Cappella Farnese o Cappella del Legato (anticamente "palatina")
Uno dei luoghi più importanti del cerimoniale cittadino, fu costruita
dall'architetto Aristotele Fioravanti intorno alla metà del Quattrocento,
all'epoca dei lavori voluti nel palazzo dal Cardinal Bessarione.
Tra il 1551 e il 1565, su commissione del cardinal legato Girolamo Sauli,
fu ampliata da Galeazzo Alessi cui si deve anche il fronte architettonico
esterno - originariamente in arenaria - rivestito in scagliola a metà
Ottocento durante gli interventi di restauro in sala Farnese.
La decorazione ad affresco risale al 1562, quando era
papa Pio IV, sotto la legazione di Carlo Borromeo e la vice legazione
del Cardinale Pier Donato Cesi, artefice del riassetto monumentale del
centro cittadino (Palazzo dell'Archiginnasio, portico dell'Ospedale della
Morte, palazzo dei Banchi, Fontana del Nettuno).
Autore del ciclo decorativo (oggi gravemente lacunoso) con Storie della
vita della Vergine fu Prospero Fontana, in quegli anni artista di punta
e protagonista della "Maniera" a Bologna e a Roma.
L'aspetto attuale è determinato da alterne vicende succedutesi
nei secoli: il restauro seicentesco voluto dal cardinale Girolamo Farnese,
l' uso incongruo come archivio e deposito nel periodo napoleonico e nel
corso dell'Ottocento, fino al più recente recupero del 1992.
( Testi sulle sale a cura di Carla Bernardini con la collaborazione di
Gilberta Franzoni - Musei
Civici d'Arte Antica )