Stazione San Ruffillo e cippo

Stazione ferroviaria di San Ruffillo lungo la linea detta Direttissima che collega Bologna alla Toscana.
Nei giorni seguiti all’armistizio dell’8 settembre 1943 la stazione rappresentò un punto di riferimento per i militari sbandati che trovarono l’appoggio dei ferrovieri, i quali si impegnarono a bloccare i convogli carichi di soldati catturati e diretti in Germania, a fornire indumenti civili ai militari e a nascondere le armi poi dirottate verso le formazioni partigiane. Inoltre gli antifascisti e i cittadini del Pontevecchio accompagnavano gli sbandati a San Ruffillo perché potessero partire e allontanarsi da Bologna in modo da sottrarsi alla cattura da parte nazista. In seguito la piccola stazione rappresentò un luogo di incontro per chi decideva di entrare nei gruppi di resistenti dislocati sull’Appennino bolognese o per chi doveva collegarsi con il movimento cittadino.
 
Negli ultimi mesi di guerra San Ruffillo, ormai piuttosto isolata dal resto della città a causa di bombardamenti e cannoneggiamenti e dello sfollamento, divenne teatro di una serie di fucilazioni di massa effettuate per ordine del comando SS di Bologna: tra il febbraio e il marzo del 1945 più di 90 detenuti politici reclusi nel carcere di San Giovanni in Monte furono qui fucilati e gettati nei crateri aperti dalle bombe alleate. Altri 39 uomini rinchiusi a San Giovanni in Monte perché vicini all’antifascismo e alla Resistenza furono prelevati dal carcere con modalità analoghe nell’aprile 1945 e da allora risultano dispersi. Con ogni probabilità hanno subito la medesima sorte dei fucilati a San Ruffillo e sono stati uccisi in un luogo o in più luoghi non lontani dalla stazione, rimasti ignoti. Secondo un’ipotesi plausibile almeno parte dei corpi sono stati ritrovati nella località Il Pero a Rastignano lungo la ferrovia.
 
Le fucilazioni coinvolsero partigiani e antifascisti di Bologna, Imola, Castelfranco Emilia (Modena), Malalbergo e di altri comuni della provincia di Bologna. Un gruppo proveniente da Bondeno (Ferrara) uscì dal carcere per essere condotto a morte ad aprile del 1945. Nella vicina piazza Caduti di San Ruffillo nel 1967 è stato collocato il monumento che ricorda la strage in sostituzione di quello eretto nel 1946 sul terrapieno della ferrovia. Il cippo intende ricordare tutti i fucilati tra febbraio e aprile del 1945, sia quelli ufficialmente ritrovati a San Ruffillo sia coloro che risultarono dispersi, come lascia intendere il riferimento, sovrastimato, a 107 sconosciuti: sui suoi lati compaiono 83 nomi e l’epigrafe «Da queste fosse rosse di sangue risuona la voce dei partigiani trucidati dai nazifascisti ad ammonire i vivi che non c’è civile grandezza senza libertà ed amore».

Ultimo aggiornamento: lunedì 15 settembre 2014