MONUMENTI CHE PARLANO: LA RESISTENZA A SAN VITALE


Questo percorso della memoria che attraversa il quartiere San Vitale, è stato possibile grazie al supporto della comunità di questo territorio e si basa sul database della Resistenza nella Provincia di Bologna realizzato dal Settore Cultura - Progetto Nuove Istituzioni Museali del Comune di Bologna e dal CINECA, in collaborazione con ANPI, ISREBO, Istituto Parri, con la puntuale supervisione di Nazario Sauro Onofri.

Si deve a questo progetto, che abbiamo chiamato "Monumenti che parlano", la ricostruzione virtuale dei sacrari bolognesi - l’Ossario della Certosa ed il Sacrario di Piazza Nettuno - dedicati ai caduti nella Lotta di Liberazione, ed è visibile attraverso i link che si trovano in fondo alla pagina.

Il database permette di consultare le relazioni e le informazioni sui caduti, le battaglie e le formazioni protagoniste della Resistenza a Bologna, la loro documentazione fotografica, le riproduzioni di documenti d’epoca, i contributi audio e video.

 

Lapide di casa Dossetti

Casa Dossetti, via Paolo Fabbri 104
Casa Dossetti, via Paolo Fabbri 104

In via Paolo Fabbri n°104 in Cirenaica abitò dal marzo 1956 al 1958 Giuseppe Dossetti che ha partecipato all'ASSEMBLEA COSTITUENTE, facendo parte della Commissione dei 75 che elaborò la bozza di ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE ed ha fatto il partigiano con il nome di “Benigno” a Reggio Emilia prima di costituire la comunità “Piccola famiglia dell'Annunziata” con sede in Terrasanta ed a Casaglia di Monte Sole dove volle essere seppellito nel 1996, nello stesso Cimitero dove i Tedeschi uccisero oltre 95 persone (donne, bambini e il parroco) durante la strage prolungata in più giorni di Marzabotto.

Lapide casa Dossetti
Lapide casa Dossetti

Purtroppo l'azione di sterminio di Monte Sole si rivela di una brutalità che va oltre ogni aspettativa: fra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 vengono massacrate 770 persone, nei modi più violenti e brutali, nelle case, nei luoghi di culto, nei rifugi, in decine e decine di località. Le uccisioni continuano anche dopo quei giorni infernali e alla fine della guerra i comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana contano 955 uccisi per mano dei nazifascisti. Di questi 216 sono i bambini, 316 le donne, 142 gli anziani, cinque i sacerdoti. A questo tragico bilancio di morte vanno sommati anche i caduti per cause varie di guerra, 721 nei tre comuni. Sono uomini, donne e fanciulli morti nei bombardamenti, al fronte, nei campi di prigionia, per malattie legate allo stato di guerra e per lo scoppio di mine che continuano a seminare morte persino dopo la cessazione del conflitto. Nella prefazione al libro di Luciano Gherardi “Le querce di Monte Sole “ (ed. Mulino ) nel giorno della Pentecoste 1986 Dossetti scrive che considera questa azione un “delitto castale”.



Il Sacrario dei partigiani
in Piazza Nettuno a Bologna
Monumento Ossario ai partigiani
nella Certosa di Bologna

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