Porta Sant'Isaia

Fino al 1445 l’uscita dalla mura cittadine verso la campagna ad occidente avveniva tramite la porta del Pratello che si apriva in corrispondenza dell’attuale chiesa di San Rocco. In quell’anno, però, dopo l’assassinio di Annibale Bentivoglio, vittima di una congiura ordita ai suoi danni da una congrega di bolognesi capeggiati dalle famiglie Canetoli e Ghisilieri, la porta fu chiusa perché proprio da lì erano fuggiti gli assassini.

Ben presto però si avvertì la necessità di una porta in quel settore del mura e nel 1568 fu riedificata una nuova porta, in eleganti forme tardo rinascimentali quasi preludenti al barocco. Una lapide posta nella parte interna ricorda: “Giovanni Battista Doria governatore di Bologna, per decreto del senato cittadino, nel 1568 volle aprire e costruire questa porta – chiusa per oltre cento anni a causa di una civile sedizione – a comodo del pubblico e ad ornamento, e chiamarla Pia”.

Così fino al 1859 la strada e la porta di Sant’Isaia presero il nome di strada Pia e Porta Pia. L’ultima vicenda della Porta di Sant’Isaia si narra agli inizi del XX secolo, dopo il crollo parziale di un frammento di un cornicione. Invece che restaurare totalmente il manufatto, quest’ultimo fu completamente demolito nel 1904.

Ultimo aggiornamento: lunedì 06 agosto 2012