Immagini

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  • Gonfalone Quartiere Borgo Panigale
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  • La foto, risalente al 1925, mostra l'edificio delle scuole elementari comunali (attualmente sede degli uffici del Quartiere) e sulla destra, la sede del palazzo comunale che attualmente ospita la biblioteca di quartiere. Al centro, dietro gli alberi, si intravede la cisterna dell'acquedotto, la cui opera fu completata nei primi anni del XX secolo.
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  • La foto, risalente al 13 ottobre del 1944, mostra un'ala dello stabilimento Ducati: il giorno precedente, alle ore 12.00, alcune "fortezze volanti" americane, ad ondate successive, bombardarono gli stabilimenti della Ducati; i danni furono valutati, all'epoca, in circa 450 milioni.
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  • Veduta aerea del 13 aprile 1944: il nucleo centrale di Borgo Panigale dal Reno alla Ducati. Seguendo la via Emilia, dall'alto, dopo il Pontelungo vediamo il bivio via Emilia - via Triunvirato, c hiuso dall'arco della ferrovia. Proseguendo vediamo il bivio della Scala formato dalla via M.E.Lepido (verso Modena) e via M.Celio (vecchia strada per S.Giovanni in Persiceto). All'interno del triangolo formato dal bivio e chiuso da via della Salute, si infittiscono gli insediamenti. In basso a destra della via Emilia è ben visibile il complesso della Ducati. In alto a sinistra si intravede l'aeroporto.

Primo scorcio del XX secolo




All'inizio del XX secolo il territorio comunale, molto fertile, è adatto sia all'allevamento che alla coltivazione di cereali, legumi, frutta, foraggi, viti e canapa. Nelle grandi famiglie contadine all'attività agricola si affianca quella di tessitura della canapa e del cotone grazie al lavoro di 175 telai. Il bracciantato aveva notevole peso nell'agricoltura, mentre un consistente nucleo di proletariato industriale si andava formando, grazie all'insediarsi di numerose industrie per la lavorazione delle carni suine, di concimi chimici e piccole imprese di costruzioni.

Il censimento del 1901 rileva l'aumento della popolazione a 5.373 unità; nascono nuovi insediamenti produttivi e si incrementa l'edilizia abitativa. Sorgono inoltre organismi politici di indirizzo socialista quali leghe di lavoratori e cooperative: una sezione socialista si forma a Lavino di mezzo nel 1902. Nel 1907 le diverse leghe di contadini e muratori sottoscrivono, con le rappresentanze padronali e con le autorità provinciali, nuove tariffe e normative. Tutto ciò porterà, il 13 ottobre 1907, alla clamorosa vittoria della lista socialista alle elezioni amministrative del Comune ed all'elezione del primo sindaco socialista: Pasquale Bondioli, rieletto nelle elezioni amministrative del 1914. Questa amministrazione si qualificò per i provvedimenti di ordine sociale quali la costruzione di case per i lavoratori ed una serie di lavori pubblici nei quali impegnare la mano d'opera disoccupata: costruzione della scuola (l'edificio che attualmente ospita la sede amministrativa del Quartiere) per l'epoca prestigiosa, considerando la scarsa consistenza della popolazione scolastica, della strada di accesso alla scuola stessa (attuale via delle Scuole), del cimitero, dell'acquedotto. Nel contempo l'amministrazione era impegnata a contenere i movimenti eversivi che turbavano la vita politica locale e nazionale. Il 15 novembre del 1911 il Consiglio Comunale unanimemente respingeva lo slogan «armiamoci e partite» invitando ad aderire alle iniziative di Turati contro la guerra!

Ma la guerra ci sarà: nel maggio del 1915, l'Italia è trascinata nel conflitto; ne uscirà il 4 novembre del 1918, nelle condizioni che ben conosciamo. I lavoratori saranno quelli che maggiormente subiranno le conseguenze politiche e soprattutto economiche della guerra, ma cresceranno fortemente nell'impegno politico e sociale.

Nelle elezioni amministrative del 1920 del Comune di Borgo Panigale, le due liste socialiste conquisteranno sia i posti di maggioranza che di minoranza, sindaco sarà nominato Umberto Forlani il quale, a seguito di un grave episodio accaduto come risposta ad un agguato fascista, fu costretto a rifugiarsi all'estero, assieme ad altri componenti dell'amministrazione comunale.

Il 15 dicembre del 1923, abolite le elezioni per Comune, Parlamento e Province, nel Comune di Borgo Panigale si insediò un Commissario Prefettizio, il quale rimase in carica per oltre cinque anni, seguito da un podestà ed ancora da un commissario fino al 1937, anno in cui il Comune di Borgo Panigale verrà aggregato al Comune di Bologna.
Gli amministratori del Comune di Bologna, fin dal 1927, manifestarono la volontà di ampliarne il territorio, per estendere il controllo su di un'area, quella di Borgo Panigale appunto, di consolidate tradizioni socialiste ed antifasciste, anche in pieno regime. L'allora commissario prefettizio, il 19 febbraio del 1927 chiese l'aggregazione di Borgo Panigale al Comune di Bologna; dopo alterne vicende si arriva al 4 agosto del 1933, quando il prefetto di Bologna ordina ai podestà dei comuni di Borgo Panigale, S. Lazzaro e Casalecchio di Reno di «decidere» la loro annessione al Comune di Bologna, forte dell'appoggio dell'organizzazione degli industriali bolognesi, interessati a rimuovere un ostacolo alla fruibilità della mano d'opera operaia, ostacolo costituito dal risiedere in diversi comuni.
Nel 1937, il nuovo Podestà di Bologna avanzò la richiesta di ampliamento del Comune, ma solo per l'aggregazione del Comune di Borgo Panigale, allo scopo di «avere maggior respiro territoriale» per i nuovi insediamenti sostitutivi delle case demolite. Lo stesso Commissario prefettizio di Borgo Panigale espresse parere favorevole all'aggregazione, subordinandola ad una serie di opere di urbanizzazione.
Il Regio Decreto n. 1793 del 5 novembre 1937, convertito nella legge n. 2441 del 30 dicembre 1937, sancirà la soppressione del Comune di Borgo Panigale dopo 105 anni di esistenza e la sua aggregazione al Comune di Bologna.

Gli abitanti del soppresso comune erano 11.477, secondo i dati del censimento del 1936, per un totale di 2318 famiglie; le scuole erano tre nel capoluogo ed una a Pioppa, per un totale di 15 aule.
Per ciò che concerne gli insediamenti industriali maggiori, oltre le fornaci Tugnoli e Gallotti risalenti alla fine del 1800, negli anni trenta sono sorte diverse aziende tra cui Fabbri, Cobianchi, Peschiera, le quali assumeranno importanza a livello nazionale.
Nel 1934 l'azienda "Ducati" interviene a favore dell'aggregazione del territorio di Borgo Panigale al Comune di Bologna, manifestando l'intenzione di costruire nuovi stabilimenti nel territorio di Borgo, cosa che farà nel 1936, lasciando il centro urbano di Bologna: i dipendenti sono 1.100, in maggioranza donne.

Nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, la Ducati conta 2300 dipendenti per una produzione altamente specializzata e differenziata. Con l'entrata in guerra dell'Italia, l'azienda, anche per la chiusura dei mercati esteri, orienta l'attività alla produzione bellica, sostenuta da numerose commesse che fruttano altissimi profitti. Parallelamente va consolidandosi nei dipendenti una coscienza antifascista, che porterà ad aspre lotte contro le S.S. e i militi fascisti che irrompono nei reparti ad intimare la ripresa del lavoro durante gli scioperi del 1944.
Il 21 aprile 1945 è il giorno della liberazione: si sviluppa una forte denuncia delle responsabilità dei fratelli Ducati per la loro collaborazione con gli occupanti tedeschi. Si accresce anche nella popolazione la volontà di ricostruzione e di ripristino della produzione per assicurare il lavoro alle maestranze.

Ultimo aggiornamento: mercoledì 11 luglio 2012