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I portici nel mondo

Per entrare a far parte della Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO è necessario dimostrare che il sito candidato possiede un Eccezionale Valore Universale. Ciò che rende eccezionale il concetto di Patrimonio Mondiale è il fatto che i beni che lo costituiscono appartengono a tutte le popolazioni del mondo, al di là dei territori nei quali esse sono collocati. 

Bologna vanta un’estensione di tratti porticati pari a ben 62 chilometri, dato che non trova eguale in nessun altro luogo al mondo. E’ straordinario anche il fatto che i portici siano stati costruiti in città dal XII secolo fino ai giorni nostri, senza soluzione di continuità, andando così a creare un vero e proprio catalogo di forme architettoniche che si differenziano per stile, materiali, tipologia edilizia, funzione, ruolo urbano. In molte altre città in Italia, in Europa e nel mondo, il portico è presente, ma mai in modo così pervasivo e variegato come a Bologna. 

Grazie al particolare apparato normativo e alla definizione del portico come spazio di proprietà privata ma ad uso pubblico, i portici a Bologna hanno potuto resistere per un lungo arco temporale e diventare elemento d’identità cittadina e luogo di socialità e relazione. A chi passeggia per Bologna ancora oggi si presenta una varietà di architettura porticata eccezionale. D’altra parte proprio questo aspetto ha sempre colpito viaggiatori di passaggio, artisti e studiosi, che hanno poi contribuito all’esportazione del modello del portico bolognese e alla sua diffusione in tutto il mondo. 

Le 12 componenti candidate sono tutte necessarie alla completa rappresentazione dei valori del sistema porticato bolognese, in quanto ciascuna presenta caratteristiche specifiche espresse sia dalla tipologia architettonica, sia dal ruolo che la componente possiede/possedeva all’interno della città.

 

 

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