prevalse la tarsia “alla certosina”,che trae origine dai mosaici orientali e fu usata per decorare cofanetti,arredi sacri ecc…,soprattutto in Lombardia ed a Venezia. Ebbe il massimo della fioritura tra il ‘ 400 e il ‘500,quando,attraverso la prospettiva,sviluppò il repertorio decorativo,in vedute prospettiche o volumi geometrici.

Nel Rinascimento il maggiore campo di applicazione fu negli stalli dei cori (v. S. Domenico a Bologna,opera di frà Damiano da Bergamo tra il 1530 e il 1538) e negli studioli (v. lo studiolo di Federico di Montefeltro nel Palazzo ducale di Urbino,realizzato da Braccio Pontelli tra il 1474 e il 1476,su disegno di Piero della Francesca).

la tarsia

Nel Barocco la tarsia in legno divenne complementare alla scultura lignea. In seguito ritornò ad essere preziosa decorazione in oro,argento,madreperla ecc…di piccoli oggetti. Continuò invece applicata all’ebanisteria in Francia e in Germania e ritornò in auge nel ‘700 con l’importazione di legni pregiati dall’Asia centrale.

Oggi,a causa del progresso tecnico e commerciale del dopoguerra,l’arte dell’intarsio e della tarsia si è in gran parte persa. Sergio Govoni continua a tener viva la tradizione artigianale della tarsia,usando una tecnica particolare con la quale ottiene quelle che definisce “pitture in legno”. Toglie e aggiunge i legni di diverse tonalità,come se usasse i colori a pennello,incollando poi tutti i vari elementi su di un pannello di compensato,così da riprodurre il disegno preparatorio o l’immagine prescelta. Usa il legno nelle sue diverse essenze e tonalità (noce,faggio,ciliegio,palissandro…) ottenendo così colori naturali,tranne un tipo di verde. Il taglio in sottili lamelle gli consente un’accurata ricerca del particolare cromatico e veristico. Lo spessore sottile conferisce ai lavori garanzia assoluta di durata ed il trattamento finale con moderne vernici li rende impermeabili,esaltandone la vivezza dei colori.

 

(a cura di Iana Testoni e Pietro Narcisi)