La Chiesa di San Rocco

Lungo le mure di Bologna vi furono dodici chiese dedicate alla Vergine, anche se alcune sono conosciute sotto diverso nome. La loro collocazione sui baluardi a difesa della città, caricano queste chiese di un significato particolare.

Dal punto di vista urbanistico invece le mura avevano la funzione di costituire il fondo di lunghe strade rettilinee, di qui la cura nel far sì che la loro fronte risultasse decorosa, con prospetti scenografici, portici e scalinate.

In capo al Borgo del Pratello, l’omonima porta, permetteva l’entrata e l’uscita fino al 1445, momento in cui quest’ultima fu chiusa. All’inizio del Cinquecento la porta del Pratello era murata e nel suo vano, dal lato interno, qualcuno aveva collocato un’immagine della Vergine, meta di numerosi pellegrinaggi. Così il vano della porta fu trasformato in una cappelletta, di cui abbiamo notizia fin dal 1509 quando il vicario del vescovo di Bologna concesse agli uomini dell’oratorio della Beata Vergine presso la porta della strada del Pratello di potervi celebrare la messa, senza però aver diritto a giurisdizione parrocchiale.

Solo nel 1515 , rinnovata la concessione, divenne proprietà della confraternita intitolata a San Rocco. Le importanti decorazioni sono da inquadrarsi nel periodo storico di grande fermento che la chiesa e le congregazioni di Bologna stavano vivendo. Infatti un impulso notevole alla vitalità della compagnia e, soprattutto, alla crescita dell’importanza della chiesa di San Rocco agli occhi della città, venne dalla scelta dei "filatoglieri" di eleggere come loro patrono San Rocco e come loro ritrovo l’omonima chiesa. I filatoglieri erano gli operai filatori della seta, maestranze altamente specializzate in una produzione che vedeva Bologna già famosa fin dal XIV secolo.

I filatoglieri, non essendo ancora riuniti in società d’arte ed essendo loro vietato di farlo, decisero di riunirsi nella confraternita del Pratello. Va inquadrata in questo clima la grande impresa decorativa dell’oratorio attuata dal 1616-1617 dai migliori allievi di Ludovico Carracci. Quest’ultimo aveva infatti già dimostrato la sua simpatia ai filatoglieri fornendo gratuitamente il modello per il "pallione", l’immagine onorifica di San Rocco. Il programma iconografico vede illustrata la vita di San Rocco; fra i decoratori ricordiamo: Lucio Massari, Giacomo Cavedoni, Francesco Gessi, Guercino e Angelo Michele Colonna. Quest’ultimo si occupò anche di decorare la Sala del Consiglio di Palazzo d’Accursio in Piazza Maggiore.

Ultimo aggiornamento: lunedì 06 agosto 2012