Percorsi di particolare interesse
Edifici rurali
Come in tutta l’Italia medioevale, anche qui il territorio si organizzò attorno alle pievi.
La più antica, Santa Maria di Calamosco, in stile romanico, sorgeva su via Cadriano e probabilmente, in tempi remoti, fu la Parrocchia di tutto il distretto; oggi l'edificio religioso è stato ridotto a casa colonica.
Le altre due pievi della zona, San Giovanni in Calamosco e San Niccolò in Villola, pur essendo sorte nel medioevo, non conservano più nemmeno parzialmente i caratteri architettonici originali. A partire dal Trecento, il raggiungimento di una certa stabilità sociale ed economica e l’aumento demografico indussero i grandi proprietari a suddividere le loro terre in poderi, affidati a famiglie di coloni.
Nel Rinascimento, l’insediamento dei contadini nelle campagne si fece più intenso, i pericoli connessi con il vivere isolati si attenuarono e la forma verticale delle case medioevali perse di funzionalità.
A poco a poco le case presero forme orizzontali, più aperte e meglio disposte con i vari corpi affiancati da un’aia destinata alla prima lavorazione dei prodotti, come si può notare nella tipologia architettonica di Possessione Bella, risale a questo periodo la costruzione di Villa Comelli, soggiorno estivo confortevole e raffinato della famiglia Monsignori. La villa era originariamente costituita da un corpo principale con torretta e da un avancorpo con arco di ingresso. Nel settecento vennero effettuati lavori che portarono all’eliminazione dell’avancorpo e alla realizzazione dell’odierno loggiato. Dalla sua costruzione in poi, nelle sale e nelle logge, a decorare con affreschi le cornici dei camini, i soffitti e le pareti, si sono susseguiti celebri artisti bolognesi: Annibale e Ludovico Carracci, Francesco Brizzi, Lionello Spada, Dentone.
Sant’Antonio di Villola
via Cadriano
Il bel nucleo rurale di Sant’Antonio di Villola è costituito dall’antica Casa Padronale Bentivoglio e dalle sue dipendenze: oratorio, edifici rustici, fienili e corte;
Possessione San Niccolò di Villola
via San Niccolò di Villola
Possessione San Niccolo’ è un piccolo gruppo di edifici rustici di cui il più antico ha il caratteristico tetto a spioventi inclinati che era comune nel ‘500;
Villa San Martino
via San Niccolò di Villola
Villa San Martino, inserita dentro un gradevole parco, deriva il nome dalla adiacente Chiesa di San Martino di Camurata, ora ridotta a oratorio con un caratteristico campanile a vela;
Possessione Bella
via Balda, 1
L’edificio di Possessione Bella è un bell’esempio di casa rurale rinascimentale della nostra pianura, con la sua struttura orizzontale, il tetto a tre acque e la divisione in due piani. Da notare il particolare della trifora, che poggia su un davanzale sottolineato da un corpo di mattoni disposti a mensolette. Il termine Possessione serviva in passato a indicare un insieme di appezzamenti e poderi appartenenti a un’unica proprietà;
Fondo Cappellina
via Cadriano
Il Fondo Cappellina, alla fine del ‘700, veniva chiamato Palazzo Baldi dalla famiglia che ne era proprietaria, la via adiacente si chiama ancora Balda, secondo l’abitudine tutta bolognese di adattare la forma femminile del cognome alla proprietà della famiglia. In seguito prese il nome di Casino dell’Orto e poi l’attuale toponimo, forse derivato dal vicino oratorio, si tratta di un gruppo di edifici inseriti in un piccolo parco romantico, ricco di essenze esotiche; sulla via Balda sono rimasti due curiosi piloni, sormontati da grandi pigne di pietra che segnalano l’antico accesso al palazzo.
Edifici religiosi
S. Andrea di Quarto Superiore
via Quarto Di Sopra, 4
La parrocchia, la cui chiesa è dedicata a S. Andrea Apostolo, è detta di Quarto Superiore per non confonderla con Quarto Inferiore di Granarolo. La chiesa viene nominata nel 1378 e restaurata negli anni 1697, 1748 e 1780. Nel 1775 fu eretto il suo primo campanile. Nel 1869 fu costruita, su disegno di G.Borghetti, la cappella maggiore, che fu poi affrescata dal Guardassoni e dal Samoggia. Nel 1899 venne inaugurato il nuovo bel campanile costruito su disegno del Collamarini e realizzato l’attuale corpo della chiesa negli anni 1899-1910. Entrando nel tempio a destra c'è una bella tela con il crocifisso e con San Pietro Martire di Francesco Barbieri detto Guercino. La tela sull’altare maggiore con la Madonna, il Bambino e i Santi Andrea, Sebastiano e Giovanni Battista, è della scuola dell’Albani.
S. Antonio Maria Pucci
viale della Repubblica, 28
S. Caterina Da Bologna
via Casini, 15
La parrocchia, creata nel 1966, è dedicata alla Santa bolognese Caterina de’ Vigri (1413-63) e si trova in zona Pilastro. Di fronte è stato eretto un cippo in memoria dei tre Carabinieri uccisi il 4 gennaio 1991.
S. Vincenzo De' Paoli
via Ristori, 1
Chiesa eretta negli anni 1959-71. L’edificio, tutto in ferro e completamente vetrato, fu costruito su progetto del faentino Filippo Monti.
S. Domenico Savio
via Andreini, 36
Questa parrocchia fu creata nel 1956 e la sua chiesa eretta negli anni 1960-62 su progetto di Don Giancarlo Cevenini e Giuseppe Coccolini. Si può notare al suo interno un crocefisso in ceramica del faentino Angelo Biancini, bassorilievi di Dante Carpigiani e nell’altare una statua della Madonna in foggia moderna, opera di Marco Marchesini.
S. Nicolò Di Villola
via Cadriano, 11
Il luogo viene nominato verso la metà del secolo XIII; la chiesa attuale risale forse al sec. XVIII ed ha sull’altare maggiore un bel trono settecentesco per l’esposizione del SS. Oltre ad una tela datata 1832 col patrono S.Nicola da Bari. Nelle altre quattro cappelle sono state aboliti recentemente gli altari, ma salvati i bei paliotti in scagliola datati 1730. Nella seconda cappella, a sinistra entrando, è un bel crocifisso attribuito all’Algardi e una bella Via Crucis.
S. Donnino
via S.Donnino, 2
Questa località viene nominata già nel 1198, mentre la chiesa, dedicata a S. Donnino martire, viene ricordata nel 1206. Il tempio, prima di essere completamente distrutto dall’ultima guerra (1940-45) era stato rifatto nel 1707 mentre il campanile era del 1399. La chiesa attuale fu rifatta nel 1954-55 su disegno di Pietro Bolognesi. L’interno ha tre altari: sul maggiore è un bel quadro del Bagnacavallo con la Madonna e il Bambino in gloria; donatore del quadro fu Annibale Gozzadini (1956).
S. Giovanni Battista di Calamosco
via Chiesa Calamosco, 2
Questa località, poco lontana e a nord della via san Donato e della località S. Sisto, viene nominata nel 1088, mentre la sua chiesa viene ricordata nel 1269 ed è dedicAta a San Giovanni Battista. La chiesa attuale risale agli anni 1729-30, su disegno di Antonio Gamberini e rimaneggiato nel 1925 su disegno del Collamarini. L’interno, di un sobrio barocco, ha sette altari: sul maggiore la nascita di S.Giovanni Battista , pare del Franceschini. Nel secondo altare, a destra entrando, c’è un bel quadro di S.Antonio da Padova; nel terzo una bella copia della Madonna della Scodella del Correggio. Nel primo altare a sinistra c’è un crocifisso in stucco di buona mano; nell’altare che segue è un S.Vincenzo Ferreri di Ubaldo Gandolfi. Sul battistero è una statua del precursore, una delle prime opere di Cesarino Vincenzi della prima metà del nostro secolo.
Ultimo aggiornamento: venerdì 24 agosto 2012