dove mi trovo: quadri

I quadri

Le "Pitture" di Sergov.

La bellezza delle Tarsie di Sergov sfugge alla macchina fotografica. La fotografia non può che catturare parzialmente la meraviglia della scoperta di un' arte antica, artigianal-pittorica decennale, silenziosa, metodica, ricca di fascino e di insospettabile vitalità.

Per cercare di alterare il meno possibile gli equilibri di vita e di lavoro di Govoni, le sue tarsie sono state fotografate direttamente nei luoghi in cui al momento si trovano: la sua casa e la falegnameria di famiglia, ora studio di via Zannoni, in cui Sergov "innamorato del suo lavoro" continua a recarsi quotidianamente.

In questi mesi mentre ci apprestavamo a scoprire la sua arte, osservandola, Govoni - narratore dalla memoria lucidissima - ha "ricreato" per noi ogni quadro. Abbiamo così potuto conoscere "il mondo di Sergov": l'episodio o l'aneddoto che ispirò una creazione, un dettaglio importante che non sfugge ad un osservatore acuto, i nessi tra le sue opere, la sua passione per le rose, la sua famiglia.

La sorella Elena, musa ispiratrice e sua grande estimatrice e i Fratelli che "come due padri" gli hanno permesso di dedicarsi alla tarsia piuttosto che al lavoro di ebanista e che riappaiono attraverso l'arte sapiente delle cornici, con i loro spigoli tanto necessari quanto delicati.

Gli stessi nomi apposti ai quadri- laddove non erano già stati codificati- sono stati estrapolati dal racconto, ricco e appassionante.

Alcune di queste "storie" saranno proposte qui, altre troveranno spazio successivamente, perché, è il caso di sottolinearlo, il racconto continua. Quella che vedrete sul sito è, infatti, solo una parte delle opere di Sergov. Le sue "creature" sono infatti circa 150 tra tarsie e "capricci", ovvero sculture, "gessetti", piccoli oggetti. Lasciatevi stupire dalle immagini che seguono, ricordando che si tratta di tarsie: la loro bellezza si può effettivamente apprezzare solo dal vivo, respirando il "legno vivo", godendo delle sfumature, dei colori, dei dettagli, della vita che c'è dentro creata dal rigore dell'artigiano e dal genio dell'artista.

Sergov, un "pittore mancato", perché nel dopoguerra occorreva pensare "prima ai maccheroni" e il pittore era un risaputo vagabondo squattrinato. Ma Sergov, facendo di necessità virtù, ha saputo regalarci delle "tarsie che sembrano dipinti", frutto della ricerca minuziosa compiuta sulle varietà di legno, di un'innegabile perizia tecnica e di una grande passione per il suo lavoro.

"Omaggio a Sergov" è solo il primo passo verso la possibilità di accedere a questo grande patrimonio che la città di Bologna ha e che riconosce di avere.

(a cura di Paola Forte)

alcuni quadri di sergov
"Vorrei lasciare i miei quadri ai bambini di Bologna. I bambini sono l'avvenire del mondo." (Sergov)

 

NB: I colori non solo fedeli all'originale