Il progetto si fonda sul database della Resistenza bolognese realizzato dal Settore Cultura – Progetto Nuove Istituzioni Museali del Comune di Bologna e dal CINECA, in collaborazione con ANPI, ISREBO, Istituto Parri e con la supervisione di Nazario Sauro Onofri. Si deve a questo progetto, chiamato “Monumenti che parlano”, la ricostruzione virtuale dei sacrari bolognesi – l’Ossario della Certosa ed il Sacrario di Piazza Nettuno – dedicati ai caduti nella Lotta di Liberazione visibile attraverso i link che si trovano in fondo alla pagina. Il database permette di consultare le relazioni e le informazioni sui caduti, le battaglie e le formazioni protagoniste della Resistenza a Bologna, la loro documentazione fotografica, le riproduzioni di documenti d’epoca, i contributi audio e video.
Testi delle schede di Simona Salustri
Immagini di Patrizia Pedone
Mappa elaborata da Giuseppe Di Tommaso
Si ringrazia Giancarlo Grazia dell’Anpi Saragozza senza il quale questa mappa non sarebbe stata realizzata
Il Quartiere Saragozza ringrazia l'ANPI Saragozza, il Centro Sociale "La Pace" e lo SPI Saragozza per la partecipazione al progetto
A differenza di don Elli, don Ilario Lazzaroni non riuscì a sopravvivere alla guerra. Sacerdote sin dal 1929, laureato in teologia e lettere presso l’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, don Ilario Lazzaroni insegnò a Bologna nel Collegio San Luigi e presso l’Istituto magistrale delle Figlie del Sacro Cuore. Con lo scoppio della guerra divenne cappellano militare rimanendo nell’esercito fino all’8 settembre 1943 quando decise di non aderire alla Rsi. Il 25 luglio 1944 i tedeschi lo catturarono e lo uccisero durante un’azione di rappresaglia in provincia di Forlì, dove si era rifugiato presso il fratello parroco insieme ad alcune persone che stava aiutando.