Il complesso, concepito più come spazio partecipativo che come monumento tradizionale, si caratterizza per una ricercata continuità tra natura ed arte. Gli architetti cadenzarono il percorso dal casolare dove venivano ammassati i condannati a morte al punto dell’eccidio con cinquantatré massi, su ognuno dei quali venne inciso il nome di un trucidato, più un cinquantaquattresimo per ricordare una quarantina di caduti ignoti. Sul luogo dell’eccidio un muro curvo di cemento, alto come una spalla, rappresenta lo schieramento dei soldati tedeschi: dentro le feritoie mitragliatrici fuse, ricalcate da un modello del tempo, con fari puntiformi innestati dalla parte dello sparo. Il precipitare dei corpi nel calanco è riprodotto da rulli di filo spinato che scendono fino a valle, dove è posata una croce.
In collaborazione con la Redazione Iperbole - Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 03 12 2009
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