MONUMENTI CHE PARLANO: LA RESISTENZA A SARAGOZZA

 


Il progetto si fonda sul database della Resistenza bolognese realizzato dal Settore Cultura – Progetto Nuove Istituzioni Museali del Comune di Bologna e dal CINECA, in collaborazione con ANPI, ISREBO, Istituto Parri e con la supervisione di Nazario Sauro Onofri. Si deve a questo progetto, chiamato “Monumenti che parlano”, la ricostruzione virtuale dei sacrari bolognesi – l’Ossario della Certosa ed il Sacrario di Piazza Nettuno – dedicati ai caduti nella Lotta di Liberazione visibile attraverso i link che si trovano in fondo alla pagina. Il database permette di consultare le relazioni e le informazioni sui caduti, le battaglie e le formazioni protagoniste della Resistenza a Bologna, la loro documentazione fotografica, le riproduzioni di documenti d’epoca, i contributi audio e video.

Testi delle schede di Simona Salustri
Immagini di Patrizia Pedone
Mappa elaborata da Giuseppe Di Tommaso
Si ringrazia Giancarlo Grazia dell’Anpi Saragozza senza il quale questa mappa non sarebbe stata realizzata
Il Quartiere Saragozza ringrazia l'ANPI Saragozza, il Centro Sociale "La Pace" e lo SPI Saragozza per la partecipazione al progetto

 

 

Lapide Mario Jacchia

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Lapide Mario Jacchia

L’avvocato Mario Jacchia fu uno dei maggiori animatori della Resistenza emiliano-romagnola. Reduce della prima guerra mondiale, fervente nazionalista e poi iscritto al primo fascio bolognese, Jacchia si allontanò dal fascismo in seguito all’aggressione subita dal padre e dal fratello e all’incendio del suo studio. Passato all’antifascismo dopo le leggi razziali che gli impedirono di svolgere la professione forense, l’avvocato si impegnò a Roma sin dall’8 settembre per organizzare una forza militare da opporre ai tedeschi. Tornato a Bologna lavorò con Massenzio Masia alla creazione del primo Comitato unitario di azione antifascista bolognese e, tra la fine del 1943 e i primi mesi del 1944, reppresentò il Partito d’Azione all’interno del Cln dell’Emilia-Romagna. Incaricato di tenere i collegamenti tra il PdA bolognese e la direzione milanese, Jacchia ricoprì anche importanti compiti militari: fu nominato ispettore delle formazioni Giustizia e libertà per l'Emilia e infine ebbe il comando militare delle forze partigiane del nord della regione. Catturato dai fascisti a Parma durante una riunione, venne consegnato ai tedeschi che, dopo averlo torturato inutilmente per estorcergli informazioni, lo uccisero facendo sparire il cadavere. Il suo corpo non ha mai avuto sepoltura.



Il Sacrario dei partigiani
in Piazza Nettuno a Bologna
Monumento Ossario ai partigiani
nella Certosa di Bologna

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