Casa di Quartiere Katia Bertasi

Presentazione della Casa di Quartiere Katia Bertasi.

Giovedì 15 aprile 2021 ore 18

In diretta YOUTUBE (https://www.youtube.com/channel/UCpuJ8duY5fET6BoYDTj838Q) e FB (@casadiquartierekatiabertasi) i nuovi gestori presenteranno il progetto della Casa di Quartiere Katia Bertasi, sita in via Fioravanti 22 nel Quartiere Navile.

Da centro sociale per anziani dedicato a Katia Bertasi - una delle 85 vittime della strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 - e fondato nel 1981 per rispondere ai bisogni di aggregazione, socializzazione ed incontro, giunge oggi, pur mantenendo il ruolo di custode di un pezzo doloroso della memoria collettiva, ad aprirsi alla città sotto le nuove vesti di Casa di Quartiere Katia Bertasi. Ad aprire le porte, al momento virtuali, una cordata di realtà del Terzo Settore bolognese da sempre attive nel presidio e cura del Quartiere e delle persone con a capofila l’Associazione Senza il Banco, che opererà in sinergia con ANCeSCAO, Auser Bologna, Comitato Vivere Mercato Navile, Next Generation Italy, CIVIBO. Una compagine eterogenea che

metterà a disposizione competenze, esperienza ed energie per affrontare una sfida cittadina volta a rilanciare e rigenerare un pezzo di Quartiere e città. “L’obiettivo è quello di cominciare ad allestire una Casa che possa essere un luogo di sosta, ma anche di passaggio, uno spazio di apprendimenti, ma anche di scambio, un punto di socializzazione ma anche di espressività culturale ed artistica, un luogo per giovani, studenti, ma anche per anziani e famiglie, un luogo democratico e partecipativo, in cui attivare il protagonismo e il senso civico volti all’inclusione, al sostegno e alla generatività di solidarietà, accoglienza e aiuto. Insomma uno spazio aperto in cui il cittadino non è solo un fruitore passivo, ma anche un attivatore di processi di welfare di comunità” incalza Vittoria Affatato, Presidente di Senza il Banco, e continua “Poco più di un anno fa vennero adottate misure eccezionali di contrasto alla diffusione del Coronavirus, è stata un’esperienza che ci ha fatto toccare con mano tutta la nostra fragilità, ora sentiamo il bisogno di dare vita a esperienze collettive di prossimità, auto-aiuto, responsabilità sociale, che ci aiutino a contrastare la solitudine e l’isolamento di bambini, famiglie, giovani ed anziani”. Lo faremo valorizzando tutto ciò che ci ha portati fin qui, ma anche innovando e sperimentando nuovi percorsi, tra cui la gestione di un bar e di un punto di ristorazione, la valorizzazione e promozione di piazze coperte e all’aperto per favorire le attività sportive e di gioco, di scambio e di intrattenimento”. Le premesse appaiono buone, i preparativi fervono, al momento non ci resta che …connetterci.

 

Ultimo aggiornamento: martedì 06 aprile 2021