Il progetto si fonda sul database della Resistenza bolognese realizzato dal Settore Cultura – Progetto Nuove Istituzioni Museali del Comune di Bologna e dal CINECA, in collaborazione con ANPI, ISREBO, Istituto Parri e con la supervisione di Nazario Sauro Onofri. Si deve a questo progetto, chiamato “Monumenti che parlano”, la ricostruzione virtuale dei sacrari bolognesi – l’Ossario della Certosa ed il Sacrario di Piazza Nettuno – dedicati ai caduti nella Lotta di Liberazione visibile attraverso i link che si trovano in fondo alla pagina. Il database permette di consultare le relazioni e le informazioni sui caduti, le battaglie e le formazioni protagoniste della Resistenza a Bologna, la loro documentazione fotografica, le riproduzioni di documenti d’epoca, i contributi audio e video.
Testi delle schede di Simona Salustri
Immagini di Patrizia Pedone
Mappa elaborata da Giuseppe Di Tommaso
Si ringrazia Giancarlo Grazia dell’Anpi Saragozza senza il quale questa mappa non sarebbe stata realizzata
Il Quartiere Saragozza ringrazia l'ANPI Saragozza, il Centro Sociale "La Pace" e lo SPI Saragozza per la partecipazione al progetto
Nel Parco di Villa Cassarini si trova un monumento dedicato alle vittime omosessuali del nazismo e del fascismo. Un triangolo in marmo rosa incastonato tra sanpietrini, posti anch’essi in forma triangolare, simboleggia la persecuzione degli oltre 10.000 omosessuali rinchiusi dopo il 1933 nei campi di concentramento del Terzo Reich. Distinti dagli altri prigionieri (ebrei, zingari, avversari politici, criminali comuni) per mezzo di un triangolo di colore rosa cucito sulla divisa, gli omosessuali furono internati nei campi dal nazismo sin dagli anni Trenta, mentre in Italia il fascismo colpì chi era tacciato del reato di “atti contro la prosecuzione della razza” con il confino e la limitazione delle libertà personali.