MONUMENTI CHE PARLANO: LA RESISTENZA A SARAGOZZA

 


Il progetto si fonda sul database della Resistenza bolognese realizzato dal Settore Cultura – Progetto Nuove Istituzioni Museali del Comune di Bologna e dal CINECA, in collaborazione con ANPI, ISREBO, Istituto Parri e con la supervisione di Nazario Sauro Onofri. Si deve a questo progetto, chiamato “Monumenti che parlano”, la ricostruzione virtuale dei sacrari bolognesi – l’Ossario della Certosa ed il Sacrario di Piazza Nettuno – dedicati ai caduti nella Lotta di Liberazione visibile attraverso i link che si trovano in fondo alla pagina. Il database permette di consultare le relazioni e le informazioni sui caduti, le battaglie e le formazioni protagoniste della Resistenza a Bologna, la loro documentazione fotografica, le riproduzioni di documenti d’epoca, i contributi audio e video.

Testi delle schede di Simona Salustri
Immagini di Patrizia Pedone
Mappa elaborata da Giuseppe Di Tommaso
Si ringrazia Giancarlo Grazia dell’Anpi Saragozza senza il quale questa mappa non sarebbe stata realizzata
Il Quartiere Saragozza ringrazia l'ANPI Saragozza, il Centro Sociale "La Pace" e lo SPI Saragozza per la partecipazione al progetto

 

 

Lapide ebrei bolognesi morti in campo di sterminio

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Lapide ebrei bolognesi morti in campo di sterminio
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Lapide ebrei bolognesi morti in campo di sterminio

Una seconda lapide ricorda la vicenda degli ebrei bolognesi. Si tratta degli 85 appartenenti alla comunità israelitica che dopo l’8 settembre 1943 furono deportati e trovarono la morte nei campi di sterminio nazisti. Tra essi figura anche il rabbino capo Alberto Orvieto arrestato a Firenze con la moglie e trasferito ad Auschwitz, campo di sterminio dal quale non fece più ritorno. La prima grossa retata risale all’inizio di novembre del 1943 quando le SS, in possesso di elenchi forniti dai fascisti, arrestarono 400 degli ebrei bolognesi presenti in città e ne deportarono una ventina. Un mese dopo, la seconda retata, compiuta direttamente dai militi della Repubblica sociale italiana, portò alla devastazione e al saccheggio delle abitazioni di numerose famiglie ebree, prelevate e inviate nei campi di sterminio.
La strada dove è posta la lapide è intestata a Mario Finzi che, insieme a Eugenio Heiman, fu l’anima della sezione bolognese della Delegazione assistenza emigrati (Delasem), la rete di aiuto che operò in Italia a partire dal 1939 per fornire assistenza materiale e religiosa agli ebrei in fuga di tutta Europa, occupandosi anche dei ragazzi rifugiati a Villa Emma nel Modenese.

 



Il Sacrario dei partigiani
in Piazza Nettuno a Bologna
Monumento Ossario ai partigiani
nella Certosa di Bologna

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