Il Quartiere
- Presidente
- Consiglio di Quartiere
- Commissioni
- Uffici e sportelli
- Organizzazione
- Bandi e concorsi
- Regolamenti
Il territorio che ora comprende il Quartiere Saragozza conosce
insediamenti fin dalla preistoria. Nella zona pianeggiante del
quartiere, infatti, lungo via Andrea Costa e presso la Certosa sono
state rinvenute vaste necropoli etrusche; nei pressi di porta Saragozza,
a Villa Cassarini, dove oggi si trova la sede della Facoltà
d'Ingegneria, sorgeva invece un'area sacra di età villanoviana, dove
sono stati ritrovati interessanti reperti votivi; lungo via Saragozza,
infine, nei pressi di palazzo Albergati, sono state individuate le terme
di età romana.
Dopo lo spopolamento generale della Bologna altomedievale, anche
l'area dell'attuale Quartiere Saragozza torna ad essere abitata a
partire dal X secolo; mentre nella zona all'interno della cinta muraria
l'attività edilizia sacra e profana ferve con i conseguenti insediamenti
umani, l'area del quartiere "fuori porta" rimane a lungo una zona di
aperta campagna, in parte coltivata, ma per la maggior parte selvatica,
scarsamente abitata in pochissimi insediamenti sparsi e attraversata dai
due tumultuosi torrenti Ravone e Meloncello.
Forse proprio queste caratteristiche di relativa lontananza fanno
sì che dal XII secolo venga scelta da diverse comunità religiose come
zona adatta per la costruzione dei propri luoghi di culto: padri
agostiniani presso San Paolo di Ravone, frati benedettini presso Santa
Maria di Valdipietra, oggi San Giuseppe Sposo, mentre sulla sommità del
Colle di Guardia sorge un romitorio femminile.
Il nome del Quartiere, che si trova nella zona sud occidentale di
Bologna e riunisce oggi in sé le due precedenti realtà amministrative
dei quartieri Costa-Saragozza e Malpighi, deriva con ogni probabilità
dall'omonima città spagnola, di Saragozza, anticamente capitale del
regno di Aragona.
Le prime testimonianze certe del nome ad indicare questa zona
della città risalgono ai primi decenni del XII secolo, forse perché in
zona abitavano persone provenienti dalla Spagna, con ogni probabilità
studenti giunti in città per seguire le lezioni dell'Università che
proprio in quegli anni stava sorgendo.
Il Quartiere attuale comprende, da una parte, una grossa porzione
del centro storico, ricca di memorie e d'edifici monumentali di notevole
importanza, tra i quali la singolare sede del Collegio di Spagna,
l'architettura cinquecentesca del Palazzo Albergati, i palazzi Maremoti e
Sassoli de' Bianchi in Via Barberia, le basiliche del Santissimo
Salvatore e di San Paolo Maggiore, nonché il complesso monastico di San
Francesco; dall'altra, una vasta area "fuori porta", nella quale
spiccano, tra i monumenti, il complesso monumentale del santuario della
Beata Vergine di San Luca e il portico che ad esso conduce. Oltre che le
numerose ville signorili fuori porta Saragozza: Villa Spada, Villa
Benni, Villa delle Rose.
Alla fine dell'Ottocento sorgono i primi agglomerati di edifici
popolari ad opera della Cooperativa Risanamento (oggi vie Zambeccari,
Pacchioni e Muratori). Agli inizi del Novecento, nelle immediate
vicinanze di porta Saragozza, sorge il quartiere residenziale progettato
da Paolo Sironi, unico esempio di villini Liberty in città. Agli anni
Trenta del Novecento risale invece la costruzione del Villaggio della
Rivoluzione Fascista, nei pressi del complesso sportivo del Littoriale.
E' possibile consultare dati statistici sul quartiere Saragozza nell'apposita sezione del sito del Dipartimento Programmazione.
Ultimo aggiornamento: venerdì 06 luglio 2012