Palazzi e Strutture di particolare interesse ubicati nel Quartiere S.Stefano
a Bologna
Percorrendo Strada Maggiore, al numero 19, si raggiunge il portico ligneo
di Casa Isolani detto il portico delle tre frecce. Si dice che un marito
tradito volesse vendicarsi dalla moglie assoldando tre arcieri. La donna,
però,
si presentò improvvisamente ignuda sorprendendo i tre che sbagliando la
mira conficcarono le frecce nel soffitto. Da qui attraverso la galleria di Corte
Isolani si arriva nella suggestiva Piazza S.Stefano. La Chiesa di S. Stefano è un
complesso di più edifici di epoche diverse. Sono chiamate le Sette Chiese
anche se oggi ne restano soltanto 4 in un intreccio di cortili, chiostri e cripte.
L’area su cui sorge il complesso di edifici sacri denominati di S.Stefano,
oggi conta 4 Chiese: la Chiesa del Crocifisso, Chiesa del S.Sepolcro, Basilica
dei Santi Vitale e Agricola e Chiesa del Calvario, sono annessi al
complesso anche il cortile di Pilato e il chiostro dei Benedettini. L’epoca in cui
risale la costruzione dei primi edifici e' incerta, dal momento in cui sono stati
rinvenuti reperti che risalgono all’adorazione della dea Iside. La storia
comunque vuole sia nato proprio nel V secolo sulle rovine di un antico tempio
pagano dedicato ad Iside, Santo Stefano doveva duplicare simbolicamente Gerusalemme
e i luoghi Santi della passione di Cristo, meta di milioni di pellegrini. Fondamentale
per il suo sviluppo, fu l’azione del Vescovo Petronio.
Da visitare la tomba di S. Petronio e il chiostro dal bellissimo
porticato romanico.
La storia edilizia del Baraccano è fatta di continue aggiunte,
modifiche e trasformazioni che dal nucleo originario hanno portato
alla configurazione attuale.
La storia del Complesso inizia nel 1402, quando per volere di Giovanni
I° Bentivoglio, viene eretta una Cappella devozionale ove si
trovava un'immagine miracolosa della Madonna: Cappella che diverrà in
seguito Santuario della Beata Vergine del Baraccano.
Nel 1416 la Compagnia che era stata istituita per prendere cura del
luogo, completò l'erezione di un "Ospitale" od "Albergo
dei Pellegrini" che alla fine del secolo fu arricchito di un
porticato con un maestoso arco.
Seguiì una grave carestia, ed il Complesso, nel 1528, divenne
Conservatorio femminile e da quest'epoca in poi Vennero unificate
tutte le Istituzioni di Assistenza bolognesi alle fanciulle.
Il Complesso subì varie trasformazioni che culminarono nell'assetto
definitivo dato all'insieme dall'Arch.Venturoli a partire dal 1812.
Nella Galleria fotografica si potranno trovare: Piazza Del Baraccano.
La Chiesa, incastonata dal voltone, All'interno "Madonna" di
Francesco del Cossa (1435 - 1477), anche se la Madonna in trono con
due angeli, per alcuni AA, è attribuita a Lippo di Dalmasio
e poi ripassata dal Cossa che aggiunse due angeli e un paesaggio
di fondo, verso la fine sec. XV.
L'edificio fu progettato da Paolo Graziani nel 1934.
In rapporto alla difficile conformazione del lotto, il formalismo
modernista consente una soluzione che, attraverso il fronte curvo,
raccorda l'allineamento stradale del viale di circonvallazione e
l'imbocco di via Santo Stefano, definendo così l'emiciclo
sul cui diametro è disposta la barriera daziaria dell'Antolini
detta "Gregoriana" del 1840 circa.
Antica sede dell'Università fino al 1803, ospita oggi, nelle
stupende sale affrescate, la più nota e fornita biblioteca
comunale : 750.000 libri ed opuscoli, 2500 volumi del '400, oltre
a migliaia di disegni e stampe. Il palazzo, che contiene anche il
Teatro Anatomico, venne edificato tra il 1562 e il 1563 su progetto
del famoso architetto Antonio Morandi, detto il Terribilia. Molto
bello il cortile centrale a doppio ordine di logge.
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storici di Bologna
Una strada cruciale per l’impianto urbanistico del quartiere Santo Stefano è la via Orfeo, che va dritta da via Castiglione alla piazza del Baraccano.
Adriano Banchieri (siamo nel Seicento) ricorda di avere visto dipinto sul muro di una casa di Via Orfeo, il mitico cantore amante di Euridice; oggi il dipinto non c’è più e il nome della strada nulla ha a che vedere con esso, anche se l’ipotesi può avere allettato qualcuno… la prima strada che confluisce in via Orfeo, a sinistra entrando da Castiglione, è la via Rialto.
La strada si divideva in due tratti: il primo, detto Rialto, comprendeva un ponte sul Canale del Savena che prese il nome di Ponte di Rialto analogamente a quello molto più illustre di Venezia; il secondo tratto, dalla biforcazione a via Orfeo, veniva chiamato Fiaccacollo perché il canale di Savena vi scorreva impetuosamente e cioè “ a rompicollo”, e anche pericolosamente perché è probabile che, almeno in origine , non avesse parapetti…da via Rialto per la via della Bràina si raggiunge l’incrocio con via de’ i Coltelli (a sinistra).
Il vocabolo bràina significa” campo coltivato di solito a prato”, ed è chiaro pertanto che dove sorse questo borgo era un’estensione prativa il cui nome prevalse nella toponomastica…la via de’ i Coltelli (dalla famiglia omonima che vi abitava), che probabilmente ebbe per fondatore un coltellinaio ( mestiere molto comune un tempo a Bologna) porta in Santo Stefano dirigendosi a settentrione…
(Materiale tratto da ”Le strade e i portici di Bologna”,
Athos Vianelli, Newton & Compton)
In collaborazione con la Redazione Iperbole
- Settore Comunicazione e Rapporti con i Cittadini
- Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 28 12 2005
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