Questo percorso della memoria che attraversa il quartiere San Vitale, è stato possibile grazie al supporto della comunità di questo territorio e si basa sul database della Resistenza nella Provincia di Bologna realizzato dal Settore Cultura - Progetto Nuove Istituzioni Museali del Comune di Bologna e dal CINECA, in collaborazione con ANPI, ISREBO, Istituto Parri, con la puntuale supervisione di Nazario Sauro Onofri.
Si deve a questo progetto, che abbiamo chiamato "Monumenti che parlano", la ricostruzione virtuale dei sacrari bolognesi - l’Ossario della Certosa ed il Sacrario di Piazza Nettuno - dedicati ai caduti nella Lotta di Liberazione, ed è visibile attraverso i link che si trovano in fondo alla pagina.
Il database permette di consultare le relazioni e le informazioni sui caduti, le battaglie e le formazioni protagoniste della Resistenza a Bologna, la loro documentazione fotografica, le riproduzioni di documenti d’epoca, i contributi audio e video.
Il 18 agosto 1944 alla Croce del Biacco nei pressi della ferrovia Bo-Rimini (Via Due Madonne n° 23) furono fucilati:
Ferdinando Benassi anni 19, Bruno Montanari anni 19, Coriolano Gnudi anni 18.
A ricordo del loro sacrificio, dopo la guerra, fu eretto un piccolo cippo, un monumento di mattoni squadrato, con un tetto spiovente e sporgente, come a difendere la memoria dei tre caduti.
La fucilazione dei tre giovani privi di armi fu preceduta dal rastrellamento in cui furono concentrate oltre 100 persone in via Bassa dei Sassi di fronte all'ex Centro Latte Roveri per opera della Guardia Nazionale della Repubblica Sociale che aveva sede nella caserma di via Due Madonne; si trattava di uno dei più feroci gruppi di repubblichini che collaboravano con i nazisti. La fucilazione dei tre giovani avvenne a pochi metri dalla caserma delle Due Madonne, tra la ferrovia e le poche case che c'erano all'epoca.
Coriolano Gnudi era il più giovane dei tre: aveva solo 18 anni, la sua classe d'età non era ancora stata richiamata alle armi e non poteva quindi nemmeno essere accusato di diserzione.
Era nato nel 1926, abitava nei pressi della Villa dell'Istituto Sordomuti dell'attuale via Mattei e aveva conseguito la licenza elementare, e lavorava nei campi come "colono mezzadro". Apparteneva a una tipica famiglia mezzadrile della bassa pianura bolognese, formata da 22 componenti. Coriolano con i suoi familiari dopo l’8 settembre 1943 aderì al movimento resistenziale.