Cippo caduti e dispersi del Pontevecchio

Lapide dedicata ai caduti e dispersi originari del rione Pontevecchio o residenti nella zona. Vi si leggono i nomi di 43 caduti (Giorgio Alberti di 24 anni, Gilberto Ariatti, 26 anni nel 1943, ufficialmente disperso della divisione Acqui, Floriano Atti di 21 anni, Libero Baldi di 30 anni, Mario Bastia, uno dei principali dirigenti del Partito d’Azione a Bologna e in Emilia Romagna ucciso a 29 anni nella battaglia dell’Università, Dino Bedonni di 20 anni, Floriano Berengari di 20 anni, Giuseppe Bertocchi di 42 anni, Adriano Biondi di 19 anni, Amleto Bordoni di 17 anni, Enio Bordoni di 19 anni, Medardo Bottonelli di 30 anni, Pietro Bugamelli di 18 anni, Fioravante Cacciari di 16 anni, Giovanni Casoni di 44 anni, Nello Cavicchioli di 18 anni, Francesco Cristofori di 23 anni, Aroldo Renzo Cristofori di 18 anni, Mario Faccioli di 30 anni, Gino Gamberini di 21 anni, Antonino Ghini di 21 anni, Antonio Grandi di 21 anni, Armandino Grossi di 19 anni, Macchiavelli L, Aldino Marchesi di 20 anni, Mario Marchioni di 20 anni, Eros Marri di 19 anni (sulla lapide compare erroneamente Mari M., mentre sulla riproduzione di via Faenza compare Mari E.), Luigi Martelli di 35 anni, Renato Martelli di 24 anni, Bruno Monterumici di 38 anni, Corrado Pavignani di 18 anni, Antenore Piva, Anselmo Ramazzotti di 56 anni, Sandrino Rossi di 21 anni, Walter Sarti di 21 anni, Otello Spadoni di 19 anni, Flavio Tampieri di 22 anni, Bruno Tarozzi di 23 anni, Enzo Tassoni, Vincenzo Toffano, di 18 anni, Alfieri Tomesani di 21 anni, Walter Tommasini di 22 anni, Enrico Zaniboni di 18 anni) e di 9 giovani ufficialmente dispersi (Bruno Albertazzi di 18 anni, Francesco Brusa di 23 anni, Mario Calzoni di 17 anni, Cesarino Ercolessi di 19 anni, Ernesto Gamberini di 43 anni, Elio Giacometti di 19 anni, Luciano Mantovani di 18 anni, Cesare Nicoli di 31 anni, Remo Nicoli di 21 anni).

Alcuni di questi caddero in combattimento in città, in provincia e anche fuori Bologna, come accadde ai partigiani morti in Veneto e in Trentino, altri furono deportati e morirono in campo di concentramento, altri ancora vennero fucilati dai nazisti o dai fascisti. Una parte dei nominativi ricorre su altre lapidi e su altri monumenti dedicati ai caduti della zona come nel caso dei fucilati a San Ruffillo. La lapide non comprende tutti i nomi di caduti dell’attuale Quartiere Savena.
Nella piazzetta antistante il centro civico del quartiere in via Faenza 4 è stata collocata una riproduzione della lapide di via Oretti.

Ultimo aggiornamento: lunedì 15 settembre 2014