Elettromagnetismo

Elettromagnetismo

Obiettivo generale:
contenimento dell’inquinamento elettromagnetico

Obiettivi specifici:
- realizzazione di interventi di interramento di elettrodotti
- razionalizzazione della collocazione degli impianti di telefonia mobile negli Ambiti di nuovo insediamento e di riqualificazione
- ricollocazione delle sorgenti emissive radiotelevisive

Stato

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In relazione alle reti di distribuzione dell'energia elettrica, la percentuale di abitanti potenzialmente esposti a valori di induzione magnetica superiore a 0,5 microTesla sul totale della popolazione residente è passato dal 1,07% del 2000 allo 0,96% del 2005.
I tratti di elettrodotti At interrati (risanati) sul totale di elettrodotti At presenti in aree residenziali era pari nel 2005 al 18% (14,7% se si escludono le linee di cui è già prevista la demolizione).
I siti a servizio della comunicazione mobile con valori di campo elettrico stimati al primo recettore < 3 (4,5) V/m sul totale dei siti per telefonia sono pari a:
- 30% per i 3 V/m
- 48% per i 4,5 V/m

Impatto potenziale da Psc

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In relazione alle stazioni radio base di telefonia mobile, a fronte di una raggiunta copertura dell'intero territorio comunale, si prospetta che per i prossimi anni vi siano sempre meno richieste per nuove installazioni, mentre rimarranno sostenute le richieste per gli interventi di "riconfigurazione" degli impianti esistenti.
I nuovi impianti sono prevedibili invece in tutti gli Ambiti di nuovo insediamento, nei quali è ipotizzabile a breve medio termine lo sviluppo di potenziali criticità.
Per quanto attiene le reti di distribuzione dell'energia, il Psc prevede l'interramento degli elettrodotti per minimizzare l'inquinamento elettromagnetico negli Ambiti di nuovo insediamento e di riqualificazione; si segnala inoltre l'opportunità di ulteriori tratti di interramento nel territorio urbano consolidato.

Misure per la sostenibilità

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Si considera fondamentale provvedere a idonea integrazione tra il tessuto urbano, esistente e di nuova realizzazione, e le infrastrutture di comunicazione mobile, con espresso riferimento a impianti di telefonia mobile, radiotelevisivi e connessi a nuove tecnologie. Tali opere sono da considerarsi opere di urbanizzazione primaria così come definiti dal Codice delle Comunicazioni (Dlgs 259/03). Analoga integrazione deve essere perseguita anche per le reti di distribuzione dell'energia.
Le azioni e gli interventi atti a minimizzare l'impatto della componente campi elettromagnetici si suddividono a seconda della tipologia di sorgente di interesse.

Reti di distribuzione dell'energia
Per quanto concerne le reti di distribuzione dell'energia (o sorgenti di campi elettromagnetici a bassa frequenza), distinte in impianti di distribuzione e trasformazione dell'energia elettrica, sarà prioritaria la loro caratterizzazione a monte di qualunque azione progettuale.
Qualora nelle aree interessate da nuova urbanizzazione o riqualificazione siano presenti elettrodotti ad alta tensione, possono essere individuati due ordini di soluzioni infrastrutturali atte a evitare la permanenza di persone all'interno delle fasce di rispetto:
- minimizzazione dell'impatto elettromagnetico, tramite interramento del tratto di elettrodotto;
- minimizzazione del consumo di suolo, tramite affiancamento all'elettrodotto di altre infrastrutture che prevedono fasce di rispetto (strade, linee ferroviarie), in modo da realizzare una sovrapposizione di suolo vincolato, oppure ancora tramite collocazione all'interno delle fasce di infrastrutture che non prevedano permanenza di persone (es. vasche di laminazione, etc.).
La prima soluzione può risultare condizione necessaria nel caso di collocazione di aree residenziali, facendo in modo di ottimizzare il percorso dell'interramento.
La seconda soluzione risulta particolarmente utile per ridurre il consumo di suolo derivante dalla presenza di fasce di rispetto e/o diversi vincoli territoriali che comunque non consentano la collocazione di residenze, aree verdi fruibili e attività produttive ed è proponibile anche per le cabine di trasformazione primaria (At/Mt).
Il target assunto per l'esposizione agli elettrodotti (At) è il contenimento entro il 5 per mille del numero di abitanti all'interno delle fasce di rispetto dei 0,5 microTesla, in riferimento alla popolazione residente nel Comune. All'interno degli Ambiti di nuovo insediamento e di riqualificazione, tale percentuale deve scendere a zero, rispettando parimenti il valore di 0,2 microTesla come indicato dagli strumenti normativi regionali.
Per la riduzione dell'estensione degli elettrodotti At aerei nel territorio cittadino, si definiscono i seguenti obiettivi:
- interramento degli elettrodotti nelle aree residenziali cittadine, per tratti pari al 75% della estensione complessiva;
- interramento degli elettrodotti, nelle aree residenziali di nuovo insediamento e di riqualificazione, pari al 90% della estensione complessiva.

In merito alle stazioni di trasformazione primaria, qualora queste siano da riconfigurare, deve porsi prioritariamente il rispetto dei valori regionali di riferimento, con una fascia di rispetto che abbia le dimensioni minori possibili.
Analogamente, per le cabine di trasformazione secondaria (Mt/Bt) occorrerà evitare la permanenza prolungata di persone in una fascia di rispetto adeguata, collocandole presso parcheggi o percorsi viari.

Servizi di telefonia mobile e servizi assimilati
Per quanto concerne le sorgenti di campi elettromagnetici ad alta frequenza, deve essere considerata prioritariamente la presenza di siti a servizio delle comunicazioni mobili.
Poiché gli impianti esistenti presentano un volume con superamento dei valori di attenzione/limite di esposizione, si dovrà porre attenzione a non collocare edifici di progetto che intersechino tale volume.
I nuovi impianti che si renderanno necessari per garantire la copertura per diversi tipi di sistemi di comunicazione (telefonia, digitale terrestre mobile o Dvb-h, Adsl via etere, Wi-max, DAB, ecc.) saranno di preferenza collocati in sommità degli edifici a maggiore sviluppo verticale in modo da rendere integrato il sistema infrastrutturale di telecomunicazione con il sistema urbano.
Si definiscono i seguenti obiettivi per la collocazione degli impianti di telefonia mobile o assimilati: nelle aree di nuovo insediamento e di riqualificazione si ritiene necessario realizzare una scelta preventiva dei siti idonei, una omogenea distribuzione degli impianti (e del campo elettrico che ne deriva) e l’individuazione di soluzioni compatibili con il contesto territoriale per realizzare la copertura del servizio pubblico.
Nel restante territorio del Comune di Bologna, l'obiettivo consiste nell'individuazione di soluzioni opportune e compatibili con il territorio per realizzare la copertura del servizio pubblico, tramite una copianificazione con i gestori.
È opportuno pertanto che il Quadro normativo del Rue preveda che nelle aree di nuovo insediamento e di riqualificazione vengano destinati gli edifici più elevati per la collocazione di impianti, tramite l'intermediazione del Comune che - ad esempio - può rimanere proprietario del sito (es. disponendo della proprietà di un vano tecnico sul lastrico solare) e che fornisca gli spazi fisici per gli apparati degli operatori, con parità di trattamento tra i gestori, al fine di ottenere l'integrazione tra il contesto urbano e tali opere di urbanizzazione primaria. Ci si riferisce sia a gestori di telefonia mobile che a gestori di nuovi servizi, che possono essere in numero anche elevato.
Inoltre, si riscontra la necessità di attivare impianti di bassa potenza (microcelle, tecnologia Wi-fi), da collocare in aree poco coperte o bisognose di elevata capacità di connessione. I siti di appoggio possono essere anche in questo caso regolati in un disegno complessivo; in tal senso possono essere utili eventuali reti di pubblica illuminazione o eventuali ulteriori siti, pubblici o privati, su quali appoggiarsi in modo congruente con il contesto urbano.
Per quanto attiene le attività connesse alla predisposizione del Poc per le aree di nuovo insediamento o riqualificazione, il Comune può svolgere le seguenti iniziative :
- forniture della mappatura dei campi elettromagnetici di cui dispone, in base alle emissioni di campo elettrico autorizzate;
- verifica della presenza di impianti soggetti a nuova localizzazione, anche in base a specifici piani;
- verifica delle eventuali necessità di ottimizzazione di impianti esistenti e le necessità di fornitura di nuovi servizi.

Si specifica infine che i siti maggiormente idonei alla collocazione di impianti di telefonia mobile sono da riferirsi alle seguenti condizioni:
- zone prossime a infrastrutture della viabilità primaria (rotonde stradali, aree di arredo, aree prossime alla rete autostradale, etc.);
- zone collocate in contesto industriale/artigianale o direzionale;
- zone commerciali, direzionali e universitarie;
- zone a destinazione alberghiera;
- zone destinate a parcheggi;
- zone ferroviarie o limitrofe, se non adiacenti ad aree residenziali;
- zone destinate ad attrezzature sportive;
- zone cimiteriali e di rispetto cimiteriale;
- zone di verde sportivo, purché non annesse a siti sensibili (scuole, ospedali, attrezzature sanitarie e assistenziali);
- area fieristica, area aeroportuale, Stadio comunale;
- strutture o edifici di altezza superiore a quella degli edifici circostanti.
I siti preferibili per la collocazione di impianti di potenza ridotta, intesi con potenza al connettore d’antenna non superiore a 2 Watt, quali ad esempio le microcelle, sono da riferirsi alle seguenti condizioni:
- impianti della pubblica illuminazione o altri supporti di tipo analogo;
- cabine telefoniche, insegne pubblicitarie, impianti a muro.

Su tali siti, nel complesso, si suggerisce che il Comune, mediante suoi atti di pianificazione e attuazione in merito a piani e/o progetti di iniziativa pubblica e privata, agevoli la collocazione di impianti di comunicazione mobile nel rispetto dei criteri di minimizzazione delle emissioni di campo elettrico.
I restanti siti sono da assoggettare a maggior livello di condizionamento o di divieto, qualora ricorrano le condizioni indicate da legge regionale, o qualora specificato da futuri regolamenti.

Impianti per l'emittenza radiotelevisiva

Gli impianti per l'emittenza radiotelevisiva, oggetto anche del Piano provinciale per l'emittenza radio televisiva (Plert), dovranno essere resi compatibili con il contesto cittadino. Nella realizzazione di questo obiettivo si pongono questioni di vario ordine.
In particolare, l'integrazione dei siti di emittenza principali (Barbiano e San Luca, successivamente Osservanza e Monte Donato) nel territorio dovrà prevedere, secondo una prospettiva più ampia, l'ulteriore sviluppo tecnologico e non solo limitarsi a garantire il rispetto delle normative protezionistiche e paesaggistiche (requisiti minimi di legge) nel breve periodo.
La gestione degli impianti collocati secondo questi criteri dovrà essere regolata in modo da pervenire ad una situazione più equilibrata e di maggiore coordinamento rispetto a quanto avvenuto in passato.
In particolare, dovrà essere promossa la costituzione di consorzi fra le emittenti e la messa a punto di meccanismi incentivanti quali, ad esempio, la possibilità di acquisire i siti idonei ed impiegare tali proprietà all'installazione di impianti, al fine di fornire ad ogni operatore parità di trattamento e agevolare i percorsi di riorganizzazione dei siti, spesso ostacolati da elementi patrimoniali.
Gli impianti di collegamento (ponti radio) tra studi radiotelevisivi e impianti di emittenza, pur essendo sorgenti ad alta frequenza hanno caratteristiche tali da non determinare esposizione della popolazione; dovrà essere prestata attenzione ad evitare che edifici di progetto intersechino il fascio di collegamento.
In termini procedurali, si suggerisce che siano i Poc e il Rue, recependo i contenuti del Plert, a meglio individuare e disciplinare i perimetri dei siti di emittenza considerati compatibili.
L'individuazione può avvenire mediante:
- perimetrazione dei siti idonei alla copertura del servizio secondo le esigenze dei soggetti gestori, appositamente documentate e verificate in contraddittorio e compatibili con il Plert;
- eventuale attivazione di procedura espropriativa di tali perimetri e delle aree di accesso, ai sensi dell'art. 6 della Lr 30/00.
La disciplina di tali siti, meglio articolata nel Poc e Rue, si può sviluppare sulla base dei seguenti criteri:
- realizzazione di strutture caratterizzate da alta compatibilità con il territorio, per le emissioni di campo elettrico e per l'impatto paesaggistico;
- concessione in diritto di superficie ai soggetti gestori, nel rispetto di pari opportunità tra i soggetti esercenti;
- incentivazione alla costituzione di strutture consortili private per l'attivazione, gestione e manutenzione degli impianti;
- indicazione delle relative disposizioni di natura edilizia;
- realizzazione di strutture funzionali a supportare nuove tecnologie;
- razionalizzazione dei singoli siti di emittenza posti nelle immediate vicinanze;
- soddisfacimento delle esigenze di comunicazione mobile del territorio cittadino, anche in riferimento a "reti di comunicazione elettronica ad uso privato" (Dlgs 259/03, titolo III);
- monitoraggio ambientale di tali siti nel tempo.
Occorre inoltre regolare la durata della permanenza temporanea degli impianti collocati in aree non compatibili con le disposizioni legislative regionali.