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Il progetto pedagogico dei nidi
Va sottolineato che la progettualità innovativa dei servizi educativi
prescolastici è stata possibile grazie alla ricchezza e alla varietà
dell'esperienza, alla qualificata progettualità dei coordinatori pedagogici
e delle operatrici, la forte identificazione del personale con il servizio e
con le finalità pedagogiche e sociali che ne hanno motivato l’istituzione,
all’impegno della struttura organizzativa nel suo complesso.
Vari sono gli interpreti della storia dei servizi, oltre a bambini e genitori:
educatrici, collaboratrici, pedagogisti, operatori della struttura organizzativa;
insieme concorrono a costruire il “tessuto” del nido, ne articolano
e sviluppano le varie parti.
Il nido, punto di riferimento imprescindibile di altri servizi per l'infanzia
0 – 3, pur essendo inserito in una ampia rete di iniziative per l’infanzia,
è comunque portatore di una propria specifica progettualità ed
identità ed è il luogo privilegiato che il Comune offre come servizio
per la prima infanzia.
Il percorso, che è stato fin ad ora realizzato, pur mantenendo accentuazioni
differenziate su alcuni aspetti, determinate anche dalle caratteristiche dei
vari territori e dei singoli gruppi di lavoro, ha prodotto punti forti comuni
nonostante le molteplici differenze iniziali, determinate da diversi fattori:
la dimensione medio grande di Bologna, la presenza di quartieri con caratteristiche
specifiche e il decentramento, la numerosità dei servizi e la loro impetuosa
crescita, il ruolo del coordinamento pedagogico.
E’ stato necessario un forte lavoro comune tra pedagogisti e operatori
per arrivare nel tempo a costruire un progetto condiviso, a definire alcune
coordinate di base presenti nel documento: "Asilo nido quale modello?”,
nel “Regolamento”, negli “Orientamenti educativi” e
nei percorsi di formazione che di anno in anno hanno caratterizzato la vita
dei nidi. L’elemento importante di questo percorso è stata la motivazione
sia degli operatori che dei pedagogisti, a definire insieme l’identità
del nido di Bologna, pur nel rispetto delle differenze, nelle quali i nidi erano
cresciuti e che si avvertivano fin da allora come ricchezza.
Consideriamo ora sinteticamente i punti fermi sui quali la condivisione è
acquisita, che potremmo definire punti irrinunciabili del nostro “modello
di nido”:
Questi punti nascono e si sviluppano intorno ad un'idea di bambino condivisa
dalla città “educante” (intesa come comunità che rispetta
e valorizza i diritti dei bambini): un bambino competente e soggetto attivo
del proprio percorso di crescita, un bambino contenuto da molteplici mondi di
vita in stretta connessione tra loro (famiglia, nido, altri ambiti), un bambino
che ha spazio nella città e nei pensieri di coloro che ne hanno cura,
un bambino concreto che trova corrisposta la sua azione di gioco e di interazione
viva e sensoriale con il mondo, protetto dalle suggestioni di iniziazione precoce
ad una dimensione virtuale.
A partire dai punti fermi appena definiti, l’impegno di operatori e tecnici
si è concentrato, negli ultimi tempi, sul alcuni ulteriori elementi di
qualità per meglio precisare l’identità del servizio. Questi
punti di qualità sono dunque:
A questo punto possiamo dire che il nostro è un nido: che ha una identità forte, ma flessibile;