Questo percorso della memoria che attraversa il quartiere San Vitale, è stato possibile grazie al supporto della comunità di questo territorio e si basa sul database della Resistenza nella Provincia di Bologna realizzato dal Settore Cultura - Progetto Nuove Istituzioni Museali del Comune di Bologna e dal CINECA, in collaborazione con ANPI, ISREBO, Istituto Parri, con la puntuale supervisione di Nazario Sauro Onofri.
Si deve a questo progetto, che abbiamo chiamato "Monumenti che parlano", la ricostruzione virtuale dei sacrari bolognesi - l’Ossario della Certosa ed il Sacrario di Piazza Nettuno - dedicati ai caduti nella Lotta di Liberazione, ed è visibile attraverso i link che si trovano in fondo alla pagina.
Il database permette di consultare le relazioni e le informazioni sui caduti, le battaglie e le formazioni protagoniste della Resistenza a Bologna, la loro documentazione fotografica, le riproduzioni di documenti d’epoca, i contributi audio e video.
Il 18 aprile 1945, tre giorni prima della Liberazione, una tremenda esplosione rase al suolo la base partigiana di via Scandellara. Nello stabile si trovava un numeroso gruppo di partigiani che aspettava il momento dell'insurrezione della città. Tredici di loro morirono nello scoppio di cui non si è mai compresa esattamente la dinamica anche se è da mettere in relazione con l'ingente quantità di materiale esplosivo fatto di mine anticarro sottratte ai tedeschi e custodite nell'edificio. I primi soccorritori videro l'edificio ridotto in macerie e il bilancio dell'esplosione parla di 13 gappisti morti e numerosi altri partigiani rimasti più o meno feriti.
I gappisti caduti appartenevano alla 7° Brigata Gap "Gianni" proveniente da Medicina e da Castenaso. I partigiani morti nell'esplosione furono Enzo Balducci, Walter Giorgi,
Dante Brusa,
Rino Maiani,
Rossano Bruscaroli, Sergio Marchi, Dino Romagnoli, Giuseppe Zaniboni, Ezio Sabbioni, Alfio Zerbini, Iliano Zucchini, Giuseppe Zambrini e Luciano Zonarelli .
Sul luogo del disastro, in via Scandellara 12, è sorto un nuovo edificio su cui è apposta una lapide che ricorda quel fatto con le seguenti parole: "Il 18 aprile 1945, all'alba della libertà, dopo 20 mesi di eroica lotta contro i nazifascisti, trovarono tragica morte i gappisti della 7° Brigata GAP".