È a partire dai primi del Novecento che le Due Torri cominciano ad essere oggetto di studi scientifici mirati. Nel 1902 Francesco Cavani condusse a termine l’esatto rilievo della forma della Garisenda, determinandone precisamente lo strapiombo (3,22 metri verso est/sud-est), e dimostrando al tempo stesso come l'irraggiamento solare, pur provocando spostamenti delle sommità della torre Asinelli rispetto alla base, non le nuocesse affatto bensì ne assicurasse la singolare elasticità. Da allora la Garisenda sarà costantemente trascurata, sia nei lavori di studio e monitoraggio sia soprattutto in quelli di restauro e consolidamento.
Negli anni Settanta l’Asinelli è stata nuovamente oggetto di indagini e lavori di consolidamento e restauro, ma è solo nel 1993 che viene stipulata una convenzione tra il Comune e l’Università di Bologna per effettuare ricerche più strutturate sullo stato di conservazione e sulla sicurezza statica delle Due Torri.
Fu data in tal circostanza priorità alla torre Asinelli e, con la preziosa collaborazione della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici, vennero eseguite indagini esclusivamente su di essa. In seguito l’attenzione venne focalizzata anche sulla torre Garisenda: una prima relazione tecnica prodotta nel 1997 avvertiva della necessità di procedere a urgenti e accurati accertamenti per la torre, per lungo tempo più trascurata della consorella, rispetto alla quale non si avevano sufficienti dati né sulla reale consistenza delle sue strutture murarie e fondali, né sulle effettive sollecitazioni cui esse erano sottoposte, principalmente a causa della notevole pendenza. A ciò dovevano attivarsi opere di restauro per rafforzare la muratura della Garisenda e per arrestare il degrado dei paramenti conseguente agli agenti atmosferici.
Nel 1998 il Comune di Bologna, con il contributo finanziario della Fondazione del Monte e di Rolo Banca 1473, ha dunque avviato la prima fase di restauro delle Torri, affidando ad un gruppo di lavoro coordinato dal Professor Claudio Ceccoli le indagini preliminari sullo stato di conservazione delle Torri e l’elaborazione del progetto di consolidamento della Garisenda.
Contestualmente alle indagini, si è proceduto con una prima sessione di interventi di consolidamento statico della Garisenda nel 2000, anno in cui Bologna celebrava il titolo di Capitale Europea della Cultura.
La prima fase ha contemplato il posizionamento di un telaio interno alla torre, con catene passanti e capichiave di contrasto, nonché iniezioni locali di miscele opportunamente studiate e compatibili con la muratura esistente per il ripristino delle murature degradate.
Rimossi i ponteggi, dopo un periodo di controllo e monitoraggio delle Torri durato più di cinque anni, con il contributo finanziario della Fondazione del Monte è finalmente partita la seconda fase di restauro, che prevede l’ultimazione dell’intervento sulla Garisenda. Nei prossimi mesi verranno anzitutto applicate cinture esterne a tensionamento controllato come ulteriore strumento di rinforzo, per certi aspetti simile ma più efficace rispetto alle cinture già da tempo utilizzate per la torre degli Asinelli.
Ma il fulcro di questa seconda sessione di interventi consiste poi nell’applicazione su ambo le Torri di un complesso sistema di monitoraggio.
Le nuove tecnologie oggi a disposizione permettono di tradurre in digitale tutte le informazioni reperite in anni di indagini analogiche, consentendo di realizzare simulazioni e calcoli attraverso sofisticati modelli matematici, funzionali alla progettazione delle opere di consolidamento e rinforzo delle Torri. Il sistema di monitoraggio, così come è stato ideato, è in grado nei prossimi anni di produrre dati tramite cui dare conferma degli studi preliminari fin qui condotti e rispetto ai quali definire e correggere sistematicamente gli interventi di restauro futuri. Tali dati consentono infatti di tenere sotto costante controllo l’affaticamento delle strutture murarie e dei materiali, in relazione ad elementi critici come il peso proprio, il vento, eventuali azioni sismiche, vibrazioni indotte dal traffico.
A cura di Articolture, in collaborazione con la Redazione Iperbole
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Ultimo aggiornamento: 24/07/2009 19:32