Eccidio di Casteldebole
La Compagnia comando della 63° Brigata Bolero Garibaldi, la notte del 29 ottobre 1944, proveniente dalle colline di Rasiglio, raggiunse Casteldebole. Il progetto era di guadare il fiume Reno, servendosi del barcone di "Guston". Il fiume Reno in piena, una delle più impetuose degli ultimi anni, obbligò i partigiani a desistere da tale intento. Il 30 ottobre 1944 le SS che da mesi avevano occupato il borgo di Casteldebole bloccarono i partigiani costringendoli allo scontro in condizioni strategiche disperate; alle spalle il Reno in piena, una batteria antiaerea dalla sponda di Bologna iniziò a sparare, per i soldati tedeschi fu un vero tiro al bersaglio: 19 partigiani contro 200 SS.
I tedeschi diedero luogo ai rastrellamenti per le case e le vie di Casteldebole, altri uomini e ragazzi furono uccisi impiccati o fucilati. Gli abitanti del borgo, donne uomini vecchi e bambini allontanati dalle loro case, scalzi affamati e terrorizzati dovettero lasciare il paese, andarsene controllati a vista dai militari .
Le SS sparsero di benzina alcune salme di civili da loro uccisi, da qui fu un'attimo e tutto il paese prese fuoco, le fiamme divamparono, lasciandosi dietro un città morta.
L'eccidio di Casteldebole
... mentre era in corso una battaglia con i partigiani sulla sponda sinistra del fiume Reno, i tedeschi uccisero cinque persone che transitavano casualmente nei pressi. Nel pomeriggio e nella sera dello stesso giorno i tedeschi rastrellarono altre 10 persone e le fucilarono il giorno seguente...
La Battaglia di Casteldebole
Nel primo pomeriggio del 30 ottobre, ingenti reparti di SS e paracadutisti tedeschi informati da un delatore, circondarono un gruppo di partigiani che non si arresero al nemico e caddero combattendo...
Il Sacrario dei partigiani in Piazza Nettuno a Bologna
Le biografie dei partigiani ricordati nel monumento, il significato delle lapidi commemorative, gli edifici di Piazza Maggiore.
Monumento Ossario ai partigiani nella Certosa di Bologna
Inaugurato il 31 ottobre 1959, fu voluto dal Giuseppe Dozza, il sindaco della liberazione di Bologna, che lo fece progettare da Piero Bottoni (Milano 1903-1973), esponente di spicco del Razionalismo in Italia, vicino alle posizioni di Le Corbusier.
Ultimo aggiornamento: giovedì 12 luglio 2012