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Il colle di San Michele in Bosco ha una storia antichissima. Esso dapprima ospitò un cenobio di eremiti che si erano rifugiati sul colle boscato. Nel 1300 fu edificato il Monastero, più volte arricchito e ampliato nel corso dei secoli. Nel 1400 il colle (alto m 132) vide a più riprese lotte, saccheggi e manovre militari; il bosco fu in gran parte abbattuto per consentire la visuale. Verso la metà del ‘500 il Monastero raggiunse il suo massimo splendore con la realizzazione del chiostro dei Carracci e il rifacimento della chiesa, attribuita all’urbanista e architetto ferrarese Biagio Rossetti. In una planimetria dell’epoca, oltre al bosco, si notano due parterre, l’Orto dei frati (presumibilmente un orto dei Semplici), e terreni agricoli di pertinenza del Monastero. Dalla balconata su cui sorge il complesso, il panorama sulla città è splendido, anche se oggi è in gran parte coperto da una fitta cortina di alberi sempreverdi che ricopre la parte orientale del colle, risultato di un rimboschimento del secondo dopoguerra che ha interrotto i cannocchiali visivi verso la città e le due torri.
Alla fine del ‘700, durante il governo di Napoleone Bonaparte che abolì tutti gli ordini monastici, il convento fu confiscato e parte del terreno venduto a privati. Dopo la Restaurazione, nel 1841, divenne villa del Cardinale Legato e poi, dopo l’Unità d’Italia, Villa Reale. Durante l’Ottocento il colle fu aperto al pubblico e divenne la passeggiata fuori porta preferita dai bolognesi. Dal 1895 il Monastero è diventato Istituto Ortopedico Rizzoli. I frati olivetani tornarono nel 1933; alcuni abitano ancora una parte del Convento.
Nel 1851, durante il periodo in cui era villa legatizia, nel secondo chiostro del complesso di San Michele in Bosco si tenne la “Prima esposizione dei fiori della città e Provincia di Bologna”, seguita da altre due negli anni successivi. Le mostre furono volute dal prof. Giuseppe Bertoloni, prefetto dell’Orto botanico e da Monsignor Gaspare Grassellini, prolegato di Bologna. Le mostre dei fiori erano molto in auge all’epoca e avevano lo scopo di far conoscere le piante ornamentali e di divulgare l’arte del giardinaggio. Le più note famiglie bolognesi portavano le piante più belle coltivate dai propri giardinieri.
Il parco venne realizzato alla fine dell’Ottocento quando il Monastero diventò ospedale. Esso si svolge sul fianco del colle e dalla chiesa e, attraverso una lunga strada serpeggiante, scende verso via Codivilla.
La vegetazione è quasi esclusivamente arborea. Nella parte
orientale la massiccia presenza di conifere (cedri, pini neri)
forma un bosco sempreverde dalle connotazioni monotone. Nella parte
occidentale la vegetazione è più varia e, accanto a
querce secolari, vi sono alberi ornamentali molti dei quali risalgono
all’epoca d’impianto del giardino: lecci monumentali,
cipressi, tigli, ippocastani e cedri. Particolarmente imponenti sono
i lecci che denotano anche come il clima in quella parte del colle
sia particolarmente mite.
Il parco di San Michele in Bosco, che nella parte bassa su via Codivilla è denominato
giardino Remo Scoto, è di proprietà dell’Istituto
Ortopedico Rizzoli.
orario: dalle 5.30 alle 23.00
come arrivarci:
Al parco si accede da Piazzale Bacchelli (autobus n.30) e da Via
Codivilla (autobus n. 29 e 52)
per saperne di più:
galleria fotografica
In collaborazione con la Redazione Iperbole
- Settore Comunicazione - Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 05 06 2008
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