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Quartiere Santo Stefano - Comune di Bologna
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PERCORSI SICURI


In esecuzione della determinazione dirigenziale PGN 44798 del 24.03.2006, è stato affidato all'Associazione CAMINA (associazione Nazionale Italiana Città Amiche dell'infanzia e dell'adolescenza) la realizzazione del Progetto Percorsi Sicuri.

A PIEDI O IN BICI, CON LE AMICHE E CON GLI AMICI PERCORSI SICURI CASA/SCUOLA E ALTRI PERCORSI D’AUTONOMIA

Progettazione partecipata di azioni volte a promuovere una maggiore sicurezza stradale e l’autonomia di bambini e ragazzi che frequentano le scuole del Quartiere Santo Stefano di Bologna Le scuole coinvolte nel progetto sono: Carducci, Cremonini-Ongaro e Don Milani all'interno del Parco Lunetta Gamberini.

Premessa

La mobilità casa/scuola, anche a Bologna è caratterizzata da scarsa autonomia dei ragazzi e da uso rilevante dell’automobile, da parte delle famiglie, per accompagnare i figli a scuola e riaccompagnarli a casa.
Questo progetto si propone di promuovere le condizioni ottimali affinché bambini e bambine possano andare e tornare da scuola a piedi o in bicicletta, prendendo esempio dalle famiglie che già si sono organizzate in tal senso. Ciò, sulla base di consapevolezze che sono ormai condivise a livello internazionale e nell’ambito di diversi campi del sapere e delle professioni: psico-pedagogisti, insegnanti, pediatri, esperti di ambiente e sostenibilità, mobility manager, sono alcune delle figure impegnate oggi in questo genere di progetti.
Muovendo da queste premesse, il Quartiere Santo Stefano e le scuole del suo territorio hanno maturato l’intenzione di collaborare con le famiglie e tutti i soggetti interessati, alla promozione di azioni volte a incentivare la mobilità ciclopedonale di bambini e ragazzi, nei percorsi casa/scuola.

Non solo bambini, non solo scuola

La promozione di percorsi sicuri casa/ scuola, a dispetto dell’apparente semplicità dell’argomento, richiede azioni complesse, che chiamano in causa l’Amministrazione municipale sul piano interassessorile e intersettoriale, la scuola e l’intera comunità, per quanto riguarda la cultura della mobilità e l’attenzione ai diritti dell’infanzia e di tutte le persone che, per età o situazione personale dovuta ad altri fattori, si trovano in difficoltà a muoversi nell’ambito del caotico e irriguardoso traffico automobilistico.
I processi messi in moto con i percorsi sicuri casa/scuola, quindi, riguardano la comunità intera, non solo i bambini e le loro famiglie, e chiamano in causa l’accessibilità di un territorio, non solo i tragitti che dalle case portano i ragazzi alla loro scuola, anche se da questi si parte.
Si tratta di una complessità che va indagata preliminarmente, per poter individuare linee di azione e percorsi progettuali chiari e comprensibili, che offrano buone probabilità di successo

Tappe di lavoro previste

Il comune, la scuola e le famiglie hanno un ruolo fondamentale nel promuovere queste esperienze. Per creare condizioni operative che garantiscano efficacia, è opportuno mantenere operativo un gruppo di progetto interistituzionale e intersettoriale (genitori, scuola, comune, asl, ecc), che definisce in dettaglio il percorso progettuale ed è luogo deputato a confrontare opinioni, prendere accordi operativi, organizzare promozione, sostegno, regia, monitoraggio e valutazione del percorso stesso.

FASE 1: RACCOLTA DATI E ANALISI SITUAZIONE DI PARTENZA
(ANNO SCOLASTICO 2005/2006, entro Maggio 2006)

Nella prima fase si analizza l’autonomia di bambini e ragazzi nei percorsi casa/scuola, utilizzando due questionari, uno per bambini e uno per genitori. I questionari predisposti serviranno per raccogliere informazioni sulla mobilità dei ragazzi, sulla percezione che ragazzi e genitori hanno della sicurezza e del pericolo, sulle ragioni che ostacolano l’autonomia dei ragazzi e la fiducia dei genitori, per individuare i punti critici della viabilità e anche per posizionare sulla carta della città gli itinerari (ciclo-pedonali) casa-scuola dei ragazzi.

Il prodotto finale di questa indagine è rappresentato da:
- una mappa di una parte del territorio del Quartiere Santo Stefano, che fornisce informazioni sulla viabilità (frutto delle percezioni soggettive di bambini e genitori) e sui flussi dei percorsi casa scuola;
- schede con grafici e commenti che tematizzano gli altri dati forniti dai questionari
La percezione soggettiva di bambini e genitori sulle criticità, sono dati utili anche per i tecnici che stanno operando nell’ambito del PUT.

FASE 2: Diretto coinvolgimento dei destinatari e collaboratori
(ANNI SCOLASTICI 2005/2006 E 2006/2007 –Settembre 2006)

L’indagine è il punto d’avvio di un processo che progressivamente coinvolgerà altri genitori, insegnanti, operatori comunali, bambini e ragazzi, altre persone. Per promuovere autonomia occorre agire a più livelli, facendo sì che tutti i soggetto coinvolti in questo progetto svolgano pienamente i loro compiti. I bambini, con l’aiuto di insegnanti e genitori, dovranno divenire progressivamente protagonisti delle azioni promosse, mentre il comune, collaborando con scuola e famiglie, dovrà operare per diffondere informazione, sensibilizzare la comunità, creare condizioni di maggiore sicurezza…

Bambini protagonisti

Lungo il percorso, prima di rendere operativa la proposta, i bambini (che non si muovano già autonomamente e che non dispongano di competenze accertate in tal senso) debbono imparare a valutare i contesti in cui si trovano come pedoni o ciclisti, accrescendo la loro capacità di stimare il pericolo, acquisendo fiducia in sé e la capacità di fronteggiare anche situazioni difficili. Ciò richiede forme di apprendimento esperienziale, centrate sul fare e sul riflettere insieme:
- bambini e ragazzi elaboreranno con gli adulti una mappa dei flussi dei percorsi casa scuola che sarà oggetto d’analisi da parte loro, per individuare i percorsi comuni e analizzarne le caratteristiche (a scuola);
- alcuni tratti pericolosi e incroci difficili verranno ® esplorati e saranno oggetto di ® sopraluoghi, insieme ai bambini, in orario scolastico;
- bambini e ragazzi saranno coinvolti in esperienze di ® educazione stradale (vigili urbani), in ® laboratori della bicicletta (associazioni, anziani) e ® intraprendenti esperienze di vita quotidiana (genitori) che ne accrescano le abilità in quanto pedoni e/o ciclisti.

Nel frattempo:

il comune
- pianificherà interventi volti a realizzare nella sede stradale interventi di ® dissuasione della velocità, messa in sicurezza di alcuni percorsi e attraversamenti (interventi che saranno realizzati, in tempi da definire, utili comunque alla realizzazione degli scopi progettuali);
- organizzerà alcune serate in/formative, rivolte ai genitori, in collaborazione con la scuola, con la presenza di pedagogista, pediatra, psicologo/a, ecc. sulle tematiche dell’educazione all’autonomia, della salute e della sicurezza…
- organizzerà iniziative di presentazione degli interventi di tutele e promozione della ciclopedonalità, in cui si valorizzerà anche la specifica collaborazione delle scuole (insegnanti, bambini e genitori)

la scuola
- allestirà una semplice mostra con gli elaborati prodotti dai ragazzi e i risultati dell’indagine che saranno presentati in occasione del primo incontro con i genitori, che realizzerà – come il secondo – in collaborazione col comune e con i genitori stessi;
- realizzerà esperienze di accrescimento delle competenze di bambini e bambine, fra cui l’analisi delle situazioni critiche che essi incontrano quotidianamente sulla strada e la progettazione di miglioramenti del cortile scolastico e delle strade limitrofe; - progetterà l’organizzazione dell’accoglienza dei bambini al mattino, prevedendo un aumento d’uso delle biciclette;
- si adopererà per superare il problema sollevato dall’Avvocatura di Stato, in merito all’uscita da scuola dei bambini; - se necessario, affronterà insieme ai genitori il problema del peso degli zaini

i genitori (e i nonni)
- si impegneranno in prima persona, organizzando esperienze con i bambini, uscite a piedi e in bici, ecc.; - parteciperanno ad esperienze in/formative organizzate da scuola e comune;

E inoltre:
- scuola e comune ricercheranno forme di collaborazione con anziani, associazioni, studenti universitari…
- gli automobilisti (molti dei quali sono gli stessi genitori) verranno sensibilizzati per mezzo di ® campagne promosse da genitori, scuola, comune;

FASE 3: A SCUOLA A PIEDI O IN BICI CON LE AMICHE E CON GLI AMICI
(ANNO SCOLASTICO 2006/2007 - primavera/autunno 2007))

L’avvio dell’esperienza su scala più ampia avverrà a partire dall’anno scolastico successivo. Per quel periodo saranno giunti a maturazione i processi avviati su descritti e determinate alcune delle condizioni intermedie, che rappresentano fattori precursori di successo.

I materiali di documentazione del lavoro saranno raccolti e depositati presso le scuole e/o gli uffici del Quartiere, secondo modalità da stabilire nell’ambito del Gruppo di progetto.


In collaborazione con la Redazione Iperbole - Settore Comunicazione e Rapporti con i Cittadini - Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 20 04 2006


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