Rete civica Iperbole

Tracce di devozione mariana lungo il tratto a valle del Portico di San Luca

Nel tratto di pianura del Portico di San Luca si possono ammirare ancora pochi esempi rappresentativi dell’iconografia legata alla devozione mariana. Una delle opere superstiti degna di nota si trova proprio all’inizio del percorso porticato, subito passato l’Arco Bonaccorsi, tra i pilastri del primo e del secondo arco, precisamente al numero civico 81 di via Saragozza.

Si tratta di un’imponente memoria voluta da Ippolito Fornasari nel 1693 e realizzata in altorilievo a stucco. La memoria prende la forma di una grande edicola, fiancheggiata da due colonne sostenute da teste leonine, alla cui base sono riportate le scritte latine: CUSTOS e VIGIL. Queste due parole, insieme alla scritta latina posta sulla cima dell’edicola, completano il salmo 126: “Nisi  Dominus custodierit civitatem, frustra vigilat qui custodit eam” (se il Signore non custodisce la città, invano veglia chi la custodisce). Due occhi ci guardano dalla sommità della cornice della cimasa, rafforzando la simbologia dello sguardo divino che dal monte vigila e protegge la città.

Nella parte superiore della memoria è ritratta una scena che illustra come appariva il colle prima della costruzione del santuario odierno, successivamente progettato dall’architetto Francesco Dotti. Una chiesetta, atterrata fra il 14 gennaio e il 16 marzo 1743, è posta in cima alla scena, mentre si notano alcune edicole dei Misteri del Rosario sparse lungo la salita e, sulla sinistra, un tratto del portico che inizia ad avvolgere il colle della Guardia. In basso a destra è rappresentata la chiesetta dei Sabatini che si trovava dentro le mura all’altezza di porta Saragozza, anch’essa oggi non più esistente. Nella voluta sotto l’immagine del colle si legge la scritta: EADEM FIDISSIMA, a testimonianza della fedeltà della riproduzione del paesaggio ritratto. Una lunga iscrizione in latino al centro rimanda a significati devozionali.

Sulla base della memoria si presenta una testa di cavallo, simbolicamente legata al nome e allo stemma di famiglia del committente: Ippolito Fornasari (1628-1697), bolognese, professore di Diritto Civile allo Studium e abate di San Michele al Poggio. I raggi solari che alla sommità avvolgono il santuario sono anch’essi collegati all’iconografia che accompagna il nome dell’illustre docente. Questi due elementi simbolici si possono ritrovare anche nella memoria collocata all’Archiginnasio, intitolata a Ippolito Fornasari e al fratello, entrambi lì docenti, e nella medaglia celebrativa del 1692, qui riprodotta in foto.

 

Fonti e riferimenti fotografici:

Gioia Lanzi - Centro Studi per la Cultura Popolare, Madonna di San Luca, n. 68 marzo 2016 (in corso di stampa).
Monumento ai fratelli Gian Battista e Ippolito Fornasari, su concessione di Biloteca Comunale Archiginnasio.
Medaglia celebrativa, foto di Goia Lanzi.
Memoria di Ippolito Fornasari, foto intera e dettagli di Adriano Dondi.
Dettaglio Memoria Ippolito Fornasari, parte superiore del cartiglio, foto di Goia Lanzi.