Ogni anno la seconda domenica di dicembre ci si ritrova presso il complesso celebrativo realizzato nel 1973 dagli allora giovani architetti del Gruppo "Città Nuova" (Umberto Maccaferri, Giampaolo Mazzucato, Letizia Gelli Mazzucato), per ricordare le vittime dell’eccidio del dicembre 1944 a Sabbiuno di Paderno. Quest'anno l'appuntamento al Memoriale di Sabbiuno è per domenica 13 dicembre 2009 alle 10.30.
Il complesso, concepito più come spazio partecipativo che come monumento tradizionale, si caratterizza per una ricercata continuità tra natura ed arte. Gli architetti cadenzarono il percorso dal casolare dove venivano ammassati i condannati a morte al punto dell’eccidio con cinquantatré massi, su ognuno dei quali venne inciso il nome di un trucidato, più un cinquantaquattresimo per ricordare una quarantina di caduti ignoti. Sul luogo dell’eccidio un muro curvo di cemento, alto come una spalla, rappresenta lo schieramento dei soldati tedeschi: dentro le feritoie mitragliatrici fuse, ricalcate da un modello del tempo, con fari puntiformi innestati dalla parte dello sparo. Il precipitare dei corpi nel calanco è riprodotto da rulli di filo spinato che scendono fino a valle, dove è posata una croce.
In realtà studi successivi, ed in particolare quelli del prof. Alberto Preti editi nel 19941 hanno consentito di ricostruire l’identità di 58 fucilati, uccisi a più riprese tra il 14 e il 23 dicembre 1944.
All’epoca la popolazione della zona era stata sfollata dalle SS perché il luogo era a ridosso della linea di combattimento che divideva le artiglierie tedesche, piazzate su monte Adone (raggiungibile proprio dalla strada di crinale Sabbiuno-Pieve del Pino-Badolo) da quelle americane, attestate a Monzuno. Rarissime testimonianze; due fanciulli del luogo raccontano che probabilmente gli eccidi a Sabbiuno si protrassero anche nel gennaio 1945. I resti delle vittime, in avanzato stato di decomposizione e sparsi in cinque punti differenti del calanco, furono riesumanti solo nell’agosto 1945, quando il partigiano Bruno Tura, ritornato dal campo di concentramento di Mauthausen dopo il suo arresto fortuito avvenuto nel dicembre del ‘44 proprio in quelle colline, poté raccontare ai giornalisti del Giornale dell’Emilia l’accaduto. La difficoltà di ricomporre i resti e riconoscere tutte le vittime ritrovate dopo tanto tempo sparse nel luogo, unita al fatto che ancora oggi per circa 60 degli oltre 2.000 caduti delle Resistenza della provincia di Bologna non si conosce il luogo dove furono uccisi e sepolti, ha fatto si che il numero dei caduti in questo luogo fosse simbolicamente portato a 100.
Guarda i video:
Eravamo ragazzi e partigiani
Eravamo ragazzi e partigiani (Radio Città del Capo)
Ascolta lo spot radiofonico (MP3, 998 kb)
1 - Alberto Preti, Sabbiuno di Paderno, Dicembre 1944, University Press Bologna, 1994
In collaborazione con la Redazione Iperbole - Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 03 12 2009
Se viene visualizzato questo messaggio probabilmente è ancora installato
un programma di navigazione non standard e non compatibile con le specifiche
W3C.
Ulteriori informazioni sono disponibili su "Iperbole
accessibile".